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Agrivoltaico? Roberto Cuneo: Costoso, illusorio e paesaggisticamente dannoso, come le serre

Commento all’articolo del prof. Gabriello Castellazzi sull’agrivoltaico (vedi trucioli……)

di Roberto Cuneo

Contenuti dell’Articolo Riflessione
: la superficie agricola italiana totale è 17,4 milioni di ettari, quella realmente coltivata è di 12,9 milioni di ettari, la differenza è quindi di 4,5 milioni di ettari (terreni cosiddetti marginali) che attendono un impiego razionale (il fotovoltaico è una opportunità). I terreni agricoli sono produttivi o marginali a seconda degli equilibri economico finanziari locali e internazionali del momento (Pareto). Ma possono esser marginali oggi e preziosi domani come lo fu ieri. È importante che rimangano disponibili per l’uso agricolo perché un uso diverso li rende irrecuperabili. La gran parte delle terre agricole marginali non è marginale dal punto di vista paesistico e identitario (siepi, alvei, paludi, zone di rispetto ecc.)
L’intero parco solare dell’Unione Europea deve essere potenziato e tutti gli sforzi saranno mirati ad ottenere 162 GW di energia da nuove installazioni nei prossimi 4 anni. Dobbiamo imparare a parlare di energia (MWh) e non potenza (MW) perché un impianto di produzione da 1MW in un anno può produrre 1500 MWh (eolico) o 8000 MWh (centrale idroelettrica).
Attualmente la Germania è leader nella produzione di elettricità con sistema fotovoltaico; in buona posizione si trovano anche Danimarca e Svezia. L’Italia, geograficamente privilegiata, l’Italia non è geograficamente privilegiata rispetto all’Africa: valore della insolazione 1900 kWh/anno*mq in Sicilia e 2100 kWh/anno*mq nel Sahara:
Nell’intero contesto Europeo, l’operazione complessiva del settore “rinnovabili”, se condotta a termine, porterà entro il 2050 ben 4 milioni di nuovi posti di lavoro Valutazione insensata
            L’ opportunità che oggi si apre per il mondo agricolo riguarda la nuova possibilità di realizzare l’“agrivoltaico”: una tecnica che consente di collocare reti di pannelli solari sospesi a circa 5 metri Costoso, illusorio e paesaggisticamente dannoso, come le serre.

Meglio sarebbe collocare le energie rinnovabili per produzione elettrica nelle situazioni dove sono più appropriate:

  • Eolico dove c’è vento costante in intensità e direzione (es. Mare del Nord);
  • Fotovoltaico dove c’è tanto sole e il terreno non ha altri utilizzi (es. deserto tunisino con collegamento ad alta tensione con la rete italiana, attualmente in costruzione il collegamento da 800 MW di Terna[1]);
  • Idraulico dove gli interventi non modificano significativamente il regime dei fiumi (es. riqualificazione dei grandi impianti italiani, progettati in epoche tecnologicamente superate).

Nel contempo potenziare le energie rinnovabili termiche:

  • Pannelli solari termici;
  • Sviluppo delle pompe di calore con scambio geotermico (una delle ricchezze dell’Italia è la diffusa disponibilità di calore nei terreni superficiali).

E sviluppare il recupero energetico:

  • Teleriscaldamento (es. il calore di raffreddamento della centrale di Vado è gettato in mare).

[1] Ad Abu Dhabi è in funzione un impianto fotovoltaico da 1170 MW (molto più della centrale di Vado) su 8 km2. E’ in corso di progettazione un altro progetto da 2000 MW

Roberto Cuneo

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