Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga 16° Premio dei Leoni a Rolandi Ricci, studioso d’arte. Rosa Bellantoni: per l’Alzheimer Rsa gratuita. E Lorenzo ipovedente, il modellino 3D del centro storico ingauno

La motivazione del 16° Premio dei Leoni: Antonio Rolandi Ricci si è distinto per umiltà, innegabile generosità e preziosa umanità, doni che oggi, alla luce della contemporaneità, lo ergono ai nostri occhi come esempio di altruismo, di gentilezza, di vita. Per il suo instancabile impegno nella diffusione della cultura, che ha favorito lo sviluppo di una consapevolezza morale sull’utilizzo didattico dei beni storico artistici del territorio ingauno e della Diocesi di Albenga Imperia.

Il premiato Antonio Rolandi Ricci con il vescovo Guglielmo Borghetti e il sindaco Riccardo Tomatis

E grande successo di pubblico e partecipazione per le due serate di “Concertando tra i Leoni”. Arte, musica e cultura sono state protagoniste nel cuore del centro storico ingauno grazie all’organizzazione dell’Unione Cattolica Artisti Italiani Sezione di Albenga in collaborazione con l’amministrazione comunale, e la Curia Vescovile.

Le melodie degli “Archi dei Fiori – Orchestra d’archi della Riviera dei Fiori” ha promosso, attraverso i talenti musicali della Riviera, le composizioni d’archi più famose della storia della musica, a partire dall’età barocca.Grazie anche alla collaborazione con grandi solisti ospiti, l’ensemble strumentale ha permesso di spaziare tra numerose sonorità.

All’interno del concerto, come da tradizione è avvenuta la consegna del Premio dei Leoni a Antonio Rolandi Ricci, personaggio di grande spessore culturale della città di Albenga. Ecco la motivazione:

Il premio viene conferito a Antonio Rolandi Ricci, per il suo instancabile impegno profuso nella diffusione della cultura, che ha favorito lo sviluppo di una consapevolezza morale sull’utilizzo didattico dei beni storico artistici del territorio ingauno e della Diocesi di Albenga Imperia. Il suo sguardo lungimirante ha saputo porre sempre al centro la Bellezza del creato e guidare spesso l’attenzione verso beni trascurati o dimenticati e suggerito e fatto in modo che venissero realizzati interventi puntuali nell’ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, collaborando con prestigiose istituzioni regionali e nazionali. Non da ultimo, Antonio Rolandi Ricci si è distinto per umiltà, innegabile generosità e preziosa umanità, doni che oggi, alla luce della contemporaneità, lo ergono ai nostri occhi come esempio di altruismo, di gentilezza, di vita.

Il premio consegnato è stata delle composizioni dell’artista Delia Zucchi – un medaglione rappresentante le torri e la cattedrale di Albenga i cui tratti accomunano tutta la produzione artistica attraverso la ricerca di forme, colori e lo studio dei materiali (creta, ceramica, metalli). L’amore per la natura e per il “vissuto” rendono ogni pezzo modellato a mano come un’anima a sé, catturata di volta in volta dal quotidiano, dalla storia e dallo scorrere del tempo.

ROSA BELLANTONI: APPELLO PER I MALATI DI ALZHEIMER E LE LORO FAMIGLIE

IMPORTANTE SENTENZA DEL TRIBUNALE DI FOGGIA E CORTE D’APPELLO DI MILANO

Tribunale di Foggia: per i malati di Alzheimer la Rsa deve essere gratis. Impossibile per malattie così gravi distinguere le prestazioni sanitarie (a carico dello Stato) da quelle assistenziali (a carico dei familiari del degente).

In Italia circa 1 milione di persone, secondo dati del ministro della Salute, sono affette da demenza e circa 3 milioni sono direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Per questo è importante l’ultima pronuncia in ordine di tempo che arriva dal Tribunale di Foggia, diffusa nella Giornata Mondiale dei malati di Alzheimer.

La pronuncia 11537/ 2020 riguarda la natura delle prestazioni rese ai malati, natura che incide sulla corresponsione delle rette alle Rsa che ospitano il paziente: le spese sanitarie sono a carico del Servizio sanitario nazionale (Dpcm 14 febbraio 2001) quelle assistenziali a carico dei familiari. Incontro a questi ultimi è arrivata però la pronuncia della Cassazione 4558/2012 precisando che per l’Alzheimer non è possibile distinguere tra prestazioni socio-assistenziali e sanitarie (e di conseguenza tutti i costi sono totalmente a carico dello Stato).

Viene però tuttora richiesto alle famiglie dei malati di compartecipare alla retta per il soggiorno dei pazienti in Rsa. Al Tribunale di Foggia si era rivolto pertanto il figlio di un anziano che dopo aver pagato per anni la retta, aveva consultato l’associazione Konsumer e sospeso il pagamento. La Rsa gli aveva inviato decreto ingiuntivo con richiesta di oltre 5mila euro, contro il quale il figlio del malato di Alzheimer, seguito dall’avvocato Giovanni Franchi, aveva chiesto revoca al Tribunale.

Sentenza emessa in favore del figlio del paziente, quale amministratore di sostegno del padre. «Non può, infatti, porsi in dubbio che le cure prestate alle persone affette da Alzheimer e demenza grave, comportino la preminenza dei fattori produttivi sanitari rispetto a quelli meramente assistenziali» si legge nella pronuncia che motiva la decisione con il fatto che «la mancanza di un continuo e assiduo monitoraggio sanitario metterebbe a rischio le condizioni di vita e di sopravvivenza del paziente».

Dunque nessuna retta è dovuta dai familiari. «Il riconoscimento dei malati di Alzheimer come degenti ad alta integrazione sanitaria costituisce un dictum importante anche ai fini della richiesta di rimborsi» ci ha precisato l’avvocato Franchi, giusconsumerista già occupatosi di vicende relative proprio alla tutela dei familiari dei malati di Alzheimer.« La recente sentenza di Foggia – ci ha chiarito – si uniforma a quelle della Corte d’Appello di Milano del 17 maggio 2019, come pure a quella (da lui stesso ottenuta) di Monza (la numero 617/2017), per le quali, quando vi sia stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e sanitarie, anche le prime sono a carico del Servizio Sanitario e non possono, invece, essere fatte pagare ai malati e ai loro parenti».

La Federazione Alzheimer Italia plaude all’ennesima pronuncia che va nella direzione della tutela dei malati ed incontro alle richieste delle famiglie. Ricorda anche l’azione collettiva Alzheimer-Rsa dell’associazione Avvocato del cittadino, di Roma, forte della sentenza 14180/2016 del Tribunale di Roma con la quale la Regione Lazio è stata condannata a restituire ad una socia oltre 13 mila euro, ossia la somma (più gli interessi) versata ad una Residenza sanitaria assistenziale per il soggiorno del padre malato di Alzheimer.

Rosa Bellantoni (è stata presidente del C.d’A. di “Isola di Albenga Srl, esponente del Pd inaguno e assessore)

La dr.ssa Rosa Bellantoni

Buongiorno, ripropongo questo post, fatta salvo un contributo legato al reddito (magari devolvere tutta o parte della pensione)…ma l’urgenza resta insieme ad una vita dignitosa per anziani e famiglie… inoltre penso che, per chi è attivo e autosufficiente o quasi, sarebbero da incentivare le case famiglia per anziani/co-housing. Un appello ai Sindaci perché tramite l’Anci affrontino anche questo…in un Paese che invecchia e che deve prepararsi a dare dignità alla vita nella terza età.

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Credo sia importante si sappia di questa sentenza epocale che segue altre già emesse da altri Tribunali nonchè addirittura la sentenza 4558/2012 della Cassazione che, pur chiarendo già allora la questione, è stata bellamente ignorata!
Pertanto, ci auguriamo che le Regioni, ma meglio sarebbe lo Stato mettendo mano ed emanando, più ampiamente , la tanto attesa legge sulla “non autosufficienza” recepiscano la giurisprudenza in materia affinchè non venga richiesto nulla ai familiari dei pazienti in questione mentre si apre anche una prospettiva per i rimborsi delle spese sostenute per cura ed assistenza.
Un paese civile lo si vede dal livello del sistema socio sanitario, ossia cura ed assistenza soprattutto verso fasce deboli ed anziani: il nostro, tutto sommato, è buono ma il salto di qualità sta in un sistema di assistenza per anziani e non autosufficienti che non sia un ulteriore peso e salasso per le famiglie.
ALBENGA IL PRIMO IPOVEDENTE E IL MODELLINO 3D DEL CENTRO STORICO
LA BELLA STORIA DI LORENZO BELLARIO

Lorenzo Ballario è stato il primo ipovedente che, toccando il modellino 3D del Centro Storico di Albenga ne ha potuto apprezzare la bellezza

Lorenzo Bellario con l’amico Saul  Merlino

COMUNICATO STAMPA – 20 AGOSTO – L’Assessore alle politiche sociali Marta Gaia: “Stiamo rimettendo mano al percorso “Vi vado ad occhi chiusi” dove sarà collocato il modellino!”.

Lorenzo Ballario è stato il primo ipovedente che, toccando il modellino 3D donato al Comune di Albenga dal distretto Leo 108 ia 3 Basso Piemonte e Liguria di Ponente e il Leo Club di Albenga,  ha potuto rendersi conto della bellezza del Centro Storico dominato dalle sue Torri, con la Cattedrale San Michele, il Palazzo Comunale e il Battistero.

Lorenzo, anch’egli appartenente al distretto Leo 108 ia3 in provincia di Cuneo dove risiede, in vacanza in Riviera con la sua famiglia, ha colto l’occasione per far visita, insieme all’amico Saul Merlino del Leo Club di Albenga, alla Città delle Torri proprio allo scopo di poterlo apprezzare a pieno grazie al modellino.Passando le mani sullo stesso ed ascoltando la descrizione accurata di Andrea Bozza dipendente comunale dell’ufficio turismo con grande emozione Lorenzo ha potuto capire esattamente l’ambiente che lo circondava e la bellezza della Città delle Torri. Attualmente il modellino 3D è custodito all’ufficio turismo del

Lorenzo Bellario con Andrea Bozza

Comune in attesa di trovare la sistemazione migliore per una facile ed efficace fruibilità nell’ambito del percorso “Ci vado ad occhi chiusi”.

Afferma Lorenzo Ballario: “Sapevo dell’esistenza del plastico e, trovandomi in vacanza in Riviera, ho deciso di venire a visitare il Centro Storico di Albenga con la mia famiglia. Il modellino 3D è molto efficace e credo che queste iniziative debbano essere sempre più sviluppato. Un ringraziamento va all’Amministrazione comunale e ai dipendenti comunali dell’ufficio turismo, in particolare il Cav. Bozza, che si sono resi immediatamente disponibili.”.

Aggiunge Saul Merlino del Leo Club di Albenga: “Da piccoli passi si sviluppano maratone, son orgoglioso di essere Ingauno. Grazie mille all’Amministrazione comunale per la disponibilità dimostrata nei confronti dell’amico Lorenzo Ballario”.

Spiega l’assessore alle politiche sociali Marta Gaia:Uno degli obiettivi che la nostra Amministrazione sta perseguendo è quello di rendere Albenga sempre più inclusiva. A tale scopo, oltre ad aver adottato il PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) attraverso il quale stiamo già realizzando una serie di interventi su tutto il territorio, stiamo pensando di rimettere mano al progetto “Ci vado ad occhi chiusi”, un itinerario turistico per disabili, che attraversa la principale dorsale cittadina dal Santuario di N.S. del Pontelungo fino al lungomare con pannelli in braille per i non vedenti.Il modellino in 3D è il primo passo in questa direzione e sarà inserito all’interno di questo percorso in modo da permettere ai non vedenti, toccandolo, di avere una esatta percezione di cosa li circonda. Albenga è un museo a cielo aperto e la nostra volontà è quella di fare in modo che tutti possano godere della sua bellezza. Siamo felici di aver accolto Lorenzo e colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta il distretto Leo 108 ia 3 Basso Piemonte e Liguria di Ponente per averci donato il modellino”. 

Aggiunge il sindaco Riccardo Tomatis: “Dare la possibilità ai non vedenti di rendersi conto della bellezza della nostra città attraverso l’uso di altri sensi è per noi una grande soddisfazione e un modo per accoglierli ad Albenga”.

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