Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Nucera è tornato per vedere i figli, negli Emirati ha lasciato mamma e nonna di 102 anni. Memoriale in risposta a 34 capi di imputazione. Nuove accuse per società fallite

Andrea Nucera, imprenditore edile con l’hobby della grandeur e con indiscusse capacità negli affari, lungimirante, ex consigliere comunale socialista a Ceriale, anni ’80,  è tornato ‘a casa’ soprattutto per i due figli che non vede da otto anni. I ragazzi, G. e E., sono nati dal secondo matrimonio con un’avvocatessa savonese. Il più piccolo ha giusto 8 anni. E’ questo l’elemento determinante che lo ha spinto a prendere una decisione difficile, ma doverosa, dopo che la moglie si è trovata a crescere i ragazzi senza la presenza del padre ed ha ingaggiato una durissima battaglia legale. L’architetto che ha perso anche la villa di Ceriale dove abitava, rimessa a nuovo, che aveva acquistato dalla famiglia di Rosa Lamberti di Albenga. Negli Emirati ha lasciato la terza compagna ed una bimba nata laggiù. Con loro la mamma e nonna materna, Adelaide Bico (vedi trucioli nel 2016…..) che, lontano dal paese natale, Nasino, ha raggiunto l’età di 102 anni. Un caso di ‘italiana all’estero’ forse unico e senza precedenti per la terra savonese. Purtroppo dimenticato e senza ricevere gli auguri ed il tradizionale mazzo di fiori dal sindaco. La foto celebrativa.

Andrea Nucera è tornato da Dubai, qui sull’auto della guardia di Finanza di ritorno a Savona (foto Secolo XIX)

Cosa riserverà, sul fronte giudiziario, il ritorno dell’architetto che ha studiato a Cambridge, pilotava un jet personale, guidava la Ferrari, figlio di papà calabrese emigrato ad Albenga, diventato costruttore edile di successo, esponente politico comunale e provinciale del Psi. E’ stato capogruppo consiliare, il più votato della lista. Papà Nucera,  segretario amministrativo della Federazione provinciale Psi, entrò  nel ciclone Teardo per via dell’acquisto di tre appartamenti, a Palo di Sassello, della moglie dell’ex presidente della Regione Liguria. Fu sottoposto ad un provvedimento di fermo per tre giorni, assistito dall’avv. Fausto Mazzitelli. Per il figlio Andrea (anche la sorella Monica vive  a Dubay dopo un periodo in Madagascar per curare un’attività ricettiva ed immobiliare) le tappe della scalata nel mondo imprenditoriale che spaziava tra l’albenganese, la provincia (Savona e Val Bormida in particolare), la Liguria e l’estero, si sono susseguite in un crescendo strepitoso  e  da ‘bravo imprenditore’  ha sempre evitato di mettersi in mostra. Fino al momento della deflagrazione della ‘scandalo T1′ era considerato un potente, ben introdotto, capace di produrre lucrosi affari ovunque arrivasse.

L’impero è crollato sotto i colpi delle inchieste quasi come un castello di carta che però aveva basi solide. Non è un caso se fino al marzo del 2011 era considerato da 8 banche cliente solvibile con la sua capogruppo Geo Srl. Lo stesso ispettore di Bakitalia, inviato appositamente da Roma, fece un rapporto di rating senza ombre. Ma il provvedimento di sequestro del cantiere finì per assestare un ‘colpo mortale’ all’azienda e alla maggiore operazione edilizia mai realizzata da un costruttore in provincia di Savona (corso Europa a Loano escluso, dove l’imprenditore Prato di Vado Ligure fu freddato dalla fucilata di un acquirente deluso).

E’ vero che Andrea Nucera trattava direttamente con Giovani Berneschi (Carige), come era solito trattare con i vertici della Carisa ai tempi di Luciano Pasquale presidente e che è rimasto estraneo al ciclone giudiziario. Le conclusioni, almeno per quanto riguarda la T 1, hanno in gran parte bocciato il castello accusatorio anche nei confronti di due sindaci Fazio e Revetria. Inevitabile la riflessione: senza quella micidiale tegola giudiziaria Nucera non sarebbe finito in un girone infernale e Ceriale non si troverebbe con un complesso in rovina, rimasto incompiuto e che il curatore fallimentare non è finora riuscito a vendere, neppure ad un prezzo stracciato. Senza le conseguenze dell’irruzione dei magistrati inquirenti della Procura della Repubblica, il Pm Ceccarelli, con il placet del procuratore capo, Francantonio Granero – che a loro volta hanno agito sulla base di rapporti giudiziari della Finanza e dei carabinieri del Noe di Genova, in primis i vigili urbani –  senza la perizia Botta (virtuosa ?), senza i primi due decreti ingiuntivi della Cevasco (una segretaria della Geo), poi di un sub appaltatore (Piro, ex presidente del Savona calcio e morto suicida in una villa sulle alture di Pietra Ligure acquistata da una società di Nucera) la T 1 poteva essere ultimata. Una quarantina di alloggi e box era stati venduti. La voragine di insolvenza che ne seguì ebbe ripercussioni drammatiche per diversi piccoli artigiani che operavano nel maxi cantiere che generava  un giro d’affari di un milione di euro al mese. Con il sequestro si chiusero tutti i ‘rubinetti’ del credito. Fino ad un buco di oltre 200 milioni.

C’è chi si attende rivelazioni, più o meno clamorose, dall’interrogatorio, ma a quanto si sa resteranno delusi. Intanto davanti al Gip la scelta sarà quella di confermare un lungo memoriale in cui risponde punto per punto alle contestazioni mosse (per la bancarotta fraudolenta), capi d’accusa del processo in corso. Davanti ai Pm che hanno fatto due nuove contestazioni, comunque minori, è probabile invece scelga di rispondere.

Andrea Nucera che trascorre i giorni da ‘recluso a domicilio’ nella nuova zona residenziale di Savona, una detenzione fissata in sei mesi. Poi tornerà libero e riprenderà l’aereo alla volta di Dubay dove dopo aver venduto le attività di ristorazione, è dipendente consulente di una importante società di costruzioni che opera in quel paese. A Savona è assistito da un donna di servizio, non può ricevere visite, nè comunicare, con la sola esclusione dei difensori (avv. Carlo Biondi di Genova, figlio d’arte di Alfredo, professionista del foro genovese, ex ministro e parlamentare del Pli). Può tenere i contatti con la moglie (Musso) che lo raggiungerà appena possibile.

Uno degli interrogativi più attesi riguarda la sorte della T 1. Nucera potrebbe ricomprarla ? Dovrebbe presentare un ricorso che fuoriesce dal diritto penale  (una rimessa in bonis), molto complesso e incerto, oltre che lungo. L’altro aspetto riguarda l’eventuale ‘patteggiamento allargato’. Se gli converrà, piuttosto che andare al dibattimento in aula. O ancora, se il pubblico ministero darà il suo consenso.

Una delle vie d’uscita che lo scorso anno si erano affacciate indicavano la necessità che l’imprenditore si affidasse ad un pool di avvocati ed esperti consulenti di primo piano (vedi presenza dell’avv. Coppi). Forse è la strada giusta. Difficile, ma non impossibile smantellare gran parte dei 34 capi di imputazione del maxi processo per bancarotta.  Resta l’aspetto del contenzioso  per i due figli che vivono con la mamma, avvocato, in Val Bormida. Umanamente non è poco. A Dubai resta il cuore di una mamma, nonna ed di una bisnonna che meriterebbe di non essere dimenticata dal Comune di Nasino.

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