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Alassio, 21 milioni per Geotubi. E se non fosse la soluzione? Cosa dice la modellistica

Geotubo perplessi si, perplessi no. C’è chi l’ha detto chiaramente negli incontri ufficiali. La modellistica numerica ha confermato che Geotubi risolve pochi problemi e ne crea molti di più. In definitiva è questa parte dello studio determinante, indipendentemente dalle idee dei singoli progettisti e amministratori pubblici. La Stampa ha dato conto che “i tecnici frenano’.

Anche se la soluzione a regime della protezione costiera con la tecnica del Geotubi fosse valida (cosa che al momento non risulta) l’impossibilità economica di realizzarla in un’unica fase porrebbe il problema di come procedere, da dove partire, in che senso andare, avanzando per salti e poi coprire i buchi. In queste fasi ci sarebbe chi è favorito e chi è danneggiato, e non necessariamente i favoriti sarebbero quelli che hanno la protezione davanti.

Si andrebbe avanti per molti anni e, probabilmente, alcuni tubi si romperebbero prima della fine di tutti i lavori, cosa che obbligherebbe ad investire risorse destinate al progetto per le riparazioni (sostituzione di elementi). Per mitigare gli effetti negativi di una struttura incompleta si dovrebbero realizzare opere da rimuovere al momento dell’allungamento, e questo comporta ulteriori costi.  Alassio ne trarrebbe grandi vantaggi !?

COMUNICATO STAMPA – Difesa costiera – Melgrati la città vuole il geotubo

Venerdì l’incontro con i balneari, ma il messaggio dell’Amministrazione e delle associazioni di categoria è forte  chiaro. Già chiesto un incontro urgente con l’Assessore Giampedrone per definire il cronoprogramma di un’opera necessaria, fondamentale e non rinviabile. Si svolgerà venerdì prossimo l’incontro tra l’amministrazione comunale, i tecnici incaricati della progettazione dell’opera di difesa del litorale e le associazioni di categoria, in primis i balneari.

Ma nel frattempo è il primo cittadino di Alassio, Marco Melgrati, a voler mettere bene in chiaro le cose e che in proposito ha già chiesto un incontro urgente con l’Assessore ai Lavori Pubblici, alla Difesa del Suolo e alla Protezione Civile della Regione Liguria, Raul Giampedrone.

“Tutte le associazioni di categoria, tutta la cittadinanza e ovviamente l’intera amministrazione comunale, non chiedono, ma pretendono l’opera di difesa soffolta per il litorale alassino. Ci è stato chiesto un progetto, lo abbiamo redatto dettagliandolo. Siamo consapevoli del fatto che il progetto presentato comporti un investimento di 21mln di Euro. Siamo consapevoli che non sia possibile attuarlo in un unico lotto. Cionondimeno chiediamo che sia avviata la realizzazione del progetto ancorché in via sperimentale”.

L’intervento consentirebbe di coprire con due geotubi circa 900 metri lineari di costa e in via sperimentale sarebbero coperte le zone centrali (450metri a ponente e a levante del molo) attualmente le più erose dalla forza dl mare.

“Nel corso della riunione in video conferenza – prosegue Melgrati – ci è stato spiegato che, prima di procedere con la posa dei geotubi, è necessario il monitoraggio di un anno rispetto all’intervento di ripascimento della primavera scorsa, e un ulteriore ripascimento strutturale analogo a quello già attuato. Mi rifiuto di lasciare la città nuovamente in balia degli eventi atmosferici e quello che chiederemo sarà proprio di partire con la posa dei Geotubi a valere sul finanziamento di 2.5 mln di Euro già erogato dal Ministero della Protezione Civile, e, con l’ulteriore finanziamento di 1mln di Euro – già richiesto dagli uffici -, di procedere con un ulteriore ripascimento. Ma non possiamo attendere oltre. Ho chiesto un incontro urgente con l’Assessore Giampedrone per definire con lui un cronoprogramma per un’opera necessaria, fondamentale e non rinviabile”.

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