Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, ogni tanto si andava in biblioteca. E la Regione Liguria è rimasta al 2013

Alcuni anni fa un sindaco mi chiese perché insistevo tanto nel voler dare un contributo annuale per l’acquisto di libri da parte della biblioteca civica anzi addirittura proponevo di raddoppiarlo.

di Danilo Bruno

Ilaria Cavo, giornalista, assessore regionale alla Cultura anche nella seconda legislatura del presidente Toti

Perché si aprono biblioteche? Perché si acquistano libri? Si fa solo per farne dei depositi inutili allora basterebbe una parete dove mettere tutti i libri,che le persone non sanno dove portare dopo averli letti o dopo anni dall’acquisto e magari bisogna fare spazio.

Insomma la biblioteca come il ” robivecchi” ( con rispetto parlando della professione) ? Di solito la lettura viene consigliata come arricchimento culturale ma anche come strumento per la formazione di una coscienza civica.
Le biblioteche dovrebbero costituire un utile supporto in particolare in tutte quelle realtà dove non ci sono librerie ( in Liguria la maggior parte).
Si pensi alla promozione del prestito librario anche per favorire la lettura in un paese dove si legge molto poco e molto male,alle letture e alle discussioni che possono nascere ad esempio come i club di lettura,a presentazioni e incontri su autori,…
Le biblioteche possono anche essere luoghi di consultazione, studio e preparazione di tesi e testi ma per farlo cosa bisogna fare? In primo luogo occorre sicuramente un riordino, che permetta di portare tutte le strutture a rispondere alle esigenze delle persone e a promuovere la lettura in ogni fase e momento della vita,favorendo anche audio libri per non vedenti e le modalità di lettura ad alta voce per bambini.
In secondo luogo occorre che le biblioteche, soprattutto le più piccole,vengano coordinate da un centro sistema, che lasci pure spazio al volontariato e alla cooperazione ma che sia finalmente diretto da personale formato e specializzato in biblioteconomia.
Infatti ciò che oggi in Liguria si vede è purtroppo un settore in abbandono dove chi è preparato è sotto pagato oppure deve,come al solito,  fuggire all’estero per ottenere un dignitoso riconoscimento della propria professionalità.
La Regione Liguria naturalmente di tutto ciò non si preoccupa poiché è rimasta ad un documento di indirizzo del 2013 su cui mai nulla ha investito rispetto agli obiettivi prefissati e, a quanto pare, nulla intende investire lasciando liberi  i Comuni di fare come ritengono ovvero investire sui luoghi della cultura oppure lasciare tutto nelle mani di volontari o di personale non qualificato ( spesso le biblioteche diventavano il luogo ove collocare ” rompiballe ” o presunti nullafacenti).
A ciò  si può opporre solo una azione risoluta del mondo intellettuale per una Chiamata alle Arti, che fermi il disastro verso cui siamo avviati e chiami finalmente la politica alle proprie responsabilità.
Alla coscienza civica e intellettuale la risposta.
Danilo Bruno
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Danilo Bruno

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