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Liguria e Basso Piemonte

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Centrale di Vado Ligure: potenziamento e piano dell’energia. Proposte di ‘Noi per Savona’

Proposte per un Modello Strategico Ibrido di Transizione Ecologica. Nell’insieme dei progetti infrastrutturali che Regione Liguria intende presentare nel comparto regionale del PNRR,- NOI PER SAVONA-  mette a disposizione della Regione Liguria una proposta che coinvolge la parte regionale del PNIEC, per aggiornarlo e allinearlo alle direttive europee.

di Giovanni Maina

Per attuare nel Savonese la Rivoluzione Verde auspicata anche dal Ministero, occorre iniziare  da:

AMPLIAMENTO E RICONVERSIONE A IDROGENO DELLA CENTRALE DI VADO LIGURE

Si tratta di un “Masterplan”, mirato alla decarbonizzazione del comprensorio Savonese e al sostegno della vivibilità ottimale, socio economica e ambientale, di cui la centrale è il motore. E’ basato sulla innovazione tecnologica orientata verso la produzione dell’energia sostenibile e rinnovabile, abbinato all’uso razionale dell’energia. Inoltre  la gestione digitalizzata delle reti dell’energia elettrica e a idrogeno previste, ne garantisce  la sicurezza e il bilanciamento. Contemporaneamente la promozione e l’efficientamento dei sistemi di consumo ottimali collegati quali:

. i mezzi elettrici e a idrogeno pubblici e privati delle diverse tipologie di mobilità

. le lampade a Led dell’illuminazione pubblica e privata

.infine la rete digitale fissa a fibra ottica,  e quella 5G a segnali di luce LiFi

consentono una sensibile riduzione dei consumi.

SETTORI DI INTERVENTO

.Produzione H da fonti a emissioni zero

.Inizio sostituzione graduale del metano con H verde (minimi tempi tecnici) nella centrale

.Ottimizzazione mediante Smart Grid dei sistemi produttivo e di consumo dell’energia:

… rete digitale ottimale: in fibra ottica (per impianti fissi di tutti i servizi pubblici ) .

. 5G LiFi ( per la mobilità ) .

… percorso verso la gestione flessibile della illuminazione a led pubblica e privata

… elettrificazione delle banchine portuali di Savona

… implementazione punti di ricarica mezzi elettrici

… sistemi di accumulo dell’energia

.Realizzazione infrastrutture per il rifornimento dei mezzi a idrogeno:

… stazione di servizio su A10

… punto di rifornimento ferroviario

… punto di rifornimento navale

.Rete distribuzione gas domestico e industriale

         ANALISI GENERALE DEL PROBLEMA – Il Next Generation Plan, con il Green Deal, mira all’Impatto Climatico Zero entro il 2050, con l’utilizzo dell’idrogeno verde, combustibile virtuoso a emissioni zero, prodotto dall’elettrolisi dell’acqua mediante energie sostenibili e rinnovabili. A tal fine UE  ha stabilito che tra 2020 e 2024 devono essere installati elettrolizzatori per una potenza di 6 GW per produrre un 1 MLN  di Ton di H2 verde. E successivamente tra 2025 e 2030 è richiesta l’installazione di ulteriori elettrolizzatori pari a 40 GW, per produrre altri10 MLN di Ton di H” pulito. In Italia la produzione di H è ancora molto ridotta e soprattutto viene prodotto prevalentemente l’idrogeno grigio, derivato da combustibili fossili. Fa eccezione la centrale idroelettrica di Bolzano che fornisce H verde alla stazione di servizio sulla A22 e agli autobus Urbani. 

E proprio facendo riferimento a questo esempio virtuoso, noi proponiamo di realizzare un polo  produttivo di H2 Verde nella nostra zona. Un contributo fattivo e doveroso per il Risarcimento Ecologico globale, rispetto alle generazioni future. Il Piano Nazionale Integrato dell’Energia e il Clima prevede la costruzione di una serie di nuovi impianti a gas naturale della potenza complessiva di 5400MW entro il 2030.

Si tratta del 10% circa della max potenza nazionale richiesta di 58GW. Le centrali a gas sono indispensabili per la loro capacità di produzione immediata di energia, garantendo la  rete  elettrica dai black-out .

La centrale di Vado è costituita da due gruppi a turbina di 400MW ciascuno, ai quali Tirreno Power avrebbe aggiunto un altro gruppo per raddoppiare la potenza, al costo di 300 MLN in 4 anni di lavoro. Estrapolando, per realizzare il piano nazionale si dovrebbero costruire 7 turbo-gruppi come quello proposto dalla Tirreno Power, spendendo circa 2MLD, consolidando di fatto un sistema basato sul metano( da superarsi assolutamente ), che dovrebbe servire solo per la transizione verso l’energia a emissioni Zero, da iniziare subito per ridurlo al minimo in 2 decenni circa. 

Di conseguenza secondo l’iter UE del Recovery Plan, verso l’ idrogeno verde, tanto virtuoso quando indispensabile, il piano Nazionale può molto più opportunamente essere realizzato mediante una serie integrata di  progetti diversificati ma convergenti, per evitare la costruzione di nuovi centrali e/o gruppi a metano con un forte risparmio.

Inoltre questa proposta di transizione, induce l’innovazione tipologica ibrida della centrale che al gas affianca le fonti sostenibili e rinnovabili, aumentandone la flessibilità funzionale. In particolare  la filiera della produzione elettrica diretta dal sole e dal vento con l’accumulo elettrico e termodinamico, garantisce una rapidità di intervento anti blak-out e un  equilibrio energetico della rete, migliori di quelli della centrale a solo gas.

  1. A) OBIETTIVO DEL PNIEC LOCALE E NAZIONALE- RADDOPPIO POTENZA : CENTRALE DI VADO + 800 MW

Il primo passo consiste nella Intensificazione Produttiva dell’energia elettrica, utilizzando in tutti gli impianti a gas italiani, una miscela di metano con idrogeno fino al 30%. Così  facendo grazie al potere calorico dell’ idrogeno, maggiore di oltre il doppio rispetto al metano, si otterrebbe un aumento di energia del 50%, utilizzando le già esistenti turbine con semplici adattamenti.

Operazione molto virtuosa anche economicamente poiché fa risparmiare i notevoli costi per la installazione di nuovi turbo-gruppi, poiché le centrali a gas di Eni (6) Sorgenia (4) tirreno Power (3), sviluppano la potenza di 8500MW  l’aumento dovuto all’idrogeno della miscela sarebbe di oltre 4000MW, molto prima del 2030. Quindi per raggiungere la quota di sicurezza una soluzione virtuosa sarebbe quella di costruire solamente due nuovi turbogruppi come quello previsto dall’ampliamento di Vado, ma del tipo capaci di funzionare con H2 al 50%, peraltro prodotti anche in Italia.

Ovviamente in tutte le centrali e/o altrove, sarà necessario costruire l’impianto per la produzione e lo stoccaggio  del H2 green, prodotto mediante l’elettrolisi dell’ acqua, utilizzando energie sostenibili ( solare termica, fotovoltaica, eolica, idroelettrica ) adeguatamente proporzionate alla situazione logistica locale di ciascuna centrale. Tuttavia è bene ricordare che, il secondo passo verso la produzione dell’energia elettrica ad emissioni zero, sarà non solo quello di sostituire tutte le attuali turbine, tra il 2030 e il 2050, con quelle funzionanti con l’idrogeno al 100%. oppure con altri sistemi tecnologici. Ma occorrerà anche  riconvertire tutte le centrali termoelettriche, che producono ancora oggi circa il 12% di elettricità con impianti non sostenibili a carbone e petrolio.

  1. B) MITIGARE AUMENTO DEL CONSUMO SENZA RINUNCE AI SERVIZI- INNOVAZIONE TECNOLOGICA  ED EFFICIENZA  DEL SISTEMA E DEI MEZZI. 

Per fermare la corsa all’aumento finora inarrestabile della produzione dell’energia, è indispensabile percorrere anche la via della diminuzione dei consumi, ottimizzando il sistema e utilizzando modalità e tecnologie poco energivore ad alta efficienza.

IL CASO DELLA DIGITALIZZAZIONE DEL SISTEMA- Questo grande progetto di trasformazione socio-economica della nostra vita, comporta risvolti notevolissimi anche in campo energetico.

Da un lato la realizzazione di una “smart grid” basata sulle fibre ottiche della banda larga, che metterà in collegamento tutte le strutture fisse, produttive e di utilizzo dell’energia, certamente contribuirà ad ottimizzare in tempo reale, la gestione e la sicurezza del sistema, minimizzando i consumi e la necessità di nuovi impianti produttivi. Dall’altro lato, secondo il tipo di tecnologia 5G utilizzata, ci saranno grandi differenze della quantità di energia necessaria e dell’inquinamento ambientale.  Il modello 5G a microonde in corso di rapida realizzazione dalle compagnie della telefonia mobile, richiede una grande quantità di energia somma di due componenti: quella che crea il campo delle onde elettromagnetiche per trasmettere i dati, aggiunta a quella necessaria al raffreddamento degli impianti rice-trasmittenti.

Uno studio dell”Agenzia francese Adene. ha quantificato che 10 mail assorbono l’energia pari a quella di un auto che percorra 1 Km. In Italia vengono inviati circa 13MLD di mail ogni anno… Il Ministro Cingolani (ambiente – energia), ha dichiarato che 2 mail assorbono circa 100Wh. Uno studio di RWTH Aachen University sostiene che in Italia il consumo di energia elettrica per la telefonia mobile che oggi vale 2,5TWh/anno, aumenterà di 13 volte entro il 2030. Quindi, a conti fatti, i tre studi in modo concorde indicano che occorreranno in più verosimilmente 5 centrali  da 800MW, come quella attuale a gas di Vado.  Al costo di 1,5MLD per i soli impianti oltre a quello delle strutture delle nuove centrali altrettanto onerosi.

C ) DIMINUZIONE DEI COSTI DEL SISTEMA- Conseguenti a:

INSTALLAZIONI NON NECESSARIE: numerose centrali e rete di antenne 5G a microonde.

DIMINUZIONE DEGLI INQUINAMENTI  dovute alla rivoluzione tecnologica GREEN.

Oltre a quelli delle centrali sopra citate, ovviamente si eviterebbero anche i costi dell’inquinamento causato dalle centrali termoelettriche non più necessarie, che ammontano per ogni centrale a gas tipo Vado a ben 28 MLN annui, di cui 8 per danni alla salute e 20 per l’ecosistema, così come calcolati dalla UE. Infatti, utilizzando la tecnologia 5G LiFi, a segnali di luce con lampade a Led lungo la rete elettrica già esistente, sarebbero: azzerati i costi della  nuova rete di antenne; in gran parte risparmiati quelli dell’energia per le microonde; annullato l’inquinamento elettromagnetico. Inoltre sarebbe già predisposto anche il sistema di gestione ottimale della mobilità con mezzi a guida da remoto , con la sostituzione con le lampade a led di quelle attuali molto più energivore. dei lampioni esistenti.

Nel comprensorio savonese, ampliando il modello Smart sperimentato della Energy Grid del Campus Universitario, la rete digitale computerizzata dell’energia gestirà anche la centrale a metano-idrogeno, gli impianti idroelettrici, le pale eoliche, i pannelli solari termici e fotovoltaici, le batterie dei mezzi elettrici collegati ai punti di ricarica della centrale e del comprensorio, oltre agli elettrolizzatori e ai serbatoi di accumulo e le stazioni di servizio dell’idrogeno. 

Il monitoraggio e la gestione in tempo reale dell’energia disponibile e di quella richiesta dalla rete elettrica industriale, dalle abitazioni e dall’illuminazione stradale, consentirà di mantenere in equilibrio il sistema, con una distribuzione istantanea tra tutte le componenti, garantendone la sicurezza  nei picchi  di domanda, con il minimo di potenza disponibile e un duplice accumulo di energia, oltre a poter anche selezionare quali distacchi anti-blackout siano eventualmente da effettuare in extremis.

In particolare con l’utilizzo delle lampade a Led nella rete di illuminazione stradale digitalizzata, è possibile una gestione modulata dell’intensità luminosa adeguata alle diverse situazioni climatiche naturali notturne: con o senza pioggia; con o senza luna la luminosità varia in rapporto da 1 a 2, con evidenti risparmi energetici possibili.

Senza contare che in generale in molti casi sul territorio si possono, gestire adeguatamente molte situazioni eccessive, oltre il limite dell’inquinamento luminoso,  dannoso per le persone poiché  altera i normali ritmi circadiani.

CONFRONTO TRA I DUE PROGETTI –  La proposta di raddoppio a metano della centrale di Vado e quella del Piano Nazionale, costerebbero rispettivamente, 300MLN per l’impianto più 56MLN annui per l’inquinamento, la prima, mentre quella nazionale ammonterebbe a 2MLD per gli altri 7 impianti più i relativi danni ambientali e di salute pari a 200MLN annui. Evidentemente si tratterebbe di un paradossale esempio di investimento che produrrebbe un aggravamento della situazione ambientale di lunga durata.

Viceversa le corrispondenti proposte alternative basate sull’idrogeno verde,  mentre verosimilmente risponderanno in modo adeguato alle incombenze ambientali ed  economiche del Paese, di fatto costituiranno anche un investimento virtuoso e coerente con le direttive UE, poiché intercettando gli obiettivi del Recovery Plan rivolto alle Nuove Generazioni, produrranno,  a breve per queste, numerose occasioni di lavoro in nuovi settori, con il più ampio insieme di condizioni durature per  una vivibilità migliore.

VADO: TRANSIZIONE CENTRALE ELETTRICA DA METANO  A  IDROGENO “ VERDE “ .Riconversione e potenziamento graduale e senza inquinamento, basata sull’elettrolisi dell’acqua di mare, alimentata dall’energia  solare, eolica e idroelettrica.

PREMESSE – Il cambiamento climatico è talmente grave che le condizioni ambientali globali sono ormai estreme, al limite della sostenibilità: ghiacciai, calotte polari e permafrost in disgelo. Equilibrio idro-geologico  alterato da frane, alluvioni, tempeste, mareggiate e bombe d’acqua. Incendi e desertificazione inarrestabili ovunque.

Anche gli Esperti ONU sostengono che rimangono solo 10 anni per evitare la  IRREVERSIBILITA’

Dunque le emissioni di gas serra di cui il metano è responsabile per il 20% e il conseguente aumento di temperatura globale devono essere drasticamente limitati, senza se e senza ma. La transizione  energetica, dai combustibili fossili a quelli a emissioni zero, deve essere quindi la più rapida   possibile, eliminando alla radice tutte le cause, anche pretestuose, che la impediscono. In realtà, finalmente, la transizione delle centrali termoelettriche verso l’utilizzazione dell’idrogeno H verde è  tecnicamente possibile. Anche il bilancio economico del modello energetico basato sull’idrogeno, risulta sostenibile se si considerano tutti i benefici connessi, da quelli socio-economici a quelli della vivibilità ambientale.

VERSO UNA SITUAZONE  OTTIMALE DEL SAVONESE- L‘ipotesi progettuale proposta, fra quelle possibili, offre esemplari aspetti virtuosi specifici per la produzione dell’energia elettrica della centrale, capaci di limitare progressivamente e in tempi brevi le emissioni, in parallelo con l’implementazione degli impianti della produzione di H2. Inoltre essa è fondamentale per la transizione verso la mobilità urbana pubblica e privata, oltre che ferroviaria e navale, a inquinamento nullo, non solo elettrica, poiché fornisce anche l’idrogeno, il carburante più virtuoso possibile,  nel momento in cui la tecnologia produce i mezzi di trasporto adeguati in ogni settore. Senza dimenticare in prospettiva la possibilità di alimentare con una miscela metano-idrogeno, anche la rete del gas delle utilizzazioni civili. 

Infine l’immagine del comprensorio savonese con l’ambiente sempre più decarbonizzato, contribuirebbe a migliorarne l’attrattività turistica di qualità, con notevoli benefici economici. Tutto ciò è possibile, in quanto la logistica del territorio circostante alla centrale, offre le condizioni ottimali per la realizzazione di un progetto multifunzionale, progressivo e con investimenti minimali connessi all’economia di scala favorevole del contesto.

PRODUZIONE  DELL’ IDROGENO “Verde”  – Oggi il 98% è “grigio”prodotto da fonti fossili. La riconversione a H2 verde induce un primo passo ecologicamente  virtuoso, per rispettare gli accordi internazionali COP21 di Parigi, consistente nella installazione della filiera dell’idrogeno, senza interrompere il funzionamento della centrale.

In concreto l’obiettivo fondamentale è la produzione di H2 “solare”, a inquinamento zero,         mediante l’elettrolisi dell’acqua di mare, realizzata con energia elettrica  prodotta dai pannelli solari termici a concentrazione e fotovoltaici, da installare sul sito e/o intorno a alla centrale in tempi brevi . Tuttavia per ottimizzare la produzione di H2 pulito “verde”, è disponibile anche l’energia elettrica,  dei 18 impianti idroelettrici esistenti e già gestiti dalla centrale. Infine, l’efficienza migliorerebbe ancora, qualora si utilizzasse anche l’ energia pulita delle pale eoliche delle colline vicine.

In sintesi l’ H2 “verde”sarà prodotto dagli elettrolizzatori alimentati dai pannelli solari e con i picchi di energia prodotta da tutti gli altri impianti disponibili. Esso verrà accumulato in appositi serbatoi dai quali sarà smistato per alimentare:  gli stessi gruppi turboelettrici della centrale, miscelato con il gas metano, oppure le stazioni di servizio per i bus e le auto, i locomotori dei treni e in seguito le navi e la rete del gas della città.

IL SISTEMA  POLIFUNZINALE DELL’ IDROGENOSerie di Passi- Aumento fino a 800MW. La riconversione inizialmente parziale a idrogeno della centrale, mentre richiede un investimento ragionevole, la trasformerebbe in un polo energetico multifunzionale ottimale, capace di soddisfare:

1 – la fornitura di energia elettrica del comprensorio savonese, industria, servizi, mobilità e usi civili pubblici e privati, la linea per alimentare le navi nel porto di Savona ( Vado altrimenti prevista )

2 – l’alimentazione dei bus, Tir e delle auto a idrogeno presso la stazione di servizio autostradale sulla A10, posta a soli 200 metri.

Nota Bene: UE ritiene prioritaria l’opzione dei Tir e Bus a idrogeno data la notevole incidenza dell’inquinamento prodotto da quelli a gasolio, relativamente poco numerosi (2%)   ma di grande potenza. Inoltre offre il grande vantaggio  funzionale, dei tempi di rifornimento rapidi che la ricarica dei mezzi elettrici non consente. In Italia sarebbe la seconda stazione a 500 Km da quella su A22 del Brennero.

3 – l’alimentazione dei futuri locomotori a idrogeno ( che la Alston già costruisce a Savigliano ), collegando la vecchia stazione di Vado, distante anch’essa 200 metri

4 – l‘accumulo ( reversibile ) di energia elettrica in un punto di ricarica, 1° lotto, installato intorno alla centrale, mediante una numerosa serie di batterie per mezzi elettrici di ogni tipo, il quale può essere riversato in rete in caso di necessità. Ovviamente tutto questo avverrà con una notevole diminuzione dell’inquinamento ambientale, abbinato all’aumento di efficienza di tutto il sistema energetico, consentendo l’obiettivo della  diminuzione del  55% delle emissioni entro il 2030. Le spese necessarie sono limitate dall’utilizzo del canale già esistente, utile per alimentare con l’acqua di mare,  l’impianto di elettrolisi che verrà installato. Inoltre non sarebbe necessario sostituire subito le turbine esistenti poiché esse funzionano anche con una miscela di gas metano integrata con l’idrogeno, fino a circa un terzo, con semplici adattamenti. 

Per questi obiettivi:

A-Si tratterà di installare le batterie di pannelli fotovoltaici, i moduli elettrolizzatori costituenti l’impianto di separazione dell’idrogeno dall’acqua di mare, a basso voltaggio, e i serbatoi di accumulo del H2.

B-La costruzione dell’ impianto solare termodinamico a concentrazione  con  accumulo e generatore a vapore per  il gruppo turbina-alternatore già esistente.

Si noti che i pannelli parabolici di Rubbia concentrano i raggi solari di ben 80 volte, in una situazione di soleggiamento favorevole sebbene inferiore a quella della Sicilia.

C-Installazione polo di ricarica multiplo delle batterie (1° lotto ).

D-Infine sarà costruita la rete di distribuzione del’ H2 dai serbatoi della centrale, con  la stazione di servizio sull’A10 e il punto di ricarica della stazione F.F. di Vado e infine quello delle navi .

In tempi funzionalmente coordinati,  saranno eseguiti adattamenti e integrazioni:

-per alimentare  le turbine con la miscela metano – idrogeno.

-per collegare i nuovi impianti con la Smart-grid digitalizzata, per la gestione computerizzata in tempo reale di tutta la filiera dell’energia, implementando quella realizzata nel vicino Campus Universitario di Savona.

CRONOPROGRAMMA E BILANCIO ENRGETICO DEL PROGETTO DI TRANSIZIONE

A – IPOTESI  PROGETTUALE  MINIMALE – ( Entro il 2026 ) –Aumento potenza 250 MW. Costi e tempi equivalenti a quelli dell’ex-ampliamento a metano proposto da Tirreno Power. Obiettivo realizzabile alimentando con una miscela Metano + 10% Idrogeno verde. Inoltre si utilizzano gli attuali 2 gruppi turbina a ciclo combinato con turbina a vapore. Infine, utilizzando anche il sito bonificato della discarica del Boscaccio ( 500mt dalla turbina )

. Occorre  installare:

…Impianto pannelli fotovoltaici (20000 mq                                                                     80 MW

…Impianto solare termodinamico lineare a concentrazione (Priolo) 30000 mq con

Accumulo termico a sali di sodio e potassio 2 serbatoi 550°- 290° Autonomia 7 h

Generatore di vapore collegato alla turbina esistente in centrale 80 MW

…Elettrolizzatori  200 MW

…Accumulo H2 (10 Ton) – ( Port Lincoln )  200 MW

…Costruzione-collegamento con stazione su A10 punto di rifornimento H (200mt)

…Costruzione-collegamento  punto di rifornimento H in stazione di Vado (200mt)

Realizzazione primo settore della Smart-grid computerizzata (ampliando quella del Campus Università di Savona) per la gestione in tempo reale della Centrale, delle nuove implementazioni e degli altri impianti già esistenti quali:

.rete di 18 impianti idroelettrici di potenza complessiva pari a 75 MW

.20 pale eoliche di potenza installata complessiva di 50 MW .

Questo progetto inizia la rivoluzione verde e realizza una serie di rapidi effetti positivi:

.Aumenta la produzione di energia elettrica del 30%

.Diminuisce le emissioni della centrale del 30%

.Implementa le infrastrutture per la mobilità sostenibile soprattutto a idrogeno:

(consente, sia di sostituire i Tir che sono responsabili del 20% delle emissioni pur essendo solo il 2% dei veicoli circolanti, con quelli a H2, sia l’utilizzazione dei locomotori a idrogeno per la composizione e movimentazione dei convogli merci da e per i porti di Savona e Vado.)  Ovviamente è indispensabile la realizzazione al più presto del binario di collegamento lungo la piattaforma, peraltro previsto per trasportare come da progetto, il 39% delle merci su treno, con benefici economici notevoli conseguenti a minori tempi di movimentazione dei container . L’opzione per la ricarica dei mezzi pesanti a idrogeno è ritenuta molto importante dalla UE. Inoltre è molto vantaggiosa per la sua rapidità di esecuzione.

N.B. Il sito della discarica è in parte proprietà dei comuni di Vado e di Savona. 

B – IPOTESI  PROGETTUALE  DI  COMPLETAMENTO  MASSIMALE   

1° FASE ( Dal 2026 al 2030) – Aumento  Potenza max di 300MW – Miscela Metano + H 20%

..Installazione ampliamento pannelli fotovoltaici di  150 MW

..Costruzione 2° impianto solare termodinamico   2° turbina vapore 80MW

..Realizzazione nuove piccole centrali idroelettriche (piano bacini acqua) 50MW

..Nuove pale eoliche 20MW

..Installazione elettrolizzatori fino a  200 MW

..Ampliamento accumulo H2 da 5Ton200 MW

..Ampliamento accumulo elettrico a batterie 100MW

..Sostituzione di una delle due turbine attuali a metano, con la prima del tipo funzionante con idrogeno al 50%. (entro 2040).

..Collegamento per elettrificare le navi attraccate alle banchine del porto di Savona  (eliminando l’inquinamento dei loro potenti motori. L’analogo collegamento con il porto di Vado è già stato previsto). In parallelo a questa prima sostituzione  della turbina si ottiene un ulteriore incremento di potenza di oltre 250 MW.

2°FASE (entro il 2050) (raggiungimento dell’aumento max programmato di 800MW)

..Realizzazione accumulo a batterie almeno di 100MW e punto di ricarica mezzi elettrici nella zona centrale e prossimità.

..Estensione smart-grid a tutti i punti di ricarica e accumulo (reversibili) del comprensorio sul modello dell’impianto del Campus Universitario

..Sostituzione seconda turbina a metano (entro 2040) con la seconda funzionante con idrogeno 100% allora disponibile.

A seguire è previsto, nel porto di Vado distante circa 500 m, un collegamento tra l’accumulo di H2 e il punto di rifornimento delle navi. Inoltre è prevedibile l’uso della miscela metano+H al 10% per gli usi domestici parallelamente agli incrementi di produzione dell’idrogeno verde.

Nota Bene: ..Eventuali ulteriori installazioni e/o ampliamenti degli impianti, solare a concentrazione, fotovoltaici, accumuli elettrici e a H2 saranno possibili negli spazi disponibili intorno alla centrale, secondo i riscontri di necessità fino al 2050, per conseguire l’obiettivo delle emissioni zero.

..Infine in tempi coordinati all’ampliamento del progetto sarà completata la smart-grid digitalizzata per la gestione ottimale e in tempo reale di tutta la filiera di produzione e consumo dell’energia del Comprensorio Savonese. 

CONSIDERAZIONI  FONDAMENTALI – Questa ipotesi progettuale di Masterplan, risponde alle indicazioni delle linee guida europee su Next Generation Plan, poiché ne accoglie le prescrizioni relative agli assi strategici di 4 missioni e di numerose delle 16 componenti funzionali.

-Inizia tempestivamente la rivoluzione energetica verde della transizione ecologica, che consentirà emissioni zero entro il 2050.

-Applica un processo di innovazione tecnologica e di gestione digitale della filiera energetica, dalla produzione e verso il sostegno delle modalità d’uso dell’energia più virtuose.

-Produce il processo di decarbonizzazione a tutela della salute e ambientale, mediante il ciclo dell’H in modo permanente, sostenibile e rinnovabile, consentendo la totale, sebbene graduale, sostituzione del metano.

-Implementa la realizzazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile elettrica e a idrogeno.

LA VALUTAZIONE ANALITICA  della proposta evidenzia che:

.ha un livello di preparazione progettuale sufficiente, poiché utilizza impianti e componenti costruiti in Italia e/o all’estero di normale reperibilità: pannelli fotovoltaici, elettrolizzatori, serbatoi di accumulo H2, nuove turbine a idrogeno e kit di adattamento di quelle a metano, batterie di accumulo e sistemi di digitalizzazione di normale uso.

.ha impatti duraturi sul Pil poiché aumenta la produzione di energia elettrica e di idrogeno verde,  incrementando occupazione nei settori tradizionali e innovativi anche nell’indotto dei sistemi che promuove come quelli della digitalizzazione e mobilità, inducendo risparmi considerevoli diretti e collaterali.

.ha stime attendibili positive sull’impatto economico del territorio e nazionale, persino in quello turistico grazie al miglioramento della vivibilità e dell’ambiente, oltre che nella mobilità sia elettrica che a idrogeno rispetto alle quali costituisce i presupposti indispensabili per l’utilizzo dei nuovi mezzi su gomma, su ferro e sul mare.

.rispetta i criteri di sostenibilità poiché induce l’uso di mezzi di produzione e di utilizzo dell’energia ad impatto ambientale nullo, utilizzando fonti rinnovabili senza alterare i cicli naturali: sole, vento, acqua e idrogeno verde. 

INOLTRE: .Riguarda Beni Pubblici implementandoli e valorizzandoli: infrastrutture per la produzione dell’energia, dei trasporti, e dei servizi; innovazione tecnologica  nella digitalizzazione e              ottimizzazione dei consumi energetici; occupazione nei settori innovativi; tutela la salute  decarbonizzando l’ambiente.

.Consente rapida attuabilità data la favorevole situazione logistica. Mentre la cantierabilità può essere immediata in quanto l’implementazione programmata del progetto è realizzabile senza interruzione del normale funzionamento della centrale.

.La graduale realizzazione per traguardi intermedi e finali, facilita il monitoraggio dell’iter realizzativo ed evidenzia il collegamento con gli obiettivi strategici del PNRR

.Gli effetti positivi sono rapidi sin dal primo traguardo intermedio entro il 2026, consistenti nell’aumento della potenza del 30% (pari a 250MW) con la diminuzione delle emissioni del 30% e dei relativi costi della salute e ambientali pari a 9MLN per tutti gli anni successivi al 2026.

Un secondo traguardo intermedio entro il 2030, incrementa la potenza di altri 250 MW con la diminuzione ulteriore delle emissioni, tale da raggiungere il valore richiesto dagli accordi internazionali.

.Prevede forme di partenariato tra pubblico e privato, già definito tra Tirreno Power e Stato nel PNIEC. Inoltre sono vigenti accordi relativi alla discarica del Boscaccio tra i comuni di Vado e la società Ecosavona s.r.l. Proprietaria di maggioranza.

.Utilizza in modo efficiente e sostenibile le risorse naturali, sole, vento, acqua, di terra e di mare, senza alterare gli equilibri ecologici.

.I costi sono accettabili in quanto costituiscono un investimento virtuoso che gradualmente e dal 2026 produrrà cospicui ritorni economici e vivibilità ottimale. Viceversa quelli previsti dall’ampliamento a metano della centrale con un turbogruppo da 800MW, produrrebbero situazioni negative per le generazioni future.

Pertanto, NOI per SAVONA, mette a disposizione di Regione Liguria il progetto: 

AMPLIAMENTO E RICONVERSIONE A IDROGENO DELLA CENTRALE DI VADO LIGURE

                                                     (2021 – 2026)

chiedendo che lo faccia proprio, con le integrazioni ed i perfezionamenti che meglio verranno ritenuti opportuni, con l’auspicio che lo voglia realizzare finanziandolo attraverso l’inserimento nella progettazione regionale relativa al PNRR, nell’ambito della programmazione connessa con i fondi Next Generation UE.

                                              Progetto in sintesi: 

 -AMPLIAMENTO E RICONVERSIONE A IDROGENO DELLA CENTRALE DI VADO-

                                                      (2021 – 2026)

PROGETTO A  INVESTIMENTO 300 MLN  (equivalente all’ex progetto Tirreno Power) 

Potenza attuale 800 MW- 2 TURBOGRUPPI a metano a ciclo combinato.

Inoltre producono energia elettrica da fonti sostenibili e rinnovabili i già esistenti impianti:

-piccole centrali idroelettriche di potenza totale pari a 75MW

-20 pale eoliche di potenza totale pari a  50MW

AMPLIAMENTO DI RICONVERSIONE GREEN A IDROGENO VERDE ( ENTRO 2026 )

AUMENTO POTENZA: + 250MW 

..IMSTALLAZIONE IMPIANTO FOTOVOLTAICO 80MW , 60MLN

..COSTRUZIONE IMPIANTO SOLARE A CONCENTRAZIONE 80MW 60MLN

..ELETTROLIZZATORE  ITM 100MW,  50MLN,  100MW, 50MLN

..ACCUMULO ELETTRICO A BATTERIE 100MW ,60MLN

..ACCUMULO H2      (1bar)  2$/KW 200MW  4MLN

..Costi manodopera e vari comprendenti: 16MLN

2 Punti di rifornimento H su A10 (prioritario) e su ex Stazione di Vado

  1° Lotto Smart Grid

 COSTO  TOTALE PROGETTO:  300MLN

Considerazioni generali finali: I nuovi impianti produrranno immediati ricavi dal 2026 derivanti da:

.H2 prodotto da fonti solari ed eoliche a costo zero

.Ossigeno prodotto dall’elettrolisi dell’acqua di mare

Inoltre:

.Si riducono i costi della parte  di metano sostituito dall’ H2

.Si riducono i costi dei danni alla salute e ambientali di circa il 30%.

N.B. Sono possibili prima del 2026 i ricavi derivati da:

1.Impianto FOTOVOLTAICO (dopo installazione entro 2024)

2.Filiera dell’H: (dopo installazione della prima parte A e B pari al 50%)

– A) 1°Elettrolizzatore (100MW)+50% accumulo pari a 100MW+ Collegamento per alimentare uno dei due turbo-gruppi  con la miscela metano –  idrogeno.

– B) Punto di rifornimento H su A10.

I ricavi derivanti dall’aumento di KWe  prodotti da tutti i nuovi impianti che complessivamente ammontano a circa 1MLD/anno. ( dati ricavati da studio centrale termoelettrica Comune di Ferrara )

Quindi solo questa parte di energia elettrica prodotta vale 50MLN/anno. ( al costo di 0,05€/KW )

Dunque l’ammortamento dell’investimento effettuato avviene in 3-6 anni.

L’incremento di utile prodotto in 20 anni, valutato prudenzialmente, dai nuovi impianti sarà pari a oltre 1MLD.

Infine chiediamo sia valutata anche la possibilità di inserire nella progettazione regionale la seconda parte del progetto corrispondente a:

B- IPOTESI PROGETTUALE DI COMPLETAMENTO MASSIMALE

1° FASE              (2026 – 2030)

Concludiamo proponendo la presente iniziativa come un doveroso contributo per risarcire il grande debito ambientale antropico esistente, nei confronti delle generazioni future.

Giovanni Maina

(Lista civica PATTO PER SAVONA)

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G.Maina

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