Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Claudio, uomo del fare, consolida il ‘regno Scajola’. Presidente di Provincia e sindaco. Parla di entroterra e rilancio, non di Monesi priorità

Dal 18 dicembre neo presidente della provincia: Claudio Scajola, già cofondatore di Forza Italia, più volte ministro, per i  suoi fans  ‘politico di razza’ e ‘uomo del fare’. Intervistato da Rai 3 Liguria ha annunciato che, oltre ad essere rimasto il solo candidato presidente dopo la rinuncia del sindaco Biancheri (centro sinistra), dovrà necessariamente ricandidarsi  al secondo mandato di sindaco della sua Imperia.

Claudio Scajola ospite ad una serata di gala (in bianco) sul molo di Alassio
Sorrisi e giorni felici per Claudio Scajola, il sindaco Marco Melgrati e l’imprenditore  Pier Paolo Pizzimbone prima di finire in disgrazia.

Scajola ha enunciato in sintesi il programma da neo presidente, accennando alla necessità anche di un forte rilancio dell’entroterra, della necessità di convinta coesione tra tutti i sindaci e le forze in campo. Peccato non abbia ritenuto di pronunciare la parola Monesi che nel ponente ligure rappresentava l’unica insostituibile locomotiva di un’intera vallata (Arroscia, in parte Alto Tanaro, con Ponte di Nava e Ormea), del futuro di generazioni a venire. Scajola for president  dovrebbe coronare l’orgoglio di rinascita di una provincia che quanto a statistiche liguri e nazionali non può certo brillare.

Sarà solo colpa dei cittadini elettori (e non votanti) che scelgono di volta in volta politici- amministratori sbagliati, mediocri, inconcludenti, parolai, faccendieri ? Una provincia dove il cognome Scajola ha un ‘peso’ che viene da lontano, tre generazioni. Da ultimo i tre fratelli Scajola e un figlio. Il più noto superfluo ricordarlo è Claudio (detto Scioboletta ed un libro ‘Oltre L’Orizzonte’ di Rino Di Stefano, 287 pagine, edito De Ferrari &Devega Srl nel 2006, racconta).

Alessandro Scajola candidato eletto al Parlamento con la Dc nell’VIII legislatura

Non è stato da meno, seppure senza assurgere a fama nazionale, il fratello terzogenito Alessandro ( giovanissimo deputato Dc nella VIII e IX legislature), ma anche sindaco di Imperia dal 1974-’75 e ’77-’79.   Poi da vice segretario generale della camera di Commercio di Imperia è diventato membro del Cda di banca Carige, quindi vice presidente fino al 2013 con l’era Berneschi).

Senza dimenticare il primogenito dei fratelli, Maurizio, classe 1941, già segretario generale della Camera di Commercio di Savona, in precedenza nello staff di Regione Liguria, ‘Servizio Controllo delle Aziende Sanitarie’, ha quasi sempre scelto di ‘non apparire’, fino al buen retiro della pensione, persona affabile, semplice e cordiale.

Maurizio Scajola alla Camera di Commercio di Savona con Franco Zino (oggi tra i desaparecidos della vita pubblica) allora membro del Cda, presidente dell’Osservatorio provinciale eurologico indicato da Confesercenti e responsabile del sindacato Fismo

Papà Alessandro Scajola può osservare, con orgoglio, la carriera del figlio Marco che senza lo stop della cabina di regia berlusconiana, con ogni probabilità, sarebbe già deputato. Ma da assessore regionale (18 mila € mensili) non può lamentarsi e ce la sta mettendo tutta per ben figurare ed onorare il cognome, aspirare al Parlamento.

Perchè il ‘presidente’ Scajola non ha urlato che la ‘vergogna’ Monesi deve cessare. Coesione e massimo decisionismo questo si che ci vuole. Non è un favore a tizio o caio, a questa o quella lobby, a nuove poltrone. Monesi resta l’unica stazione sciistica della Liguria di Ponente, attrae anche genovesi, unica seggiovia e località che può attirare turisti per 12 mesi all’anno anche dalla vicina Costa Azzurra. E lo aveva già dimostrato con un circuito  virtuoso di sviluppo e benessere per una comunità che ormai da anni  silenziosa, senza barricate, resta la più penalizzata del ponente.

Monesi naufragata dopo l’uscita di scena dei banchieri Galleani e la morte per incidente di Armando Lanteri. A monte e a valle tante responsabilità e corresponsabilità. La politica ha clamorosamente fallito e non ha mai pagato il fio. La Provincia primeggiava in Liguria per numero di dirigenti apicali e nomine clientelari di sottogoverno. Quella politica e quei politici che hanno non mai fatto autocritica. Si legga solo un capitolo dello ‘spaccato’ di Monesi story.  E ‘Scajola’ investito da presidente a Rai 3 poteva fare cenno come  meritava l’altra priorità, il tunnel Armo -Cantarana: 60 anni di promesse e progetti, annunci. Ma proprio a lui, dicono le cronache degli ultimi mesi, sta molto a cuore al punto da promuovere, come è avvenuto, un pubblico incontro a Pieve di Teco con echi di stampa e qualche passerella. (L.Cor.)

20 OTTOBRE 2011-  DA SANREMO NEWS PER NON DIMENTICARE MONESI IERI

L’INTERVENTO DI RICCARDO GIORDANO CHE E’ STATO ANCHE SINDACO DI MONTEGROSSO P.L.

“Continua ad essere al centro del dibattito politico in Provincia la questione di Monesi. Mentre, infatti, è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento della gestione della seggiovia “Tre Pini” e delle piste da sci annesse, in vista dell’apertura degli impianti, fa discutere il coinvolgimento del consigliere provinciale Gabriele Saldo per Monesi. La delega rimane in mano all’assessore Giacomo Raineri che, però, ora avrà la collaborazione del collega. Questo in seguito alle conoscenze e amicizie sul tema per averlo trattato in prima persona in passato. Saldo infatti, oltre che esponente dell’entroterra, è stato amministratore della società Alpi Liguri che ha gestito Monesi negli anni scorsi. Proprio questo però ha un rovescio della medaglia. L’opposizione, infatti, è subito insorta dopo il coinvolgimento di Saldo. La Alpi Liguri è stata recentemente messa in liquidazione ed alcune delle decisioni e delle strategie assunte hanno ricevuto critiche anche all’interno della stessa maggioranza.

“Si ritorna al futuro” ha commentato ironicamente il capogruppo del Pd Riccardo Giordano, facendo riferimento al noto film cinematografico. “Faccio fatica a capire certe scelte, che sembravano far parte di un epoca ormai chiusa, e non ne posso che prenderne atto – prosegue Giordano – Ora aspettiamo di vedere gli sviluppi operativi su una vicenda, quella di Monesi, che fino ad oggi è stata gestita malissimo e avrebbe bisogno di essere impostata in maniera diversa. Non ci sembra nulla di nuovo, anzi, appare come un ritorno ad un passato, che quindi non costituisce una forte discontinuità rispetto a come è stata gestita fino ad oggi la pratica Monesi e i risultati sotto sotto gli occhi di tutti”.

Il tema di Monesi è già stato più volte dibattuto in consiglio provinciale ed è facile che lo sia ancora in futuro. Anche per trovare un accordo con i proprietari dei terreni in modo da non dover più obbligare gli sciatori ad acquistare due diversi biglietti come ski pass. Intanto è partito bando di gara per l’affidamento della della seggiovia “Tre Pini” e delle piste da sci. Le domande possono essere presentate agli uffici provinciali entro le ore 12,30 di giovedì 3 novembre. L’intero bando è consultabile sul sito internet della Provincia di Imperia (www.provincia.imperia.it), al link “Bandi di gara-Avvisi”.

E ORA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA USCENTE DOMENICO ABBO

INTERVISTATO DA RIVIERA TIME TELEVISION: 

“Rilancio del comprensorio di Monesi: il presidente della provincia Domenico Abbo fa il punto della situazione: “….Servono sinergie e collaborazione, ma  la soluzione trova soprattutto nel proprietario privato (non fa nomi, la sola proprietaria è Tiziana Sabato, già vice sindaco di Briga Alta ndr) delle aree interessate un ostacolo che complica la soluzione dei problemi…”.

Rilancio del comprensorio di Monesi: la Provincia continua con il massimo impegno il percorso di collaborazione fatto di sinergie e collaborazione, ma trova soprattutto nel proprietario privato delle aree interessate un ostacolo che complica la soluzione dei problemi. È questa in sintesi la situazione riguardante l’area sciistica delle Alpi liguri, da tempo al centro di discussioni e prese di posizione nate in particolare dopo i danni provocati dalle ultime alluvioni.

Il Presidente della Provincia Domenico Abbo dice: “Il gruppo istituzionale, di cui facciamo parte assieme alla Regione e ai Comuni della zona, dal 2019 lavora alacremente per garantire la fruibilità del comprensorio in ogni periodo dell’anno. Ma qualsiasi tipo di accordo con il soggetto privato proprietario delle aree – indispensabile per procedere nella giusta direzione – è stato sinora impossibile. L’indisponibilità di una parte all’esecuzione dei più elementari e necessari interventi di manutenzione sia delle attrezzature della seggiovia sia delle aree in questione, sta rendendo difficile ogni iniziativa per sbloccare una situazione di stallo che dura da troppo tempo. Il “nodo” principale resta quello della necessaria disponibilità pubblica dei terreni: senza un’adeguata collaborazione della parte privata, i danni subìti da un patrimonio che ha un indubbio valore economico-turistico non potranno essere riparati. Inoltre il proprietario privato dei terreni ha dichiarato di essere disposto a cedere le aree solo per la stagione invernale. Non è quello che vogliamo: puntiamo a un rilancio del comprensorio durante tutto l’anno. Ci stiamo adoperando per valorizzare Monesi e dintorni attraverso la messa in sicurezza e la manutenzione delle strade ex-militari che fanno da corollario al comprensorio e che ben si coniugano con la riapertura della Monesi-Limone. Ma senza un accordo che prevede interventi, investimenti e la fruibilità pubblica dei terreni in questione, il ripristino della viabilità avrebbe una valenza limitata”.

DA IL SECOLO XIX – Il sindaco di Imperia: «Per fare il presidente dovrò ricevere un secondo mandato come primo cittadino»

Doppia candidatura per Claudio Scajola
«In Provincia e poi per il bis in Comune»
Andrea Pomati / Imperia- Non solo la candidatura in solitaria a presidente della Provincia, ma anche l’annuncio di quella relativa al secondo mandato di sindaco di Imperia. Ieri in Comune Claudio Scajola ha parlato a tutto campo delle prossime tappe amministrative che lo riguardano da vicino. A cominciare da come è nata la sua candidatura, senza avversari, a presidente della Provincia, non dimenticando di indicare già da ora le linee guida del programma. «Tre anni fa ho offerto la mia candidatura perché volevo fare il sindaco – dice Scajola – Lo sentivo come un dovere, per far crescere la mia città che vedevo in crisi. Mi risposero tutti di no. Stavolta non volevo fare il presidente della Provincia e la maggior parte di coloro che l’altra volta non desideravano appoggiarmi hanno pensato che potessi essere utile. Ero dubbioso perché non posso, fra un anno, non fare più il sindaco di Imperia. La presidenza della Provincia implica una mia ricandidatura alle elezioni comunali».Il ragionamento di Claudio Scajola non fa una grinza: oggi, con le elezioni cosiddette di secondo livello, entrano in Consiglio provinciale solo gli amministratori comunali. E Scajola, terminato il suo mandato di sindaco, come accaduto al suo predecessore Domenico Abbo, dovrebbe lasciare anche l’incarico di presidente della Provincia con anticipo. Rispetto alla volta precedente che ha visto Scajola scendere in campo e vincere da solo, questa volta ci sarà l’appoggio ormai consacrato del Centrodestra del presidente della Regione Giovanni Toti. Pensare a un secondo mandato da sindaco per Scajola non è affatto un sogno peregrino. Toti non più avversario ma alleato?
Scajola risponde sereno: «Con Toti abbiamo avuto un rapporto dialettico acceso, ma in lui ho trovato collaborazione per la soluzione dei problemi di Imperia. Col tempo abbiamo approfondito la conoscenza uno dell’altro».Quanto alla mancata sfida per la presidenza della Provincia col sindaco di Sanremo, Scajola dice: «Mi sarebbe piaciuta una sfida con Biancheri e mi spiace che lui non abbia avuto i numeri necessari. Comunque, dopo il 18 dicembre questa dovrà diventare una Provincia unita. Era giusto però che la scelta spettasse agli amministratori e non fosse una questione decisa nel corso di cene». Sottolinea ancora Scajola: «Una cinquantina di sindaci e oltre trecento consiglieri hanno firmato per la mia candidatura». Quanto alle cose future da fare, Scajola non ha dubbi: «Credo di essere fra quelli che conoscono bene il territorio e i problemi più importanti da affrontare, oltre a quelli contingenti, acqua, rifiuti e trasporti, trascurati per troppi anni. Poi ci sono le infrastrutture. Definire la ferrovia Andora-Finale, far partire la Albenga-Carcare-Predosa, che interseca la Torino – Savona e la Voltri-Alessandriia e ancora l’Aurelia Bis. Ci sono poi le strade provinciali, che collegano i nostri comuni e che devono essere mantenute. Bisogna dare attenzione ai giovani. La popolazione è diminuita di 10 mila unità negli ultimi 20 anni. È un cattivo dato e allora bisogna dare prospettive e fare la rete, perché i nostri giova.
Aggiungiamo a farina del sacco di trucioli.it. Nessun cenno, per mancanza di spazio, al tunnel Acquetico-Armo- Cantarana ? Non meritava di finire tra le citazioni prioritarie del prossimo presidente della provincia che pure si era fatto più volte promotore dell’importa dell’opera attesa e promessa da mezzo secolo. Tenendo conto, questo si, delle precise e corrette richieste avanzate dall’amministrazione comunale di Armo. A cui si possono aggiungere i vantaggi sul fronte ambientale e turistico che deriverebbero a Nava (Pornassio) con una maggiore vivibilità del territorio da preservare e valorizzare.
LA PAGELLA  DI LEGAMBIENTE A IMPERIA
ARTICOLO DE IL SECOLO XIX
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