Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio: I miti di D’Annunzio, Dante, donne e dolci. Il libro di Rita Nello Marchetti al Balzola. Sanremo: La Costellazione del Gatto di Daniele

Il nostro socio e membro del direttivo dell’Associazione Papà Separati Liguria, lo scrittore sanremese Dario Daniele, ha vinto il prestigioso premio letterario internazionale BOOKS FOR PEACE (primo classificato – sezione romanzi – tutela e ambiente) con il suo ultimo romanzo LA COSTELLAZIONE DEL GATTO (edito da LEUCOTEA di Sanremo). Il Premio è stato consegnato a Roma l’11 settembre durante una solenne cerimonia ufficiale.

Il premio BOOKS FOR PEACE, presente in 61 Paesi del mondo, nasce da un progetto di un nutrito gruppo di associazioni internazionali e nazionali tra le quali: FUNVIC (Fundação Universitária Vida Cristã / UNIFUNVIC), Brasil club Unesco BFUCA-WFUCA sezione Europa, ANASPOL (Associazione Nazionale Agenti Sottufficiali Polizie Locali), IADPES International Academy Diplomatic Pax et Salus, Associazione Nazionale Giudici di Pace, con lo scopo di valorizzare i libri, la cultura, le persone, lo sport, l’arte, che trattano gli argomenti della Pace a tutto tondo, non solo tra i popoli, ma dei popoli: come la violenza nelle sue varie forme, il bullismo, le discriminazioni razziali e religiose, l’integrazione sociale e culturale, la sostenibilità ambientale.

Il tema del concorso quest’anno era volto alla riflessione su tematiche quali la tutela dell’ambiente, la nonviolenza, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, alla Pace attraverso la cultura e attraverso le parole. Pace intesa nella complessità del concetto, ovvero non solo la pace in senso lato, tra nazioni in guerra, ma la Pace specifica tra gli individui, nel rispetto del loro essere cittadini del mondo. Le tematiche ambientali sono ritenute centrali: UNIFUNVIC Europa, tra gli organizzatori del Premio, è stata tra i protagonisti per l’ambiente in qualità di partner del SUSTAINABLE EARTH SUMMIT 2020.

Il prof. Dario Daniele

Questo Premio internazionale così prestigioso – ci dice il prof. Dario Daniele – certamente mi riempie di gioia e corona un percorso ‘letterario’ di oltre vent’anni con dieci pubblicazioni. Sono felice e onorato che l’ultimo romanzo, LA COSTELLAZIONE DEL GATTO, sia stato premiato da una giuria tanto qualificata. E’ un libro a cui tengo moltissimo e sviluppa tutti i temi di cui mi sono sempre occupato in questi anni. Tra questi ritengo molto delicati e importanti i temi legati alla sofferenza vissuta da molti padri separati e il diritto inviolabile alla bigenitorialità dei bambini. Certamente l’intero romanzo è legato anche a mie esperienze personali, esperienze difficili di padre che condivido con molti padri dell’Associazione dei Papà Separati Liguria. Un’Associazione che tanto si prodiga per sostenere chi vive sulla sua pelle queste problematiche, in un’ottica di aiuto concreto anche e soprattutto ai figli e per la loro serenità.”

LA COSTELLAZIONE DEL GATTO – è un libro rivolto a giovani e adulti e racconta uno straordinario viaggio nel tempo attraverso la crescita dei due protagonisti. I due ragazzi-gatti vivono avvincenti avventure, si amano, incontrano misteriosi personaggi, riflettono sull’esistenza e su ciò che accade attorno a loro. Leonardo confiderà a Sara il terribile segreto che nasconde in fondo al cuore. Sullo sfondo un mondo ricco di sorprese, fatto di piccole e grandi meraviglie, vissuto anche con gli occhi di gatto, alimenta sempre più il loro desiderio di viaggiare e di conoscere. Il finale, imprevedibile, rivela come nulla nella vita debba ritenersi scontato e come il confine tra realtà e fiaba sia spesso sottile… Molti i temi affrontati, alcuni assai delicati, come il suicidio adolescenziale e le problematiche dei genitori separati. Ma il racconto sa essere anche molto divertente, carico di poesia, profondità e speranza. Non siamo di fronte a una favola anche se i gatti sono coprotagonisti paritari rispetto agli umani. I temi affrontati rimandano certamente a realtà conosciute e a episodi di cronaca recente, ma il dramma è sempre affrontato con garbo e la positività vince per il modo in cui i ragazzi affrontano la vita e superano gli ostacoli.

DARIO DANIELE – insegna diritto ed economia presso scuole superiori. Ha un figlio, Edoardo. Ambientalista storico (già responsabile locale di Legambiente per molti anni) e viaggiatore fin da giovanissimo (oltre 50 i Paesi del mondo visitati), si occupa di cooperazione internazionale nell’ambito dell’organizzazione Assefa Onlus (www.assefa.org), di cui è fin dal 1989 tra i volontari. E’ autore di una decina di pubblicazioni, tra saggistica e narrativa, di alcune commedie teatrali e testi di canzoni (tra i quali ‘Emozioni potenti’ cantata dal giovane e talentuoso Paolo Martini: video su youtube). Da qualche anno si occupa anche della tutela del diritto alla bigenitorialità dei bambini (cioè il diritto dei figli di potersi sempre relazionare, e con tempi adeguati, sia con la mamma che con il papà) e della parità genitoriale nelle situazioni di genitori separati. I diritti d’autore dei suoi libri hanno finanziato numerosi progetti di sviluppo in India, Africa e America Latina.

ALASSIO AL CAFFE’ BALZOLA IL LIBRO DI RITA NELLO MARCHETTI

Rita Nello Marchetti, il marito Giulio Marchetti e Carlomaria Balzola

Al Caffè Pasticceria Balzola ad Alassio la presentazione del libro di Rita Nello Marchetti  ” I miti di D’Annunzio, Dante, donne e dolci”

Nella cornice dello Storico Locale di Alassio, dove peraltro D’Annunzio durante le sue “fughe forzate” francesi , era solito fermarsi e dove conio la frase celeberrima “ i Baci di Alassio sono i dolci della galanteria“, l’autrice ha potuto incontrare gli appassionati e dare grande risalto ad un D’Annunzio meno conosciuto ma altrettante intenso e prolifico.

Il libro oscillante fra panismo ed esibizionismo, la vena poetica dannunziana appare l’espressione più evidente del Decadentismo italiano. Un decadentismo mutuato dai poeti d’oltralpe, ma rimasto in lui costantemente a livello esteriore, quasi epidermico. E l’esauriente saggio di Rita Nello Marchetti,  uscito per VJ Edizioni Milano, si propone di esaminare i vari aspetti della vocazione poetica e della vicenda umana di un autore che può considerarsi a tutti gli effetti la prima star della letteratura italiana.

Nel capitolo introduttivo, l’autrice cataloga D’Annunzio essenzialmente come poeta in 3D. Ma poco hanno a che fare con tale ardita affermazione il cinema e le arti visive in genere. La definizione di poeta in 3 D, attribuita al terzo Vate d’Italia, non riguarda dimensioni fisiche, ma copre i tre aspetti fondamentali della sua ispirazione, tutti collegati tra loro, così da divenire un tutt’uno: vita, ideologia ed opere. Un D’Annunzio a tutto tondo, il cui rilievo assume la valenza di un vero e proprio “altorilievo”, per restare nel campo delle arti visive.

Nello specifico, la lettera D non è sinonimo di “Dimensioni”. Si riferisce piuttosto all’iniziale comune delle tre <parole magiche> che compaiono nel sottotitolo di questo gradevole libro, parole puntigliosamente perseguite e coltivate da D’Annunzio (vero cesellatore del suono), fino a divenire i tre miti fondanti della sua poesia, in gran parte identificata con la vita stessa del Poeta. Vita come opera d’arte, si è detto da più parti. D’altro canto, D’Annunzio si rivela in ogni circostanza un autentico mago della parola, come rileva giustamente l’Autrice, che lo definisce: un poeta veramente <di parola>.

Il termine “parola”, del resto, è molto più che “voce”. Voce è quella che Giovanni Battista grida nel deserto per preparare la strada del Messia: un suono quasi indistinto, un’eco percepita al limite dell’inconscio. Parola, radice che torna anche nel termine “parabola”, è invece la caratteristica precipua di Cristo, una dimensione precisa ed assoluta che si identifica con la persona stessa di Lui.

Il paragone religioso proposto dall’autrice potrebbe scandalizzare il lettore, in quanto sembrerebbe attagliarsi poco a D’Annunzio, i cui atteggiamenti appaiono piuttosto il frutto di una morale pagana, concepita in senso “anti-cristiano”. Ma, a parte le doti di affabulatore e di comunicatore che in qualche modo accomunano D’Annunzio a Gesù Cristo, il Vate ammirò, fra le varie figure carismatiche della storia, un uomo di fede come San Francesco ed ebbe contatti con Padre Pio, mossa questa che potrebbe avere il sapore di una rappresentazione o forse di un espediente pubblicitario. Se l’episodio non convince pienamente, è palese comunque che D’Annunzio si proponga al pubblico in veste di predicatore e maestro, presentandosi come il nuovo arcangelo Gabriele, ambasciatore di un’annunciazione novella, profondamente diversa da quella spiritualistica del Vangelo, eppure portatrice di un preciso messaggio di vita.

Riguardo al sottotitolo del libro, DANTE, DONNE, DOLCI sono tre elementi fondamentali che danno luogo ad un vero e proprio <tautogramma>. Queste tre parole, elevate al ruolo di altrettanti miti dannunziani, sono le vere protagoniste di questo singolare saggio, che intende mettere in risalto come esse abbiano informato tutta la personalità di D’Annunzio. In particolare, l’Autrice ha dedicato due capitoli al rapporto fra Dante Alighieri e il Nostro, che nella sua sconfinata devozione per il Sommo Poeta, arrivò al punto di proporsi come il Dante moderno, ma che, allo stesso tempo, non disdegnò affatto le donne e nemmeno la buona tavola, espressioni entrambe di uno spiccato senso estetico e dell’amore per uno stile di vita grandioso e inimitabile. A proposito di quest’ultima inclinazione (svelata a più riprese dal Poeta) per i peccati di gola, specie nei riguardi dei dolci, alcuni dei quali non solo consumò abitualmente ma sponsorizzò con entusiasmo, ricordiamo lo slogan che il Poeta dedicò ai famosi “baci di Alassio”, località da lui frequentata abitualmente, e al titolare del prestigioso Caffè Balzola, che li produce tuttora: “I suoi baci sono i dolci della galanteria”.

L’autrice ha avuto la felice intuizione di riportare in appendice al libro alcuni scoop relativi alle ricette originali dei baci stessi e di altre specialità dolciarie, in gran parte abruzzesi. Per questo non ci resta che invitare i lettori a “gustarsi” (è proprio il caso di dirlo!) fino in fondo questo singolare D’Annunzio in 3D.

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