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Regione Piemonte: passione autobus, allergia ferrovie. Dalla Lega, al Pd, a Forza Italia

Mercoledì I settembre 2021, sul quotidiano La Stampa, è apparso un articolo riguardante l’incremento delle corse di trasporto pubblico, per far fronte alle esigenze derivanti dalla riapertura delle scuole. Ad una prima superficiale analisi, si potrebbe pensare ad una lodevole iniziativa, ma, leggendo l’articolo, ci s’imbatte in una frase che dà adito a più di un ripensamento.

di Roberto Borri

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi con Alberto Cirio presidente della Regione Piemonte dal 6 giugno 2019 ed europarlamentare dal 2014 al 2019. Sergio Chiamparino del Pd è stato il predecessore

Infatti, sta scritto: La base di partenza è il potenziamento dei mezzi già sperimentato in primavera: circa 5300 corse in più in tutto il Piemonte a cui si aggiungono autobus supplementari per le tratte ferroviarie più trafficate. Una nuova conferma della tristemente nota avversione dell’Amministrazione Regionale nei confronti delle ferrovie: una prova d’incompetenza e scarsa lungimiranza indipendentemente dal colore politico, poiché l’infausta delibera del 2012 è firmata da un’Amministrazione a guida Lega Nord, cui è succeduta una a guida Partito Democratico, alla quale è subentrata l’attuale a guida Forza Italia.

Pur cambiando i suonatori, la musica non è mai cambiata: anziché adoperare le ferrovie dove sono e ripristinare i servizi dove sono stati scelleratamente sospesi, si preferisce incrementare a dismisura il numero delle autocorse. La motivazione della mancanza di fondi per il trasporto ferroviario è quanto mai farisaica, poiché, come chi scrive può constatare direttamente di persona viaggiando lungo le strade, gli autobus viaggiano quasi vuoti, non essendo i Signor Viaggiatori disposti a sobbarcarsi lunghe tratte su di un mezzo degno del terzo mondo come l’autobus extraurbano, qualora adoperato per decine di kilometri, ma preferiscono organizzarsi in altro modo e, piuttosto, affrontare il viaggio con il disagio di dover guidare la propria autovettura.

La data di mercoledì I settembre segna, inoltre, l’inizio di un periodo d’interruzione di quattro giorni sull’importante linea ferroviaria Parigi – Torino – Roma per consentire dei lavori di manutenzione tra Cambiano – Santena ed Asti. Anche in questo caso, è evidente l’efficacia del confronto tra apparato circolatorio del corpo umano e rete ferroviaria, che, se realizzata con criteri di saggezza, ricalca quanto la Natura ha fatto per il nostro corpo.

Purtroppo, molte infrastrutture sono state barbaramente mutilate, con piazzali di stazioni ridotti al minimo, quando le stesse non sono trasformate in semplici fermate, il che è deleterio su linee a semplice binario e, fenomeno particolarmente eclatante nella nostra Regione, su molte linee è sospeso l’esercizio, con conseguente danno infrastrutturale da parte di elementi naturali e, soprattutto di persone più affini ai Vandali che non ai popoli civili.

Se la rete fosse completamente utilizzabile, fatta salva la sostituzione con autocorse a cavallo dell’interruzione, la quale, peraltro, un tempo, sarebbe stata limitata alla tratta compresa tra le due stazioni a monte ed a valle del cantiere di lavoro e non già così lunga, i treni che non avessero fermate tra Torino ed Asti ben si sarebbero potuti giovare dell’itinerario alternativo via Chivasso, adoperando quella linea per Asti, appositamente costruita quale porzione dell’itinerario da Aosta a Genova: l’unico inconveniente sarebbe derivato dall’impiego della trazione termica tra Chivasso ed Asti, senza peraltro attivarla già nel breve percorso da Torino a causa della nota cattiva realizzazione dell’impianto di ventilazione a Torino Porta Susa.

Non dobbiamo nemmeno dimenticare un’altra possibilità: una volta passato lo scalo di Trofarello, si potrebbe raggiungere Asti passando da Bra e Castagnole Lanze, deviando dalla linea per Savona a Carmagnola, introducendosi nella tratta per Ceva della vecchia storica Savonese oppure percorrendo opportunamente il deviatoio d’uscita di Cavallermaggiore, lungo una tratta, per l’ormai nota insufficienza dell’Amministrazione Regionale, sospesa ed esercita con soli automezzi. Questa volta, a parte la breve tratta Cavallermaggiore – Bra, la trazione termica sarebbe necessaria tra Alba ed Asti.

Come si può facilmente osservare, una rete ben funzionante ha lo stesso ruolo di un sistema circolatorio con rami collaterali: nel primo caso, si assicura un servizio di mobilità, seppur con qualche disagio, ma senza paralizzarlo completamente o quasi, nel secondo, s’impediscono sofferenze da ipoperfusione o da ischemia franca.

Roberto Borri

(Medico Chirurgo e Ingegnere)

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