Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’OPINIONE/ Draghi, Orwell, speranza e saggia gestione della pandemia

La Sociatria Organalitica, la mia scienza sociologica rinnovata, nasce come prassi dell’intervento di cambiamento socio-organizzativo e politico attraverso l’uso magistrale dello strumento *verbale* (lessurgia).

di Sergio Bevilacqua

Se non fosse così, umile e concreta, non avrebbe prodotto circa 1000 casi clinici, di cui 500 documentati, su società anche di massima dimensione, il più delle volte attente e capaci di giudizio.
Il “caso covid 19” continua a essere un vero vespaio.
Inserirsi in modo critico sulle misure prese da istituzioni e governi per la crisi pandemica richiede strumenti comunicazionali che non sono disponibili oggi e un’informazione completa, oggi ancora assente. Il mio non-interventismo significa, comunque, soprattutto una fondamentale astensione con sfumature positive, rispetto al comportamento dell’attuale Governo italiano e di Draghi.

Domenico Arcuri

La gestione Francesco Paolo Figliuolo è molto più efficiente della precedente Domenico Arcuri e, pur domandandomi come uno Speranza possa essere ministro di un Paese civile (ma allora Di Maio?), i suoi danni paiono limitati anche perché, come fanno gli astuti politicanti da sempre, quando c’è da far brutta figura meglio stare in immersione e non farsi vedere. Eh sì, e Draghi lo sa… Ma con questo Parlamento, cosa dovrebbe fare, il nostro Mario?
Nel caso Covid19-agosto 2021, comunque, allo stato attuale appunto, si può dire che:
1. Esiste una malattia virale che può portare, in casi estremi e sorprendenti, a patologie molto gravi per l’organismo umano;
2. Il virus è altamente contagioso e mutageno;
3. La sua pericolosità deriva dalla capacità di trasformarsi;
4. In relazione a ciò i vaccini non garantiscono come con altri virus non mutageni;
5. Il vaccino peraltro protegge significativamente dall’attacco del virus e non facilita la selezione e incubazione di sue varianti efficaci. Il non vaccinarsi invece le produce, ed efficaci;
6. Molti, da una parte e dall’altra, ci hanno “marciato” e ci stanno marciando per interesse materiale. Molti hanno sbagliato. La comunicazione del Globantropocene mediatizzato sta mostrando la sua permeabilità e la possibilità di creare fenomeni mediatici e pericolosi schieramenti alla luce di informative parziali e false, da una parte e dall’altra di un tema incerto o da lasciare maturare, per capire davvero il da farsi. Lo scandalismo e l’opinionismo superficiale, privo delle necessarie basi scientifiche e alimentato da umori e paure irrazionali ha mostrato proprio nel caso covid19 come il sistema della comunicazione sia in una fase di conformazione rivoluzionaria, e come sia ben lontano, ancora, da un suo nuovo stato stazionario, dopo la fusione recentissima tra web e telefonia.
Oggi, ancora, il saggio osserva, il profeta lancia i suoi vaticinii, l’avventuriero si tuffa, lo scienziato si limita ai fatti certi, che non bastano.
Il politico e l’amministratore pubblico sono quindi nei guai, e devono rischiare, pur senza l’assoluta certezza, e coprono quanto non sanno con le solite bugie e la complicità dei media strutturati, oggi particolarmente sensibili agli schieramenti, in quanto indeboliti dalla concorrenza spontanea generatasi col big-bang della comunicazione dovuto alla fusione web-cellulari.
In sintesi: vaccino sì, Green Pass perché no, virus pericoloso, esagerazioni burocratiche e anti-burocratiche attenzione.
Non è il caso “Orwell 1984“. Ma il prossimo caso potrebbe essere quello buono, quindi giusto anche tenere alto il livello di attenzione e di pressione…

Sergio Bevilacqua

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