Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona e A Campanassa, il presidente avvocato ‘sfiduciato’ dai predecessori
ing. Peluffo e rag. Cerva. Ma lui tace?

Non è una novità che il presidente di A Campassa, massima espressione culturale e storica della Vecchia Savona, è in contrasto con due illustri e benemeriti predecessori. Di benemerenze, per ora, pare non si possa ancora parlare nell’operato del presidente eletto avv. Dante Mirenghi che non è certo uno sconosciuto o un novello nel mondo forense, né tra i Lions (fa parte del Club Arenzano -Cogoleto). Se nei primi tempi della sua presidenza prevaleva l’attesa, i ‘mugugni’ hanno lasciato il posto ad un crescente malessere. E’ probabile che Mirenghi e chi lo sostiene, ritenga che si tratti soprattutto di ‘malpancisti’ e che mal sopportano di aver perso il ‘podio’.  Se l’accorto e ‘navigatore’ democristiano, Carlo Cerva, pare abbia cercato una convivenza quantomeno di facciata, prima di dire basta, l’ing. Rocco Peluffo, la cui veneranda età merita rispetto, è uno che non le ha mai mandate a dire. Per la serie parlar chiaro.

Il rag. Carlo Cerva, ex funzionario Sip, già consigliere comunale, quando indossava i panni di presidente de A Campanassa

Chi sono i protagonisti di una tenzone  sempre più da plateale ? Carlo Cerva che ai meno giovani, agli ultimi appassionati di storia politica cittadina, provinciale e regionale, non è sconosciuto. E’ stato consigliere comunale quando Savona ed il suo Comune erano la roccaforte rossa. Lui all’opposizione e fuori dai giochi di palazzo, da cariche e sottocariche. Semmai si era guadagnato, unico savonese, la segreteria regionale della Dc, negli anni di  Taviani e  Russo. In tandem con il genovese Bonelli. Gli anni del feeling di Borgna (Carige) con il personaggio dominante nello scudo crociato ligure e un seguito nazionale. Il ‘pontiere’ Paolo Emilio Taviani. E che da ministro dell’Interno ricevette un ‘avvertimento’ sinistro proprio nell’epoca che precedette la ‘stagione delle bombe‘ di Savona. Fu presa di mira, da ignoti, l’auto ministeriale utilizzata per gli spostamenti nella capitale.

Pubblicità elettorale sul Secolo XIX per le comunali del 6 maggio 1990

Gli autori non ebbero remore nonostante l’automezzo si trovasse nel garage del ministero, con ingresso sorvegliato. Quale era il messaggio ? Lui che era stato tra i fondatori di Gladio e capo partigiano. C’era la manina di servizi segreti deviati che volevano ‘avvertire’ il ministro colpendo Savona, città Medaglia d’Oro della Resistenza, del presidente Pertini ? Probabilmente Taviani sospettava, o forse qualcosa di più aveva intuito. Ne ha fatto cenno con gli amici di partito più fidati ? Che si sappia, no. Taviani che lo caratterizzava un’apparente bonarietà, anche nella veste di docente all’Università di Genova, e si circondava di pochi fidati. Tra questi il suo capo ufficio stampa, Secondo Olompio (è stato sindaco di Bardineto), il segretario particolare dr. Paccagnini (romano), i genovesi Borgna e Piombino, Cerva, piuttosto guardingo, invece,  con Bonelli e Gualco.

Il savonese e democristiano Cerva intuiva come pochi che la forza degli ultimi esponenti del Pci (vedi la giunta del sindaco Ruggeri) stava nel fatto che mentre

Pubblicità elettorale sul Secolo XIX per le comunali del 6 maggio 1990

aumentavano la pressione fiscale comunale, creavano e davano opportunità di lavoro. Aprivano cantieri in Darsena, in Corso Vittorio Veneto, alle Officine, in Valloria bassa. Le giunte di sinistra che potevano vantare la demolizione della vecchia stazione ferroviaria Letimbro, il trasferimento dei binari, il nuovo Palazzo di Giustizia (forse sbagliando a sposare il progetto che era destinato a nuovo mercato dei Fiori di Sanremo), Via Servettaz (ex Motture Fontana).

Avv. Dante Mireghi, già presidente Lions e presidente de A Campanassa

Cosa c’entra tutto questo con A Campanassa ? Ognuno, nei ruoli che ricopre, sia pubblici, sia in associazioni, finisce per portarsi dietro l’esperienza di vita vissuta in comunità, nell’agone della politica, della professione, dei mestieri. Il rinnovamento che per statuto si attribuiva all’ingresso del presidente Mirenghi (non erano un mistero i buoni rapporti con il presidente Cerva, ora emerito) ha finito per minare il ruolo dell’ortodossia  tradizionalista della città della Torretta rappresentanza dall’associazione fondata nel 1924. Le lacerazioni, anche tra benpensanti e giudiziosi, ad di la dell’aspetto personale, non seminano nulla di buono, non giovano soprattutto alla Campanassa, finiscono per minarla alle fondamenta.

Non sappiamo se l’avv. Mirghenti abbia mai ritenuto di rispondere, punto su punto, colpo su colpo, alle chiarissime prese di posizione  dell’ing. Peluffo che non possiede l’arte della diplomazia, certamente quella della franchezza e della rettitudine. Ed ora pure fuori da ogni competizione. Merita la perdurante delegittimazione, ignorando le sue argomentazioni ? Forse, non sappiamo, può darsi che la saggezza dell’uomo di legge Mirenghi abbia consigliato di non fomentare il ‘dibattito – scontro’ in attesa che il focolaio si spenga. Sarà pure una strategia, non pare giovi al futuro de A Campanassa. Almeno per quanto emerge all’esterno e ciò che da cronisti si può testimoniare. Il tempo non porta consiglio.

DUE ARTICOLI PUBBLICATI DA TRUCIOLI SAVONESI A FIRMA DI ROCCO PELUFFO

L’ing. Rocco Peluffo, da presidente della Campanassa, consegnava un attestato di benemerenza all’allora generale Niclò Bozzo, già comandante del Gruppo di Savona

Il pomeriggio di venerdì 19 ottobre 2018 si è tenuta l’Assemblea Generale dei soci della “A Campanassa”. In precedenza, con lettera, era stato fatto presente al presidente che, per ottenere una più larga partecipazione di soci, sarebbe stato preferibile tornare alla antica consuetudine di convocare il massimo organo dell’Associazione la mattina di domenica (quando il salone delle riunioni era stracolmo di partecipanti), ma l’auspicio non ha trovato seguito di sorta, né motivazione alcuna da parte dei dirigenti per disattenderlo.

Il risultato – per l’assemblea sopra citata – è stato quello ampiamente previsto: la presenza di pochi soci, prevalentemente costituiti dagli “addetti ai lavori”, quasi che si tenda ad evitare la maggiore partecipazione, ma soprattutto per evitare che le possibili lagnanze di alcuni soci possano diffondersi tra gli associati.

L’inno nazionale – che tutti i veri italiani apprezzano quale simbolo di valori che si riassumono nella tradizione patriottica e nella Costituzione repubblicana – suonato prima di dare corso alla riunione, riduce ulteriormente lo spazio, dopo le relazioni e comunicazioni degli organi statutari, concesso ai soci per i loro interventi, con una discussione che fatalmente si riduce fino ad annullarsi, in conformità di una originale interpretazione corrente della democrazia quale debita informazione degli indirizzi dei gruppi dirigenti.

Ma il dissenso sulla scelta della giornata infrasettimanale diventa severo riguardo al mese: attendere ottobre significa arroganza e disprezzo nei confronti dei soci! All’Assemblea Generale viene dato rendiconto dell’attività svolta nell’anno decorso e sottoposto al giudizio dei soci che – loro e solo loro – lo giudicano e se ritenuto corretto lo approvano a maggioranza o all’unanimità; infine veniva sottoposto a giudizio il programma a venire: arrivare quasi a fine anno di esercizio non è corretto ed ammissibile.

Nel futuro anno 2019, quando anche verranno indette le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, si attenderà ancora un po’ per guadagnare un anno di mandato?

Contrariamente a buone consuetudini del passato, nessun ricordo è stato manifestato dall’Assemblea per i soci defunti, molti dei quali hanno tributato alla Società non solo la loro adesione, ma la appassionata attività per le molteplici attività associative.

E’ mancato, persino, il caloroso intermezzo della consegna dei diplomi e distintivi ai soci “magnifeghi”, con anzianità di almeno 25 anni (mancano?).

Il tutto – forse – per rendere più razionale ed essenziale la riunione, prescindendo da ogni altro rapporto tra i soci, non strettamente necessario ai pochi e formali adempimenti statutari.

Dalla relazione del tesoriere:

Rocco Peluffo in una foto d’archivio, a palazzo Sisto IV

Appare una voce per “spese legali”, senza altre spiegazioni, inducendo a ritenere che non siano sufficienti gli “Uomini di pace” per regolare controversie tra soci, oppure che esistano contenziosi dei quali non è necessario fornire notizia ai soci.  Quanto diverso dall’epoca in cui – del tutto GRATUITAMENE – il compianto avv. Tito Signorile prestava (ben due volte) la propria attività professionale a favore della Associazione, l’impresa Fratelli Frumento realizzava i servizi igienici della sede, ed altri savonesi di nascita o di adozione si prodigavano per “A Campanassa”, come gli artigiani fratelli Militano, la ditta Tedde, la Carmelo NoliMaria Zino quale costumista, le Sorelle Auxilia, oltre alla ex Cassa di Risparmio di Savona, la Banca Popolare di Novara, la ditta Farfazi, l’Acquedotto di SavonaFulvio Lori (che impersonò per tanti anni la maschera ‘Cicciolin’ a proprie esclusive spese), il comm. Picciocchi (che sostituì tutte le lampadine del Palazzo della Anziania), i fratelli Toscano, gli eredi Pippo e Costantino Barile, che donarono molti pregevoli arredi e la biblioteca di casa alla nostra Associazione, il Comando prov. Vigili del Fuoco, che intervenne con la sua autoscala, i fratelli Zunini, le eredi dell’architetto Marcello Fusconi che donarono il pianoforte a coda che ancora arricchisce la sede sociale, Giovanna Leone, che donò la sua collezione di opere d’arte, il cui realizzo fruttò ben ottanta milioni di lire alla “A Campanassa” (quanta … ‘acqua passata sotto i ponti’, se da tanto attivo siamo giunti al passivo di E. 6.078,00 !!!).

Certo: era lo “spirito di appartenenza” che ispirava i soci, ma esso deve essere creato e curato da parte dei dirigenti, come di certo NON è avvenuto negli ultimi anni.

Si indica, quale prospettiva di “destinazione dell’avanzo di gestione dell’esercizio 2017”, di “portarlo a parziale copertura delle perdite di esercizio degli anni precedenti”

Quanta differenza dell’epoca in cui il rendiconto finanziario de’ “A Campanassa” veniva discusso quasi voce per voce, ai fini delle migliori e programmate opportunità future!!!

Nessun cenno è stato fatto del ruolo svolto da “A Campanassa” nella Consulta Ligure (composta ora di circa cinquanta associazioni locali dislocate lungo l’arco della intera Regione, della quale la nostra associazione fu anche fondatrice) , forse per tacere delle molte assenze del rappresentante de’ “A Campanassa” dalle riunioni delle assemblee e della Giunta Esecutiva di quella associazione.

I caratteri salienti di questa nostra associazione furono:

–  Parlare dialetto, non inquinato dai molti barbarismi;

– Scoprire quanto non ricordiamo più della storia locale, con autori, personaggi, maschere, macchiette, uomini eminenti e semplici cittadini che del carattere “sabazio” furono caratterizzanti;

– Ritrovare e mantenere i luoghi nei quali operarono i nostri antenati, per meglio conservare il loro spirito, cioè quella “savonesità” della quale era intriso lo statuto originario della Associazione;

– Preservare la libertà dei soci di poter praticare la politica e le religioni, ma, nell “A Campanassa”, astenersi dai riferimenti alle lotte delle parti, proprio per mantenere più saldo lo spirito associativo.

Oggi, nella Associazione:

–       NON si parla più il dialetto, anzi, è indicato che i soci possano esprimersi nella lingua savonese;

–       NON si ‘scopre’ quasi nulla del passato, perché l’Associazione non promuove tal genere di indagini;

–       Anziché preservare i ‘luoghi’ della storia, si fa acquiescenza al cemento che soffoca la Città ed il porto;

–    NON si discute dei problemi che ci assillano, perché “non c’è tempo”, anzi, coloro che cercano di ‘parlare’ sono considerati ‘disturbatori’ di coloro che dirigono.

Nessuna comunicazione è stata fatta:

1 – degli avvicendamenti avvenuti nel Consiglio Grande di consiglieri dimissionari e delle cariche da loro ricoperte nella Associazione, con indicazione delle “cause” di quelle ‘dimissioni’(se note, od almeno “per quanto note al direttivo”);

2 – del funzionamento della biblioteca sociale, ma soprattutto se essa è ancora a disposizione di studenti e studiosi, almeno due volte alla settimana, com’era in precedenza.

Tanti “obiter dictum” come avrebbero detto i nostri Padri, o troppi “silenzi” da questa Associazione che dovrebbe essere il cuore palpitante della Città di Colombo, di Leon Pancaldo, di Chiabrera, di Ambrogio Aonzo, di Beppin da Cà, dei “cicciulée”, della Torretta.

Quindi, per evitare discussioni sulla facoltà di parlare e di parlare di tutto, con gli “isterismi” verificatisi nell’Assemblea del 2017, pare consigliabile affidarsi alla modernità dei silenti sistemi informatici.

Rocco Peluffo

CONSIGLIO DIRETTIVO

“Membri eletti nell’ordine”

……………….

COMITATO ESECUTIVO

NICOLINI Ivano ………………… MIRENGHI Dante Presidente
BOTTINELLI Simonetta Vice Presidente Vicario BOTTINELLI Simonetta Vice Presidente Vicario
MIRENGHI Dante Presidente PARODI Maria Giovanna Vice Presidente
VENTURELLI Alessandro PASTORINO Bruno Segretario
GALLOTTI Giovanni Addetto Stampa TESTA Giuseppe Tesoriere
PARODI Maria Giovanna Vice Presidente e Bibliotecaria BOSCHIAZZO Luciano Economo
CERVA Gisella CERVA Carlo Presidente Emerito
GUASTAVINO Mario
PASTORINO Bruno Segretario
BELFIORE Nadia V. Segretario e Tesseramento
TESTA Giuseppe Tesoriere

INCARICO

MIRA Giorgio PICCARDO Giuseppe Segretario del C.D.
ZORGNO Pier Carlo
MARTINENGO Maria Nunzia

UFFICIO DI SEGRETERIA P.R.

ROVERE Antonio MIRENGHI Dante
ZORGNO Giovanni CERVA Gisella
CANEPARI Alberto V. Segretario ZECCHINO Paolo
VALENTE Flavio GALLOTTI Giovanni
IGHINA Giovanni
OLIVERI Anna Maria
BOSCHIAZZO Luciano Economo

MEMBRO DI DIRITTO

CERVA Carlo Presidente Emerito

MEMBRI COOPTATI

BOZZO Nicolò
VIGLIONE Ezio
PATORNITI Paolo
FARCI Pietro Paolo
ZECCHINO Paolo Add. Comunic. Online

 

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

SABATINI Claudio TESTA Paolo
CALABRIA Giorgio VANARA Mauro
AIMO Fiorenzo ANDREATTA Marina

COADIUTORI CULTURALI

COLLABORATORI OPERATIVI

BAGLIETTO Walter – Archivio Libri OLIVERI Anna Maria – Addetta Biblioteca
CERRO Bruna BRUNETTO PAGANO Maria Carla – Addetta Biblioteca
MARINO Lina – Addetta
ZECCHINO Paolo – Archivio Biblioteca
BRIATORE Franca – Resp. Artistica

INCARICHI

FARCI Paolo Responsabile Custode e Uomo del Castello
GUASTAVINO Mario Vice Responsabile Custode
CACCIOTTI Vincenzo Alfiere

 

CONSULTA CULTURALE SAVONESE

CONSULTA LIGURE DELLE ASSOCIAZIONI

Delegazione della “A Campanassa” Rappresentante della “A Campanassa”
MIRENGHI Dante MIRENGHI Dante
CERVA Carlo
ZORGNO Pier Carlo
BAGNASCO Maurizio

 

FONDAZIONE SAVONESE PER GLI STUDI SULLA MANO

MIRENGHI Dante Presidente
TESTA Giuseppe Tesoriere

 

COMMISSIONE AFFARI CULTURALI

COMMISSIONE AFFARI ECONOMICI

BOTTINELLI Simonetta – Presidente VALENTE Flavio – Presidente
CERVA Gisella VENTURELLI Alessandro
RASO Alessandro MARTINENGO maria Nunzia
CANEPARI Alberto BOSCHIAZZO Luciano
MORRA Romana PICCARDO Giuseppe
GALLOTTI Giovanni
PARODI Maria Giovanna

 

COMMISSIONE AFFARI URBANISTICI

ZORGNO Giovanni Presidente
GABBARIA MISTRANGELO Pasquale
ROVERE Antonio
SACCHI Alberto
GALLOTTI Giovanni

 

GRUPPO DEL DIALETTO

…………

GRUPPO TEATRALE DIALETTALE

VIGLIONE Ezio Presidente (nominato dal C.D.) IGHINA Giovanni Presidente
BOTTINELLI Simonetta BIALE Giovanni
MIRA Giorgio CIARLO Monica
BELFIORE Nadia CRAVIOTTO Laura
CASTELLI Ezio ASCHERO Marco
BUZZONI Gianna

 

GRUPPO STORICO

GRUPPO MUSICALE………. 

ROVERE Antonio Presidente NICOLINI Ivano Presidente
BOSCHIAZZO Luciano   CERVA Gisella
ASCHERO Marco CONTE Gaetano
CACCIOTTI Vincenzo GIUSTO Franco
AIME Anna Lia PATORNITI Paolo
DOGLIOTTI Anna RIPOLI Guido
DI MANTUA Stella

 

OFFICIO DI CICCIOLIN

……………………

RE CICCIOLIN – RE DEL CARNEVALE

MIRENGHI Dante (Presidente Campanassa) PATORNITI Paolo in arte Paolo NOBEL
PATORNITI Paolo in arte Paolo NOBEL
FARCI Pietro Paolo Responsabile
CACCIOTTI Vincenzo
DI MANTUA Stella
LAVAGNA Laura
BALDIZZONE Maria
ASCHERO Marco
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