Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Revival 2/ Melgrati contro Berlangieri, laureato sì o no. 10 anni fa sindaco come oggi. L’altro ora promosso presidente Unione industriali

Marco Melgrati, 62 anni, al terzo andato da sindaco della sua Alassio. Angelo Berlangieri, 61 anni, quanto a popolarità per gli incarichi pubblici ricoperti può benissimo competere: lui è stato assessore regionale, cosa non  riuscita a Melgrati che non nascondeva di aspirare ad un seggio al Senato della Repubblica. Berlangieri ora ha fatto un ‘salto nei poteri forti’: ‘designato’ a presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Savona per il quadriennio 1921-’25. Dopo aver ricoperto la presidenza dell’Unione provinciale albergatori  aderenti a Confindustria.  Leggi a fondo pagina anche il (quasi) inedito ritratto che scrisse Il Giornale del ‘pimpante’ Melgrati.

ULTIMA ORA – MELGRATI: BASTA RINVII SUL DEPURATORE.  CON ALBENGA E BORGHETTO, OPPURE PROGETTIAMO UN NOSTRO IMPIANTO. LETTERA A TOTI 

Melgrati sul Depuratore: Borghetto o in autonomia basta che venga presa una decisione
Comunicato stampa – Il Sindaco di Alassio torna a muso duro a richiedere un incontro per giungere alla soluzione del problema.  Il 29 giugno scorso ho personalmente richiesto una riunione operativa per la definizione dell’assetto depurativo del comparto alassino” Marco Melgrati, sindaco di Alassio torna sulla questione depurazione. “A seguito di ulteriori controlli sul proprio territorio da parte degli enti preposti che hanno generato sanzioni amministrative per la mancata depurazione – scriveva in allora Melgrati  al Presidente della Provincia di Savona, all’ATO della Provincia di Savona, al Presidente delle Acque Pubbliche Savonesi Scpa, dei Servizi Comunali Associati Srl e dei Servizi Ambientali Spa – si chiede che venga organizzato un tavolo di lavoro in cui discutere i possibili scenari e prendere decisioni in merito al proseguo della pratica al fine di trovare una possibile soluzione per la depurazione del refluo alassino”.​
Lettera che però non ha sortito gli effetti sperati, visto che non è seguito riscontro alcuno. Certo il primo cittadino di Alassio non si rassegna, anzi. Del tardo pomeriggio di ieri la firma di una nuova lettera, questa volta indirizzata anche al Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, all’Assessore Regionale all’Ambiente, Raul Giampedrone, e, per conoscenza anche al Dipartimento Territorio, Ambiente, Infrastrutture e Trasporti della Regione Liguria. “In relazione alla mia del 29 giugno scorso che non ha avuto riscontro – scrive infatti – chiedo un appuntamento urgente con le Signorie Loro per discutere sulle possibilità di depurazione del refluo alassino”
“Le alternative sono due – prosegue la lettera – la prima collettarsi con l’impianto di pretrattamento di Albenga o comunque con la tubazione che da Albenga trasmette i reflui al depuratore di Borghetto Santo Spirito. Nella seconda ipotesi risulterebbe necessario ipotizzare una soluzione che preveda un depuratore autonomo per la Città di Alassio che peraltro da due anni è dotata di un impianto di depurazione primario che blocca il residuo solido fino a 2 mm di diametro e che dal 2019 conferisce in discarica, anziché sui fondali marini 20mila kg/anno di residui con un risultato più che apprezzabile sulla qualità delle acque di balneazione”.
“Sca, inoltre  – sottolinea Melgrati –  ha già predisposto uno studio di fattibilità per il depuratore di Alassio con un computo di massima delle opere e che a bilancio del Comune sono a disposizione su un capitolo dedicato 1,6mln per l’eventuale progettazione di entrambe le opere. In entrambe i casi risulta urgente e necessario procedere ad una progettazione e ad un computo dei costi della soluzione che verrà adottata”. “Come Amministrazione – la conclusione – non possiamo tollerare ulteriori ritardi nelle scelte che vorrete mettere in atto per la soluzione di questo problema”.

Dalla pagina Facebook di Angelo Berlangieri- Libero professionista
Precedentemente Assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo presso Regione Liguria. Ha frequentato Liceo Scientifico Orazio Grassi
Vive a Finale Ligure. Di Siena. Sposato. Follower: 385.

AUTORITRATTO D’ARCHIVIO- Angelo Berlangieri, a 55 anni, unisce una

L’immagine pubblicata dal Secolo XIX quando Berlangieri entrò in giunta per la lista ‘Noi con Claudio Burlando’ e a Savona ‘non troppo votato’.

lunga attività di imprenditore nel settore turistico all’impegno nelle attività associazioni di rappresentanza del settore. E’ attivo imprenditorialmente da più di trenta anni gestendo, insieme alla moglie Silvia, una piccola struttura ricettiva alberghiera in Finale Ligure.

Presidente dell’Associazione Alberghi e Turismo di Finale Ligure e Varigotti dal 1998 al 2005 e Vice Presidente dell’Unione Associazioni Albergatori della Provincia di Savona dal 1999 al 2004.

Ha fondato la società consortile a responsabilità limitata Promofinale (società mista partecipata dal Comune di Finale Ligure e dalle Associazioni Albergatori e Bagni Marini di Finale) di cui è stato membro del Consiglio d’Amministrazione dal 2001 al 2006. Vice Presidente dell’Ente Bilaterale Industria Turistica della Provincia di Savona dal 2000 al 2004.

Direttore Generale dell’Agenzia di Promozione Turistica della Liguria “Agenzia In Liguria” dal 2007 al gennaio 2010. Ha affiancato alle attività di rappresentanza e manageriali, anche un assiduo impegno istituzionale: Presidente del Consiglio Comunale di Finale Ligure dal 2006 al 2009 e Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Finale Ligure dal 2004 al 2006. Assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo della Regione Liguria da maggio 2010 a maggio 2015.

Da luglio 2015 è Presidente dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona.

Angelo Berlangieri con Giancarlo Grasso imbattibile, forse un pareggio con Luciano Pasquale, quanto a longevità di cariche pubbliche ed associative. Grasso, cittadino di Borghetto S.S., dove è stato consigliere comunale, ha ricoperto per due mandati la presidenza della Camera di commercio, prima ancora nel consiglio di amministrazione, era anche presidente di 4 commissioni (pianificazione, opere edili, impianti tecnologici, iscrizione e tenuta ruolo dei periti e degli esperti della Provincia di Savona. Era pure presidente della Camera Arbitrale. Vice presidente dell’Unioncamere della Liguria. Faceva parte del Cda della Fi.LSE SPA per lo sviluppo economico, presidente della Confartigianato della Provincia di Savona e della Liguria della Liguria (carica che ricopre tuttora ed è membro della giunta nazionale dell’associazione); è stato presidente del Centro regionale sperimentale ed assistenza agricola con sede operativa ad Albenga.

 

Aggiungiamo noi di trucioli: è stato membro dell’Azienda di Promozione Turistica  ‘Riviera delle Palme’, con sede ad Alassio, direttore generale  Emanuele Ravina,  Presidente Pierluigi Pesce (compianto). Nel consiglio figuravano inoltre: Lucio Canavese (compianto), Amelio Custodi, Amedeo Fracchia,  Dario Franchiello, Bartolomeo Freccero (ex sindaco di Zuccarello), Carlo Granelli, Stefano Pesce, Remo Zunino, Riccardo Borgo (per 5 mandati sindaco di Bergeggi, già presidente provinciale, regionale e nazione dei Bagni Marini e che hanno aderito a Confindustria), Enrica Piccardo, Wilma Pennino, Davide Dodino, Enrico Mantellassi, Giampiero Forzati.

Berlangieri neo presidente dell’Unione Industriali savonesi che nel ruolo che negli anni ’70 occupo l’ing. Mimmo Ferrero e poi Antonio Catanese, negli anni 2000 Mauro Fresia e Marco Macciò. I lunghi anni della direzione di Luciano Pasquale e Berlangieri può essere considerato un suo ‘discepolo’. Pasquale negli stessi anni era presidente della Fondazione De Mari e la Carisa era presieduta da Franco Bartolini e tra i consiglieri aveva Giovanni Berneschi, membro del Comitato Esecutivo  come Erasmo Del Grande, Mario Blanco, Giovanni Veirana (compianto). Pasquale che diventerà anche presidente della camera di Commercio  era direttore responsabile di Savona Industria,  notiziario dell’Unione industriali savonesi.

 

 

IL PING PONG D’ARCHIVIO TRA MELGRATI E BERLANGIERI…

E NEL 2014 IL CENTRO DESTRA PREFERI’ L’AVV. GIOVANNI FERRARI

(OGGI DIRETTORE DI TPL LINEA)

RITRATTO DI MARCO MELGRATI 3 LUGLIO 2007

DA ‘IL GIORNALE’- EDITORE FAMIGLIA BERLUSCONI

Monarchico. Nel giardino della sua casa, sulle alture alassine, sventola maestosa la bandiera della dinastia Savoia, incurante del tempo che passa. Cavaliere (con la «c» minuscola però, onde evitare sovrapposizioni politiche). Due o tre volte l’anno abbandona il mare rivierasco preferendo le colline torinesi dove, in sella al suo cavallo, partecipa alla caccia alla volpe.
Esuberante. Oggi come quando era ragazzo e i genitori, intravedendo già il fervore politico che caratterizzerà la sua vita, preferirono mandarlo a studiare a Cuneo piuttosto che in una Savona alla mercé di tensioni politiche e bombe di matrice di estrema destra.
Dopotutto la sua fede partitica era piuttosto chiara anche ai tempi del liceo, quando fu picchiato da un gruppo di ragazzi di sinistra che, all’indomani della morte di Pasolini per la quale accusavano i fascisti, voleva impedirgli di entrare a scuola. Il risultato fu solo quello di convincerlo ad iscriversi al Fronte della Gioventù.
«Erano anni caldi – ricorda Marco Melgrati, classe 1959, ripercorrendo la propria carriera politica che oggi lo vede seduto sulla poltrona di primo cittadino di Alassio -. Dopo poco tempo mi allontanai però anche dal Fronte a causa delle sue posizioni troppo estremiste e mi iscrissi alla Democrazia Cristiana, ricoprendo per dieci anni la carica di Presidente dei giovani democristiani. Col dopo-Tangentopoli entrai nella Lega Nord, fui eletto assessore in Comune, per poi convertirmi definitivamente a Forza Italia. Ed eccomi qui».

Con un curriculum che mai potremmo associare a un viveur, abituato a dividersi tra il Jimmi’z di Montecarlo, l’Iguana Cafè di Nizza e l’Opera di Cannes. «Sì, ma ormai ho smesso – ride -. Anche perché dopo i 40 anni suonerebbe un po’ patetico rincorrere le ragazzine nelle discoteche, no? Mi sono convertito al matrimonio e alla famiglia».

Con una bella moglie di professione poliziotta – incontrata, neanche a dirlo, in una discoteca – e due bimbi di 7 e 4 anni, Luchino Maria e Luna. «Nomi scelti in onore di Luchino Maria Visconti, che è una delle mie passioni, e di un film di Bertolucci – precisa -. Ma non sono un grande frequentatore di cinema, almeno non più da quando c’è il divieto di fumo. Preferisco allora passare il mio tempo a fare sport, dal tennis allo sci, per i quali sono profondamente negato. E per quanto concerne la caccia alla volpe, tengo a precisare che è ecologica, ossia simulata da un cavaliere che, con tanto di coda di volpe legata al braccio, fa la parte della preda. In pratica, è solo un’occasione per galoppare tra paesaggi meravigliosi e per soggiornare in castelli da fiaba. Con i soci della Società torinese della caccia alla volpe sogniamo di passare la vecchiaia tra le colline piemontesi e il mar ligure grazie ad una sorta di ospitalità reciproca stagionale!».

Strano, lo avremmo immaginato politico a vita. «Beh, in effetti uno dei miei più grandi difetti è quello di sentirmi indispensabile e di non essere affatto umile per cui sarebbe difficile immaginarmi totalmente disimpegnato – conclude Melgrati -. Sono solo sicuro di una cosa: che mai rinuncerei a vivere ad Alassio. Anche se, a pensarci bene, qualche puntatina infrasettimanale a Roma non mi dispiacerebbe affatto…». A buon intenditor, poche parole.

 

 

 

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