Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Draghi al mulino dei partiti, ma non si infarina?

Economia= esempio principe di Paese reale. Politica=Paese legale. Partito=cinghia di trasmissione.

di Sergio Bevilacqua

Grandissima economia, l’Italia. Grande manifattura, anche se matura e indotta da chi controlla il prodotto/mercato (D, F in EU e i grandi gruppi globali), ed enorme potenziale nel turismo e industria identitaria (agro alimentare, tessile-moda, certa edilizia/ceramica).
Un ottimo affare per gli altri, con una Politica italiana destrutturata e cialtrona, con leader ridicoli e partiti disorganizzati.
La visione mia non è disfattista, ma risorgimentale. E richiede determinazione e chiarezza. Si fa con le armi della democrazia rappresentativa, quella seria, coi partiti veri, quelli dell’Occidente.
Quanto dura secondo voi questo ridicolo teatro dei burattini, coi Salvini che le prende e le dà, coi Meloni che le dà e le dà, coi Letta che le prende e le prende, coi Conte e i Grillo che se le danno e se le prendono, e il resto dei ridicoli comprimari?
È certo che Draghi appena apre bocca per non-dirlo si capisce che-lo-pensa…
Guarda che catorci ha dovuto tirarsi dentro nel Governo…
Pizzaioli del sud e del nord (ad esempio Di Maio e Giorgetti, e per favore non difendiamo anche questo commercialista di provincia), furbastri (Cingolani e Speranza), e poi potete continuare voi perchè è solo un problema di aggettivi.
I migliori sono i suoi (Franco & c., bravi davvero istituzionalmente e amministrativamente).
Meglio di Monti, Draghi, più intelligente perchè più “di mondo” e meno snob, ha fatto finta di fare un governo coi partitastri dell’esibizione, lasciandogli il vero spazio che interessa a quelle soubrette, quello elettoralistico, e si è tenuto la sostanza del Governo, per il suo orgoglio e, forse, per i suoi “padroni”, come dice qualcuno, ma io sinceramente questi “padroni” non li ho ancora visti davvero, anche se è dall’inizio che li cerco.
Draghi, ancora giudizio sospeso. Gli altri, ridicoli burattini: Balanzone, Arlecchino, Pulcinella e Colombina (indovinate chi, seppur in vesti civili), personaggi di partiti-senza-sostanza-vera.
E Draghi, buono o cattivo che sia (ancora non si sa, finora, malgrado la cagnara sul green-pass alimentata da deliri orwelliani-de-noantri) gioca la sua natura di organo istituzionale: lui è l’esecutivo, ha già dato in pasto ai partitastri un pò di carte marcia, e il Parlottamento (non è un refuso) in buona parte magna-e-tase… E lui cosa deve fare, pregare il controllore di controllarlo con il metro del tagliaecuci e la bilanciona del macellaio, con ignoranti di Stato e astuti arrivisti  che fingono di saper interpretare le letture?
Ma li tiene lontani, questi volgari primitivi in business-code…
Farei lo stessissimo.
E per il momento fa bene. Ma la democrazia non è questa, e anche lui inizia a dare segni evidenti di logoramento.
Urgerebbe un rimpasto, ma per far la pasta deve andare a prendere la farina, e quelli che vanno al mulino (il Parlottamento italico…) s’infarinano.
Anche se son dei… Draghi.
QUESTO È L’HANDICAP DI QUESTO PAESE. E andare in Europa, significa che se non lo curiamo noi, lo curano loro, a costi immani. Tranquilli, i plutocrati nostrani, avranno il loro palco nel nuovo Teatro, come prima: sono già d’accordo con i nuovi poteri come son sempre stati d’accordo coi vecchi, di qua e di là.
Il popolo, invece, italiano, tutti ammassati nel loggione, a infettarsi meglio. D’altra parte l’occasione della democrazia l’ha avuta, il popolo italico. Gliene hanno fatte di tutti  i colori, per ridurlo così. E, da lassù, dal loggione, non vedrà ormai più nemmeno il poco che vede adesso, il popolo italico, e canterà la Traviata quando è in scena Tosca
Ma sarà più vicini, nel sottotetto, a… O sole mmiooo!
Sergio Bevilacqua

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