Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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‘Il senso della vita’ di Pier Paolo Pizzimbone. Un libro di rivelazioni inedite. Perché troppi soldi non fanno felici. La vendetta della D’Urso. Dell’Utri? Persona corretta e colta. Claudio Scajola? Mio oppositore è stato investito da scandali e processi. E’ ancora lì amato e rispettato. Poi la Meloni, Santanché, Crosetto, Verdini

‘Il senso della vita’. Il libro dell’ex imprenditore savonese-imperiese Pier Paolo Pizzimbone. Un  capitolo. La mia politica.  C’è chi si candida perchè vuole dare qualcosa, vuole servire, e c’è chi si candida perchè vuole prendere tutto, vuole servirsi. Io sono entrato in politica  animato da un forte bisogno di aiutare gli altri, da spirito di servizio, poter dare qualcosa di più agli svantaggiati”.

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“I processi di selezione e candidatura in Parlamento  sono qualcosa di incredibile e di estremamente cinico e posso raccontarli per essere stato dentro quelle stanze in prima persona”.

“Poter donare le mie competenze  nei confronti dei cittadini  per distribuire ricchezza, intesa nel senso lato del termine. …I soldi, soprattutto quando sono troppi, non portano mai nulla di buono.  L’amore quello vero ti apre ad una vita felice. Io sono stato fortunato – confessa Pier Paolo Pizzimbone – incontrando, dopo molte peripezie, quella meravigliosa donna  che è mia moglie e lei mi ha fatto conoscere l’amore vero”.

LA MIA ELEZIONE IN PARLAMENTO – “Pensate che il primo che mi venne incontro per congratularsi e stringermi la mano fu Claudio Scajola. … Entrai nel gruppo parlamentare  del Popolo delle libertà di berlusconi, e scoprii che tutti i gruppi godono di un rimborso mensile a fondo perduto per l’attività politica, costituito da svariate centinaia  di migliaia di euro, senza obbligo di rendicontazione. Un po come quelli dei gruppi dei Consigli regionali, saltati agli onori della cronaca  per lo scandalo  delle spese pazze nelle Regioni, con la differenza che  dentro il Parlamento la Guardia di Finanza non può entrare a controllare, e nessuno sa nulla, se non dai bilanci ufficiali dei partiti. Io chiesi subito di poter consultare  come veniva spesi i soldi e non mi venne concesso, così entrai in rotta di collisione con il capo gruppo….  Un uccellino ‘verdino’ che dietro la mia mancata candidatura c’era stato invece lo zampino della D’Urso che per vendicarsi di come l’avevo lasciata aveva usato la sua forte influenza  sugli uomini di Berlusconi neo Partito per farmi fuori”.

CLAUDIO SCAJOLA MIO OPPOSITORE E DALLA MIA PARTE MARCELLO DELL’UTRI-

La copertine de LEspresso del 5 giugno 2022. Cuffaro e DellUtri

Claudio Scajola era, mio malgrado, un mio oppositore pronto ad ostacolarmi in ogni modo dopo i contrasti che avevamo avuto.  Inoltre temeva una mia ascesa sul territorio e paventava l’idea  che potessi diventare una alternativa al suo punto di riferimento politico locale; allo stesso tempo era uno degli uomini più potenti del centrodestra ligure e italiano. E dunque la zona  in cui lavorava (imperiese e savonese ndr) e in cui era più conosciuto non poteva purtroppo essere  per me il campo politico in cui avere successo. Dalla mia parte avevo un alleato molto importante salata agli onori delle cronache  per vicende spiacevoli…Marcello Dell’Utri con me è sempre stata una persona corretta, uomo di cultura immensa ed estremamente intelligente.  …Con me si è sempre comportato  in maniera impeccabile, e mi ha sempre sostenuto nella mia ascesa politica senza volere nulla in cambio e stando al suo fianco per parecchio tempo non ho mai visto nulla di strano. …Se penso a Dell’Utri e Scajola mi vengono in mente due stili diversi di fare politica, ma con dei valori umani. Entrambi hanno sempre distribuito il loro potere,  con spirito di servizio e condivisione,  e questo li ha resi un punto di riferimento per tutti nella loro parabola politica. L’uno ciò che voleva se lo prendeva , con la forza e la determinazione senza eguali, l’altro non chiedeva mai per non sentirsi dire di no, e forse perchè non aveva bisogno di chiedere.  Non mi sono mai sentito in sintonia con Scajola se non nell’ultima parte della mia carriera politica, ma devo riconoscergli una grande capacità di sopravvivere e rigenerarsi  all’interno della vita pubblica italiana con valori sempre positivi.  Ha accentrato il potere su se stesso, ma lo ha sempre distribuito sotto forma di benessere collettivo ed è questo che gli ha permesso di rimanere al suo posto anche dopo tutto quello che gli è successo. E’ stato investito da scandali e processi eppure è ancora lì, amato e rispettato.

LA MIA ESPERIENZA IN POLITICA – “Ho potuto constatare  che la maggior parte dei politici che si presenta si candida, si impegna, si mette in gioco per tornaconto personale , per egocentrismo, per vedere crescere ancora il proprio potere più di quello che hanno già tra le mani.  E’ una sete che queste persone non si riescono ad estinguere, una fame insaziabile: più sono potenti e in vista e più vogliono  esserlo….Adulati e idolatrati dalle persone che li circondano…E le persone  li scelgono perché,  dopo aver appagato il loro ego, ricevono in cambio molto spesso quello che vogliono.  Perché è difficile emergere  all’interno  della politica italiana? Perché chi occupa posizioni di potere ha il terrore di essere scalzato, superato, oscurato, messo in discussione e così si guarda bene da circondarsi dalle persone più capaci, ma le scelgono con accuratezza in virtù di un proprio asservimento  che gli garantisce  il mantenimento del potere. Io, e lo dico senza presunzione, sono sempre stato visto come una minaccia perchè avevo un’alta formazione imprenditoriale. una vastissima esperienza  e mi sapevo muovere con astuzia e dinamicità all’interno di quel mondo potendo contare su un ingente patrimonio, e quindi non dovendo ‘campare’ con la politica….Dicevo sempre quello che pensavo. E i politici questo non te lo perdonano.

DELL’UTRI NON VOLEVA FARE IL MINISTRO  MA VOLEVA FARE I MINISTRI – 

Dell’Utri c’era sempre ma rimaneva nell’ombra, lui non voleva fare il Ministro ma ripeteva sempre che ‘voleva fare i ministri’. E difatti così era.

Una persona meravigliosa  che mi ha aiutato molto in quel periodo, e al quale vorrei dedicare  un profondo pensiero perchè mi sento molto legato a lui, è Lino Jannuzzi, giornalista di successo e di assalto, che svelò per primo negli anni settanta gli intrecci oscuri dei Servizi Segreti e un presunto colpo di Stato. Si è sempre battuto per far emergere le vicende di malagiustizia, come per esempio la tristissima trafila giudiziaria di Enzo Tortora…. 

All’epoca uno dei quartieri generali romani miei e di Dell’Utri era la sede dei Circoli del Buon Governo in via del Traforo o l’Hotel Eden dove alloggiavamo entrambi. Alla sua corte ho visto passare tutti ed ho visto scene incredibili da parte  di ogni tipo di persona, anche futuri presidenti della camera, Ministri, funzionari e dirigenti statali gente che poi  ne hanno tristemente  preso le distanze dopo aver ottenuto da lui ciò  che voleva. Alcuni di loro li ho visti bussare alla sua camera d’albergo a notte fonda per elemosinare  un posto in lista…Da fuori non c’è la percezione di cosa sono capaci di fare  le persone per essere elette. Le cose più meschine credetemi.

Alle candidature del 2008 chi tesseva le file erano Denis Verdini come coordinatore nazionale, poi Scajola, Schifani, Dell’Utri, Elio Vito, la Gelmini e tutti i coordinatori regionali, ciascuno portatore dei propri interessi. Arrivavano donne in abiti succinti pronte a minacciare di rivelare chissà quali segreti, veri o presunti, le più convincenti ottenevano un posto, poi c ‘erano i giochi di potere subdoli e striscianti…. succedeva ogni cosa, era un aguerra in cui valeva tutto.  Ci finii dentro anche io e visto che Scajola non mi voleva in Liguria, Dell’Utri ad un certo punto disse a Guido Crosetto, futuro sottosegretario di Stato alla Difesa, che sarei dovuto finire in lista nella sua Piemonte. Ma lui aveva già i suoi uomini, tutti piazzati, tutto concordato da mesi e forse da anni. Crosetto, due metri di uomo, dopo giorni interminabili e notti insonni svenne per la tensione e fummo costretti a chiamare l’ambulanza perchè non si riprendeva, Quello era il livello di stress, questa la tensione che si viveva…

IN LIGURIA FATICAVO A TROVARE SPAZIO POLITICO- …Sebbene la Liguria fosse il mio territorio, Scajola mi aveva sempre escluso….In Sicilia fu comunque una bella avventura che non rifarei e che non voglio assolutamente  replicare anche se le persone continuano a chiedermi di impegnarmi. La politica mi ha tradito e così com’è non mi appartiene più. Ho avuto tante soddisfazioni ma troppe delusioni.  Mio padre era un socialista, io, quando decisi di impegnarmi, scelsi il centro destra perché era una casa moderata in cui mi rispecchiavo. Col passare del tempo mi sono trovato dentro un ambiente che più conoscevo e più non sentivo mio, e alla fine ho dovuto assistere a riunioni ufficiali di partito di cui ero Commissario provinciale, con persone che sostenevano con veemenza e con la bava alla  bocca  che le donne migranti che scappavano da crimini e guerre cercando uno scampolo di libertà nel nostro paese arrivando  sui barconi dopo aver subito efferate violenze nei campi di prigionia in Libia,  fossero tutte delle ‘puttane’….Denis Verdini un giorno mi disse che avremmo dovuto  condividere i nostri pensieri e le nostre idee  con Daniela Santanché

, persona che conoscevo, che avevo frequentato, e con la quale non volevo avere niente a che fare. Mela ritrovai in Fratelli d’Italia, appena arrivata pronta a soffiare  un posto in prima fila per il parlamento ai miei colleghi  che lavoravano e sudavano da anni per il partito dando tutti se stessi incondizionatamente. Inoltre Giorgia Meloni è un’altra figura che a mio avviso ha avuto un atteggiamento ipocrita  nei confronti di Dell’Utri. Ora fa la giustizialista senza peccato,  ma quando lui era potente (ma già condannato in primo grado a nove anni) è stata tra i tanti che si è recata al nostro convegno di Montecatini nel 2008 a rendergli omaggio. Tra l’altro all’epoca era Ministro della gioventù (forse grazie anche a lui). Penso che ora rinnegherebbe  quell’episodio. Che ipocrisia!” (continua il prossimo numero con un altro capitolo)

L’ESPRESSO DEL 5 GIUGNO 2022 E ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 12 GIUGNO 2022 I VINCITORI SONO PROPRIO LORO….

 

 

 

 

 

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