Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Albenga-Cosio D’Arroscia. Una vita per la banda G.Verdi. Grazie col cuore a Gianluigi Gastaldi

Trucioli.it due numeri or sono aveva dato in modo sintetico un’ultima ora. La morte di Gianluigi Gastaldi, 81 anni,  cittadino esemplare e benemerito per dedizione al Corpo Bandistico G. Verdi di Albenga di cui è stato presidente e musicista (tromba e flicorno). E non solo perchè nel 1996 (vedi a fondo pagina) aveva dato alle stampe l’unico libro di ‘Origini e storia’ della banda, nata nel 1832, 190 anni or sono, come ‘Società Filarmonica Albenganese’. Leggi anche: eletto il nuovo direttivo della Croce Bianca di Albenga (515 soci) con Dino Ardoino, milite dal 1947, riconfermato presidente.Gianluigi si è spento nella sua natale Cosio D’Arroscia dove ha trascorso gli ultimi anni dell’esistenza terrena alle prese con una inesorabile ed ingrata malattia. Il paese che ha amato, dove tornava con la famiglia nei mesi estivi e nelle ricorrenze patronali e festive, con il complesso bandistico. Così come decine di volte era stato chiamato in altri paesi delle vallate imperiesi e savonesi; si pensi solo alle festività di San Nazario e Celso a Mendatica.

Il presidente Gastaldi non deludeva mai, si adoperava per far fronte alle tutte le ‘richieste’.  E  di fatto si faceva pagare solo le spese di viaggio dei musicisti impegnati.

Cosio D’Arroscia che merita di essere citata, come ricorda la vedova Floriana Rossotti, perchè i suoi abitanti si sono meravigliosamente prodigati per il loro concittadino malato e con crescenti difficoltà a deambulare. “Vorrei in particolare ricordare – aggiunge  Floriana – quel giovanotto che si è prestato fino all’ultimo con impagabile dedizione da volontario”.

Gianluigi Gastaldi al funerale salutato dalle note della sua banda G. Verdi diretta dal maestro Raffaele Esposto

Gianluigi ora riposa nel camposanto di Leca d’Albenga, la città dove è cresciuto, ha frequentato gli studi, ha vissuto gran parte della sua esistenza. Il suo secondo paese al quale, vedremo, ha dato tanto. Ma che per un’indecifrabile ingratitudine ha finito per dimenticarlo almeno dal Palazzo Municipale.

Non un ‘trafiletto’ sui giornali e social di cronaca locale, neppure un gesto di ricordo da parte dell’Amministrazione civica, con quei pubblici amministratori che più di altri hanno ben presente chi è stato e cosa rappresentava il ‘presidente’  della banda cittadina.

Gianluigi che da albenganese è stato albergatore per 20 anni, gestendo l’hotel di famiglia. La Gallinara  era stato acquistato dal papà e da uno zio. Nelle guide turistiche ufficiali della Liguria degli anni ’90 figurava al secondo posto con le sue 25 camere, dopo ‘case di Berta’ (a Salea). La Gallinara poi trasformato in alloggi come altre realtà ricettive cittadine in una città che aspira ad attrarre più turisti, di fatto quasi priva di strutture alberghiere tradizionali.

Per Gianluigi la sede della ‘banda’ era la ‘seconda casa’, il ‘secondo amore’, il suo ‘tempo libero’ dall’età di 16 anni. Nella presentazione del volumetto di 32 pagine, corredato di foto, a firma  di Adriana Angoli si da conto: “….a Gianlugi Gastaldi, presidente del corpo bandistico, sta molto a cuore la vita musicale della sua città, si è assunto il compito  di raccogliere tutte le notizie relative alla nascita della banda, via via al suo sviluppo nel tempo, venendo a conoscenza che ha radici lontane, fatto che dimostra quanto vivo sia sempre  stato l’interesse per la musica da parte dei suoi abitanti“.

Le ricerche in proposito – si legge ancora –  sono state fatte presso l’archivio comunale con la collaborazione del dott. Valerio Raimondo, da cui risulta che la prima scuola musicale risale agli albori dell’Ottocento, con la nomina di un maestro direttore, cui vengono affidati dal Comune “incarichi ben precisi, con relative remunerazioni”.Tra le pattuazioni  dare “gratuitamente una ‘Accademia’ almeno ogni mese, promuovere una ‘adunanza’ di ‘dilettanti operai e studenti’ ogni settimana ‘onde tenerli in esercizio e dar saggio del loro progresso, provvedendo detta Accademia a prove di scelta musica moderna”.

Da allora,  sino al 1930, La Società Filarmonica è presente in ogni manifestazione teatrale nel ‘Civico’ che, aperti i battenti ed alzato il sipario dal 1816, fu  volutamente abbattuto nel 1938 per dare il passo alle vetture a motore verso il centro storico, trascinando con se l’antico ‘Castrum Marinae‘ che l’ingegneria  dell’Olzati aveva costruito sulle antiche mura di Costanzo, riedificate  sulle rovine  di Alarico.

Solo la Banda Cittadina  sopravvisse,  con alterni periodi di silenzio e prorompenti, entusiasmanti prestazioni dal quel 1832 ai nostri giorni.  Dal signor Gambarotta Paolo di Luigi, nato a Novi Ligure, ‘Maestro di Cappella‘ che ha firmato il contratto con il Comune di Albenga in data 31 luglio 1831.  Da allora si sono succeduti decine di maestri e vice maestri,  direttori bantistici con e senza stipendio, formando centinaia e centinaia di orchestrali e bandisti, che animarono le ‘operette’ in teatro, i veglioni di carnevale o le feste da ballo nel ‘Gombo‘ (nome della sede bandistica), le sfilate cittadine, i concorsi regionali, nazionali ed internazionali.

Si può leggere  la prima delibera di giunta comunale in cui si invita il Corpo bandistico ad un simposio per la festa di Santa Cecilia, la domenica 15 novembre 1885 e tale ricorrenza costituirà per l’avvenire la ‘Festa del Sodalizio‘ che ogni anno, variamente e diversamente organizzata e finanziata, ha continuato ad essere celebrata.

Il 1° febbraio 1887 vengono stabiliti i veglioni di carnevale per i giorni 17-20-22 e 27. E si ricorda cosa accadde la mattina del  23 febbraio alle ore 6,30: la prima scossa di una sisma disastroso per la riviera di ponente, seguita da una seconda ed una terza alle 9 e che “tramutano il carnevale in giorni di tragedia e sgomento”.

Nel 1889 si costituisce in seno al ‘Circolo Operaio‘ il ‘Corpo di Banda e Fanfara‘  che si contrappone al Corpo Filarmonico Comunale fino a quando i due complessi assumeranno la denominazione di ‘Banda dei Bianchi’ e ‘Banda dei Rossi’ con evidente riferimento a colorazioni politiche,  Ma il Comune, coerente con la deliberazione  del 15 maggio 1883, non riconosce la ‘Banda dei Rossi‘ e declina l’invito al pranzo  di Santa Cecilia, contemporaneamente indetto dai due complessi, speditogli dal presidente  Giuseppe Borbone Ricci.

Sfogliando la ricca documentazione fotografica c’è la foto del concerto  al Concorso Stampa Sera in piazza San Carlo a Torino (1976), direttore prof. Romano Scorza.  Nel 1977 la sfilata a S. Caterina  di Rocca d’Arazzo /At). Il concerto operistico pomeridiano  a Fossano. Nel 1978 presentazione del 60° anno di attività musicale ad Antonio Stalla, in occasione di S. Cecilia. Nel 1982 la ricorrenza  di S. Cecilia con il presidente  Emilio Filadelli e direttore Giuliano Giuliani. Nel 1986 la partecipazione della banda al raduno “Rally dei Monti Savonesi‘. Altra ricorrenza nel 1990  con il presidente cav. Leo Mangini e direttore  Nino Calcagno. Nel 1996 la presenza al Trofeo ciclistico Strazzi.

Si da conto  della disastrosa alluvione  del 5 novembre 1994 e la perdita  di documentazione storica.  Fino all’ultimo capito: “…Il presidente del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi, Gianluigi Gastaldi, sente il dovere di ringraziare tutti coloro che dal lontano 1832 ad oggi si sono adoperati con passione, sacrificio, senza alcuna forma di compenso, alla nascita, al successivo sviluppo e al mantenimento di questa istituzione, vanto culturale della città di Albenga”.

Peccato che proprio Albenga abbia ignorato chi l’ha onorata e servita con assoluto disinteresse personale, Gastaldi dicevamo. E forse non è mai troppo tardi per scuotere memoria e coscienze. Almeno il 6 ottobre 1992 Il Secolo XIX titolava per i festeggiamenti  dei 25 anni della Banda Giuseppe Verdi che “accompagna tutte le manifestazioni ingaune con i suoi 45 elementi ed ha aperto anche una sede in via Don Barbera  come scuola di musica frequentata da 25 aspiranti musicisti.”

E il 17 luglio 2002 ancora Il Secolo XIX a titolare “Una vita per la banda. Addio al basso tuba Achille Calcagno, tace dopo 65 anni. Un simbolo per Albenga. Con Emanuele Scola era rimasto l’ultimo testimone della gloriosa storia del corpo bandistico ingauno”. 

Luciano Corrado ricordava che Achille, mediatore dei Noberasco, poi affermato commerciante di frutta e verdura in via Dalmazia,  aveva esordito giovanissimo, a 12 anni.  Nell’articolo il ricordo di quel lontano 1954 in Olanda,  con la Banda prima classificata  e medaglia d’oro tra i complessi bandistici europei sotto l’abile regia  del mitico maestro Egidio Marcelli.  Nel 1976  altro primo posto, in piazza San Carlo, a Torino, nel concorso nazionale  dei complessi bandistici.  E da ultimo si citava che dal 1994, con la presidenza a Gianluigi Gastaldi, c’è stato un salto di qualità.  Diversi componenti sono diplomati al Conservatorio e “resta il ruolo primario della scuola di musica, di formazione dei giovani”. Albenga che ha salutato per l’ultima volta il ‘presidente musicista Gastaldi’, volto buono e affabile,  ricco di fierezza, tra onori, ricordi e qualche inevitabile amarezza. (L.Cor.)

 

ALBENGA IL NUOVO DIRETTIVO DELLA CROCE BIANCA

DINO ARDOINO RICONFERMATO PRESIDENTE

Era il 24 agosto 2019: gli 80 anni di Dino Ardoino.
Da ragazzo in Croce Bianca. Tante battaglie portate avanti con impegno e dedizione. La sua “grande famiglia” si era riunita per festeggiarlo con affetto.

Sono 515 militi e soci votanti e hanno eletto il nuovo consiglio direttivo della Croce Bianca di Albenga col rinnovo delle cariche amministrative. Per il consiglio d’amministrazione dell’ente sono stati confermati il presidente Dino Ardoino, la vice presidente Piera Grasso e gli amministratori Matteo Isoleri e Angelo Varalli. Sono stati invece eletti come amministratori della pubblica assistenza per la prima volta Alessandro Durante, Elia Ammirati e Pietro Vallerga. Oltre al consiglio di Amministrazione sono stati eletti il Collegio dei Probiviri formato dall’avvocato Giorgio Cangiano, Piergiorgio Rovere e Claudia Vignola, e il Collegio dei Sindaci formato da Gianni Boffredo, Alessia Bottello e Fulvio Gollo.

Molti gli impegni che dovrà affrontare il nuovo consiglio di amministrazione: prima fra tutte la difesa dell’ospedale di Albenga che vede la Croce Bianca in prima fila a lottare contro le decisioni regionali sulla sanità ingauna e protagonista nell’organizzazione della manifestazione pubblica di protesta contro la chiusura del Pronto Soccorso di Albenga che si terrà l’11 marzo. Poi i festeggiamenti per il 110mo anniversario di fondazione della Croce, che cadrà la seconda domenica di settembre.

Verrà ricordata poi la tragedia del naufragio della motobarca Annamaria di fronte alle spiagge di Albenga il 16 luglio 1947, quando persero la vita 43 bambini e tre donne che li accompagnavano, con la Croce Bianca in prima fila per i soccorsi per poi prestare la sede come camera ardente per le salme dei bimbi. Il tutto senza tralasciare l’organizzazione dell’attività quotidiana dell’ente sempre più difficile da svolgere per la mancanza di nuovi militi volontari e dall’aumento di servizi. Ma anche il rinnovamento del parco delle ambulanze rovinate dalle sanificazioni al cloro anticovid e cariche di chilometri percorsi.

L.Corrado

L.Corrado

Torna in alto