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Lettera da Sanremo / Il primario che l’assessore Viale non ‘visita’. A scapito dei pazienti e Lega Nord? Retroscena inediti

Rinaldo Sartore,  tra i volontari di Trucioli.it, ha un difetto che nell’italietta dei pavidi fa la differenza. Non scrive lettere anonime, non chiede l’anonimato, non si inchina ai ‘potenti’ che detengono il potere provvisorio. Rispetta tutti, senza distinzione di categoria, ma come diciamo noi liguri non le ‘manda a dire’. Esprime opinioni è vero, però sempre corredate da elementi di concretezza. Documentato, quasi pignolo nell’affrontare le tematiche a lui care e di cui spesso è testimone. La lettera all’assessore, avv. Sonia Viale, imperiese, un passato da sottosegretario di Stato, arriva in un momento in cui la Lega Ligure è attraversata da divisioni, spaccature, rivalità, personalismi, tiri mancini (vendette) come nel caso delle ‘ciat’ private inviate tra un ristretto gruppo di iscritti, con critiche pesanti alla dirigenza provinciale savonese, in parte regionale ed un accenno, di troppo, a Salvini. Un ‘parlamentare’ (rivierasco) ha cantato da uccellino con Ivg.it, seguito dall’annuncio della Lega di espulsioni e ‘ purghe’, sospensioni di cui ne ha fatto le spese l’ing. Martina Milani di Ceriale. Non sono mancate smentite, apparenti ricuciture, i panni si lavano in casa propria. Che c’entra in queste ‘faide’ l’assessore Viale ?

E’ considerata, almeno da molti leghisti  savonesi, parecchi della prima ora, l’esponente  della minoranza al potere. Eppure sul tema Sanità appare ondivaga. Non convincono le sue tesi: con i privati, ai quali affidiamo la sanità pubblica, il servizio sarà garantito a tutti, efficienza, basta sprechi, rigore nelle competenze. Non sarà casuale che tra i primi a non essere convinti siano proprio i medici, coloro che sono sul fronte della sanità e quotidianamente affrontano le tante tematiche nella doppia veste. Certo anche i medici appartengono in buona parte ad una casta sociale e professionale, operano spesso da lobby (vedi le presenze nella miriade di ambulatori privati che da ‘famigliari’ fanno gola ora ad imprenditori ben introdotti o d’assalto (nella sanità, s’intende), a Srl, a Spa.  E’ certo la categoria più numerosa, nella fratellanza massonica (dove si fa un giuramento severo e categorico), sono i camici bianchi, molti primari e così capita che, a volte, sono in guerra all’interno dell’Asl per avere la supremazia, tra ospedali, tra il Santa Corona e il San Paolo, tra Imperia e Sanremo, tra Albenga ed il Santa Corona, tra incarichi apicali e così via. Non possiamo credere, per non fare un torto all’intelligenza e alla preparazione politica, all’esperienza, che l’assessore Viale non sia informata di questa realtà, non abbia ‘informatori’ anche tra i massoni al vertice provinciale e locale della Lega, imperiese, savonese, genovese dove è nota una fortissima presenza di maestri venerabili ed ispettori.

Estate 2017, Alassio sorrisi e gioia per il Red Carpet del presidente Toti e Sonia Viale, leghista, con i sindaci Canepa (non rieletto) e Maglione (Laigueglia). Qui il tappeto rosso unisce simbolicamente i due centri della Baia del Sole baciati da record di bagnanti, presenze alberghiere ed extralberghiere

In questo quadro i cittadini, se doverosamente informati, potranno farsi un’idea, dove i pazienti potranno essere i ‘predicatori’ della buona o della cattiva sanità pubblica ‘modello Viale – Lega’, possiamo inquadrare il ruolo di un’eccellenza – parola purtroppo abusata da troppi, a cominciare dai media, dai giornalisti – del reparto del dr. Conio, a Sanremo. Possiamo aggiungere una testimonianza personale per chi, a sua volta, viene additato di appartenenza alla casta. Di fronte al persistere di problemi allo stomaco, all’apparato digerente, di fronte a ripetute gastroscopie che davano sempre esito negativo (ma la patologia persisteva), due eminenti gastroenterologi di Genova (uno universitario) consigliavano il reparto del dr. Conio, con un ulteriore esame. “E’ il migliore e più preparato collega che abbiamo in Liguria….”. Ma i tempi di attesa ? Mesi e allora “lo chiamo io.…”. Sono trascorsi altri 40 giorni. Poi la mattinata con una decina i pazienti in attesa, nessuna particolare attenzione per il ‘raccomandato’. Anzi,  lo specialista appariva più incline a ‘rilassarsi’ con gli stretti collaboratori. E nessuna anticipazione di responso: “Riceverà l’esito a casa…., posso dirLe che non deve preoccuparsi” . Senza un saluto, avanti un altro.

Il dr. Conio non è un camice bianco extraterrestre, come tanti altri ‘maghi’ incontrati nei panni di cronisti  di provincia ( prof. Luigi Bruni, prof. Renzo Mantero, prof. Salvatore Papadia, prof. Lorenzo Spotorno, solo per citarne alcuni che hanno fatto storia nella loro attività) non si genuflette, non va con il cappello in mano. Ha osato, come è suo diritto, condivisibile o no, accettare la candidatura al Parlamento, nel Movimento 5 Stelle. Non eletto, chiamato per la sua competenza, rigore morale, aggiungiamo noi. Ignoriamo se Conio abbia giurato da massone, se sia o meno in sonno. Se a fargli la guerra, ‘terra bruciata’, possa essere un’Obbedienza rivale, non sarebbe un’eccezione, sovente la regola.

E’ probabile che l’accorta Sonia Viale non voglia entrare nel merito di quanto denuncia e sostiene Rinaldo Sartore, uomo qualunque. Non è l’aspirazione di chi non agisce per interesse personale o per interposta persona. A Noli, in occasione della posa di una lapide in ricordo di una ragazzina uccisa dai partigiani per vendetta quale presunta spia, ricevette il plauso di un volpone alla Angelo Vaccarezza, capogruppo Fi in Regione, ex colonnello scajolano,  con le parole “grazie  Sonia di essere qui, da oggi ho più considerazione nei tuoi confronti, ti ho rivalutato….”.E dire che la maggioranza dei presenti era di Casa Pound e simpatizzanti dell’estrema destra.

Rinaldo Sartore, già presidente di Monesi Borgo Antico, al Tg3 Liguria

In tema di Sanità pubblica non c’è solo l’interrogativo dell’assalto, da quando si è insediato il governo regionale del centro destra, di gruppi privati che fanno concorrenza al pubblico persino sulle tariffe praticate, sui tempi d’attesa. Generosi con il budget pubblicitario sui quotidiani locali e on line, Tv. Meglio tenerseli buoni ! Avranno un occhio di riguardo.

Non si possono invocare, in Sanità, soltanto esigenze di bilancio, gli sforamenti, il tetto di spesa. C’è un discorso di qualità e professionalità prima di tutto, curare e salvare vite umane. Mentre resta il nodo irrisolto dei ‘manager’ ai vertici Asl, scelti da sponsor al potere e di turno. Forse l’assessore Viale lo ignora, ma i medici con cui capita di confrontarci non sono ‘entusiasti’ del ‘cambiamento’, non vedono il cambiamento pratico nella loro vita ospedaliera. Qualche riflessione suggerita da Rinaldo Sartore meriterebbe di essere approfondita, senza urlare, proprio da Sonia Viale che comunque non ci fa rimpiangere gli anni dei ‘camici rossi’. La propaganda ‘rossa‘, alla lunga, su tema salute, si è rivelata boomerang. (l.cor.)

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