Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio: l’abbraccio a un gran cittadino perbene. Melgrati senior una scuola di vita. Passione, rettitudine e buon cuore. E il figlio sindaco…

Era devoto di San Francesco. Lo piangono e lo rimpiangono. Il cuore di Gianfranco Melgrati, senza  titoli onorifici o elitari, si è fermato al traguardo di 91 anni. Era un alassino, una figura eclettica, un personaggio che non si incontra di frequente. La sua esemplare scuola di vita era fatta di tante passioni, hobby, un mestiere, gli affetti, opere di bene. Persino estemporaneo barbiere agli anziani della casa di riposo. Oppure finanziatore di un abbeveratoio per cavalli. E soprattutto la sua vicinanza agli ultimi della terra.

COME LO HA RICORDA SU FACEBOOK IL FIGLIO MARCO MELGRATI,  SINDACO DI ALASSIO (fotoservizio di Silvio Fasano)

Mio Padre Gianfranco era un uomo fondamentalmente buono e religioso, con un carattere burbero, che a volta aveva degli eccessi, ma normalmente nei rapporti con gli “altri” era sempre disponibile e spiritoso… faceva moltissima beneficenza (cosa che mi ha trasmesso nel DNA) senza farne pubblicità… ricordo un episodio curioso…avevo comprato a Parigi perchè in Italia non si trovavano un paio di scarpe da vela, di gran moda in quel periodo, gialle… Le ho riviste ai piedi di un barbone che chiedeva l’elemosina davanti alla chiesa… Lui lo aveva portato a casa, lavato, rivestito (con abiti miei e di mio fratello), gli aveva fatto da mangiare e gli aveva dato le mie preziose scarpe… un’altra volta era andato a fare servizio di barelliere a Lourdes... si

Nonno di Gianfranco con i  carissimi nipoti Luchino, Luna e Francesco Melgrati.

era fatto dare da mia madre 5 milioni per il viaggio, che allora erano una cifra… mia madre gli aveva contestato che erano un sacco di soldi e che cosa ne avrebbe fatto… Lui le aveva detto di non preoccuparsi…tornato senza un soldo mi aveva detto che li aveva distribuiti a tutti i “ranghi, storti e strupiai” (per usare le Sue parole) che aveva conosciuto a Lourdes, e meno male che il biglietto del treno che aveva era andata e ritorno, perchè era tornato senza una lira… un animo buono, sempre vicino a chi ne aveva bisogno, come quando andava a tagliere le barbe ai degenti dell’ospedale di Alassio, con le tasche piene di dolci e di caramelle da distribuire… aveva una passione per le suore di clausura di Alassio…

Mi ricordo una volta che mi disse di venire a casa a mangiare perchè aveva comprato i gamberi di Oneglia... arrivato a casa però nel piatto

Franco Melgrati e Mario Olivero

trovai una sogliola… chiesi alla cuoca come mai non c’erano i gamberi… aveva sbagliato il sacchetto con quello delle Suore.

Era un devoto di San Francesco, proprio perchè è stato il santo dei poveri e degli ultimi, e un esempio da imitare. E’ stato anche un grande imprenditore (sempre con il supporto di mia madre e di mia zia Jolanda, che avrebbe venduto il ghiaccio agli eschimesi) e ha avuto intuizioni, partendo da zero; mio bisnonno aveva una fabbrica di mobili a Lissone e aveva mandato 4 figli a Ventimiglia a vendere i prodotto dell’azienda di famiglia; ma mio nonno già nel 1928 si era trasferito prima ad Albenga e poi ad Alassio; nel secondo dopoguerra l’azienda di Lissone aveva smesso di produrre ed erano diventati rivenditori di terzi.
Fu allora che mio nonno, insieme a mia nonna, si misero a vendere mobili usati, fino all’arrivo in negozio di mio padre che cominciò a vendere mobili nuovi, in particolare rifornendosi da una fabbrica di Fossano, la cui figlia del titolare sarebbe diventata mia madre. Il resto è storia, ma va detto che sia mio padre che mia madre e mia zia non si sono mai concessi distrazioni, ristoranti, sale da ballo, viaggi… tutti e tre casa, famiglia e lavoro; e questo ha permesso a me e a mio fratello di avere un patrimonio immobiliare di tutto rispetto, spesso scontrandosi (mio Padre) per queste operazioni anche con mia madre e mia zia Jolanda, (sua sorella) che non vedevano certi interventi che comportavano debiti con le banche…mi ricordava sempre che doveva ringraziare il banchiere Enrico Galleani che ha sempre creduto in Lui… e lui andava avanti, comprava, ristrutturava e vendeva, con i suoi storici impresari Sardiello e Palumbo e Gaggero
E’ stato un grande appassionato di Ciclismo, partecipando come atleta a due giri d’Italia dilettanti come autonomo, senza squadra, nei tempi eroici del ciclismo del secondo dopoguerra; ha fondato prima il Velo Club Alassio e poi l’Alassio Piovesan, poi diventata Alassio Zucchetti, con una squadra di dilettanti che seguiva personalmente, portando l’alassino Vittiglio al Professionismo… e poi l’attenzione per le persone diversamente abili, destinando due alloggi del residence di famiglia a Loro, e quanti sono stati suoi ospiti, intere famiglie e l’amico fraterno Paolo di Alessandria, che è stato anche consigliere comunale nella Sua città. A me e a mio fratello ha insegnato i veri valori della vita: fede in Dio, Patria, famiglia e soprattutto onestà… ricordo che quando da piccoli passavamo in macchina davanti alla garitta della caserma di Albenga ci faceva fare il saluto militare… e che quando suonava il l’Inno d’Italia ci faceva alzare in piedi per rispetto, cosa che ho tramandato ai miei figli.
Grazie a tutti quanti hanno voluto, con messaggi, telefonate, telegrammi, manifestare a me e alla mia famiglia la Loro vicinanza… Se ne è andato un personaggio, con i suoi difetti, ma anche con i suoi stivali e cintura pitonati, i cappelli Stetson originali ordinati in America, la sua generosità, insomma un grande uomo, in silenzio, come avrebbe voluto… mi piace ricordarlo come la foto che ho pubblicato su Facebook… sul Suo cavallo, VEDEGRAND, con il cappello da cow boy, al galoppo sulla spiaggia di Alassio… e spero che oggi stia galoppando in Paradiso con il mio amico fraterno Renato… Grazie ancora a Tutti.
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