Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Garessio arriva la ferrovia: era il 1890, due anni e 7 mesi dopo tocca a Ormea. Da anni sviluppo in tilt. Urge il ‘modello Svizzera’

L’apertura di una struttura come un nuovo albergo in una Città come Garessio, posta in un areale a forte vocazione turistica merita di essere accolta positivamente.

Allegoria di Eugenio Arduino sulla volta della stazione di Garessio, ormai non più in funzione

Nondimeno, nell’articolo, si è anche citato il collegamento autostradale, da decenni ipotizzato, quasi fosse l’unico mezzo per levare l’alta Val Tanaro dall’isolamento, quando esiste un modo più sostenibile per spostare viaggiatori e merci: la ferrovia, che, il 15 luglio 1890, raggiungeva Garessio e, due anni e sette mesi più tardi, arrivava ad Ormea. La linea, nel 1938, fu addirittura elettrificata, grazie anche alla possibilità di alimentare la linea di contatto con corrente proveniente da centrali idroelettriche, basate su fonte rinnovabile e, pertanto, ecologicamente valida.

Purtroppo, nel 1973, non venne effettuata la conversione in corrente continua, ma fu riconvertita alla trazione termica e, da allora, fu l’inizio del declino, che ha portato ad un depauperamento dell’infrastruttura, peraltro con alcune opere d’arte già predisposte ad un eventuale raddoppio, fino ad eliminare ogni ente di piazzale in tutte le stazioni ad eccezione di Garessio, il che è quanto mai grave in uno scalo come quello di Ormea, posto al termine della linea.

L’epilogo è stata la sospensione dell’esercizio ordinario con il cambio orario di domenica 17 giugno 2012. I pochi treni speciali, ovviamente, pur rappresentando un ottimo veicolo pubblicitario per la linea e per le località attraversate, sono insufficienti per costituire una valida alternativa all’impiego del mezzo stradale, così come il secondo binario realizzato ad Ormea è solo un elemento di un plastico in scala 1:1 anziché un componente di una ferrovia che possa offrire un servizio adeguato a residenti e turisti.
Sul fronte delle merci, oltre alle citate Aziende site nel Comune di Garessio, nell’immediata periferia meridionale di Bagnasco, esiste un’Azienda di materiali per l’edilizia, che ben si gioverebbe della linea ferroviaria alla quale potrebbe essere molto facilmente raccordata ed altri esempi, sicuramente, non mancano.
Pertanto, almeno verso il Piemonte, Garessio e zone limitrofe potrebbero avere adeguati collegamenti, mentre, verso il mare, esistono ben due possibilità su ferro: una costituita da un tronco che si dirama da Garessio e, da lì, attraverso la Val Neva, raggiunge Albenga e l’altra costituita dal prolungamento della linea da Ormea in direzione di Pieve di Teco, con un’impegnativa rampa, necessariamente elicoidale, e di Imperia, con profilo planoaltimetrico molto amichevole, una volta raggiunta la Valle Arroscia.

Sta alle popolazioni locali ed ai propri rappresentanti scegliere tra una soluzione sostenibile come quella ferroviaria e l’aumento del traffico che, inevitabilmente, un potenziamento dell’infrastruttura stradale comporterebbe e di pari discernimento dovrebbero essere dotate le persone che rivestono ruoli di rilievo a livello centrale, Regionale o Nazionale che sia. In molte località della Confederazione Elvetica non sono ammessi mezzi privati a motore termico ed i turisti, di buon grado, accettano di arrivare in treno o di lasciare la propria autovettura in un parcheggio d’interscambio; così potrebbe essere anche per molte località del nostro bel Paese: basterebbe volerlo e contrastare il più possibile l’uso improprio non solo delle autovetture, ma anche degli autobus turistici, i quali, a pletore, affollano le strade ed ammorbano l’aria circostante.

Roberto Borri

ERA L’AGOSTO DEL 2017 A GARESSIO

MA NON SI E’ MOSSO NULLA, TOCCA AI COMUNI E AI CITTADINI MOBILITARSI

Garessio ferrovia
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Roberto Borri

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