Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Valle Arroscia
Diario di un cacciatore di anomalie

Un racconto in bilico, tra realtà e fantasia, dalla sua  affascinante Valle Arroscia, quello che scrive Nello Scarato, cittadino di Pornassio in pensione, una vita di lavoro all’Ufficio Postale, l’hobby della letteratura, vena poetica intervallata da pittura e note di chitarra. Questa volta la sua montagna, la sua valle, immersi nel ‘letargo’ autunnale e invernale, non parlano di solitudine, frustrazione e impotenza, speranza, indicatori di fiducia o sfiducia. Oppure del dinamismo dei giovani che qui restano, ogni giorno si confrontano con la dura realtà e dove è racchiusa la storia di gente comune che non  hanno un sindacato che va in piazza a protestare, urlare, bloccare le strade. L’orgoglio, ricco di dignità, spinge persino il vecchio cronista a prendere le distanze perché si sente fuori posto. Ma non deve morire l’amore per il proprio paese natale.

Come lascia indifferenti la storia vera di un assessore regionale di nome Marco Scajola, figlio di papà e della politica elevata a professione, votato dal popolo e da un entroterra che lo accoglie a braccia aperte e con gli onori. Dalla sua ascesa ad assessore regionale (13.764 € mensili, 165.168 annui, tra indennità e spese per l’esercizio di mandato) non si stanca di sfornare comunicati stampa, sempre amplificati e ripetuti alla noia dalla benemerita Imperia Tv, a sostegno delle ‘fasce deboli’ della popolazione attiva. Ovvero gli oltre 800 stabilimenti balneari della Liguria, oppressi dal Fisco nonostante denuncino un reddito medio di 13.765 € l’anno (non al mese).

Ecco spiegato il massimo impegno prima dello zio Claudio, da ministro e parlamentare, democristiano convertito al berlusconismo e tornato primo cittadino della sua amata Imperia. Ora tocca al nipote non lasciar morire i Balneari, quel Marco che per primo non esita – ricorda Claudio –  a denunciare ignoti diffamatori, forse smascherati tra una coppia di cugini, tutto in famiglia si direbbe. Marco assessore al quale bisogna riconoscere che non perde occasione per parlare di ‘grande attenzione, scelta di priorità,  massimo sostegno alla politica a favore della Valle Arroscia  che è sempre nel mio cuore fin da bambino, ai tempi della nonna e delle vallate”. C’è da credergli, sono sue parole.

Nel frattempo è importante, per l’assessore Scajola, non perdere di vista, la solidarietà umana e politica, ai ‘bisognosi’ che rischiano di incappare nella legge europea sulla messa all’asta delle concessioni demaniali. I rappresentanti sindacali della categoria si sono già dichiarati disposti a subire rintocchi al canone annuale oggi assai magnanime. Trucioli, attirandosi qualche antipatia o se volete simpatia, ha già pubblicato, per ogni stabilimento balneare e annessi, l’importo annuo pagato. Somme da ‘capogiro’, da andare con le toppe nel sedere.

Che differenza passa tra i ‘poveri Bagni marini’ ed i ‘poveri abitanti dell’entroterra montano‘. Gli uni marciano col vento in poppa, gli altri alle prese con la sferzante tramontana che infligge pene senza fine. Ben venga almeno e buona lettura, la vena romanzata di Nello, vallearoscino Doc.

STRANO INCONTRO IN VALLE ARROSCIA –

Nello Scarato: hobby da romanziere e poeta, pittore e chitarrista

Leon amava i boschi e non perdeva occasione di percorrerli in lungo e in largo, con qualsiasi tempo adducendo i motivi più disparati: caccia, ricerca di funghi, o solo passeggiate per meditazioni ricche di immaginazioni fantastiche e meravigliosi incontri con una natura così varia da non stancare mai. Quel giorno era partito di buon’ora per una raccolta di funghi che si prospettava abbondante a sentire i commenti dei paesani, ma dopo qualche ora di cammino il suo canestro era malinconicamente vuoto.
Non gli importava un gran che dei funghi, immerso com’era nei suoi pensieri che sognavano ad occhi aperti, inseguendo, senza mai raggiungerla, una trama per un secondo romanzo che tardava a prendere forma. Con stizza scacciò un pensiero di invidia per quegli scrittori che sfornano romanzi a ritmo serrato sempre annunciandone altri in pectore. Come amava spesso dire a se stesso , il talento forse c’era in fondo, molto in fondo, ma mancava una mappa dettagliata per raggiungerlo e una naturale inclinazione alla pigrizia non favoriva certo, progressi in tal senso.
Si guardò intorno. Si era inoltrato molto verso la cima della montagna passando piccoli torrenti e valli dense di vegetazione. Dalle ampie concentrazioni di faggi e di càrpani, a noccioli selvatici, ad improvvise macchie di intricata concentrazione di rovi, liane ed altro, da evitare, cercando percorsi alternativi. Fu preso da una leggera ansia temendo di essersi inoltrato troppo in posti sconosciuti che avrebbero potuto fargli perdere l’orientamento. Ritrovò con sollievo una strada sterrata , stretta che i paesani d’un tempo usavano per raggiungere i prati in alto con carri e bestie da soma, ormai unica testimone di un tempo perduto. La strada curvava a sinistra inoltrandosi in una valle stretta verso un piccolo torrente. Ora quei posti non gli erano sconosciuti e l’ansia svanì.
Appena dopo la curva Leon sobbalzò. Una macchina era parcheggiata, rivolta a valle. Diede un’occhiata a l’interno. La vettura, una vecchia Renault R4 dalla targa francese, sembrava fosse servita per un lungo soggiorno di qualcuno, tanto era ingombra di abiti e coperte, qualche casseruola e giornali. La testata di un giornale, La Stampa, portava la data di un mese prima, quindi il misterioso abitatore di quel eremo strano doveva esser ancora lì da qualche parte.
Leon andò deciso verso il torrente. L’uomo era là. Portava una giacca lunga fino a metà coscia, le gambe nude, magre, bianche avevano qualcosa di grottesco.
Quella strana figura si voltò. Il volto era pallido per quel poco che si intravvedeva dalla fitta barba grigia e lunga. I capelli quasi bianchi gli scendevano sul collo e lasciavano sul capo una piccola porzione tonda di cranio pallido. Aveva occhi piccoli, chiari e lacrimosi che non nascondevano una profonda sofferenza.
Non si avvicini Monsieur, je vous prie, per favore ! Qui c’è puzza, disgustosa puzza.
Leon si fermò. Quel uomo, per qualche strana ragione, aveva vergogna. Leon non sentiva puzza, forse l’uomo si era appena lavato avendo ancora i piedi nel piccolo laghetto.
Ha bisogno di aiuto signore?” chiese Leon.
L’uomo scosse la testa.
“Nessun aiuto. A nulla servirebbe comunque. Forse la solitudine quella sì! Sento la sua curiosità Monsieur, e non voglio essere scortese. Le dirò brevemente cosa significa questa mia presenza grottesca in un contesto di grande bellezza della natura che ci circonda. Mi chiamo Richard Le Rénard. Riccardo La Volpe ! Verrebbe da ridere non le pare ? Mi sono costretto a vivere come un animale, in questa splendida solitudine nella quale mi lascerà presto, vero Monsieur ? Il Male mi ha aggredito un giorno a tradimento e mi ha preso le viscere trasformandole in una fonte di dolore e di putridi escrementi. Ero senza famiglia e in ospedale ero affidato alle cure di un personale capace e gentile, ma la situazione mi gettò nella più completa depressione e non profferii più parola alcuna e mi chiusi come una lumaca nel guscio. Poi decisi di voler morire come fanno i gatti che si ritirano in qualche buio anfratto per il grande momento. Presi le mie cose e una notte mi allontanai furtivo, raggiunsi casa mia , raccolsi alcune provviste e con la mia R4 sparii per andare in qualsiasi luogo lontano dalla civiltà. Infine arrivai in questo posto. Mi piacque subito. L’acqua mi consente di togliermi di dosso questo continuo lordume. Prima scendevo ogni tanto in paese a far provviste. Ora non scendo più. Sento che il tempo si sta accorciando. Non so cosa pensa di me ma non sprechi compassione.Non è il caso.”
Signore sono mortificato, non so che dire! Ma perché prolungare una sofferenza così atroce? Mi perdoni ma non ha pensato al suicidio ?
L’uomo si voltò e la fitta peluria sotto il naso si aprì mostrando piccoli denti bianchi come un tentativo di sorriso.
“ Vede Monsieur, sembrerà assurdo ma io amo la vita. Amo il mondo, gli animali, le piante. Un po’ meno i miei simili che hanno pazzie molto più grandi della mia. Ci si abitua anche al dolore, mi creda e poi, all’improvviso, un animale selvatico che si avvicina senza paura e sembra voler dialogare e spesso ci riesce perché esiste un linguaggio universale degli esseri viventi, fa dimenticare tutto regalando attimi della vera essenza della vita. Alcune notti fa ero sveglio, lo sono quasi sempre, ho visto nel pallido chiarore di una luna all’ultimo quarto, quattro piccoli punti rossi a quattro, cinque metri di distanza. Poi ho guardato meglio e ho visto la sagoma completa di due lupi che immobili mi osservavano. Non ho avuto paura, da tempo non la provo più. Sono rimasti parecchi minuti che a me sono parsi tanti subito e troppo pochi dopo, poi si sono allontanati senza far rumore. Ci crede Mosieur che ogni due o tre notti tornano e si fermano nello stesso posto immobili per lunghi minuti , in un silenzio che sa di magia e mi fa sentire felice come se fossi già trapassato? Penso che una notte arriveranno, alzeranno i musi verso il cielo e ululeranno mentre si porteranno via la mia anima. Mi perdoni di averla trattenuta con queste sciocchezze e adesso se ne vada, non vorrei affezionarmi al suo silenzio educato e cortese. Adieu Monsier, so che non mi tradirà. Se il mio ricordo ogni tanto la sorprenderà non sia triste e si ricordi che la vita è bella. Anche quella brutta!”
Leon rimase ancora qualche minuto immobile, in silenzio. Richard Le Renard si era voltato a guardare il bosco e gli voltava le spalle. Leon allora si voltò verso il sentiero e si allontanò con la testa bassa piena di pensieri traballanti tra malinconia e serenità, tra paura e una strana euforia come se avesse scoperto qualcosa di grandioso e di importante che non sapeva definire. Ormai lontano dal ruscello si fermò di botto. Fece qualche passo indietro. Un porcino di dimensioni da record era lì ai suoi piedi. Lo raccolse con cura, lo accarezzò togliendo residui di foglie secche e la terra dal gambo e lo depose nel canestro. Aveva già dimenticato Riccardo La Volpe. La natura aveva parlato in sua vece.
Leon lesse la notizia, breve senza eccessive spiegazioni, sul quotidiano della regione. Due guardiacaccia avevano trovato un cadavere di un uomo seminudo, adagiato come dormisse, col capo appoggiato su una grossa pietra a mo’ di cuscino. La notizia non fece scalpore: da qualche tempo si vociferava di quel barbone francese che si era ritirato a vivere nella sua macchina immerso nel bosco.
Leon chiuse gli occhi e vide con la mente Richard Le Renard in una notte di luna nuova in attesa dei suoi lupi. Immaginò l’uomo sorpreso da dolori più forti del solito, trascinarsi faticosamente dalla macchina al bordo del ruscello, adagiarsi con la testa sulla pietra per poter vedere davanti a sé. Poi Leon, insieme a Richard, vide i quattro punti rossi. Vide le sagome dei lupi immobili a pochi metri sulla sponda del ruscello.
Sorrise Richard, e i lupi alzarono il muso verso il cielo e ulularono a l’unisono una, due, tre volte. L’uomo chiuse gli occhi e non li aprì più. Le due bestie si voltano e senza fare il minimo rumore si allontanano. Forse dovevano portare l’anima di Richard Le Renard da qualche parte in un mondo senza dolore, dove i cuori si parlano senza parole.
Leon, sedicente scrittore, pensò a lungo a quella storia poi decise che avrebbe dovuto consegnarla a l’attenzione di tanti lettori per onorare la memoria di un uomo che gli aveva insegnato il rispetto della vita.
Nello Scarato

UN COMUNICATO IN PIU’ A DIFESA DEGLI UMILI NON GUASTA MAI

GENOVA,  9 OTTOBRE 2018

BALNEARI, REGIONE LIGURIA, L’ ASSESSORE MARCO SCAJOLA ALLA FIERA DI RIMINI SUN 2018 CON MINISTRO CENTINAIO. “IL GOVERNO PRESENTI SUBITO UNA LEGGE PER TUTELARE LE IMPRESE BALNEARI E  RITIRI IMPUGNATIVA ALLE NOSTRE DUE LEGGI REGIONALI DEL GOVERNO RENZI.”

Marco Scajola assessore regionale imperiese

GENOVA.  “Il governo presenti subito un disegno di legge per tutelare e garantire le imprese balneari, che da anni aspettano risposte concrete dal legislatore  e ritiri impugnativa alle nostre due leggi regionali che vogliono tutelare la specificità delle imprese balneari e garantire il prolungamento fino a trent’anni delle concessioni demaniali. Un impugnativa sbagliata e dannosa”.  Lo chiederà l’assessore al Demanio di Regione Liguria e coordinatore del tavolo interregionale, Marco Scajola, al ministro del Turismo Marco Centinaio, domani mercoledì 10  ottobre, nel corso della due giorni a Rimini dedicata al settore balneare.

Un’occasione per rilanciare non solo sulla necessità di ritirare l’impugnativa contro le due leggi varate dalla Regione Liguria, che verrà discussa dalla Corte Costituzionale a novembre, ma di sollecitare il nuovo Governo all’adozione di un provvedimento nazionale che tutt’ora manca.
“Sono sicuro – dice l’assessore Marco Scajola – che il Ministro sarà sensibile, come lo è stato in questi anni, alle sollecitazioni mie e del settore balneare, che vanno nella direzione dell’adozione di una normativa nazionale di tutela delle imprese che fino ad oggi l’Italia non è riuscita a darsi. In questo modo si darebbe una risposta positiva alle tante famiglie, ai tanti lavoratori che non meritano di vivere in una situazione di incertezza, ma semmai meritano risposte concrete e precise per tutelarli e garantire loro un futuro. La Regione Liguria sarà sempre al fianco delle imprese balneari e per questo ribadiamo la ferma richiesta di vedere finalmente atti concreti a loro tutela”.

E UN NUOVO COMUNICATO TRANQUILLIZZANTE PER GLI OPPRESSI

RIMINI. “L’ incontro con il Ministro Centinaio (NELLA FOTO)è stato molto positivo: soprattutto il riconoscimento del grande lavoro svolto dalle regioni e in particolare dalla Regione Liguria contro la direttiva Bolkestein, è stato molto importante il suo riconoscimento delle nostre due leggi come punto di partenza per andare oltre la Bolkestein. E di questo siamo molto contenti”. Lo ha detto l’assessore al Demanio di Regione Liguria e coordinatore interregionale Marco Scajola, oggi nel corso del convegno del neonato sindacato “La Base Balneare” con “Donnedamare” svoltosi a Rimini, durante la due giorni dedicata al settore, a cui ha preso parte, tra gli altri, il ministro del turismo Gian Marco Centinaio.

“Come segno concreto del cambio di marcia – ha continuato Scajola – ho proposto al ministro di ritirare l’impugnativa sulle nostre due leggi, che hanno avuto lo stop dal passato governo, alla fine dell’anno scorso. Il ministro ha detto che farà il possibile per arrivare a questa soluzione e che addirittura le due leggi rappresenteranno un ottimo punto di partenza per superare la direttiva Bolkestein”.

Nel corso del suo intervento il Ministro Centinaio ha garantito che “dalla prossima settimana inizieranno le audizioni dei tecnici e in commissione alla Camera per arrivare ad un provvedimento, il migliore possibile, entro la fine dell’anno”. A questo proposito ha garantito che è pronto a far fronte comune con le Associazioni di categoria e con tutta la politica. “Uscire dalla Bolkestein è una questione di civiltà – ha detto Centinaio – Tutti coloro che vorranno darci una mano per preparare il provvedimento più blindato possibile sono ben accetti”.

“Oggi, per la prima volta, è stato riconosciuto dal governo nazionale, ma anche dagli esponenti di altre regioni il valore del lungo lavoro di concertazione compiuto da Regione Liguria a fianco delle imprese balneari per tutelare la categoria – ha concluso l’assessore Scajola – Un’azione che è approdata in due leggi fondamentali su cui costruire la base di un futuro provvedimento nazionale che dia finalmente la certezza del diritto alle 30.000 imprese balneari italiane”.

 

 

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N. Scarato

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