Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto S. Spirito, ordine del sindaco: ‘sfratto’ a ovile caprino meta di visitatori. Denutrite e rischio salute pubblica? Terreno gruppo Verus

Un ovile in centro città ‘sfrattato’ con ordine del sindaco. A.a.a. cercasi giornalismo d’inchiesta scomodo, senza il quale la democrazia è destinata a morire. Non c’è verità assoluta ma almeno l’impegno alla ricerca della verità per darne conto ai lettori.

LETTERA A TRUCIOLI.IT/ In via Leonardo Da Vinci, la tangenziale che porta verso la caserma dei Carabinieri, una  vasta area che era un’oasi di verde tra i palazzi, per la siccità e per la presenza di un gregge di capre fameliche, si è ridotta ad una landa desolata dove gli alberi sono tutti seccati e ne restano solo gli scheletri, il prato è sparito ed il vento solleva nuvole di polvere; un piccolo deserto che dovrebbe far meditare tutti noi sul futuro prossimo. Anche gli animali soffrono di una situazione così disagevole, ma l’indifferenza  è totale come  quella che  avvolge  tante  stolte coscienze  assuefatte al peggio. E i giornalisti fanno gli spettatori, le belle statuine ? Rosangela V.

Trucioli.it non ha il possente staff redazionale di Ivg.it, due direttori, un potente e temuto editore pietrese di successo; trucioli.it può accontentarsi delle notiziole ?  Tutti volontari con orgoglio.

Accade a Borghetto S. Spirito dove alcuni articoli del nostro umilissimo blog, senza pubblicità e senza soldini dei candidati alle comunali, con slogan  pagati, del tipo ‘Facciamo pulizia’ (Lega di Salvini); accade, dicevamo, che è finalmente ‘scomparso’ (sono rimasti pochi capi), l’ovile che ospitava oltre 40 capre e caprette, dominate e sorvegliate dal becco o caprone. Il grande recinto diventato meta di visitatori, di famiglie con bambini e di ‘benefattori’ porta vivande.

Abbiamo chiesto al sindaco, Giancarlo Canepa, notizie aggiornate. Trucioli.it aveva scattato le prime foto qualche anno fa e da ultimo due settimane fa. La curiosità giornalistica: sapere chi era il pastore che provvedeva alla cura del gregge, allevava i nuovi nati, provvedeva se il caso ad assistere al parto, chi fosse il veterinario chiamato in caso di bisogno e urgenza, quale la provvista per l’alimentazione.

Un ovile a cielo aperto (8-9 mila mq) in una città di mare e turisti, ‘capitale di seconde case’,  in zona densamente urbanizzata; uno scenario unico almeno nella Liguria dell’industria turistica balneare. Non abbiamo avuto la fortuna e l’occasione di trovare il custode ed invano si è cercato di sapere dagli abitanti della zona qualche notizia in più. Nessuno si dichiarava informato. A poche centinaia di metri, lungo la stessa strada, la nuova (anni ’80) caserma dei carabinieri. Ma la materia non pare di loro competenza e poi nessun reato di maltrattamenti di animali, semmai compito della ‘protezione degli animali’ e igiene pubblica.

Il sindaco Canepa la settimana scorsa, alla nostre domande, si era limitato ad annunciare un’ordinanza e richiesta di sgombero qualora non si fosse provveduto a ‘svuotare’ l’ovile. “Risulta che alcune capre sono denutrite e comunque meritano un ricovero più decoroso e il numero attuale stava creando anche problemi di salute pubblica vista la poca distanza dall’abitato”.  Di più il primo cittadino non diceva. “Non voglio fare polemiche, non ne abbiamo bisogno, importante è risolvere le situazioni difficili, credo non dover aggiungere altro”.

Poche cose ci è stato possibile verificare non disponendo, dicevamo, di ‘giornalisti d’inchiesta’. Il terreno in questione è agricolo e qui sorge anche un edificio casa rurale uni-famigliare in totale abbandono da anni, in parte il tetto crollato come dimostrano le immagini. La proprietà sarebbe del Gruppo Verus di Magliolo, tra i rari resilienti costruttori edili rimasti in provincia di Savona. Con attività edilizia sia sulla costa, in particolare Ceriale e Pietra Ligure, sia nella fascia collinare: Magliolo e Tovo San Giacomo è il loro ‘specchio’ di sviluppo edilizio. I loro interessi sono tuttavia molto più estesi ed in ottima salute.

Proprio Ivg.it  da un paio di settimane ospita un interessante servizio redazionale a pagamento: “Traguardo speciale. L’Impresa Verus compie 50 anni. Dal 1971 al 2021 solo edilizia di qualità (vedi………)”

La solitudine del becco il capo gregge

Nessuna conferma se abbia fondamento o meno la voce di un loro progetto con ‘piano casa’ e spostamento di volumi.  Senza spostamento l’operazione non è commercialmente sostenibile ?  C’è da rimarcare che in seguito alla decisione della Regione  Liguria di bloccare i ‘piani casa’ con spostamento di volumi in zone agricole (vedi  Sanremo dove è scoppiato un putiferio) si è fermato tutto.

Fin qui un paio di certezze, ma chi è il pastore ? E’ di Balestrino, di Bardineto ? Come si è arrivati di fatto ad aggregare un gregge che anche in piena stagione estiva non ha fatto la tradizionale transumanza in montagna ed è rimasto custodito su un prato dove non c’è più un filo d’erba; la siccità ha accresciuto il ‘deserto’, i pochi arbusti sono stati rosicchiati. E’ nota l’indole delle capre di ‘spellare’ piante e rami, ghiotte di arbusti. Così l’unica alimentazione, almeno in apparenza, è il fieno. Con la calura un’immagine spettacolo di desolazione e abbandono. E chi le munge, oppure niente latte e formaggio, solo allattamento dei piccoli.

L’immagine scattata nell’aprile scorso quando il prato e pascolo era verde

E faceva tenerezza, come ci è capitato di assistere e fotografare, il via vai di famiglie che anche in auto, a piedi, in moto raggiungevano  il recinto e  dalla strada distribuivano insalata, fagiolane, pane secco, rami e rametti di olivo, peraltro per la gioia dei bimbi. In un baleno il gregge si raggruppava.

In realtà è capitato di parlare da ultimo con un passante, in bicicletta, forse un borghettino indigeno, di domenica mattina 19 settembre 2021. Sono rimasti 3-4 capi. Racconta: “Il sindaco aveva già  fatto sgomberare i terreni di fronte e ci aveva assicurato che avrebbe invitato Verus a liberare l’area dalle capre. Bene, ma tutto attorno nelle aree private la desolazione. Ci sono aiuole e spazi pubblici  curati,  altri un po meno, in omaggio al decoro che deve avere ogni paese, per il resto siamo attorniati da terreni invasi da roveti, erbacce, alberi secchi e dire che qui le strade portano nomi invitanti, inno alla natura. Legga La Gazzetta di Borghetto, loro dicono le cose come stanno”. Sarà proprio così ? Non abbiamo letto. Avranno scritto, almeno loro, della mandria in centro città e del suo anonimo (e misterioso) pastore ? Un angelo invisibile. Gli Angelucci non c’entrano. E si sarà interessato al problema anche il Macron borghettino ?

E BORGHETTO CON I SUOI SPAZI PUBBLICI CURATI

La zona di Borghetto dove si trovava l’ovile: largo Liguria

 

 

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