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Savona Ata: comprensorialità e azioni di governo. Ultima ora: intervento di Pino Raimondo consigliere comunale a Borgio Verezzi

Resta in stand-by la gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana di Savona. Come annunciato a marzo, infatti, questa mattina Sat ed Iren (arrivate terze nella graduatoria della gara svoltasi qualche mese fa) hanno presentato ricorso e hanno chiesto la sospensiva della gara, bloccando così l’affidamento alla “prima classificata” e cioè Egea, Docks Lanterna e Idealservice.

 di Franco Astengo (“Il rosso non è il Nero”)

Così si allungano i tempi per la costituzione della New.Co che dovrebbe sostituire ATA dopo la disastrosa gestione degli ultimi anni, mettendo in difficoltà il progetto della nuova Amministrazione del Comune di Savona di rendere finalmente il servizio di raccolta rifiuti modernamente efficiente e all’altezza delle esigenze di una città capoluogo.

Però non è questo, pur importantissimo, il punto che intendevamo sollevare nell’occasione: ci troviamo difatti dentro a una questione non ristretta ad un confronto di carattere industriale tra diverse cordate di impresa.

La questione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti è tema delicatissimo di governo del territorio e come tale dovrebbe essere affrontato come “questione di sistema” a livello di governo d’area vasta.

Non è pensabile, infatti, che ciascheduno sul territorio faccia da sé rendendo prioritarie specifiche convenienze (da tenere in conto l’articolazione delle strutture necessarie per rendere adeguato il servizio): occorre individuare una sede nella quale l’amministrazione pubblica nel suo insieme possa compiere le proprie valutazioni e addivenire a scelte conseguenti.

Nel frattempo abbiamo assistito a una complessiva riduzione di capacità di governo da parte dell’Amministrazione Provinciale, attraverso la quale avrebbero potuto emergere soluzioni coerenti riferite all’area vasta.

Il tema diventa allora quello della comprensorialità che nel caso di Savona significa poter affrontare al meglio questioni vitali concernenti il territorio come quelle dei servizi, delle infrastrutture, dell’utilizzo delle aree, dello sviluppo economico, della portualità.

Occorre non separare le diverse partite ma trovare la sede per riunificarle in un luogo di confronto strutturato, di dialogo costante verificato democraticamente, di progettualità condivisa.

Tra l’altro l’area del Savonese non può essere considerata semplicemente quella costiera ma deve necessariamente comprendere l’entroterra e, in ispecie, la Valbormida punto strategico di approdo per la questione di uno sviluppo della rete delle infrastrutture che rimane quella decisiva per far uscire il nostro territorio dall’isolamento.

Ripetiamo: la questione del ricorso di SAT -IREN rispetto alla vicenda della raccolta e smaltimento dei rifiuti della Città di Savona non può essere derubricata a semplice scontro di natura industriale tra aziende (?) diverse e in concorrenza tra di loro.

ULTIMA ORA – Al riguardo del tema riguardante la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti diventato di così cogente attualità nella realtà savonese si unisce un intervento di Pino Raimondo che puntualizza elementi strategici per definire correttamente la situazione in atto.

RACCOLTA E SMALTIMENTO RIFIUTI: CONDIZIONI GIURIDICHE, RUOLO DEGLI ENTI LOCALI di Pino Raimondo (“Il Rosso Non è il Nero”) consigliere comunale di Borgio Verezzi.

Nel quadro complessivo di un forte richiamo al ritorno di una seria comprensorialità che Franco Astengo così lucidamente delinea, occorre a mio avviso considerare anche almeno altre tre questioni: la funzione pubblica del servizio; il ruolo delle istituzioni (Regione Provincia); il compito dei Comuni ed il peso di Arera.

  1. Il servizio di raccolta e smaltimento è una delle 9 funzioni fondamentali che la legge attribuisce ai Comuni, ed è quindi funzione pubblica per definizione, tuttavia negli anni, l’ultimo è il DDL Concorrenza da poco approvato in Senato, tale funzione si è andata annacquando fino ad arrivare a una questione solo di tariffe e di affidamento del servizio a gestori esterni. Prima il vincolo del pareggio tra costi e tariffe, poi la esternalizzazione del servizio ecc. hanno fatto venir meno il carattere di bene comune della tutela ambientale che è proprio del servizio. Se ne è ‘industrializzato’, per dire, l’approccio, anche per ciò che concerne la finalità pubblica.
  2. Ad aggravare, per noi liguri e savonesi in modo piuttosto pesante e serio, l’incapacità (?) di costruire sui territori intese e prospettive comuni nella definizione degli Ambiti territoriali Ottimali, che sarebbero i titolari del processo. Si è evidenziata da una parte una preoccupante mancanza di visione di prospettiva, dall’altra una colpevole inerzia della Regione Liguria (volta in ben più lucrosi interessi, in termini di benefici politici) che ha ipocritamente delegato alle Provincie. Dall’altra una incapacità, questa sì vera e propria incompetenza e superficialità, della Provincia di Savona, che è rimasta silente e inconcludente e ha generato un pericoloso vuoto di indirizzo. In questo quadro si sono inventati, perché il vuoto non esiste nelle relazioni sociali, un ETC (Ente Territoriale  Competente) che coincide il più delle volte con l’area tecnica dei comuni, che è un ‘mostrum’ giuridico-istituzionale e che funziona come ente validatore per conto terzi.
  3. Dominus in tutta la vicenda è ARERA, Ente indipendente costruito apposta per controllare tutto il processo (si interessa, ahimè anche di acqua e acquedotti). È Arera ad assumere delibere e determine, e lo fa con facondia, volte a determinare processi produttivi, costi e tariffe: lo ha fatto attraverso il cosidetto Metodo tariffario dei Rifiuti MTR-2. Nonostante il fatto che IFEL (l’istituto di studi di ANCI) abbia più volte affermato, ed in tema proprio di TARI, che le delibere di ARERA devono essere considerate come semplici e mere raccomandazioni, ARERA, ente al di fuori del normale processo democratico, la fa da padrone. Il ruolo dei Comuni a questo punto è relegato in sostanza all’affidamento della gestione del servizio e ad una debole discrezionalità marginale delle tariffe, che poi dovrebbero essere approvate da ARERA. Davvero ben misera cosa, e per i comuni minori ruolo di sostanziale passacarte.

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