Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Aurelia ingolfata, autostrade in tilt
I sei obiettivi suggeriti al Ponente
tramvia albenganese e proposta di Laigueglia
Perchè in Liguria servono sistemi ettometrici


Il circo Barnum della politica nostrana, munito di aureola di incompetenza o onnipotenza, anziché esibirsi in progettualità e priorità, fare la conta di obiettivi strategici avviati o in  itinere, distrae e contribuisce alla diffusa disinformazione di massa sui fondamentali per lo sviluppo ed il rilancio del Ponente ligure. Quei politici che non da oggi meriterebbero l’invito ad ‘andarsene a casa se non siete capaci’. Invece si legge che il senatore leghista più votato in Liguria, Paolo Ripamonti che al suo primo mandato può esibire un exploit di 114.589 voti, ora manda a dire ai sindaci: “Se non vogliono rispettare la legge sulla sicurezza del ministro Salvini si dimettano…”. ULTIMA ORA – Leggi la proposta dell’ing. dr. Roberto Borri: La Liguria, per la sua particolare conformazione, dovrebbe dotarsi di sistemi ettometrici. E ricorda nella provincia che ha un record nazionale di furti in alloggi: “Il governo prevede più risorse ai sindaci e misure efficaci al contrasto della criminalità, contro di noi i sindaci del Pd amici delle cooperative, dell’immigrazione, di sinistra nei fatti e alcuni hanno provato a bussare alla Lega per cercare accordi, inciuci o sponde in vista delle prossime elezioni amministrative, ma troveranno sempre le porte chiuse”.

A riproporre temi assai più assillanti, concreti, che magari non parlano alla pancia del paese, ma dovrebbero essere il volano almeno per le generazioni a venire, un giornalista veterano che quanto a chiarezza e conoscenza della realtà provinciale, memoria storica sindacale, industriale, partitica, forse non ha pari. Sergio Del Santo, già a capo della redazione del Secolo XIX nei gloriosi anni del boom in edicola e tornato a collaborare con il ‘suo giornale’, scrive l’inedita notizia che il Comune di Laigueglia (centro destra e sindaco superleghista) ha chiesto di essere ammesso al ‘club’ di Fondazione Slala, società di promozione della logistica ed infrastrutture dei Basso Piemonte e dei porti della Liguria. E si è rimesso in moto l’iter dell’Autobormida, bretella tra Altare, Carcare e Predosa.  Il ponente savonese e imperiese condannato a lenta autosfissia dopo aver perso le opportunità di crescita da paese  che detiene il secondo e terzo posto nell’economia europea.

“Gli amministratori di Laigueglia – ha spiegato in assemblea il presidente di Slala, l’avv. Cesare Rossini – intendo prendere contatto con UIRNet, società statale incaricata dell’attuazione  della Piattaforma Logistica Nazionale, in quanto interessati a creare un’area buffer funzionale, simile alle cosiddette ‘banchine in secco’ che si stanno generando nel Basso Piemonte. L’area è stata individuata lunga la tratta dell’Autofiori Savona Ventimiglia all’altezza dell’uscita di Andora. Su questo parcheggio verranno  fatti convergere i veicoli merci provenienti dalla Francia, dove attenderanno il loro turno prima di accedere ai terminal portuali  di Vado Ligure.  La decisione di Laigueglia, sempre secondo l’avvocato Rossini, è rivolta a creare  nuova occupazione sul territorio ed a favorire il monitoraggio ottimale del flusso di traffico sulle banchine”,

L’ing. Giancarlo Garassino, vice sindaco di Laigueglia

La scelta di Laigueglia ha un significato particolare. Se il sindaco è al suo primo stadio di governo della città, l’ing. Giancarlo Garassino, vice sindaco,  deleghe a edilizia privata, urbanistica, cultura e politiche turistiche è leader dei veterani quanto a ruoli nella vita pubblica. Il 7 di settembre potrà accedere nella dimora di Boissano 85 candeline.  Antica famiglia di origini laiguegliesi, studente del glorioso don Bosco di Alassio dove ha insegnato matematica, laurea in ingegneria Industriale Meccanica a Genova, la sua iscrizione alla nobile Dc (sempre quella più progressista, diciamo di sinistra), a 27 anni era già presidente dell’Azienda di soggiorno di Laigueglia (1961- 1964). Promosso l’anno dopo al vertice dell’Azienda autonoma di Alassio  e riconfermato per il quadriennio 1970- ’73.  Non solo segretario Dc di Laigueglia, membro di commissioni a livello provinciale, regionale e nazionale. Assessore regionale all’Industria, per 4 anni presidente nazionale dell’Unione Aziende di soggiorno, due mandati da presidente della Valtur e della Cit. Conoscenza, esperienza, preparazione e saggezza di chi nella vita ha come ultima ambizione  di lasciare un buon ricordo di buona ed innovativa amministrazione del fare. Con una visuale e strategie capaci di proiettare molto avanti rispetto all’ottica del giorno per  giorno, del dietro l’angolo.

L’ing. Fulvio Ricci assessore a Laigueglia, ex sindaco di Testico

Nello staff di giunta un altro tecnico di rango (non ci riferiamo al potere);  Fulvio Ricci, 51 anni il 21 gennaio, deleghe a Lavori pubblici, istruzione, associazioni, illuminazione pubblica, energia, fonti rinnovabili e ambiente. E’ stato presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri. Impossibile escludere che Laigueglia non guardi al futuro senza il faro di Garassino e Ricci.

LA TRAMVIA ALBENGANESE. UN SISTEMA ‘APERTO’:

SEI OBIETTIVI PER UN TERRITORIO CHE HA FAME DI INFRASTRUTTURE E SVILUPO

PER CREARE SOLIDI BASI CONTRO LA DEBLACLE DEL TURISMO ALBERGHIERO E STRAGE DI POSTI DI LAVORO

L’ing. Stefano Sibilla, Ing. at ALSTOM di Milano (Produzione elettrica ed elettronica), affermato studioso di mobilità ferroviaria in Piemonte e Liguria, nel 2011 portava l’esempio della Germania al Forum Mobilitech 2011 di Milano. Dati del ministero dei Trasporti tedesco
dal 1997: Treni/ km + 28%, 40% DB, 60% nuovi concorrenti
Passeggeri + 45% /Sussidi meno  26% Riduzione costi di produzione sia di DB che dei concorrenti – 25%. Sollecitava a non attendere che l’Europa ci costringa a riequilibrare strada – rotaia. Preparare e tenere aggiornati studi sul
possibile traffico turistico, pendolare, merci.
Considerare ogni possibile sinergia nella “rete”. Per il Basso Piemonte pianificare in modo trasparente e
insieme almeno alla Liguria.

Era il 31 gennaio – 1 febbraio 2013 quando si svolse un qualificato convegno, a Roma,  organizzato da Fer Agenzia  di informazione Ferrovie trasporto locale  e logistica. Un confronto tra alcuni dei massimi esperti del settore. Passò inosservato, come troppo spesso accade quando non sono in scena i trombettieri della politica, ma resta attualissimo l’intervento dell’ing. Stefano Sibilla. origini a Garessio, che riproduciamo. Parla dell’ipotesi di realizzare una tramvia lungo la litoranea, valorizzando l’attuale e futura ferrovia del Ponente Ligure, ricercando possibili sinergie con altri ‘sistemi’ presenti  sul territorio per raggiungere almeno una serie di obiettivi.

Migliorare la qualità del trasporto locale oggi superpenalizzato da ‘Aurelia a passo di lumaca’, aggiungiamo noi. Ridurre, ricordava, la congestione del litorale ed il consumo di prezioso suolo nell’unica pianura ligure; permettere l’interscambio con modalità sostenibili e dolci come la bicicletta, favorire l’applicazione, finalmente anche in Italia, dei concetti di ‘tram – treno’ e treno- tram;  rinnovare la modalità di fruizione della Riviera e della sua immagine, anche internazionale; creare le condizioni per un vero trasferimento mondale nell’entroterra ligure, in Piemonte ed oltre. Rimarcava che tra Andora e Finale Ligure ai 100 mila residenti si aggiungono in certi mesi dell’anno 500 mila e più turisti. C’è un entroterra da troppi decenni in agonia,  diciamo illuso da tanti ciarlatani. C’è un polo scolastico, un ospedale, il maggiore agglomerato commerciale della Riviera, c’è la Piaggio, l’aeroporto diventato da guinness di annunci (ingannevoli o sempre fallaci), c’è il Golf di Garlenda.

Di fronte a questo mosaico illustrato con linearità, ammirevole linguaggio, anni luce dal  politichese e dai contorti messaggi che spesso di leggono e si ascoltano, un Paese civile l’avrebbe subito posto al centro dell’attenzione. E qui emerge l’aspetto della diffusa mediocrità di chi viene eletto, come diretta conseguenza della diffusa disinformazione o se volete qualità dell’informazione. Finchè avremo un IVG che batte ogni primato di contatti giornalieri – da 70 a 240 mila -, che produce il 90 % di notizie fonte ‘copia e incolla’, produce il 60 % per cento di cronaca e notiziole di nera, bianca, rosa, evitando di approfondire i temi che abbiano un visione, una funzione diciamo pure educativa e formativa della classe dirigente, continueremo o resteremo nelle retrovie dell’Europa. Lascia sbigottiti assistere ogni giorno o quasi a dichiarazioni, esibizioni, passerelle, presenzialismo in ogni dove, in ogni festa, in ogni sagra, di questo o quel politico, governante, chiedendosi dove trovano il tempo per approfondire, studiare,  pianificare.

Un ponente ligure, ci limitiamo a casa nostra, con una rete stradale da Sud Italia. Un’Aurelia ridotta a stradina urbana, al limite di capienza, pesantemente condizionata dagli attraversamenti urbani (Vado Ligure, Spotorno, Albenga esclusi) un’industria turistica che al di là dei numeri  e delle 380 mila seconde case continua a perdere in qualità, in fatturato e soprattutto un tessuto alberghiero con il cappio al collo. A parte gli annunci, a parte qualche sporadica iniziativa (di ristrutturazione), siamo distanti anni luce dalla locomotiva turistica dell’Alto Adige, della Val d’Aosta, del Trentino. persino di zone del Sud che produce, genera indotto, crea ulteriori condizioni di sviluppo ed occupazionali per i giovani.

Certo è che se il dibattito continua a distrarre, l’ingegner Sibilla con le sue proposte, suggerimenti, stimoli, frustate, continuerà a ‘predicare nel deserto’. Non è soltanto un problema di maturazione culturale, più o meno di spessore, è il livello di caduta di istanze ed aspettative popolari, trascinati nel baratro dell’effimero e della litigiosità elevato a strumento di propaganda personale e di partito, a volte di casta. Un salto di qualità ? Chi deve farlo se non la società civile attraverso le sue articolazioni, i suoi rappresentanti nelle categorie, nelle professioni, nel livello di confronto.  Un ponente ligure che avrebbe  dovuto vedere risolto, da qualche decennio, il raddoppio ferroviario da Andora a Finale, l’autostrada  Albenga – Carcare e Predosa. Sergio del Santo ha dato una seconda notizia: si è rimesso in moto il progetto dell’Autobormida, la bretella autostradale tra Altare – Carcare e Predosa.  Un collegamento diretto  tra i porti di Savona e Vado con la Pianura Padana. L’iniziativa della Camera di Commercio delle due Riviere e Unione Industriali di Savona. Non si parla più del tratto per Albenga ? Non si discute più l’importanza di un’alternativa all’imbuto sull’Autofiori tra Albenga e Savona, ogni week end, ogni domenica.

CHI SI PREOCCUPA DELL’INQUINAMENTO AMBIENTALE ?

LA LIGURIA DEVE DOTARSI DI SISTEMI ETTOMETRICI

L’autore dell’articolo Roberto Borri è medico ed ingegnere

Osservo, non senza amarezza, che, non ostanti i ripetuti segnali d’allarme in merito all’inquinamento ambientale ed un traffico sempre più intenso non si pensi altro che a costruire nuove strade, superstrade ed autostrade per i veicoli gommati. Ben vengano, pertanto, le proposte su ferro, come quella dell’illustre collega Sibilla, il quale propone la trasformazione dell’attuale ferrovia litoranea in tramvia, magari estendendola anche alle tratte dove i binari non sono più in servizio; chi scrive, anche dalle colonne di questa stessa testata, si era spinto addirittura più oltre, proponendo la trasformazione in ferrovia a valenza suburbana e metropolitana, interrando le tratte urbane, poiché, grazie alla presenza del vecchio sedime, ci sarebbe la possibilità.

Parimenti, per chiudere le maglie della rete ferroviaria, dall’alta Val Tanaro, le strade sarebbero ben due: una che, da Garessio, scende verso la Val Neva, in direzione di Albenga e l’altra che, da Ormea, scende verso la Valle Arroscia e la Valle Impero verso Imperia. Nondimeno, anche con trasformazione in tramvia dell’attuale linea litoranea, si potrebbero trasportare anche merci: in altre Nazioni, come, ad esempio, l’Austria, le reti tramviarie urbane sono adoperate, durante le ore notturne, per la raccolta e la distribuzione delle merci, soprattutto nei confronti di quei mittenti o destinatari che non sono muniti di raccordo ferroviario.

Nell’articolo dell’Ing. Sibilla qui riprodotto, si fa chiaro riferimento alla linea ferroviaria della Val Bormida, al momento, sottoutilizzata e che, subordinatamente ad adeguate migliorie, potrebbe effettuare un eccellente servizio viaggiatori e merci, senza affollare le strade con pletore di autocarri, né ammorbare l’aria con i loro scarichi. Inoltre, data la particolare configurazione della Liguria, troverebbero sensata collocazione i sistemi ettometrici, declinati nelle più svariate forme di ascensori verticali ordinari od inclinati, funicolari terrestri, funicolari aeree, scale o marciapiedi mobili, per collegare le stazioni ferroviarie o le fermate tramviarie agli abitati circostanti o a località d’interesse turistico.

dr. ing. Roberto Borri

 

 


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