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Liguria e Basso Piemonte

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Danni alla salute nell’area portuale. Lo studio – denuncia di Italia Nostra. A Genova progetto da 20 ml. A Savona chi sa parli

Nel “bando” del prossimo mese di ottobre l’indispensabile “elettrificazione” dei porti di Savona e Genova. Le navi del futuro per una transizione ecologica.

di Gabriello Castellazzi*

Nei giorni scorsi si è svolta a Genova la “tre giorni” su “Agenda G20 – Politiche e soluzioni mirate alla realizzazione di infrastrutture sostenibili e inclusive”.

Per la “ digitalizzazione e la de-carbonizzazione dei sistemi infrastrutturali” nel rispetto degli “Accordi di Parigi”, sono intervenuti i Ministri Roberto Cingolani, Daniele Franco, Enrico Giovannini,  insieme a numerosi esperti incaricati di trattare, tra altri temi rilevanti, quello che riteniamo sia utile mettere oggi a fuoco: l’elettrificazione dei porti di Genova e Savona.

Per l’occasione l’ “Ecoistituto Reggio Emilia-Genova” e il coordinamento “Rinascimento Genova” (che raggruppa molte associazioni ambientaliste- Medici per l’Ambiente ecc.), hanno lanciato insieme un appello affinché si giunga in tempi brevi alla soluzione del problema relativo alle fonti di inquinamento dei nostri porti.

Si attendono ora, da questa “tre giorni” ad alto livello, risultati operativi concreti, perchè gli studi effettuati fino ad ora hanno fornito risultati drammatici: le navi ormeggiate nei nostri porti emettono ogni giorno inquinanti dieci volte superiori a quelli dei veicoli che circolano in città.

La situazione grave riscontrata in Genova viene evidenziata anche a Savona, dimostrata in uno studio molto preciso, pubblicato da “Italia Nostra”, dove si denunciano i  danni per la salute dei cittadini che risiedono nell’area portuale.

Si avvicina in questi giorni una data importante: il prossimo 8  ottobre, nell’ambito del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), si chiuderà un “bando” decisivo relativo proprio al futuro eco-sostenibile dei porti italiani. E questo riguarda ovviamente anche la nostra Regione.

Come riferito dall’ “Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale” sono stati richiesti 35 milioni di Euro per l’elettrificazione delle attività del porto di Genova (energia alimentata da un grande sistema fotovoltaico inserito nell’area portuale).

La somma richiesta rientra nella dotazione complessiva dei finanziamenti denominati “Green Ports” (un “pacchetto” di 270 milioni di Euro) che il “Ministero per la Transizione Ecologica” mette in campo con l’obiettivo di incentivare l’uso delle energie rinnovabili negli “hub portuali”.

L’elettrificazione delle banchine commerciali (passeggeri e merci), nei bacini di Genova e Savona-Vado, dovrebbe migliorare la qualità dell’aria e nel contempo ridurre l’inquinamento acustico. Vasti impianti fotovoltaici sulle strutture portuali (magazzini e hangar), dovrebbero far raggiungere l’autosufficienza energetica.

Non si conoscono, fino a questo momento, gli obiettivi precisi che devono essere raggiunti per il porto di Savona che, come si è detto per Genova, presenta fenomeni di inquinamento molto gravi.

Ma, mentre per il Capoluogo ligure esiste un progetto esecutivo da 20 milioni di Euro che comprende la realizzazione di un impianto di elettrificazione (cold ironing) di sei accosti per navi da crociera ed è previsto addirittura l’inizio lavori nel prossimo 1 novembre 2021(fine lavori esattamente un anno dopo),  per Savona non si conoscono progetti così avanzati.

Sarebbe interessante per tutti sapere se anche per il nostro Capoluogo savonese esiste una pianificazione avanzata pronta per gli investimenti che potrebbero diventare operativi grazie agli ingenti finanziamenti europei (Recovery Fund).

I ritardi a questo punto sarebbero insopportabili e non si potrebbero neanche imputare a difficoltà di progettazione, in quanto aziende internazionali da tempo propongono sistemi di elettrificazione  ampiamente collaudati in porti del Nord-Europa e degli Stati Uniti.

Addirittura nel porto di Rotterdam, oltre ai sistemi di elettrificazione per le banchine di attracco, lo spostamento dei carichi pesanti sui moli viene effettuato da nuovi trattori con motori a idrogeno ad impatto zero. Ecco un segnale importante per il futuro della navigazione: l’uso del “combustibile idrogeno verde”.

Secondo l’ “Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite”le navi sono responsabili del 3% delle emissioni globali di CO2. Entro quest’anno in Giappone sarà varata la “SUISO FRONTIER”, una nave capace di trasportare 1250 mc. di idrogeno liquido (il carburante ecologico perfetto perchè produce solo vapore d’acqua).

In Norvegia nel 2023 entrerà in navigazione la prima nave passeggeri completamente alimentata con lo stesso combustibile (l’energia di prossima generazione che diventerà comune quanto  oggi il petrolio). Quindi sono possibili nuovi investimenti, tanto lavoro, per un’ industria che guarda seriamente al futuro. La vera “transizione ecologica” richiede immediate scelte coraggiose e le nuove generazioni giustamente le pretendono.

Gabriello Castellazzi – Europa Verde- Verdi della provincia di Savona.

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