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Genova, due righe sulle comunali. Se Bucci perde. Confronto con Savona alle urne e il suo sindaco

Genova fra poco più di un mese andrà al voto, costituendo pure il comune più importante fra quelli interessati dalla tornata elettorale.

di Danilo Bruno

Il presidente Toti ad Euroflora 2022 con il sindaco Bucci e il primo cittadino di Andora Demichelis coordinatore provinciale savonese di Cambiamo

Io fino a poco tempo fa ero dirigente nazionale di Europa verde – Verdi, a cui sono tuttora iscritto. Ho letto articoli sull’inizio di campagna elettorale nel capoluogo regionale e le differenze di approccio fra Dello Strologo e Bucci, già indicato da più fonti come possibile vincitore.

Io risiedo a Savona per cui non voterò a Genova ma vorrei svolgere alcune piccole e modeste considerazioni da cittadino:
a) gli articoli ben centrano l’argomento della difficoltà di comunicazione,che sarebbe espressa fra la destra e il centrosinistra ma mi pare che da come si è iniziato il processo di campagna elettorale da una parte vi è la corazzata della destra,che è tutta assisa intorno al Sindaco decisionista e del ponte Morandi, che promette nuovi fulgori cittadini e dall’altra un centrosinistra immoto o poco mobile.
 Non si coglie però in alcun modo al momento che il sindaco Bucci mi pare diventato una sorta di “Andrea Doria”, tutto teso ad esaltare presunte glorie locali, senza invocare in alcun modo tutta la storia della città, senza pensare alla necessità di costruire una città europea, di dialogo,solidale e volta a politiche di pace su tutto il Mediterraneo.
Pare quasi infatti che conti più un centro commerciale che una diversa narrazione della città, che riporti le attività produttive e progetti di abitazioni nel centro storico, come era stato negli anni settanta e ottanta del secolo scorso, punti all’integrazione dei numerosi migranti,come Genova aveva sempre storicamente fatto tanto da conservare segni di antiche moschee e la presenza di un capo religioso islamico (cosiddetto Papasso) quando in città e in Liguria si trovavano gli schiavi islamici.
A questa narrazione del “fare” mi pare che manchi sempre un centrosinistra con una nuova idea e una diversa narrazione della storia genovese: ad esempio perché non dire chiaramente che la città perde abitanti e sta invecchiando sempre di più anche se al sindaco Bucci spiace sentirlo dire per cui occorre avviare una diversa articolazione sociale e un nuovo ruolo per i Municipi invece di fare le recenti riforme,che li hanno duramente colpiti.
A tutto ciò al momento si oppone sicuramente l’intelligenza e la capacità di Ariel Dello Strologo ma non vorrei che accada ciò che è successo la scorsa volta contro Toti alle elezioni regionali ovvero ogni lista corre per se, dando per scontata la vittoria della destra alle elezioni comunali.
Praticamente si fa corsa a se per affermare la propria forza e  autonomia senza preoccuparsi della vera necessità di cambiare il governo cittadino.
Allo stato attuale sono ovviamente solo sensazioni ma, a parte al momento Letta, che il 28 aprile 2022 è venuto ad aprire la campagna elettorale del PD poco o nulla si è manifestato nei punti programmatici da permettere di capire come lo schieramento di centrosinistra si posizionerà.
Non posso fare paragoni con la situazione savonese però qui si è puntato ad un profilo programmatico alto e altro, dove il sindaco con il suo laboratorio si è confrontato per anni con la città e le sue forze politiche e dove si è cercato di non disperdere voti puntando a coprire con alleanze civiche reali l’intero arco del centrosinistra .
In tale senso si è mossa la lista Sinistra per Savona a cui Europa Verde, che non aveva ritenuto di riuscire a presentarsi da sola con successo, ha aderito in quel tempo con convinzione.
A Genova infatti ad oggi mi risulterebbero nel campo del centrosinistra: PD (con Art. 1 e PSI), Lista del Sindaco con Demos ed altre forze civiche, Sinistra Italiana, Cinque Stelle , una alleanza: Europa verde,Linea Condivisa e Lista Sansa dove l’unità non si capisce da cosa sia data e mi auguro che da ciò, come a Savona, si riesca ad esprimere un profilo civico e non una sommatoria di movimenti, che si scioglie il giorno dopo le  elezioni.
Vedremo il seguito e spero veramente di sbagliarmi su questo ultimo punto.
Danilo Bruno
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