Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La provincia di Savona e la giunta Toti. Logiche spartitorie e un grave smacco per il savonese. La Lega esce squalificata?

I rappresentanti del centro destra savonese tacciono. Incassano, obbedir tacendo, l’esclusione dal governo regionale. Nella precedente legislatura c’era l’assessore, ex sindaco di Zuccarello, Stefano Mai che potrebbe aver ‘pagato’ anche i frutti davvero miseri delle sue capacità e risultati nel settore dell’agricoltura. Sempre più disastrata, dopo quella alberghiera in caduta libera. Nulla a che vedere con la gestione di Marco Scajola pro Bagni Marini. Poi i casi dei sindaci di Vado Ligure e Varazze transitati dal centro sinistra, l’una su posizioni fintamente “trasversali”ma nella sostanza vicine al Presidente della Regione e l’altro eletto in consiglio regionale direttamente con il centro – destra.

Si aggiunga che l’estate 2020 non è andata mai cosi bene negli affitti delle seconde case, mentre bar, ristoranti, pizzerie non si possono lamentare grazie anche al fatto che sono state abolite per Covid 19 tutte le sagre (quasi 800 nelle due province) e che fruttano incassi stimati in oltre una decina di milioni di €.

Ospitiamo il commento di due osservatori e analisti savonesi. Un politologo ed un ex sindacalista Cgil. Che si occupano da tempo anche dello stato di salute socio economico locale e ligure, pur se da visioni distinte.

di Franco Astengo

Franco Astengo

L’approfondimento: LIGURIA: TERRITORIO E GIUNTA REGIONALE 

Merita un punto di particolare approfondimento l’esito del processo di politico attraverso cui si è arrivati alla formazione della giunta regionale ligure. Un processo politico condotto dai partiti di centro destra usciti vincenti dalla consultazione elettorale dello scorso 20 settembre.

Debbono essere posti in evidenza 3 punti:

1) Il risultato finale è stato quello di una giunta formata esclusivamente su criteri non tanto e non solo di spartizione partitica ma soprattutto come punto di base in previsione di futuri sviluppi sul piano delle dinamiche politiche nazionali. L’esclusione di Forza Italia rappresenta, infatti, un’OPA pesantemente ostile sul partito di Berlusconi da parte di soggetti, in primis “Cambiamo”, che intendono sfruttarne l’antico spazio politico di “centro” al fine di contrattare al meglio la propria posizione tattica in vista di una sicura ristrutturazione del fronte di centro destra;

2) Stiamo assistendo a un salto di qualità sul terreno della personalizzazione della politica. Già da tempo l’elezione diretta del Presidente di Regione aveva causato un vero e proprio spostamento d’asse nel riferimento costituzionale e istituzionale delle Regioni stesse. Adesso con l’accentramento nelle deleghe presidenziali di quelle riguardanti il bilancio e la sanità (strettamente interconnesse) ci troviamo di fronte a una concentrazione di potere che, proprio sul piano dell’Ente Regione, assume il significato di un ulteriore salto di qualità nella determinazione della fonte stessa del potere. Del resto, per rimanere in Liguria ma probabilmente è accaduto anche in altre Regioni (penso al Veneto e alla Campania) la campagna elettorale è stata del tutto schiacciata sulla figura del Presidente uscente, sia da parte delle forze politiche a suo sostegno (che non sono assolutamente comparse sulla scena) sia da parte delle forze politiche di opposizione ( apparse molto flebili, in particolare PD e M5S, al riguardo della presentazione di opzioni alternative. ). Si tratta di un punto sul quale aprire una attenta riflessione riguardante anche l’insieme delle dinamiche in atto nel sistema politico italiano soprattutto nel merito della “costituzione materiale” imposta nel corso dell’emergenza sanitaria sia sul terreno della decretazione d’urgenza sia su quello del rapporto Governo /Parlamento;

3) E’ stata assolutamente trascurata la realtà territoriale, tanto è vero che un’intera provincia come quella di Savona (in una regione che di provincie ne presenta soltanto 3 più la città metropolitana di Genova) non ha trovato rappresentanza nell’esecutivo. Eppure almeno il ponente della provincia di Savona (in mano alla lobbie turistico – balneare) ha fornito un apporto considerevole alle fortune del centro-destra vincente.

Quest’ultimo punto necessita di un approfondimento anche sul piano generale riguardante l’analisi dell’insieme della frattura centro – periferia così come questa si è anch’essa modificata nel periodo dell’emergenza sanitaria. Una modifica che sta facendo pensare ad alcuni analisti circa il manifestarsi di una vera e propria difficoltà posto sul terreno dell’unità nazionale.

In questo caso, del rapporto tra esecutivo regionale e territorio, l’occasione può essere colta per avviare uno spunto di ragionamento che potrebbe essere così inteso: appare necessario, infatti, ritrovare strumenti istituzionali adatti per consentire una stabilità di dialogo diretto tra i Sindaci e la Presidenza della Regione: un tema del resto già presente da tempo nell’agenda politica e fin qui affrontato semplicemente in termini clientelari e di promozione personale. Si vedano, sempre per fermarci alla provincia di Savona, i casi dei sindaci di Vado Ligure e Varazze transitati dal centro sinistra, l’una su posizioni fintamente “trasversali”ma nella sostanza vicine al Presidente della Regione e l’altro eletto direttamente in consiglio regionale direttamente con il centro – destra.

L’organizzazione del territorio sul piano istituzionale, considerata la permanenza di un deficit nella capacità di coordinamento da parte delle Provincie (restituite a rango costituzionale dal referendum del 2016, ma rimaste ente di secondo grado), potrebbe avvenire con una ridefinizione di comprensorialità per aree limitrofe: una comprensorialità di “progetto” che ponga però i terminali istituzionali chiamati ad esprimerla in una condizione di forza (non solo di tipo quantitativo) per aprire un confronto costante e organizzato nel merito dei temi con l’Ente Regione.

La questione sanitaria e quella delle risorse europee (ne verificheremo entità e tempi) richiamano urgentemente a questa necessità: l’impressione è che le forze politiche risultino su questo punto quanto mai impreparate. Forse è proprio il caso di sottolineare l’urgenza nel ridefinire una impostazione di nuovo tipo posta proprio nell’insieme delle relazioni territoriali e istituzionali.

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Confermati, in quota Lista Toti, gli assessori Ilaria Cavo a Cultura e formazione, Giacomo Giampedrone alla Protezione civile, Marco Scajola all’Urbanistica, mentre Sanità e Bilancio al momento saranno gestiti dallo stesso presidente Toti. Per la Lega confermato assessore Andrea Benveduti allo Sviluppo economico, mentre l’ex presidente del Consiglio Alessandro Piana gestirà la delega all’Agricoltura e ai Parchi. Per FdI confermato l’assessore Gianni Berrino a Trasporti e Turismo, più la new entry dell’avvocatessa Simona Ferro che sarà l’assessore a Personale, Infanzia e Animali.

Confermata l’ipotesi dell’esclusione di rappresentanti della provincia di Savona nella giunta regionale: uno smacco grave soprattutto per le rappresentanze del Ponente che pure avevano fornito un notevole apporto alla vittoria del centro destra.

Evidentemente hanno prevalso logiche di tipo spartitorio con un dato di forte accentramento nella figura del Presidente che tiene le deleghe a Bilancio e Sanità (nel caso regionale due deleghe quasi in corrispondenza diretta considerata la quota elevatissima che la gestione sanitaria comporta nel complesso del bilancio complessivo dell’Ente).

Per quel che riguarda la provincia di Savona toccherebbe ai Sindaci, adesso, cercare un dialogo diretto con la Presidenza della Regione: un dialogo difficile considerate non soltanto le diversità di ruolo (e in alcuni casi anche politiche: pur notando una certa capacità di avvicinamento da parte di sindaci eletti con il centrosinistra alle posizioni del centrodestra, com’è stato nel caso di Vado Ligure e Varazze).

Estraniata di ruolo l’Amministrazione Provinciale, soprattutto dal punto di vista del coordinamento territoriale, la strada per il dialogo Comuni/Regione rimane quella della comprensorialità e della capacità delle amministrazioni comunali di produrre progettualità a quel livello e di dimostrarsi in grado di presentare in quella dimensione le proprie istanze.

Emerge una questione di progettualità e di programmazione per una Provincia come quella di Savona dove i rappresentanti delle amministrazioni non sono riusciti a colmare gli “strappi” tra l’area savonese – Valbormida orfana della presenza industriale e che risentirà delle difficoltà dovute al fallimento dell’area di crisi complessa e del forte deficit infrastrutturale, del divario costa – entroterra, delle condizioni di un Ponente dal modello economico – sociale in piena crisi a causa dell’emergenza sanitaria che colpisce prevalentemente la lobbie turistico – balneare. Sullo sfondo il tema del rapporto pubblico-privato in Sanità.

Il tutto è collegato in un quadro complessivo nel quale proprio le modalità di formazione della Giunta Regionale evidenziano l’ulteriore spostamento d’asse dell’Ente verso logiche di spesa e di nomina profondamente legate a una visione lobbistica di tipo autoritario (vedi modello Genova) dell’attività istituzionale. I temi fin qui enunciati, della funzione dell’Ente, del coordinamento territoriale, della comprensorialità per aree omogenee, sono rimasti assenti dalla campagna elettorale, e l’opposizione ha finora accumulato ritardo nel definire il proprio profilo di presenza nel Consiglio Regionale. Tutti temi sui quali andrebbe aperta una forte riflessione politica e programmatica.

Franco Astengo

COMUNICATO STAMPA – Care compagne e cari compagni. L’assemblea del gruppo spontaneo “Quelli della Rebagliati – Il rosso non è il nero” è convocata per VENERDI’ 23 OTTOBRE ALLE ORE 17 c/o la SMS Fornaci (Serenella).Considerato che uno degli obiettivi della riunione è quello dell’allargamento del nostro gruppo siete pregati di invitare chi ritenete possa essere interessato a partecipare al nostro impegno. In discussione il seguente ordine del giorno:

1) Allargamento del nostro gruppo in funzione di un ulteriore rafforzamento sul piano politico – culturale;

2) Discussione sulle iniziative da intraprendere per definire una presenza progettuale in vista delle elezioni comunali di Savona, previste per il 2021. Grazie per la vostra partecipazione.

Franco Astengo

“E LA LEGA SAVONESE ESCE SQUALIFICATA

SAVONA SEMPRE PIU’ ISOLATA E MARGINALE”

 di Bruno Spagnoletti

Bruno Spagnoletti

La nuova Giunta regionale annunciata stamattina dal Presidente Toti, sanziona plasticamente la caduta di peso specifico di Savona e il declino della sua autorevolezza politico. Savona sempre più isolata e marginale negli equilibri regionali con conseguenze critiche per la nuova Amministrazione della Città che verrà eletta nelle elezioni previste nel maggio prossimo.
La contrazione del ruolo di Savona nelle politiche regionali, non è addebitabile al Presidente Toti che ha avuto ciò che era previsto e prevedibile, sia sul piano quantitativo (3 assessori) sia sul piano qualitativo ( i tre fedelissimi Giampedrone, Cavo e Scajola), ma al durissimo ridimensionamento politico e rappresentativo della Lega che, con lo stesso risultato elettorale di Toti…esce mazziata e ridimensionata.
Ed è la Dirigenza savonese della Lega che esce squalificata, perchè incapace di avere voce e autorevolezza, perdendo cosi punti e consenso nel Ponente, in Valle Bormida e, più in generale nella Provincia di Savona.
Ci sarebbe da riflettere per i perdenti Ripamonti, Bonino e Arecco; un gruppo dirigente che, dopo l’assurda, perdente e inqualificabile operazione su Paolo Ardenti, ora ottiene il nulla sotto vuoto spinto nella nuova Giunta Toti.
Sic transit gloria mundi.
Bruno Spagnoletti, Presidente Associazione Per Savona 2021 e Candidato Sindaco della Lista Civica

 

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