Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Loano ringrazia il maresciallo Carta, lascia dopo 33 anni di servizio e tra i ‘custodi della Riviera’. Prima di lui Chiola e il mitico Pantè

Il giorno ufficiale è il 12 maggio, domenica, festa dei santi Nereo e Achille militari romani convertiti al cristianesimo ed uccisi nella persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano. Sulla loro tomba: Nereus et Achilleus martyres. Non è più la sorte di un luogotenente (con incarichi speciali) che tocca ad un militare al servizio della Patria e della Repubblica. Così Luigi Carta, conosciuto come il maresciallo comandante la stazione di Loano, a 60 anni compiuti, quasi interamente vissuti nella comunità di Loano e del suo comprensorio, ha raggiunto l’agognata pensione. Neppure un giorno in più, dopo le ferie arretrate. Né la possibilità di usufruire, se richiesto, di una proroga biennale, come era accaduto ai predecessori, Remo Chiola e Giuseppe Panté.

Il luogotenente Carta comandante da oltre 25 anni la stazione dei carabinieri ed il sindaco Pignocca al suo secondo mandato

Se Chiola e Panté erano due sottufficiali con la vocazione di stare più tra la gente, in strada, trovarli di sera o a tarda notte in questo o quel locale, ora in divisa ora in borghese, Luigi Carta ha sempre scelto il basso profilo. E’ vero, i tempi sono cambiati, anche la Benemerita  è stata in gran parte rivoluzionata, riorganizzata quanto a regole e mutamenti nel servizio, nelle priorità. Resta pur sempre un corpo militare che dipendente dal ministero della Difesa, anzichè dell’Interno (polizia di Stato). Se in parte una ferrea disciplina, ormai superata, è venuta meno, anche la mentalità delle ultime generazioni ha portato molti cambiamenti nel modo di proporsi, nei servizi, nel ruolo dei comandanti di stazione, primo punto di riferimento. Sono loro che hanno una conoscenza e memoria storica del territorio, delle persone, delle attività,  di chi ha avuto problemi con la giustizia o è incappato in qualche disavventura che ha richiesto l’intervento dei carabinieri.

Luigi Carta sottufficiale schivo e poco loquace, ha cercato di rispettare pur nei limiti e nella capacità che distingue ogni essere umano; un militare che ha giurato fedeltà, e può godersi gli anni della pensione, senza rimorsi, senza recriminazioni, mai coinvolto in incidenti di percorso (inchieste a suo carico) che non sono state rare neppure  nella gloriosa storia, dell’ultimo mezzo secolo,  degli uomini del comando provinciale dei carabinieri. Carta che da brigadiere, era succeduto al maresciallo Chiola (prima era al comando della nuova caserma di Borghetto S. Spirito) e al cav. Giuseppe Pantè tra i migliori sottufficiali e comandanti di caserma che l’Arma abbia avuto in provincia di Savona, almeno a memoria del vecchio cronista (da 54 anni).

Molte cose, dicevamo, sono cambiate per gli uomini della Benemerita, un tempo all’insegna del rigore estremo. Bastava avere una fidanzata nella città dove si prestava servizio per essere trasferiti ad altro comando, regole estreme  per chi occupava la caserma; l’alloggio di servizio era riservato solo agli sposati e ai single. Ogni caserma aveva un piantone 24 ore su 24, con un paio di carabinieri o graduati nel ruolo di ‘scrivani’. Sbrigavano pratiche d’ufficio. E tutt’oggi rimane attiva una precisa procedura, dove il computer è entrato ed ha rivoluzionato, agevolato, restano attive tutte le annotazioni di servizio e burocratiche. Restano i fascicoli personali ( esempio porto d’armi, denunce, querele, arresti….) per motivi di lavoro, sono di primario supporto le nuove tecnologie informatiche, i cellulari.

Il luogotenenete Luigi Carta ha vissuto e conosciuto il trapasso tra la ‘vecchia caserma’ e il ‘nuovo volto organizzativo’ ed operativo, anche se spesso ogni comandante di compagnia (nel caso Albenga) o del Gruppo (Savona) apporta i suoi metodi. Gli uomini della stazione più impegnati nella routine quotidiana, rispetto al lavoro investigativo e di intelligence per i reati più significativi della criminalità organizzata che vengono presi in ‘carico’ dal reparto o dal nucleo operativo della compagnia o del Gruppo di Savona. Alla soppressione della figura del piantone notturno, si è scelto il servizio intercomprensoriale, suddiviso tra le varie caserme di un territorio omogeneo. Come accade per altri corpi di polizia pur essendo nel complesso un numero elevato, orari di lavoro, certe rigidità regolamentari, non sempre il numero della forza in servizio attivo copre le priorità, o ancora tutte le necessità. Da qui l’importanza di saper convivere, di scegliere la strada di adeguarsi ai vari momenti, agli ordini che si ricevono dall’alto.

Luigi Carta rappresenta il perfetto sottufficiale che lascia una città tutto sommato tranquilla. Zero o quasi episodi di criminalità organizzata (con rare presenze  e saltuarie di esponenti mafiosi del Sud Italia, Campania, Calabria, Sicilia). C’è un po’ ovunque la microcriminalità dedita a furti, spaccio, a reati diciamo minori rispetto ai tempi in cui si contavano omicidi, sparatorie, incendi, rapine (la Banca Popolare  di Novara che si trovava sulla piazza del Municipio nè subì ben 5 nel corso di due decenni), tre  al San Paolo, tre alla vicina Carige dove un metronotte di Borgio Verezzi venne freddato da un colpo di pistola. Tre invece i furti clamorosi alle sede centrale delle Poste, ed una rapina quando si trovava in Corso Europa, di fronte alle banche. Loano che negli anni ha sempre ospitato, ora più ora meno, anche ‘professioniste del sesso’ che di notte di spostavano sull’Aurelia, tra Ceriale ed Albenga, oppure ‘lavoravano’ nell’appartamento preso in affitto, quasi sempre a mese, a volte rinnovabile. Proprietari di alloggi dalla doppia morale.

Un indice di criminalità che complessivamente è crollato rispetto all’allarme sociale di fatti gravi e più impattanti. Delitti e rapine dicevamo, ma anche scippi che spesso causavano lesioni  significative, se non la morte della vittima, soprattutto anziani. E’ vero oggi la droga, la presenza di tanti sbandati migranti dal Nord Africa resta una piaga, alla stregua dei piccoli clan di albanesi e rumeni. Troppa gente nei bar, seduti ai tavoli, da mattino a sera, ad oziare. Accadeva ieri, accade ora. Un tempo i comandanti di stazione avevano semmai una maggiore tendenza nei controlli proprio a questi locali, purtroppo andavano via da una zona per ‘sistemarsi’ in un’altra.

Da qui l’importanza primaria della prevenzione, del controllo e della conoscenza del territorio, senza fasi di alternanza.  Carta se ne va con un buon bagaglio di conoscenza, con i ringraziamenti dell’Amministrazione comunale, del sindaco Pignocca e di Angelo Vaccarezza che l’ha preceduto. Il maresciallo che grazie proprio ai buoni rapporti con i ‘politici ed il potere locale’, ha potuto convivere senza motivi di tensione e di contrasto, lacerazioni. E’ probabile che il suo posto sia preso dal vice comandante di lungo corso MAsUPS Gennaro Vasquez, effettivo alla stazione dal 1990. Tra i militari c’è chi ricorda che per Loano era stato designato, primo in  graduatoria, il compianto Fulvio Pelusi, poi fuliminato da infarto mentre comandava la stazione di Albenga.  Pelusi rinunciò a Loano e toccò al secondo, il collega Carta.  Loano che dallo scorso anno ha potuto dotarsi (forse non ce n’era bisogno) di una mini stazione con sede nei locali del porto turistico e alle dirette dipendenze del comando locale.

C’è un aspetto forse che meriterebbe un cambiamento radicale, nell’Arma in generale. L’alternanza non solo per i comandanti di Compagnia e del Gruppo (quattro anni al massimo), ma anche nei comandi di stazione. Per una serie di ragioni obiettive e di opportunità che non è qui il caso di affrontare. Del resto la presenza in ogni caserma dell’alloggio di servizio per il comandante (ora anche per altri sottufficiali e militari in base a disponibilità della struttura) rimuove oggettive difficoltà logistiche.

Da qui al giorno del commiato ci sarà senza dubbio una cerimonia per il saluto ufficiale della città al ‘suo comandante’. Luigi Carta resterà, a Loano, con la famiglia. Con l’augurio di una serena pensione anche a ricompensa di quanto ha dato alla comunità e manca a dirlo di quanto ha ricevuto sul piano umano e morale. (L.C.)

PS. Ha fatto un certo scalpore, titoloni e locandine, di mercoledì 27 marzo 2019, l’irruzione di ladri nei Municipio di Loano (e non è la prima volta) con il furto di sei tablet e lo scasso del distributore automatico di snack e bevante. Con un immediato seguito di polemiche ed il vice sindaco Luca Lettieri a dichiarare: “Leggerezze di qualche dipendente ? (porte non chiuse). Avvieremo rigorose verifiche”.  Ma anche la notizia che i dati contenuti nei file sono criptati ed impossibile da utilizzare, se non a nostro avviso da super esperti di tecnologia informativa. E non sembra questo il caso. Smentito ed escluso il furto di carte di identità che se non erriamo dovrebbero essere ormai elettroniche dopo che il ministero dell’Interno ha dotato diversi comuni  del dispositivo. Ci risulta, inoltre, che c’era la porta dall’entrata del Comune, lato monte, chiusa ma difettosa. Chi doveva tempestivamente ed eventualmente provvedere ? Si aggiunga che le telecamere potrebbero aver inquadrato il responsabile che non ha agito per caso ed è probabile che in precedenza abbia compiuto sopralluoghi quando gli uffici sono aperti al pubblico. Si era  reso conto della porta d’ingresso difettosa, intervenendo prima che potessero ripararla ? E’ possibile che sia un sorte di affronto alle operazioni, assai ‘reclamizzate’, del corpo della Polizia locale, in particolare nel mondo del piccolo spaccio e della microcriminalità ? Non sarebbe la prima volta che accade. Se si accaniscono e ‘puniscono’ il vecchio e solitario cronista perchè non potrebbero vendicarsi con palazzo (Doria) ?

DALLA RIVISTA ‘CARABINIERI’

LOANO 2017:  I custodi della Riviera
Il gagliardetto dell’Associazione

La giornata alla Stazione di Loano inizia puntuale ogni mattina alle 8 per il consueto briefing e le consegne ai militari che operano su un territorio piuttosto impegnativo: siamo in Liguria, nella provincia di Savona, più precisamente in quella splendida Riviera delle Palme tanto amata dai turisti per la clemenza del clima e la dolcezza dei suoi paesaggi.

La giurisdizione del Comando Stazione Carabinieri di Loano comprende due comuni: Loano e Boissano, per un totale di 16.300 residenti. Un numero che però nel periodo estivo supera le 60mila presenze: affacciandosi sul mare, infatti, Loano gode di un porto turistico invidiabile, capace di offrire ormeggio a navi da diporto che raggiungono anche i 70-80 metri di lunghezza.

Essendo Loano valico di frontiera, nell’organigramma della Stazione operano figure specializzate nel controllo della documentazione relativa al transito. Uno di questi è lo stesso Comandante della Stazione, il luogotenente Luigi Carta, classe 1959. Originario di Lentini (Siracusa), il Comandante Carta si è arruolato nell’Arma nel marzo 1980 ed è in servizio presso l’attuale Comando Stazione dal dicembre del 1986: i primi sette anni nel ruolo di Vice Comandante, poi, dal 1° gennaio 1994, in quello di Comandante. Ben trent’anni a contatto, giorno dopo giorno, con i cittadini di Loano.

Presentandoci la “sua” Stazione, il luogotenente sottolinea più volte come il fattore che maggiormente contribuisce a rendere Loano ogni giorno più sicuro è lo spirito di sacrificio di tutti i componenti del reparto, che si dedicano con generosa abnegazione al raggiungimento dei risultati. Nella tutela quotidiana dei cittadini e nel controllo del territorio, a fianco del luogotenente Carta operano il MAsUPS Gennaro Vasquez, effettivo presso la Stazione di Loano dal 1990 con il ruolo di Vice Comandante, il maresciallo capo Giuseppe Gambino e il brigadiere capo Francesco Zappatore, entrambi figli d’Arma; il brigadiere Mauro Quai, il vice brigadiere Pierluca Bruno, gli appuntati scelti Veniero Cinquini, Luca Cianchetti e Davide Cominato, gli appuntati Luca Sinopoli e Luigi Bellosio.

Dal racconto del Comandante emergono i tanti risultati conseguiti con una capillare attività di prevenzione e repressione dei reati, in particolare quelli contro il patrimonio e contro la persona. Tra i tanti il sequestro, avvenuto lo scorso novembre, di 780 grammi di cocaina purissima ritrovata dai nostri militari in un fasciatoio per neonati all’interno di un appartamento, insieme ad una pistola di grosso calibro con relative munizioni. Un’operazione conclusa con successo grazie al rapporto di fiducia che i carabinieri della Stazione di Loano hanno saputo costruire negli anni con la popolazione; erano stati alcuni vicini, infatti, a segnalare strani movimenti di persone dall’aspetto poco raccomandabile nella zona.

Particolarmente significativo, poi, per il nostro Comandante Carta e per i suoi uomini, il caso della bimba di pochi mesi dimenticata in strada dai genitori all’interno della sua carrozzina nei pressi di un passaggio a livello e ritrovata dai militari impegnati nelle consuete operazioni di perlustrazione. Appena giunta alla Stazione con l’aiuto di una passante, «la piccola accoglieva tutti gli uomini in uniforme mostrando un sorriso “gengivale” davvero strappacuori».

Una terra ricca di storia, quella di Loano, che nel 1776 vide nascere Maria Rosa Nicoletta Raimondi, madre di Giuseppe Garibaldi. Legata da Carlo Magno ai Monaci Benedettini nel 775, passò e ripassò dopo l’Anno Mille da questi ai Vescovi di Albenga. Ceduta nel 1263 alla famiglia genovese dei Doria ed elevata a Contea, la cittadina conserva vive tracce di tale dominio, che si prolungò fin oltre il Settecento quando, pur rimanendo un feudo governato dai Doria, passerà ai Savoia. A testimonianza di quel passato segnato dalla presenza di numerose ed autorevoli congregazioni religiose, il forte legame di Loano con le tradizioni cristiane: il suo culmine il 2 luglio di ogni anno, con la suggestiva processione in cui sfilano più di quaranta crocifissi di ogni dimensione. Una devozione che però non contrasta con un’altra, sentitissima tradizione loanese; quella del Carnevale, o meglio del CarnevaLöa, come lo chiamano da queste parti. Sono almeno seicento anni, stando ai documenti conservati negli archivi comunali, che tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio le strade di Loano si riempiono di maschere tradizionali, pronte a irridere, ironiche e licenziose come solo in questo periodo dell’anno è consentito essere, usi e costumi locali. E tra un carro allegorico e un corteo, non mancano le divise dei carabinieri, chiamati a vigilare sulla lucida follia del Carnevale. Quando l’eccezione è l’unica regola che non è lecito violare.

di Nicoletta Archilei (dal sito Carabinieri del Ministero della Difesa)

Avatar

Trucioli

Torna in alto