Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, donna Zanobia o Zenobia origine Finalese. Convegno di studi. Ignorato l’autore dell’unico libro ‘La prima turista di Loano’: Padre Bracco

Una giornata di studi per ricordare ‘La prima turista di Loano’, Donna Zenobia come risulta dal suo testamento (30-7-1589 a Fassolo -Villa do Prinçipe, o anche Paxo do Dria Döia) oppure Zanobia dal titolo e dal testo del libro a lei dedicato. Di certo il convegno, almeno nel suo programma ufficiale, ha ignorato la figura dell’unico e primo autore di   ‘Donna Zanobia del Carretto Doria, edito a Genova nel 1971

Scriveva nella prefazione P. Raffale Bracco – sepolto nella tomba degli Agostiniani a Loano, nato a Mendatica (IM), studioso e storico – : “Donna Zanobia, origini finalesi, abitava a Genova fuori delle mura, e sul mare libero, il comodo e principesco Palazzo di Andrea Doria-Palazzo Principe- con logge e giardini; eppure di estate e d’inverno, preferiva il soggiorno di Loano, più tranquillo e più salubre, più adatto alla sua salute ed al sano sviluppo dei suoi figli”.

Il libro (vedi descrizione nel testo dell’articolo) con molte notizie ricavate dalle ricerche e dagli studi di Padre Bracco riporta anche quattro pagine autentiche del testamento, assai eloquente, vergato davanti al notaio Antonio Roccatagliata. L’autore rivela che in realtà furono due i testamenti, il primo più breve  e più sbrigativo datato 23 novembre 1585 e non dava l’impressione di una prossima morte. Nominava  suo “erede universale il Principe suo marito solo”, senza far nomi ne legati per i parenti, lasciando ai servitori e alle Donne complessivamente ” due millia scudi d’oro per una volta tanto”. Molto più dettagliato il secondo, in cui oltre al marito elenca 19 beneficiari (tra cui uno Gio Batta schiavo del Sgr. Principe). Lascia al confessore Rdo Pre Fra Basio dell’Ordine dei Predicatori scudi cento l’anno in sua vita.  Et a Pre Andrea storpiato dei piedi  che soleva stare in S. Giovanni, et ora non sa dove stia, 50 scudi l’anno in sua vita.  Prega il suddetto Sgr Principe suo marito che per memoria del molto, che l’ha amato, porti sempre in dito un Diamante suo paterno, che sa lui qual’è, e li raccomanda suoi figlioli e l’anima sua…..” Nessuna citazione testamentaria riguarda Loano.

DALLA PAGINA FACEBOOK DEL SINDACO LETTIERI – Continua la scoperta della storia di Loano. Oggi (SABATO 23 APRILE 2022)  a Palazzo Doria parliamo della prima turista di Loano. Correva l’anno 1579 e Zenobia del Carretto moglie di Giovanni Andrea Doria sceglie Loano come luogo di villeggiatura per la sua famiglia. Inizia così un rapporto stretto tra Loano e la famiglia genovese dei Doria che ha segnato profondamente la storia della nostra città. Dalle 15, in sala consiglio, riparte il convegno.

Il consigliere regionale leghista dr. Brunello Brunetto loanese

La copertina del libro di P.Raffaele Bracco (sacerdote O.E.S.A. dell’Ordine degli Eremitiani di Sant’Agostino nel convento di Loano) finito di stampare il 25 maggio 1971 nella Tipo-litografia Opera SS. Vergine di Pompei a Genova.

Padre Bracco nato Mendatica il 26 novembre 1892, ordinato sacerdote il 7 agosto del 1921, si spense a Loano il 14 giugno 1977. In vita ha ancora un nipote che vive a Imperia ed è stato consigliere comunale a Mendatica.

Il libro di Padre Bracco (non più disponibile nelle librerie): 137 pagine  con moltissime notizie e documentazione storica della città. Scrive Padre Bracco:”..  Donna Zanobia era una Finalese, era una Carretto…La sua fede e la sua fiducia furono premiate. In sette anni ebbe 5 figlioli, che portò a felice  compimento,  e fecero tutti ottima riuscita….”.

11 i capitoli. “La genealogia di Donna Zanobia, Il suo matrimonio, Il suo marito. I suoi 5 figliuoli. La sua città. La sua Chiesa. Relatione dell’infermità et morte dell’eccell.ma Signora Donna Zanobia Doria, Il suo Papa, Il suo testamento. I suoi funerali. Memorie.”

E’ citata “Loano religiosa con una particolarità: è il numero straordinario  di Case religiose. Ai tempi di Donna Zanobia, asserisce Arnolfini, c’era un solo prete. Ma nel 1650, per merito dei Doria– vi erano 30 Carmelitani, 12 Agostiniani ed altrettanti Cappuccini e nessun monastero di Monache. Il censimento  del 1790 (P.Enrico, pg 109)  contava una popolazione di 2950 anime, con 32 preti e 15 chierici e 30 Frati: cioè 8 Carmelitani, 10 Cappuccini, 12 Agostiniani. Ora rispetto al passato – scrive Padre Bracco – le case religiose sono aumentate  di una sola unità con la Casa del Sacerdote ( poi abbattuta anni anni ’80 per ospitare palazzi condominiali ndr): sono diminuiti i frati, diminutissimi i preti. Le monache invece hanno trovato in Loano condizioni favorevolissime di incremento: sono 14 case, con circa 150 monache senza contare  le circa 70 monache di Santa Corona,  tra Loano e Pietra. Un primato monacale.

Parrocchia e Vicariato: prevosto e due curati. 1) Casa del Sacerdote, fondata 1950, dall’Opera Divin Prigioniero, fondatore don Folci, pensionato di sacerdoti. 2) Convento degli Agostiniani, fondato nel 1582, soppresso 1859, riacquistato 1930 dal Comune di Loano: seminario agostiniano minore. 3) Convento dei Carmelitani Scalzi, fondato 1603 da Andrea Doria II e Giovanna Colonna, seconda Casa della riforma  teresiani in Italia; noviziato fin dall’origine. 4)  Convento dei Cappuccini, fondato 1650 dai principi Doria, ricostruito 1874: seminario serafico minore. 5) Suore della Visitazione, casa madre fondata 1836  dal prevosto D.Pietro Patrone: noviziato, asilo, pensione e 5 case dipendenti. 6) Suore terziarie Cappuccine, casa madre fondata 1885 da P. Angelico e Maria Francesca Rubatto: case italiane 38-20 in Liguria- case esterne 32, in Argentina e Uruguay. 7) Figlie N.S. della Misericordia, casa madre a Savona,  fondata da Santa maria Giuseppa Rossello 1837; Loano 1869 con tre case: ospedale, Orfanotrofio, Asilo e Scuole. 8)  Figlie della Presentazione di Maria SS. al tempio, casa madre a Como, fondata 1833 da Francesca Butti e maria Rossi; Loano, Clinica Ortopedica. 9) Suore S. Maria di Loreto, casa madre a Vercelli, fondata 1891 da Natalina  Bonardi; Loano 1929, Clinica Medica e Chirurgica Pensionato. 10)  Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, casa madre a Ivrea, fondata da Maria Antonia Verna, 1835;  Loano 1952 Collegio, Scuole, Asilo, Pensionato.  11) Suore di S. Giuseppe <Giuseppine>di Novara, casa madre a Novara, fondata 1941; Loano 1952, Pensione Famiglia. Suore del Preziosissimo Sangue, casa madre a Monza, fondata 1876, da Maria Bucchi; Loano, Colonie scolastiche Milanesi. 12) Suore Domenicane della B. Imelda, casa madre a Venezia, fondata 1917 da P. Pio Giocondo Lorgna; Loano 1948, Casa Marina Virgillito, Pensionato per bambine e giovanette. 13) Ancelle di Gesù Crocifisso, casa madre in valle di Colorina (Sondrio) fondata 1926 da don Giovanni Folci: Loano 1950, Casa del Sacerdote.  14) Suore maestre di S. Dorotea, casa madre a Brescia, fondata 1883, da Don Luca Passi di bergamo; Loano, istituto Pedagogico Bresciano.

“Loano, come è la Citta dei Doria, così è la Città di Maria; ed è la Città di Maria perché Città dei Doria; non perché i Doria ve l’abbiano portata la devozione mariana ma perché la favorirono, e incrementarono con la loro tradizione di famiglia, esemplare e fattiva.  Dal suo devoto Santuario sul mare, detto di Loreto, la Madonna salutava gli antichi Loanesi che affrontavano il mare,  per le tempeste per i pirati; e accoglieva il loro ringraziamenti al felice ritorno a casa”.

Nel libro tre pagine con tante date storiche salienti, eccone alcune: 900 Loano passa dalla dipendenza dei Monaci sotto la giurisdizione  del vescovo di Albenga. Nel 1076 il vescovo di Albenga concede al Monastero di S. Pietro i borghi di Consciente, Calizzano, Toirano e Loano. Nel 1171 Loano ritorna sotto la giurisdizione del vescovo di Albenga, con il monastero di S. Pietro, per sentenza di Guglielmo parroco di Toirano, delegato papale. Il 17 gennaio 1263 il vescovo di Albenga Lanfranco cede Loano a Oberto Doria– quello della Meloria – riservandosi la decima di nove lire genovesi, con atto notarile rogato <in castro Petrae>.  Nella statistica del 1490, secondo lo storico Giustiniani, vescovo di Nobbio, Loano al mare 150 fuochi, il Poggio 50, il Borgo Castello 15, Ca’ di fasce 10, mazzocchi 15, Quazzi 25; in tutto 265 capi di famiglia.  Nel 1505 Corrado Doria II vende Loano a Gian Luigi Fieschi, per 30 mila scudi di Genova ed i Loanesi prestano giuramento  al nuovo Signore. Nel 1814 Pio VII reduce dalla cattività fa una fermata a Loano, che viene ricordata  dalla lapide  sulla porta destra della chiesa.  1793 un corpo di Austriaci, alleati dei Piemontesi, prende stanza in Loano: 4500 soldati, con 300 cavalli, 200 muli. Nel 1815 Col Trattato di Vienna tutta la Liguria viene incorporata al Regno di Sardegna, sotto il magnanimo Re Vittorio Emanuele I.

Donna Zanobia e Giannandrea Doria presenti alla SS.Trinità da S. Caterina di G.e S.Giovanni Battista(F.lli Semino 1592- Genova, S. Benedetto di Fassolo)

LA PREFAZIONE DEL LIBRO

DAL SITO UFFICIALE DEL COMUNE VISTLOANO- 

La prima turista di Loano. Intorno a Zenobia Del Carretto Doria

“La prima turista di Loano. Intorno a Zenobia Del Carretto Doria” è il titolo della giornata di studi interamente dedicata alla contessa sovrana Zenobia Del Carretto Doria, moglie di Giovanni Andrea Doria I, principessa di Melfi e signora di Loano. L’evento si terrà sabato 23 aprile a partire dalle 10 nella sala consiliare di Palazzo Doria ed è stato organizzato dal Comune di Loano con l’lstituto di Studi sui Conti di Lavagna e l’associazione Vecchia Loano. Hanno patrocinato l’iniziativa insieme a Regione Liguria, Provincia di Savona, Università degli Studi di Genova, Anci Liguria, Ordine Ligure dei Giornalisti, Istituto Internazionale di Studi Liguri (Sezione Finalese), Società Ligure di Storia Patria, Società Savonese di Storia Patria.

E’ il 1575: dopo 28 anni, succeduta a Eleonora Cybo Fieschi, sfortunata sposa di Gianluigi Fieschi il Giovane, Loano ha nuovamente una contessa sovrana, Zenobia Del Carretto Doria, moglie di Giovanni Andrea Doria I. La contea di Loano era pervenuta al principe Gianandrea quale eredità del fratello Pagano, morto nel 1574 durante la difesa della Goletta a Tunisi, e la coppia avrebbe fatto di Loano la propria residenza estiva, costellandola di ricordi, committenze e patronati, costruendovi un palazzo residenziale che ancor oggi caratterizza, con la sua piazza, l’intero tessuto urbano loanese. Lontani da Genova, qui i loro figli (e in seguito nipoti) sarebbero cresciuti in un ambiente protetto, circondati dall’affetto della popolazione, a cui Zenobia dedicò continue attenzioni per il miglioramento delle condizioni di vita: un ambiente ben diverso da quello della villa di Fassolo, dove l’ufficialità rendeva tutto più difficile e meno spontaneo. Colpisce, poi, l’affetto che ha sempre legato la coppia (Gianandrea affermò infatti che non avrebbe sposato altri che Zenobia), un affetto coniugale che, attraverso una biografia della principessa voluta dal consorte, viene idealizzata al punto da porsi quasi a contraltare positivo di Caterina Fieschi Adorno, di cui Zenobia condivide alcune visioni mistiche, prima fra tutte quella del Cristo Portacroce. Ne emerge un ritratto a tutto tondo di una coppia ben “diversa” da quella dello zio Andrea, ma peculiare anche a tutto il panorama dell’epoca.

“La giornata di studi – spiegano il sindaco di Loano Luca Lettieri e l’assessore alla cultura Enrica Rocca – è il primo appuntamento della rievocazione storica che celebra la proclamazione della libera contea di Loano avvenuta nel 1575, proprio durante la signoria dei conti Zenobia Del Carretto e Gianandrea Doria. Un evento che il prossimo 18 giugno ricorderemo con una suggestiva festa rinascimentale. Il convegno del 23 aprile si colloca nell’ambito di un progetto triennale di studio riguardante le protagonisti femminili della storia di Loano, con particolare attenzione al primo periodo della seconda signoria dei Doria (dopo Zenobia Del Carretto Doria, ci si concentrerà su Giovanna Colonna Doria e Maria Polissena Doria Landi). Questa prima giornata si focalizza sulla figura di Zenobia Del Carretto Doria, allargando lo sguardo alla sua corte e alla sua famiglia, attraverso uno ‘spaccato’ interdisciplinare e multiforme. Gli argomenti trattati, dalla storia istituzionale e famigliare al patronato artistico e musicale agli aspetti più specifici, saranno affrontati dagli specialisti del settore”.

“L’evento è rivolto a tutti i cittadini interessati alla storia locale ma anche agli studenti dei vari istituti del comprensorio, che potranno trovare (soprattutto negli aspetti più diretti, quali quelli artistici) spunti di riflessione per approfondimenti e ricerche. Un’occasione imperdibile, la prima di una serie, per conoscere e scoprire alcuni interessanti ma purtroppo non sempre conosciuti elementi della storia della nostra città. Come amministrazione, vogliamo ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito all’organizzazione di questo appuntamento ed i relatori che, nel corso della giornata, ci accompagneranno in questo appassionante viaggio”.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

10.00 Saluti delle Autorità

Apertura dei lavori – Presiede Giovanni Murialdo

10.30 Barbara Bernabò, Loano dai Fieschi ai Doria
10.50 Riccardo Musso, I Del Carretto marchesi del Finale
11.10 Marina Cavana, La committenza dei marchesi del Carretto
11.30 Laura Stagno, La committenza Doria a Loano
11.50 Magda Tassinari, Velluto rosso con violette annodate a volute d’oro per il probabile abito nuziale di Zenobia

12.30 Pausa e aperitivo

15.00 Daniele Calcagno, Zenobia del Carretto altera Caterina Fieschi
15.20 Ezio Fulcheri, La malattia di Zenobia
15.40 Marco Vignola, Armi e armature di casa Doria dai ritratti di Gianandrea I Doria e dall’inventario dei suoi beni (1606)
16.00 Gian Enrico Cortese, Armonia Doria. Rapporti fra i Doria e la musica durante il Cinquecento

16.30 Musica e danza del tempo di Zenobia Del Carretto Doria
Pro Musica Antiqua (Savona):
Gaetano Conte, direttore; Maria Catharina Smits, soprano;
Danza storica
Le Gratie D’amore (Lavagna) – I Gatteschi (Genova)

Si consiglia l’accredito all’indirizzo turismo@comuneloano.it. Tutte le informazioni su www.visitloano.it e sui canali social del Comune di Loano, sui quali l’evento sarà trasmetto in diretta streaming.

RELATORI

Giovanni Murialdo, presidente della Sezione finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, già Università di Genova.
Barbara Bernabò, storica, paleografa diplomatista, Istituto di Studi sui Conti di Lavagna.
Riccardo Musso, storico, direttore dell’Archivio Storico del Comune di Albenga.
Marina Cavana, storico dell’arte, Istituto di Studi sui Conti di Lavagna, già Università di Genova.
Laura Stagno, storico dell’arte, Università di Genova.
Magda Tassinari, storico dell’arte.
Daniele Calcagno, storico, paleografo diplomatista, Istituto di Studi sui Conti di Lavagna, già Università di Genova.
Ezio Fulcheri, anatomopatologo, Università di Genova.
Marco Vignola, storico, oplologo.
Gian Enrico Cortese, storico della musica, già Conservatorio “Niccolò Paganini”, Genova.

I GRUPPI

Le Gratie d’Amore di Lavagna (Genova): dal 1986 ricostruiscono danze, abbigliamento e ambientazioni d’epoca con particolare riguardo al “Siglo de Oro” di Genova e al Medioevo ligure. Hanno promosso eventi nel contesto di Genova Capitale Europea della Cultura 2004 e rappresentato Genova e il Tigullio a Expo Milano 2015. A Loano, insieme a Pro Musica Antiqua, ha ideato e promosso nel 2017 e 2018 la Festa Rinascimentale legata a Zenobia Del Carretto Doria.

I Gatteschi di Genova: attivo da più di un ventennio, nel campo della danza storica si è distinto per la particolare attenzione nell’esecuzione filologica delle coreografie del Quattrocento e del Cinquecento, ricevendo menzioni e premi in rassegne nazionali. Un particolare focus è dedicato alla ricostruzione di abiti e accessori. Nel 2015 ha coordinato la realizzazione delle installazioni video per il Museo di Sarzana e, da ultimo, nel 2021 ha vinto il primo premio al I Festival di Danza Storica (Noli).

L’associazione Pro Musica Antiqua di Savona si propone la salvaguardia e la divulgazione del patrimonio storico, culturale e artistico, in particolare quello musicale. Il gruppo è formato da musicisti che utilizzano strumenti antichi e di cantanti specializzati in musica antica. Concerti e spettacoli vengono realizzati seguendo quanto più fedelmente possibile i principi della filologia e della prassi esecutiva dell’epoca.

L’associazione Vecchia Loano dal 1991 si occupa del recupero delle tradizioni e della promozione turistica di Loano. Tra le tante iniziative promosse, capaci di attrarre migliaia di visitatori ogni anno, vanno ricordate il celeberrimo Carnevalöa, il carnevale storico più grande della Liguria, la Festa delle Bàsure, Miss Riviera delle Palme, la Festa della Torta Ligure, la Festa dei Nonni, la rievocazione storica rinascimentale, convegni e iniziative culturali.

NOTA DI TRUCIOLI.IT- Sul prossimo numero pubblichiamo alcuni interessanti capitoli del libro, tra cui il testamento integrale di Donna Zenobia.

UNA TARGA RIBATTEZZA L’ARCHIVOLTO VALLINO
COME “U PORTIGU DE GAMBIN”
Il sindaco Lettieri, il presidente della Fondazione Simone Stella e storico loanese Riccardo Ferrari, Giancarlo Munari, GB. Cepollina presidente del consiglio comunale e il consigliere Matteo Pesce

DAL SITO DEL COMUNE –Questa mattina il sindaco di Loano Luca Lettieri, il presidente del consiglio comunale Giovanni Battista Cepollina ed il consigliere comunale Matteo Pesce hanno partecipato alla posa della targa con la toponomastica alternativa con cui è conosciuto l’Archivolto Vallino, che collega via Ghilini con corso Roma ed il lungomare. Il passaggio, infatti, è anche noto come “U portigu de Gambin”.

Francesco Vallino è stato protagonista di un eroico salvataggio avvenuto il 24 novembre 1864. La storia del suo coraggio è stata raccontata in un articolo a lui dedicato apparso sulla “Gazzetta di Loano” il 15 aprile 2011 a firma di Antonio Garibbo e riportato integralmente di seguito.
Questa storia è stata estratta da volumi e copie di documenti conservati nella Casetta dei Lavoratori del Mare di Loano dove esistono altre copie di testi storici. Scendendo da via Cesarea, per arrivare al Lungomare, si passa sotto l’archivolto intitolato a Francesco Vallino; oggi quasi nessuno sa chi egli fosse e anche ai suoi tempi, a metà ‘800, per molti loanesi quel nome era come di un illustre incognito. Bastava però nominare il “Gingio” perché ogni loanese corresse col pensiero ad uno dei migliori artigiani che si contassero in paese a quell’epoca.
Anche i pilastri della porta di Passorino (la Torre dell’Orologio) indicavano il geniale calderajo, fonditore, scultore, uomo dalle più singolari trovate, dotato d’una costituzione di ferro accoppiata ad un cuore sensibilissimo. La sua compagnia era ricercata da tutti per il carattere franco, disinvolto e per la generosità che dimostrava in ogni atto della sua vita. Una famiglia si trovava in miserrime condizioni? A un contadino un incendio aveva distrutto le poche masserizie? A un pescatore i delfini avevano squarciato le reti? Niente paura! Usciva il Gingio di bottega e metteva assieme quel tanto da sollevare quanti erano stati colti da sventura! La sua bottega era il ritrovo di tutta la gioventù studiosa: si parlava di arte, di lettere, di politica, si commentava la disfatta di Novara e si criticava la cessione alla Francia di Nizza, patria di Garibaldi, e della Savoia, culla dei Biancamano! E lì si affibbiavano nomignoli e soprannomi a Tizio e Caio (molti così ben appropriati che sono utilizzati dai veri loanesi ancora ai nostri giorni), ma il suo buon cuore gli costò la vita.
Nella serata triste e piovosa del 24 novembre 1864 – San Giovanni dalla Croce – si trovava come al solito, con alcuni amici, a fare una partita a tresette nell’osteria della Gambona, quando apparve ansante e trafelato il Min ad annunziare che la piena del Nimbalto aveva travolto cavalli e passeggeri della diligenza che faceva servizio da Genova a Ventimiglia (allora non esisteva ancora né il punto sul lungomare né la linea ferroviaria, inaugurata solo 8 anni… e rimasta ancor oggi, dopo quasi 140 anni, a un solo binario!). Senza por tempo in mezzo il Gingio varca la porta della marina dirigendosi verso il Nimbalto, dove intanto la diligenza era stata invasa dalle acque e un senso di terrore aveva preso gli astanti: i viaggiatori invocavano aiuto con grida assordanti, il nitrito replicato dei cavalli dimostrava con quanto sforzo tentavano di liberarsi da ogni freno. Il pericolo immediato faceva indietreggiare anche i più audaci, i più intrepidi; ma nessuno osava correre al soccorso.
Quand’ecco che compare, tra la moltitudine, la maschia figura di Gingio che, senza badare al pericolo, si slancia vestito in soccorso di quei disgraziati e trae alla riva il primo… ci riprova, e poi s’avanza ancora, intrepido, ma la forza del torrente infine lo travolge e l’onda rapace lo trascina via, lo allontana e lo inghiotte.
L’indomani tre corpi inerti galleggiavano sulle ormai placide onde del mare nello specchio d’acqua prospicente il molo; le carogne dei cavalli si rinvennero presso la foce della Berbenetta, ma il corpo del Gingio scomparve letteralmente e infruttuose riuscirono le pur reiterate ricerche.
La commissione comunale assegnò il suo nome all’archivolto detto di “Gambin”, all’altro estremo del paese.
Proprio per rendere più esplicita questa denominazione, tre benefattori loanesi hanno deciso di collocare a loro spese una targa, in pietra del finale, recante la denominazione dell’archivolto in dialetto ligure.
“A nome dell’amministrazione – dichiara il sindaco Luca Lettieri – desidero ringraziare i nostri tre concittadini per questa donazione, che si colloca nel solco delle altre iniziative simili che, negli ultimi anni, hanno interessato il centro storico (U caruggiu), il ponte di San Sebastiano (U punte du nicciu) ed in ultimo i ‘Carugetti orbi’. La salvaguardia delle tradizioni passa anche attraverso il recupero delle antiche denominazioni toponomastiche, che fanno parte a tutti gli effetti della storia cittadina. I nomi di vie e piazze, infatti, non servono solo ad orientarsi sul territorio comunale, ma contribuiscono anche a trasmettere la memoria di personaggi ed eventi del nostro passato”.
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