Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Qui è Monesi: che bel balletto di ‘responsabilità’! E se fosse considerata una località costiera. Qui Briga Alta, a Piaggia ritorna il Municipio

In attesa della stagione della neve e dello scii. Dalla pagina Facebook. Gianni Sbriscia: “Durante il week-end ho avuto modo di partecipare all’inaugurazione del rinato Comune di Piaggia (Brigha Alta). A fare da contraltare all’entusiasmo di Federica Lanteri, sindaco e tutto l’entourage piemontese, c’erano le dichiarazioni e “mugugni” dei liguri.”

Il 18 luglio 2020 i social imperiesi davano notizia della nascita de Il Comitato Civico Pro-Monesi, con i propri portavoce, Marco Piana e Gianni Sbriscia, che “si pone quale interlocutore concreto e propositivo, all’ascolto dei soggetti coinvolti nel progetto di rilancio, proprietà, attività commerciali, enti pubblici ed investitori. E’ aperto a chiunque abbia il desiderio di partecipare a questa grande avventura, a chiunque abbia idee e voglia di realizzarle…”. Sempre fiduciosi e positivi come raccomandano i vari ‘signori’ che si alternano al potere politico ed amministrativo nell’imperiese e al governo della Liguria. Dal presidente Claudio Burlando (3 visite a Monesi che con la Carige e Provincia avevano cofinanziato la seggiovia) al presidente Giovanni Toti con i tre assessori imperiesi Marco Scajola, Gianni Berrino e Alessandro Piana.

“Le parole più ricorrenti sono state “cuore” e “amore”. Due sentimenti forti a cui aggrapparsi di fronte ad uno scenario desolante dall’altra parte del fiume. Tra le righe era palpabile la disillusione mista a rassegnazione con uno sguardo sempre rivolto al passato. Un passato che ci ha “cresciuto” e che qualcuno pensa (e spera) possa tornare. Dopo una breve parentesi “Marino”/”Seggiovia nuova” che pareva aver risolto tutti i problemi, gli eventi (non solo quelli atmosferici) sono precipitati.

Abbiamo sperato, dalla dipartita dei fratelli Toscano (comunque fermi e coerenti amanti della “loro” terra)che il nuovo corso avrebbe svelato il “vero amore” per Monesi. Chi lo proclamava, ergendosi a difensore del territorio, ben presto si è dimostrato, non solo, totalmente privo delle più elementari capacità imprenditoriali ma sopratutto di qualsiasi RISPETTO nei confronti di quelle genti che su quella terra hanno incentrato tutta la loro esistenza. Non parlo dei vacanzieri, dei proprietari di seconde case o dei gitanti della domenica; parlo di quegli “EROI” che non si sono lasciati abbattere da niente e da nessuno dando una lezione d'”AMORE” fuori dal comune.

Gli eventi del 2016 hanno rivelato tutta la fragilità di un territorio, che, sempre meno frequentato ha cominciato a cedere fino ad arrivare ad isolamento che pareva irreversibile. La nuova strada (variante all’abitato di Monesi di Mendatica ndt) ha riacceso le speranze e pareva bastasse girare la chiavetta per rimettere in moto la seggiovia per tornare a sciare.

Come il Covid ha evidenziato i limiti di un sistema “malato” così lo stop di Monesi ha rivelato quanto lavoro sarebbe stato necessario per rimettere in piedi una stazione fino ad ora sopravvissuta per la passione di pochi. Le leggi dell’economia, dei cambiamenti climatici e della sicurezza hanno espresso un verdetto inappellabile”.

“MONESI POTRA’ VIVERE SOLO RESTANDO IN ATTIVTA’ 365 GIORNI L’ANNO – Chi veramente ama Monesi non ha mai avuto alcun dubbio nel veder confermata questa tesi. Ma c’è anche chi “ama” Monesi e a cui le leggi dell’economia dicono poco o nulla; e poco importa se un intero comprensorio viene minacciato dall’abbandono (tanto ci sono i malgari a fare da garanti). Chi “ama” Monesi pensa che lo sci sia l’unica vera risorsa (in barba al riscaldamento climatico e la quota neve sempre più alta). Addirittura chi “ama” Monesi considera una vera concessione (pagata troppo poco) permettere il transito ai turisti purché non disturbino il pascolo e venga loro garantita la manutenzione della strada. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Lo stop forzato ha permesso di mettere a fuoco una situazione complessa ma non irreversibile. La sensibilità è cambiata e tanti paladini del “basta che ci facciano sciare!” hanno capito che è in ballo molto di più. Anche la Pubblica Amministrazione si è dimostrata (a fasi alterne) sensibile alle potenzialità di questa parte di territorio.

Oggi il quadro che si è delineato è chiaro. Abbiamo chi “ama” Monesi ma non cede sull’uso dell’area in periodo estivo, parte della PA (Comuni e Provincia) che cerca di salvaguardare il territorio e le poche attività con le esigue risorse di cui dispone e poi ci sono Regione e Ente Parco impegnate in un balletto politico, fatto di proclami, comparsate, selfie, avulsi da qualsiasi responsabilità che non abbia una ribalta .
Per vivere, Monesi, non ha bisogno dell’intera montagna; necessita solo delle aree da sempre vocate allo sci, ma deve poterle usare anche durante il periodo estivo. Sono aree, per loro natura, definite di  “pubblica utilità“, ma la loro l’identificazione geografica deve essere certificata dal comune su cui incidono (Comune di Triora). In seguito, sulla base di quanto identificato, Regione e Parco dovranno realizzare un progetto che ne attesti la “pubblica utilità” a fini turistico-commerciali.
Ad oggi, il Comune di Triora incaricato dell’individuazione delle aree sciabili, si è sostanzialmente fermato, in nome della diatriba per l’assegnazione delle poltrone nel Consiglio del Parco Ali Liguri, mentre quest’ultimo e la Regione non fanno assolutamente nulla per sbloccare lo stallo scaricando la responsabilità su Triora. Ecco…credo che anche questo faccia parte di quella mancanza di RISPETTO nei confronti di chi, in silenzio, senza proclami accoglie sempre con un sorriso i protagonisti delle passerelle” (Gianni Sbriscia).
COMMENTI – Annalisa Lanteri (esercente resiliente a Monesi di Triora) – Triste realtà e intanto il tempo passa……purtroppo.
Gianpaolo Amoretti – Monesi con la seggiovia viveva già dall’inizio 365 gg l’ anno… Per il resto..   È così 😩.
Roberta Poggi Schneck- Bravo (Gianni Sbriscia), sempre sul pezzo con molta sobrietà e razionalità!!!! Speriamo queste considerazioni smuovano le dovute competenze….Ormai, purtroppo, si può pensare solo a interventi per “pubblica utilità”.
Marco Piana  (seconda casa a Monesi di Mendatica) – Analisi lucida come sempre da parte di Gianni. Monesi deve vivere 365 giorni l’anno, è la porta sud della Monesi Limone, stiamo persino rischiando che la Monesi Limone diventi la Limone Sanremo tagliando fuori Monesi dalle mappe, dalla promozione, che è in mano all’ATL cuneese.
ATL cuneese non fa nulla di male , semplicemente colma un vuoto e ovviamente lo fa tirando acqua per il suo mulino. Siamo noi che manchiamo. Continua a mancare da parte degli enti sovracomunali (i comuni della zona tranne Triora di cui dirò più sotto, fanno il possibile), una visione strategica su Monesi.
Monesi deve essere considerata da parte di Regione Liguria e della Provincia di Imperia esattamente come una località turistica costiera o comunque importante. Come fosse una Portofino o una Dolceacqua o una Sanremo. Ovviamente nel rispetto delle proporzioni. Se Portofino è un carico da 100, l’asso di briscola, Monesi vogliamo considerarla un carico da 10, non l’asso , forse non il re o la regina, ma almeno il fante di briscola. Non il solito due di picche per accontentare i nostalgici. Il fante di briscola può anche farti vincere una partita!
Discorso Triora: Triora è un meraviglioso paese, bandiera arancione del Touring Club italiano nel circuito dei borghi più belli d’Italia , brilla di luce propria, ha sempre pensato forse non a torto di non avere ricadute positive dalla vitalità di Monesi perchè addirittura in un’altra valle (stupenda) con altre vie di comunicazione. Bene! Lo capisco!
Ma se ci sono degli enti sovracomunali, Provincia e Regione, si agisca in modo perentorio. Sono stati spesi soldi per la seggiovia a suo tempo, per la nuova variante stradale , per il ponte del Bavera. Andiamo avanti! La variante urbanistica di riconoscimento delle aree sciabili, primo passo per far lavorare Monesi su tutto l’arco dell’anno, si DEVE fare, e in tempi certi, perchè è strategica, non solo per Monesi, ma per Regione Liguria, non una concessione gentilmente offerta da Triora . Se non la fate voi di Triora, la facciamo noi Regione/Provincia d’ufficio.
Quegli ettari di terreno devono diventare, nel pieno rispetto delle peculiarità e della storia del luogo, pubblica utilità, punto, non si discute! E la frana di Monesi di Mendatica si rimuove, sostenendo il Comune su cui insiste. E la seggiovia si fa ripartire! E si crea un progetto sostenibile sia economicamente che per l’ambiente! Si trasforma l’alta valle in un luogo ove d’estate vengono giovani a rotazione dal nord Italia a fare mountain bike (Monesi) , trekking, tennis/Padel (Monesi,Piaggia, Mendatica) , calcio (Colle di Nava), equitazione (Monesi), basket e volley (San Bernardo) in un ambiente salubre di montagna. E quando d’inverno il cielo regala un pò di bianca power…. lascio a voi le conclusioni. (Marco Paina)
Fulvio Parodi – Gianni, la tua analisi e quella di Marco sono al mille per cento condivisibili per i sognatori, mi metto anche io nel numero, pensa che ho un paio di sci VR 17 in attesa di tornare a Monesi…
IL MUNICIPIO DI BRIGA ALTA E’ TORNATO, DOPO 5 ANNI (CAUSA ALLUVIONE), DA ORMEA A PIAGGIA UNA CERIMONIA SEMPLICE E PARTECIPATA. L’INGRESSO NEI LOCALI RINNOVATI E RAZIONALIZZATI.
La prima cittadina  Federica Lanteri che vive a lavora a Garessio ma è sempre rimasta una fedelissima del paese natio dove papà Guido ha lasciato segni indelebili, ha  ringraziato «Ormea che ci ha ospitati», mentre Briga Alta lavorava alla ristrutturazione dell’immobile a Piaggia. E ora tre frazioni di montagna (41 residenti, con padre e figlio vivono 365 giorni a Piaggia, meno di una dozzina a Upega, nessuno a Carnino) guardano al futuro del Municipio ritrovato all’insegna della speranza e del buon auspicio. E con buon senso hanno ricavato anche una sala polivalente, un’infermeria e due locali per nuove attività commerciali, mentre il paese come trucioli.it ha di recente pubblicato attrae giovani coppie che acquistano ‘seconde case’ e ristrutturano quelle in pietra.
PAOLO BONGIOANNI SULLA SUA PAGINA FACEBOOK- Dopo 5 anni riapre il municipio di Briga Alta. Una giornata che non dimenticherò, con la forza di una sindaca, Federica Lanteri , che rappresenta la dignità della gente brigasca, del loro coraggio di vivere e presidiare la montagna, di non tradire ed amare le proprie radici. Una montagna difficile che, guarda il mare ammantata di paesaggi e colori che fanno sognare, e ti entrano nel cuore. Grazie a tutti gli amministratori liguri e piemontesi, alle due Pro Loco, ai volontari, a tutti i cittadini per le emozioni e l’insegnamento che mi avete regalato oggi.
E LI CHIMAVANO ‘I QUATTRO DELL’AVE MARIA’
Avatar

Trucioli

Torna in alto