Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano quando la Fiamma Tricolore (MSI) lottava contro la droga nelle scuole e l’inflazione delle licenze commerciali

Era il 1983. Per le elezioni comunali, quando si dovevano eleggere 30 consiglieri (oggi 17) e il sindaco non era ad elezione popolare, le maggioranze potevano essere più ‘traballanti’ in presenza di voltagabbana durante il mandato. Il M.S.I – Destra nazionale, a Loano, era rappresentato da una figura storica e coerente del partito, Vito Mazzitelli che è stato consigliere comunale, il secondo era l’on. Giulio Cesco Baghino, romano, giornalista e direttore del Secolo quando era il quotidiano della Fiamma Tricolore, eletto anche nel collegio della Liguria. Una minoranza che, come l’allora Pci e Psiup, poi sarà la volta dell’indipendente dr. Maurizio Strada, eletto prima in una lista del Pri, poi della Lega Nord, con 800 voti. L’opposizione che si distingueva per l’impegno a 360 gradi nelle problematiche loanesi. Il MSI pubblicava un programma elettorale e presentazione dei candidati di 12 pagine, con molta sostanza.

Fai un click per ingrandire la pagina, i candidati non erano in ordine alfabetico, capolista Vito Mazzitelli, che per anni ha gestito col papà ed un fratello una sartoria in via Garibaldi. Un  Gennaro Mazzitelli, morto nel settembre 2014, è stato storico dirigente comunale del settore dei lavori pubblici. Nato nel 1938 nel sud Italia e trasferitosi giovanissimo in Riviera, Mazzitelli studiò all’Accademia navale, dalla quale uscì con il grado di capitano. Dopo alcuni anni passati a lavorare sulle navi entrò in Comune poco più che ventenne: il suo primo incarico fu all’ufficio anagrafe. Anni dopo fu trasferito all’ufficio tecnico, del quale fu dirigente per quarant’anni fino alla pensione, arrivata alla fine del 2008.
Sotto la sua dirigenza la città si dotò di gran parte delle opere pubbliche visibili ancora oggi: la piscina e il palazzetto dello sport “Elio Garassini”, la diga soffolta, la nuova passeggiata a mare, il bocciodromo e il Giardino del Principe.
Mazzitelli è stato anche il presidente del Basket Loano e il primo presidente del porto quando era ancora gestito dal Comune (fu lui stesso a guidarne il passaggio nelle mani dell’imprenditore italo-svizzero Max Frei). Due figli titolari di un’avviata azienda di impianti elettrici.

Un lavoro informativo e propositivo diviso in tanti capitoli: Edilizia abitativa, Acquedotto, fognature, depuratore (non era ancora in funzione), Porto, Spiagge, Anziani, Giovani (occupava lo spazio maggiore, con igiene ed assistenza sanitaria, scuola, piano turistico e commerciale),  Protezione Civile nelle scuole di Loano, Droga nelle scuole e nella movida, Igiene ed assistenza sanitaria, Turismo, Scuola, Sport, Edilizia pubblica abitativa,  Erogazione idrica, Fognature e spiaggia, Discarica rifiuti, Viabilità, Droga (“A Loano è diventata una vera piaga….”), Piano turistico e commerciale.

C’è da osservare che rispetto ai nostri giorni l’opposizione aveva più strumenti per incidere nelle scelte della giunta e della maggioranza consiliare che peraltro a Loano è tra le poche città costiere liguri che non conosce una vera alternanza democratica. Eccezione fatta, per meno di un triennio, col sindaco comm. Felice Elice, dissidente dalla locale DC e vice l’avv. Stefano Carrara Soutur che sarà eletto  deputato del Psiup per una legislatura. E che finirà per abbandonare la vita politica e  riservare il suo impegno pubblico con la nomina a difensore civico. Ruolo che ha ricoperto anche l’ex sindaco Dc, avv. Mario Rembado.  Mentre in precedenza c’era il ‘giudice conciliatore’, l’ultimo è stato il compianto dr. Luigi Zignego.

L’M.S.I, pare utile ricordare che chi scrive non ha mai votato per quel simbolo, mentre ha sempre avuto un corretto rapporto professionale, anche quando capitava di scrivere cose che potevano mettere in cattiva luce questo o quell’esponente locale. Siamo stati gli unici cronisti ad essere ospiti ad un pranzo tra ‘camerati’ presente l’on. Giorgio Almirante che si tenne al Grand Hotel Garden Lido.  E forse eravamo tra i pochi che erano al corrente di una relazione ‘segreta’ che l’allora segretario aveva con una possidente della Baia del Sole dove, quando si trovava nel ponente ligure o nel Basso Piemonte, trascorreva la notte. Cosa che, manco a dirlo, non poteva sfuggire ai Servizi segreti interni.

In altre circostanze abbiamo dato conto dell’indifferenza e distacco con cui la stragrande maggioranza dei loanesi è interessata alla ‘memoria storica’ dell’ultimo mezzo secolo. Quando scrive si ‘come eravamo‘, ci rimproverano, non interessa quasi a nessuno. E tanto meno gli approfondimenti. Il buon giornalismo, ci dicono, è quello di Ivg.it, il suo strepitoso successo di lettori e a Loano supera tutti i record. Non discutiamo le scelte giornalistiche di chi è più bravo e professionale. Ci limitiamo dunque a percorrere  le cronache del passato, senza pretese, da semplice ed umile testimonianza e continueremo a perseverare pur condividendo con ‘i quattro lettori’. Sapendo  che esporsi non è il terreno prediletto dai loanesi. Paura ? Senso omertoso senza per questo classificarlo nella volgata più deteriore. La gente in privato parla, si sfoga, esercita le sue doti, in pubblico preferisce tacere per una serie di ragioni magari giustificate, ma che non condividiamo. Dunque alle prese con una solitudine che non ci turba più di tanto.

Forse interessa assai di più chi ci segue conoscere quali erano i ‘cavalli’ della compagna elettorale del MSI 36 anni fa, inizio estate quando esplose il ciclone Teardo e che colse tutti impreparati. Non era il nostro caso avendo vissuto di concerto la parte diciamo preliminare con Renzo Bailini, col suo primo esposto diede avvio all’indagine e ci vorranno due anni prima dei clamorosi sviluppi.

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Nelle  lettere aperte agli elettori, Vito Mazzitelli, consigliere comunale uscente, ricordava il dramma della casa per i meno abbienti, degli sfrattati e dei giovani che vorrebbero crearsi una famiglia. Da qui la necessità di attuare in tempi rapidi  le varianti al piano pluriennale di attuazione (PPA).

SPIAGGE – “Il patrimonio delle spiagge è stato polverizzato per la maggior parte  a solo scopo speculativo, con concessioni assegnate dalla Capitaneria di Porto di Savona ai soliti noti… privando i cittadini di Loano del diritto e del piacere di vedere il proprio mare, stante il muro di cabine che durante la stagione estiva si erge sul litorale, tra l’altro con costi per i bagnanti non adeguato alla qualità di attrezzature e servizio”. Bisogna dire che negli anni a seguire Loano ha realizzato una passeggiata a mare sopraelevata, ha eliminato il muro di cabine, pur con qualche curiosità come aver rialzato lo spiazzo della ‘Pineta’ per andare incontro ad esigenze  di un titolare di Bagni. Si fece un’eccezione al progetto definitivo e quasi nessuno se ne accorse, se non il consigliere Strada. Non abbiamo invece condiviso di cancellare il tratto di spiaggia dei pescatori, in centro, caratteristica che fa da coroallario e molto apprezzata nelle località che l’hanno mantenuta: vedi Laigueglia – la zona più fotografata dai turisti e di maggiore richiamo – Noli, solo per citare due casi.

DROGA NELLE SCUOLE E NELLA MOVIDA – ” E’ questo un argomento terrificante – scriveva la candidata Liviana Camerini, ancora in vita dopo aver esercitato col marito in un ristorante di via Boragine nel centro storico, oggi è cittadina di Balestrino. Di Loano custodisce più di un segreto. “Una situazione che mi induce  a chiedere a tutti indistintamente, la più stretta collaborazione per porre fine a questa dilagante piaga, colpendo duramente  quei turpi individui che per malvagia cupidigia si spingono fino al punto di distribuire caramelline drogate agli scolari delle scuole elementari.  Anche in questo caso assistiamo alla colpevole omissione di vigilanza ed intervento degli organi comunali e statali”. All’epoca lo spaccio al minuto vedeva ‘cavallini’ consumatori di droga che arrivavano dalla vicina Borghetto S. Spirito, e da altre cittadine. Non c’erano ancora gli spacciatori immigrati. Loano che per overdose ebbe un paio di giovani deceduti, altri rovinati nella salute e trascinando spesso nel baratro le proprie famiglie.  La cocaina era appannaggio dei figli di benestanti, l’eroina dei ‘popolino’.  Liviana Camerini scriveva inoltre: “Cari colleghi commercianti, albergatori ed operatori turistici, le difficoltà in cui ci dibattiamo, le ingiustizie che da troppo tempo  ci colpiscono, i danni che subiamo per una politica socio economica e fiscale errate, devono avere termine, iniziando a livello comunale. E senza dimenticare che spesso noi  operatori siamo di fronte ad affitti surreali, rispetto agli incassi, ai profitti. Se non vogliamo catene di chiusure ed aperture facciamoci sentire uniti e senza espropri proletari”.

TURISMO – La lettera era firmata da Gian Franco Varosio che con i genitori gestiva La Marinella, sul lungomare, oggi al centro di una triste sorte, tra debiti, stato di abbandono e chiusura. Varosio che poi si trasferirà a Bergeggi, coltivando la passione di cuoco professionista in vari locali della Riviera. “Occorre assolutamente – scriveva – regolamentare l’assegnazione delle licenze commerciali in rapporto alle esigenze del turismo che, nella nostra città,  deve godere della priorità assoluta. Serve un severo e sistematico controllo della professionalità dell’operatore economico, che deve garantire anche il decoro e l’igienicità degli esercizi, cominciando da servizi igienici che non siano da terzo mondo, degli sgabuzzini maleodoranti e sporchi. Altrettanto severo deve essere il controllo sulla qualità e sui prezzi sia dei prodotti che dei servizi offerti, onde scoraggiare i ‘furbetti’ e prevenire attività che danneggiano  il buon andamento  dell’economia cittadina. La promozione turistica deve essere coordinate e non affidata alla volontà di pochi. va programmato di concerto con l’ausilio di esperti della materia e sotto il costante stimolo del Comune. Non bastano dunque le manifestazioni….”

EDILIZIA PUBBLICA ABITATIVA – Scriveva il ‘camerata’ Francesco  Weible (‘il maresciallo’) che gestiva una frequentatissimo bar di corso Europa dove ora si trova la Carisa – Carige. Ritrovo di giocatori di carte e biliardo. Denunciava che “a Loano non si è mai provveduto, dal 1978, con la legge dell’equo canone’ (i risultati non furono certo lusinghieri ndr), neppure a formulare il piano che regola l’edilizia pubblica abitativa, ogni anno abbiamo una media di 100- 150 sfratti. Perchè si è dormito ? Perchè le ultime case popolari a Loano risalgono alle ‘case Fanfani’ ? Eppure abbiamo decine, centinaia di famiglie loanesi in difficoltà che hanno il torto di non essere imprenditori edili, né proprietari di aree dove si costruisce.” Severe critiche riservava  al piano di sviluppo turistico- commerciale  che ha suddiviso il territorio in nove zone, con palesi disparità di trattamento.

 

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