Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Noli non va tutto male. Ma qualcosa decisamente sì. A cominciare dal no al Bajda

A Noli non va tutto male. Ma qualcosa decisamente sì.

di Stefano Sciacca

Sono trascorse ormai parecchie settimane da quando mi è stata offerta l’opportunità di condividere con i lettori di Trucioli.it le mie considerazioni circa le condizioni attuali e le prospettive future dell’amata Noli.

In particolare, in quell’occasione ho avuto modo di lamentare, tra l’altro, la carenza e l’inadeguatezza dei cestini dell’immondizia collocati per le vie del paese, l’evidente mancanza di cura, pulizia e igiene delle spiagge, il degrado di alcune infrastrutture pubbliche imbrattate di graffiti.

Con riferimento alla prima questione, ho constatato, con grande soddisfazione e sincera ammirazione per l’amministrazione (commissario) pro tempore, la sostituzione di numerosi bidoncini con altri ben più adatti allo scopo, nonché il contestuale potenziamento del loro numero in giro per il borgo e, in special modo, lungo la passeggiata a mare che indubbiamente, durante i prossimi mesi estivi, dovrà sostenere il crescente conferimento di rifiuti giornalieri. Si tratta di uno di quegli interventi diretti, immediati, forse per qualcuno persino banali, ma di indubbia rilevanza nella vita quotidiana del paese, degli abitanti e dei frequentatori, ai quali appunto alludevo con l’espressione “politica prêt-à-porter” e, per quanto possa valere, me ne compiaccio.

Con riguardo alla pulizia delle spiagge, tengo innanzitutto a riferire di aver avuto, per puro caso, un piacevole e provvidenziale confronto con il Presidente della società di pesca amatoriale “Anton da Noli”, al quale ho così potuto spiegare meglio e soprattutto di persona le ragioni della mia polemica, nonché mostrare il genere di oggetti pericolosi ai quali ho fatto riferimento (avendone rinvenuto uno proprio lì in quel preciso momento). Ho anche ribadito come, dal mio punto di vista, costituisca onere dei soci rimuoverli dalla spiaggia della quale, in forza della concessione da parte del Comune, hanno la custodia e sulla quale, al contempo, è previsto il pubblico transito. Il Presidente ha dimostrato un interesse sincero per il problema sollevato e manifestato la propria volontà di sensibilizzare gli altri appartenenti alla società, allo scopo di risolverlo nella maniera più tempestiva ed efficace.

Purtroppo, spesso la buona volontà da sola non basta. Senza, però, non si comincia neppure ad affrontare le difficoltà, figuriamoci risolverle! Per questa ragione mi ha confortato constatare come essa in effetti non manchi. O almeno – bisognerebbe dire – non in tutti.

Perché, in verità, le spiagge nolesi, anche nei tratti dati in concessone agli stabilimenti balneari, che pure dovrebbero avere un interesse se non altro commerciale alla loro pulizia, seguitano a essere invase da ogni genere di rifiuti, più o meno pericolosi per l’incolumità dei bagnanti e per la salute dell’ambiente: ami e filo da pesca, ferri arrugginiti di diversa origine, pezzi di polistirolo, fazzoletti usati, gomme da masticare, preservativi, escrementi canini. Più ricorrenti di tutti sono poi i residui plastici: tappi, bottiglie, imballaggi vari, sacchetti, parti di tubo e filtri idraulici (del genere di quelli che, in passato, hanno invaso anche altri tratti di costa in Italia: https://www.greenme.it/ambiente/dischetti-plastica/).

Al di là del decoro del singolo stabilimento o del paese nel suo complesso (che, personalmente, ritengo compromesso da questo stato di evidente incuria molto più di quanto non sia, all’opposto, migliorato grazie alla presenza di cabine, sdraio e ombrelloni nuovi), l’innegabile insistenza di rifiuti a pochi metri dal mare genera un evidente allarme per la salvaguardia dell’ecosistema: proprio in Liguria è stato infatti recentemente dimostrato che anche le plastiche cosiddette biodegradabili, qualora disperse nell’ambiente anziché adeguatamente trattate, arrecano una minaccia grave quanto quelle tradizionali (https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2022/05/10/anche-le-bioplastiche-si-degradano-lentamente-nellambiente-_4a3b0f1b-38a2-4b93-ab6e-e9ff60e4f6cc.html), e in altre regioni si è già provveduto ad adottare il divieto di vendita di imballaggi plastici in spiaggia.

La circostanza, che il cosiddetto marine litter (perlopiù appunto di natura plastica) costituisca una triste costante della nostra penisola e testimoni il tremendo impatto antropico sul sistema marino, non significa che nella piccola Noli questo stato delle cose debba essere considerato irreversibile o, peggio ancora, irrilevante. La relativa brevità del tratto di spiaggia da sorvegliare e manutenere, al contrario, dovrebbe incentivare una sempre crescente attenzione, in prima battuta da parte dei titolari delle concessioni e, in caso di loro inerzia, da parte dell’ente concedente attraverso l’attività di monitoraggio e di sanzione che costituisce una prerogativa alla quale il Comune non può in alcun modo rinunciare.

Naturalmente, a questo proposito, si evidenzia nella pratica il problema dell’enforcement, atteso che a livello di principio giuridico la legislazione del Testo unico sull’ambiente (d.lgs. 152/2006) è chiara nel vietare l’abbandono di rifiuti sul suolo (art. 192, 1 T.U.) (e, dunque, anche sulle spiagge, dove, per effetto dell’azione del mare, il rischio di dispersione e propagazione oltretutto è esponenzialmente aumentato) ed è altrettanto chiara nel considerare correi i titolari degli stabilimenti balneari che non provvedano all’eliminazione di tali rifiuti dal tratto rimesso alla loro cura in forza della concessione: il comma 3 del citato art. 192 prevede infatti che, alla sanzione di cui all’art. 255 dello stesso Testo unico nonché all’attività di rimozione e di ripristino dello stato dei luoghi, siano tenuti, “in solido, i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo”.

La sanzione amministrativa, dunque, può essere certamente elevata anche nei confronti dei concessionari (tenuta altresì presente la già richiamata ordinanza comunale di Noli che assegna a costoro l’onere relativo alla pulizia delle spiagge sulle quali insistono gli stabilimenti balneari). L’obiettivo, pertanto, dovrà essere dotarsi di soggetti preposti al controllo e procedere a effettuare gli accertamenti necessari come stabilito dal decreto legislativo. Provvedervi, a mio parere, deve divenire una priorità della prossima amministrazione nell’ambito della tutela dell’ambiente e della salvaguardia del principio di legalità.

Tale principio costituisce il baluardo sul quale si fonda la pacifica convivenza di una comunità e la sua violazione rappresenta un pericolosissimo vulnus anche quando ciò avviene in riferimento a questioni apparentemente di secondaria importanza. È il caso dei graffiti che infestano le colonne della galleria paramassi. In seguito alla pubblicazione delle mie osservazioni su Trucioli (ma sono certo che si tratti di una mera coincidenza temporale!), è avvenuto un intervento di riverniciatura di alcune di esse, che ha portato alla cancellazione della maggior parte delle scritte vandaliche oscene. Nel giro di appena pochi giorni, le colonne sono però state vittime di un nuovo attacco, ancora più accanto. Morale della favola: l’amministrazione ha bensì dimostrato sensibilità, solerzia e impegno nella difesa e nella valorizzazione del patrimonio pubblico; la cittadinanza (sia pure una parte sicuramente minoritaria e patologica) ha risposto tornando a danneggiarlo. Dimostrando ben poco amor di patria e ancor meno rispetto per i propri concittadini.

Ed ecco perciò che si rende indispensabile affrontare, anche con riferimento a questo tipo di reati, il problema della loro repressione che, inevitabilmente, chiama in causa l’attività di sorveglianza svolta dalle forze dell’ordine locali e la concreta possibilità (per numero e mezzi) che esse vi provvedano, assicurando una presenza costante e diffusa sul territorio comunale nell’arco dell’intera giornata (comprese le ore notturne). In difetto, risulterà sconfitta la parte più sana della popolazione, quella appunto che crede nel principio di legalità e, con impegno civile, lo rispetta anche a costo di qualche sacrificio.

Di questo rischio ha offerto poi un esempio lampante la recente vicenda relativa alla festa di fine anno del liceo Grassi, originariamente in programma presso la famigerata discoteca Bajda che, già in passato, è stata causa indiretta ma determinante di gravi disagi e disordini per il paese, con flussi di persone in preda a incontinenza, ebbrezza e alterazione psichica che, del tutto incontrollate, si riversavano sino alle prime luci dell’alba attraverso le indifese vie del centro, tra schiamazzi, disordini, danneggiamenti e violenze di varia natura.

L’attuale amministrazione commissariale, con una scelta forse impopolare ma assolutamente opportuna sia nella forma sia nel merito, ha negato il consenso alla celebrazione della festa presso il locale sito sul territorio comunale. Gli organizzatori l’hanno prontamente dirottata ad Albissola (o, se non della medesima, si è trattato comunque di una festa analoga) ed ecco qui il resoconto del bilancio stilato l’indomani dalle autorità locali: rissa, furti, resistenza pubblico ufficiale (https://www.ilsecoloxix.it/savona/2022/06/04/news/notti-violente-ad-albissola-marina-la-festa-di-fine-scuola-finisce-in-rissa-intervengono-i-carabinieri-1.41488281).

La verità è che, a fare le spese dell’inciviltà di alcuni, magari anche pochi, sono i molti che avrebbero voluto soltanto festeggiare in maniera sana e ordinata, nonché un intero paese di villeggiatura per famiglie, per le vie del quale sono stati consumati reati di diversa gravità.

Tornando a Noli, sembra innegabile che, se l’amministrazione non provvederà a dotarsi di un numero sufficiente di agenti di pubblica sicurezza, in grado di fare fronte al sovraffollamento che caratterizza la stagione estiva, il rischio di degenerazioni di questo tipo è dietro l’angolo. Per questa volta, possiamo ringraziare il Commissario Alessandra Lazzari. Speriamo, in futuro, di dover rivolgere altrettanta gratitudine ai prossimi amministratori.

La dr. ssa Alessandra Lazzari

È certo che Noli, piccola oasi di pace fuori stagione, è esposta a un rischio concreto stante l’attuale carenza di forze dell’ordine (Polizia locale in primis) a causa della quale, pur in caso di urgenza, potrebbe rendersi necessario l’intervento dei carabinieri di Savona con l’evidente pericolo che la situazione sfugga di mano prima che questo avvenga.

Aldilà di qualunque retorica elettorale, investire nella sicurezza e nella legalità dovrebbe dunque essere una delle prime preoccupazioni di qualsiasi vincitore.

Stefano Sciacca

 

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