Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga-Predosa “Fallimento” a Nord-Ovest? Un triste flop annunciato?

lunedì 26 luglio 2021, a partire dalle ore 15.00, è stato presentato “in anteprima” il progetto di un bypass autostradale fra il ponente ligure e l’Alessandrino, nel convegno PASSAGGIO A NORD OVEST.

di Paolo Forzano

L’opera rappresenta anche una risposta alle esigenze dell’autotrasporto ma non solo, in quanto è vista come risposta rispetto alla situazione emergenziale che, purtroppo, durerà ancora parecchio tempo, dicono……

Che ci sia una situazione emergenziale sulle autostrade liguri è indiscusso: è sotto gli occhi di tutti!

Che l’Albenga-Predosa ne sia la soluzione, dico FORSE! certamente aiuterà!

Che il progetto presentato “in anteprima” sia una novità, dico assolutamente no! E’ la solita minestrina.

Sono anni che l’ing. Alessandro Rodino, presidente IGEAS Engineering Srl (società con 7 dipendenti compreso lo stesso Rodino), “lavora” per l’Albenga-Predosa, finanziato da vari committenti.

Risale al 2011/2012 lo “Studio di fattibilità per l’individuazione del tracciato ottimale della nuova infrastruttura stradale per il collegamento dell’Autostrada A7 “Genova Milano” – A26 – A6 “Savona – Torino” – A10 “Genova – Ventimiglia””. Importo: € 4.443.100.000. Cliente: IPS Insediamenti Produttivi Savonesi.

I benefici attesi con la costruzione della nuova autostrada, dichiarava Rodino, possono essere riassunti in:

1) EFFICACIA ED EFFICIENZA TRASPORTISTICA;

2) SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DELL’INFRASTRUTTURA;

3) SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE DEL TERRITORIO;

4) FATTIBILITÀ ECONOMICO – FINANZIARIA.

Quattro punti assolutamente da dimostrare!

Oggi chi lo promuove è il dott. Luciano Pasquale, presidente Fondazione De Mari,

Ma il dott.Pasquale è anche Presidente di Autofiori, ed in tale veste non ha dimostrato nessun interesse all’opera!

Si è detto:

Il progetto riguarda una nuova bretella secondo il modello di tangenziale autostradale: ad ora si è al lavoro sulla progettazione definitiva e sullo studio di fattibilità, che ha preso in esame anche i flussi di traffico e diversi aspetti tecnici.

Ovviamente resta aperto il capitolo dei finanziamenti necessari, sui quali si punta con forza al piano infrastrutturale del Recovery come unica via per ottenere le risorse adeguate (il costo dovrebbe essere nettamente inferiore rispetto ad una nuova autostrada come la Albenga-Carcare-Predosa).

Ma che cosa sia questa miracolosa “tangenziale autostradale” che costa nettamente di meno della Albenga-Carcare-Predosa “nessuno” lo ha spiegato!

Secondo me una “tangenziale autostradale a due corsie” costa tanto quanto una “autostrada a due corsie”!

Il Presidente della Regione Liguria Toti, nel suo intervento al convegno, ha dichiarato:

“Quello di cui parliamo oggi non si costruisce facilmente con un piano economico e finanziario ma guarda al Piano dello Sviluppo del Territorio.

Se ci avviamo verso un progetto di questo tipo deve esserci una profonda condivisione delle Istituzioni Pubbliche e Private di questo territorio.

Per giustificare un intervento così importante c’è bisogno di una visione di sviluppo di medio e lungo periodo.

Come Regione ci siamo, io sono un ‘infrastrutturista’ convinto.

Le politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione del paese da molti anni passano per più infrastrutture non per meno infrastrutture, dalla complementarietà del ferro e gomma”.”

Toti ha precisato che questa infrastruttura ha un traffico 4 volte inferiore a quello di pareggio di bilancio, ed ha altresì fatto l’esempio della Bre-Be-Mi, un fallimento clamoroso sia come “traffico” sia come “sviluppo del territorio”. Non ha attratto praticamente nulla!

Toti ha altresì detto:

“E’ più difficile finanziare una autostrada più che una ferrovia ma io credo che sia una di quelle cose per cui valga la pena combattere per averle. Diventerebbe una parallela alla nostra autostrada litoranea e obiettivamente – conclude Toti – è un’arteria di cui abbiamo bisogno”.”

L’emergenza traffico sulle autostrade liguri è un dato di fatto da molti, troppi anni.

I danni che ne derivano altrettanto chiari.

L’aggravamento dovuto alla “scoperta” del pessimo stato di manutenzione di tutti i manufatti (gallerie e viadotti e muri) è la goccia che ha fatto scoppiare il vaso!

Oggi siamo non in emergenza, ma in estrema emergenza!

Servono azioni il più rapide possibili, per l’immediato e per il prossimo futuro, cioè domani!

Per l’immediato futuro bisogna togliere tutti i camion possibili dalle autostrade liguri: come?

o ferrovia o ro-ro!

Si deve assolutamente alleviare la situazione convogliando tutti quei camion (22% del traffico totale) che “attraversano” ma non hanno recapito in Liguria verso altre direttrici autostradali, o trasportali su treni, o trasportarli via mare.

Si può e si deve fare con grande velocità!

Immediatamente si devono anche progettare nuove opere autostradali che non siano solo opere vecchie riproposte o frutto della mente di un singolo progettista.

Serve confronto, servono scelte!

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Savona ha sempre fatto pessime scelte, o non ha scelto affatto, su autostrade, superstrade, caselli autostradali, connessione porto Savona, connessione Maersk con autostrada e ferrovia, potenziamento ferrovie…….

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prendiamo spunto da alcuni pareri sulla Bre-Be-Mi per non ripetere quegli errori!

ed anche per non far scegliere sempre allo stesso gruppo di potere!

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Bre-Be-Mi, un viaggio nell’autostrada deserta

20/09/2014 di Maghdi Abo Abia/  Bre-Be-Mi, un viaggio nell’autostrada deserta

Una cattedrale nel deserto. Basterebbe questo per descrivere la Bre-Be-Mi, l’autostrada nata per collegare Milano e Brescia lungo un percorso posizionato a sud della Torino-Trieste, la A4, evitando il passaggio per Bergamo, velocizzando i collegamenti tra est e ovest Lombardia consentendo ai visitatori di Expo un accesso rapido ai luoghi dell’esposizione universale.

Eppure non viene usata quasi da nessuno. Un’opera faraonica, lunga 60 chilometri, primo tassello di una serie d’infrastrutture destinate a sorgere ad est del capoluogo lombardo che al momento appare come un monumento, immerso tra campi coltivabili e cascine, e nulla più.

8 VEICOLI IN UN’ORA- …….il Consigliere Regionale Dario Violi ha pubblicato in rete un video nel quale alle 15 di martedì 2 settembre ha percorso l’autostrada incrociando otto veicoli, corrispondenti alla stima attuale di 5.000 veicoli al giorno.

CHI HA PAGATO L’OPERA – Appare evidente quindi che qualcosa non va. E lo si nota anche nelle discussioni relative ai costi. L’opera, realizzata in finanza-progetto, è costata 2,4 miliardi. Ma come fa notare sempre Il Fatto Quotidiano, i soci privati ci hanno messo 520 milioni. Il resto è arrivato dalla Cassa Depositi e Prestiti, Dalla Bei, la banca dell’Unione Europea e dalle banche italiane. I soci, che incassano i pedaggi, hanno però chiesto un’allungamento della concessione oltre ad uno sgravio fiscale, previsto, come ricorda Altraeconomia, a partire dal governo Monti per rendere sostenibile il piano economico e finanziario di interventi realizzati in project financing che si trovino in condizione di squilibrio.

E Bre.Be.Mi ha presentato un piano di riequilibrio pari a 497 milioni di euro.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/15/brebemi-questo-e-il-decimo-anno-su-dieci-chiuso-in-passivo-resta-solo-una-cosa-da-fare/6198707/

ECONOMIA & LOBBY- 15 MAGGIO 2021 Dario Balotta, Esperto di trasporti e ambiente

BreBeMi, questo è il decimo anno su dieci chiuso in passivo: resta solo una cosa da fare. Si aggrava la crisi finanziaria della BreBeMi, che anche nel 2020 chiude il bilancio in perdita per quasi 96 milioni di euro, quasi il doppio dei 49 milioni, sempre di perdite, del 2019.

Questo è il decimo anno consecutivo (ovvero tutti gli anni di vita della società) chiuso in passivo, per un totale di 382 milioni di euro di deficit. A gravare sui conti della BreBeMi è lo scarso traffico – inferiore a quello di una strada provinciale da ben prima della pandemia – e un indebitamento finanziario netto che a fine 2020 si attestava a 2,3 miliardi di euro, dovuto a obbligazioni (1,64 miliardi), prestiti bancari (288,6 milioni) e finanziamenti dei soci (273,2 milioni).

In dieci anni la società non ha ancora pagato una rata del mutuo acceso con le banche. Questo è anche un segno del fallimento dell’uso strumentale che si è fatto del project financing: se ne vantano i privati, ci guadagnano le banche ma a pagare è sempre Pantalone. Poco conta che il danno sia definitivo: sarà sempre presente un galoppino anglofono che, previo lauto pagamento, sarà disponibile a celebrare come successo quello che in realtà è un fallimento.

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BREBEMI: UN FALLIMENTO ANNUNCIATO. LEGAMBIENTE CHIEDE L’ESPROPRIO DELL’AUTOSTRADA

BREBEMI: UN FALLIMENTO ANNUNCIATO.

18 Luglio 2016 – 17:24

La Bre.Be.Mi è un fallimento e ormai è sotto gli occhi di tutti. I dati relativi al traffico veicolare, estremamente basso, così come i costi sopraelevati, dimostrano come l’A35 sia un enorme buco nell’acqua. Secondo i dati Aiscat le 60-80 mila auto giornaliere previste non superano le 15-20 mila unità al giorno, inoltre i costi previsti, inizialmente calcolati in 800 milioni di euro, sono di fatto triplicati in 2,439 miliardi di euro.

Senza dimenticare che sono oltre 200 i milioni di euro che lo Stato ha investito per coprire le perdite dell’A35. Tutto questo mentre rimane altissimo il costo del pedaggio e mancano le stazioni di servizio, lungo un tratto di 62 chilometri che interessa 5 province e 43 comuni.

I soggetti pubblici che partecipano all’opera pubblica, come la Provincia di Bergamo, la città metropolitana di Milano e il comune di Brescia, fanno un passo indietro e dichiarano di essere pronte a lasciare le proprie quote di partecipazione.

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P. Forzano

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