Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona: vogliono riscrivere la sua storia
Quei lapidei romani nelle torri medievali

La notizia è una novità assoluta che può contribuire a riscrivere la storia di Savona. E’ contenuta nella pubblicazione di uno studio di Luca Finco – anticipato il 24 novembre scorso in una conferenza nel nostro Salone – sul reimpiego di materiali lapidei romani nelle torri medievali savonesi. Seconda notizia da Storia Patria: prima lezione del corso didattico Temi di Storia Savonese, tenuta da Giovanni Murialdo davanti ad un centinaio di soci e studenti. Infine alcune strutture portuali di Genova hanno meritato di essere tutelate per il loro valore di testimonianza storico-archeologica ed inserite in un ideale percorso turistico-industriale: lo stesso sarebbe forse possibile fare nel porto di Savova.

La Storia Patria collabora con una ricerca di Luca Finco (Politecnico di Torino) che si propone di esaminare i materiali lapidei delle architetture medievali savonesi: parte della sua ricerca era stata anticipata in una conferenza lo scorso 24 novembre. In particolare, l’attenzione è stata fissata sui blocchi di eccezionali dimensioni che ne costituirono le torri medievali.

I primi risultati della ricerca possiamo dire ci abbiano pienamente ripagati. Da raffinati confronti sui materiali esaminati, Finco ha potuto definire con precisione che alcune delle grandi “pietre” che le formano dovrebbe essere derivata da riutizzi di materiali romani. In particolare, riportiamo di seguito due esempi fatti con le torri nei pressi del Brandale, precisando che sono tratti da un articolo tecnico, uscito su una prestigiosa rivista (Studi e ricerche di Storia dell’Architettura, 2018/3, pagine 85-93) liberamente scaricabile dalla rete ed a cui si rimanda.

Torre Spinola, Savona, lato nord; moduli romani (si notino anche il concio privo di spigolo ed i fori occlusi). (foto ed elaborazioni dell’autore)

Le conclusioni riportate da Finco sono nette: “l’impiego di un materiale non immediatamente disponibile e il trattamento a superficie liscia riscontrabile di rado nelle architetture savonesi coeve, rappresentano … indizi utili ad ipotizzare un riutilizzo di spoglie romane.”

Adesso toccherà a storici ed archeologi definire da quali spoglie siano stati tratti: da edifici strettamente cittadini oppure da altri dei dintorni oppure commerciate da lontano? Come sempre accade la ricerca va avanti ma i numerosi indizi toponomastici urbani di Savona romana assumono ancora

Torre Riario, Savona, lato ovest; moduli romani nei corsi secondo e terzo sopra il basamento. (foto ed elaborazioni dell’autore)

maggiore consistenza.

Furio Ciciliot

SOCI DI STORIA PATRIA E STUDENTI 

AL CORSO DI TEMI DI STORIA SAVONESE

si è svolta prima lezione del corso Temi di Storia Savonese. Alla presenza di un centinaio di soci di Storia Patria e di studenti del Liceo Chiabrera Martini, Giovanni Murialdo – presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri-sezione Finalese, ente gestore del Museo Archeologico della città carrettesca – ha illustrato le vicende della Liguria occidentale anteriori al X secolo.

Tra reperti archeologici provenienti dai principali scavi degli ultimi decenni e documenti cronachistici e letterari si sono dipanate le vicende che hanno concorso allo sviluppo del nostro territorio, vicende inserite nella più ampia cornice mediterranea.

La collaborazione tra il liceo, coordinata dalle professoresse Lia Ciciliot e Silvia Sogno, e la Storia Patria, in particolare con il contributo organizzativo di Giovanni Gallotti, Giorgio Gottardi, Alessio Rògano e Mirco Tarditi, ha permesso la riuscita dell’incontro nell’aula Magna del Liceo Martini al limite della capienza consentita.

CULTURA DELL’IMPRESA: ALLA SCOPERTA DEL PORTO ANTICO DI GENOVA

DI MOLO IN MOLO ALLE ANTICHITA’ DEL PORTO DI SAVONA

Di tali argomenti si parlerà nell’incontro di venerdì 12 ottobre prossimo (ore 17.30, Savona, Campanassa, piazza del Brandale, Salone dell’Angiolina) durante la presentazione del libro di Guido Rosato Di Molo in Molo, nell’ambito delle Celebrazioni Colombiane Savonesi, organizzato da Società Savonese di Storia Patria, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Associazione inGE e Sagep Editori.

Il testo che l’autore presenterà è il risultato di ricerche e esperienze svolte nel suo ruolo di funzionario del MiBCAT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), responsabile, per la Soprintendenza dove ha operato per lunghi anni, della tutela e conservazione del patrimonio marittimo, portuale e industriale.

Un’attività che lo ha portato a raccontare, con la partecipazione a convegni o l’organizzazione di visite guidate, il porto di Genova partendo da un punto di vista che, forse, è stato un po’ trascurato con le grandi trasformazioni che questa parte di città ha visto dagli anni Novanta in poi: le tracce materiali di quello che è stato il Porto Antico quando ancora era il fulcro di tutta l’attività marittima dello scalo genovese.

Una ricerca di archeologia industriale che è diventata una guida per chi vuole cogliere, tra le calate e i vecchi moli, la memoria storica della più grande fabbrica della città. Con una impostazione legata al ricordo delle vecchie guide turistiche, partendo da una mappa con i numeri dei luoghi di interesse, e una organizzazione basata sulle funzioni portuali, dallo scarico delle merci, al loro immagazzinamento, dal servizio passeggeri alla dogana, senza trascurare manufatti più antichi, il visitatore potrà riscoprire quello che è stato il lavoro portuale partendo da ciò che è rimasto.

La guida è un’iniziativa dell’associazione inGE, che si prefigge di far conoscere il patrimonio di archeologia industriale di Genova e della Liguria, anche attraverso iniziative turistiche e della quale l’autore è co-fondatore ed è stata realizzata dalla SAGEP, storico editore che ha creduto in questa iniziativa. Gli obiettivi di inGE sono l’attivazione sul territorio genovese e ligure di iniziative e percorsi per valorizzare il patrimonio industriale locale e diffondere e incentivare la cultura d’impresa, dell’architettura industriale e delle produzioni locali. Per ulteriori informazioni www.inge-cultura.org.

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