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Elisoccorso in Liguria e nel Ponente. C’è una relazione – proposta (2016) di tre medici incaricati: perché serve accordo col Piemonte
E dalla Sardegna vite salvate, ma la politica…

Era il 20 marzo 2016. La giunta del presidente Toti è in carica dal 11 giugno 2015. Tre medici della Commissione che dovrebbe prospettare soluzioni per l’Elisoccorso in Liguria, in particolare nel Ponente Ligure (Ventimiglia – Savona), propone alla Regione una base H24 (servizio continuativo) e la stipula, con Regione Piemonte, di una convenzione con la base Elisoccorso di Cuneo – Levaldigi, destinata al secondo elicottero. Un urgenza, rimarcavano, “alla luce di recenti episodi, ma non solo…” di cui avevano conoscenza quali operatori sanitari. Firmato dai medici specialisti Luigi Madruzza (cardiologia del S. Corona), Massimo Vecchietti (anestesista rianimatore, già direttore Dea 2 Asl Savonese, ex Commissario della Croce Rossa a Loano e Ventimiglia) e Giulio Cecchini (responsabile regionale CIMO, sindacato autonomo medici ospedalieri  liguri).  Nulla contro la professionalità ed il ruolo dei Vigili del Fuoco, l’Elisoccorso in Liguria è altra cosa. Chi meglio dei medici, alle prese con le emergenze, può saperlo ? Leggi il testo della convenzione con i Vigili del Fuoco.

Ora gli ordini del giorno di alcuni consigli comunali, con Alassio ed Albenga apripista. Siamo sicuri che non si ignori (non sapere) il significato di elisoccorso sanitario rispetto ad altre funzioni di protezione civile che ovviamente rimarrebbero di competenza dei Vigili del Fuoco e del loro elicottero ? L’ENAC , unico ente che può certificare, scrive con chiarezza che i VVF non hanno le caratteristiche per fare il soccorso sanitario.

Un’altra considerazione si impone. Nel documento dei medici si dice anche: “Dai primi calcoli, sarebbe possibile, con aeromobili rispondenti all’ultima normativa europea, effettuare (esempio) un volo Ventimiglia- La Spezia in meno di 30 minuti, tempistiche attualmente impossibili con l’aeromobile in uso”.  In evidenza, nella stessa proposta, la creazione di una Base con solo servizio diurno (h12) dimezzando le spese rispetto alla base H24 di Genova, un servizio H12 gestito da 2 aeromobili  moderni che farebbero risparmiare tempi e costi. Uno solo farebbe servizio anche notturno e il costo del notturno, con personale volante in sede, verrebbe però computato solo per i servizi  effettuati. Importante tenere conto della particolare conformazione del territorio ligure, con una vasta zona montuosa e la notevole lunghezza ad arco (Ventimiglia – La Spezia).

L’argomento Elisoccorso è tornato di attualità per la scadenza del convenzione con i Vigili del Fuoco. E purtroppo, ancora una volta, si assiste a diatribe politiche, forse a scapito di una soluzione che tenga conto delle priorità e dei consigli di chi “con le emergenze ed esperienze sanitarie” a che fare tutti i giorni dell’anno per motivi professionali. E il buon senso direbbe che non parlano a vanvera, non hanno volpi sotto l’ascella, né sponsor.  Non siamo di fronte ad un piano regolatore, ad un Puc, ad una visione di sviluppo urbanistico o di un piano della viabilità urbana, o commerciale. L’Elisoccorso dovrebbe prevalere sulle divisioni e sarebbe follia sottovalutare il ruolo, il contributo, di chi si trova a salvare vite umane proprio anche con le emergenze sanitarie dell’Elisoccorso stesso.

E’  utile confrontarsi, tenere in considerazioni proposte, suggerimenti, purché chi è chiamato a esprimere pareri, a decidere, abbia una completa nozione dell’argomento, una visione complessiva e non parziale. Non è con le contrapposizioni, non è con una raccolta di firme pure all’insegna della buona fede o  ‘ordini del giorno’ che si apprestano a votare vari consigli comunali, che si conquista la soluzione ottimale. Anche alla luce delle scelte fatte da altre regioni italiane, con la Liguria che, da sola, si distingue. La questione Elisoccorso non era stata risolta nei 10 anni di amministrazione di centro sinistra del presidente Claudio Burlando. Ora la giunta Toti, dopo aver raccolto un dossier a 360 gradi, decida al meglio, senza indugi e patteggiamenti ibridi. Non si faccia coinvolgere da chi ‘urla più forte’, dai rinvii all’italiana, da pressioni ‘populiste’.

In tema di ‘Sanità’ stiamo già raccogliendo i frutti della dissennatezza e dell’incapacità, dell’occupazione di potere negli ‘ospedali e Asl’. I risultati della rivendicata ‘autonomia regionale’, almeno nel Ponente di cui ci occupiamo, hanno finito per peggiorare molti servizi a scapito dei cittadini utenti. La prova del nove, indiscutibile, è documentata dall’esplosione costante di ambulatori specialistici privati, ad opera di Srl e Spa provenienti dalla Liguria e da altre regioni italiane, alcuni veri e propri colossi. La cui presenza non può essere quella di una onlus, ma di presentare bilanci e prospettive di utili, solidità finanziaria. Si presentano all’insegna di attrezzature di ultima generazione, zero tempi d’attesa, operatività piena di sabato, nell’apice vacanziero e da week end, ma anche risparmio per i pazienti -utenti nei costi del servizio. Lo slogan: un euro un meno del tiket Asl. Nessuno, salvo i medici e specialisti, può dire quale sia il livello dei professionisti impegnati, oppure quali le percentuali di diagnosi azzeccate soprattutto di fronte a patologie particolari. Se sia vero che ci troviamo di fronte all’obiettivo dei numeri, piuttosto che  ‘diagnosi’ e  ‘cura’. Spesso affidate a giovani  laureati.

Trucioli.it aveva già messo in guardia dall”occupazione militare’ privatistica in campo sanitario. La concorrenza può essere salutare nel commercio, con la salute il discorso è da tema di civiltà.  In  tempi, non recenti, avevamo rimarcato l’impennata di assicurazioni private sanitarie proprio da parte di medici – specialisti e delle loro famiglie. Siamo arrivati, se i nostri dati sono esatti, all’ 80 per cento degli iscritti all’albo. Non si parli di psicosi o da super sconto ‘prendere o lasciare’. Un motivo ci sarà pure.

Scelte della politica e politiche va bene, non aggravando le disuguaglianze tra chi ricchi e poveri, non costringendo centinaia di persone a ‘pagare di tasca propria’, preoccupati  della malattia e di guarire in fretta. Non è tollerabile che ci si debba rivolgere al privato, o si vada in un’altra regione (vedi Piemonte) per ottenere un servizio sanitario che in Liguria è afflitto da tempi di attesa e dal depotenziamento, vedi Santa Corona. Vedi i  diffusi vuoti nei primariati e in molti reparti, i duplici ed i triplici incarichi affidati ad un solo medico. La giustificazione: tempi burocratici e razionalizzazione.

Col Piemonte si collabori prima possibile,  incalzano molti medici. Trucioli.it, testimone di oltre mezzo secolo di cronaca ponentina (Sanità e rassegna stampa incluse), continuerà a seguire il ‘caso Elisoccorso’ (vedi l’archivio del blog). Con nomi e cognomi di chi magari ai ‘consigli medici’ preferisce duellare e conquistare titoli sui media, restare sul podio, sgomitare. Che pena però ! Anzi, un delitto !

RELAZIONE DI TRE MEDICI SU  ELISOCCORSO

Luigi Madruzza cardiologo al Santa Corona

In relazione  agli accordi presi  nella  recente  riunione a Genova,  come preannunciato, abbiamo effettuato uno studio sulla fattibilità di un Servizio di Elisoccorso per la Regione Liguria, prendendo in considerazione i diversi aspetti  di tali sevizio : costi, numero di aeromobili e quadro normativo Europeo.

Da tali considerazioni sono emersi, prendendo anche spunto da altre regioni similari per territorio e numero di abitanti  i seguenti dati:

– Nella Regione Liguria in ordine alla  particolare conformazione geo/orografica del territorio ( vasta  zona  montuosa, notevole lunghezza ad “arco”, con ampia zona di mare compresa tra i due estremi) sarebbe opportuno prevedere  sul territorio, in ordine alle ottimali tempistiche di intervento, 2 basi di elisoccorso, una a Genova  e una ad  Albenga .

Massimo Vecchietti medico anestesista e di rianimazione, ex direttore all’Asl 2

Tuttavia ,  nell’ottica di un efficace  contenimento della spesa , non rinunciando all’efficienza del servizio e mantenendo tempistiche di intervento più che adeguate, è corretto pensare ad una sola  base del servizio di elisoccorso H24  presso l’Aeroporto C. Colombo (GE)

Questo, sia per la sua posizione centrale che sopratutto per le opportunità  offerte  dal  servizio aeroportuale  esistente ,permette all’aeromobile  di poter effettuare procedure di volo non solo a vista, ma anche strumentali (in gergo VFR DIURNO/NOTTURNO E IFR)  e quindi di poter volare sia di giorno che di notte.

Dotando l’aeromobile di particolari equipaggiamenti ( peraltro standard sulle moderne macchine)  si può anche  ridurre in modo significativo la distanza di percorrenza di molte tratte, volando sul mare, evitando quindi di effettuare i voli lungo costa ,particolarmente dispendiosi per il prolungamento del kilometraggio dei voli  . Dai primi calcoli, sarebbe possibile, con aeromobili rispondenti all’ultima normativa europea,   effettuare  (esempio )

Giulio Cecchini segretario regionale Cimo (sindacato autonomo medici ospedalieri)

un volo Ventimiglia – La Spezia in meno di trenta minuti, tempistiche attualmente impossibili   con l’aeromobile in uso.

Vanno tuttavia doverosamente proposte alcune considerazioni in ordine alla possibilità di espandere sin dall’inizio o in  un secondo tempo  il servizio, con una seconda base; a tal proposito vi sono due scenari da valutare.

1) creare una Base con solo servizio diurno (h12)  dimezzando  le spese rispetto alla base H24  di Genova,  con un servizio H12 gestito da 2 aeromobili  moderni che farebbero risparmiare tempi e costi.  uno solo farebbe servizio anche notturno ; il costo di questo servizio notturno con personale volante in sede verrebbe però computato solo  per i servizi   effettuati.

2) Avere in Regione Liguria una base H24 e  stipulare con la Regione Piemonte una convenzione con una delle  loro Basi di Elisoccorso , nel nostro caso quella di Cuneo/Levaldigi per il secondo elicottero.

Questa  possibilità offrirebbe i seguenti vantaggi :

-la Regione Liguria avrebbe in carico unicamente  “l’attivazione” dell’elicottero  della Regionale Piemontese non dovrebbe  farsi carico dei costi e dell’addestramento per il raddoppio del personale sanitario e tecnico. Considerando la distanza tra la base Piemontese e la zona ovest della Regione Liguria (Ventimiglia  à Savona ), con particolare riguardo per l’area montana che rappresenta gran parte  del confine con la Provincia di Cuneo, si ridurrebbero drasticamente  sia  le  distanze  che i tempi  di volo (stimato 4-5- minuti di volo per il confine regionale più la distanza per la destinazione) e come precedentemente evidenziato i costi relativi.

E stata  contestualmente  acquisita una ampia  documentazione  riguardante convenzioni in atto o in fieri di altre regioni e  progetti economici che, vista la mole di materiale e la prevalente natura “amministrativa” del medesima, Vi sarà fornita, per le valutazioni che riterrete più opportune, in corso di un incontro con l’Assessore, che contestualmente alla presente siamo a chiedere con una certa urgenza.

Non vogliamo infatti porre  in secondo piano il motivo sostanziale  del nostro primo incontro, nato da un episodio (l’ultimo, ma non il solo) che ovviamente, da operatori sanitari,  auspichiamo non si debba  ripetere in futuro. Cordiali Saluti,

In rappresentanza della commissione che era intervenuta nel precedente incontro:

Dr . Luigi Madruzza         – Cardiologia S Corona

Dr. Massimo Vecchietti  – Anestesista Rianimatore, già Direttore DEA 2° ASL Savonese

Dr Giulio Cecchini            – Responsabile Regionale CIMO

Genova 20 Marzo 2016

ORDINI DEL GIORNO DEI CONSIGLIO COMUNALI DI ALASSIO E ALBENGA

PRO ELISOCCORSO DEI VIGILI DEL FUOCO

Salviamo l’Elisoccorso: un odg in Consiglio Comunale

Non solo si cerca di scongiurare la chiusura del servizio ma si persegue la via del rilancio con la richiesta di una “Elibase” dei Vigili del Fuoco nell’Aeroporto di Villanova

Comunicato stampa – Un ordine del giorno per salvare il servizio di elisoccorso fino ad oggi svolto dai Vigili del Fuoco e a rischio chiusura nell’ambito dei tagli previsti dal Ministero su scala nazionale.

L’Assessorato alle politiche sanitarie del Comune di Alassio, nei giorni scorsi, infatti, ha appreso dagli organi di stampa che per sopravvenute necessità organizzative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rischia di non essere rinnovata per la Liguria la convenzione relativa al servizio di elisoccorso tecnico-sanitaria in scadenza il prossimo 31 dicembre ed in vigore dal 29 luglio 2014.

“Se confermata questa volontà del Ministero, e nello specifico del Dipartimento dei Vigili del Fuoco – dichiara l’ Assessore Macheda – si andrebbero ad interrompere 25 anni di eccelso ed encomiabile servizio pubblico sul territorio ligure dei Vigili del Fuoco elicotteristi, che va ben oltre il “solo” soccorso sanitario primario e secondario, ma che comprende professionalità specialistiche come ad esempio i sommozzatori o gli appartenenti al nucleo S.A.F. (speleo alpino fluviale) in una Regione come la nostra con una conformazione del territorio che spesso rende difficile le operazioni di pronto intervento, con tempi molto dilatati, di forte presenze turistiche, di alta incidenza di anziani, di grandissima criticità viaria, per non parlare delle situazioni funeste anche purtroppo estremamente recenti”.

“La prospettata e irragionevole chiusura del servizio – continua Macheda – potrebbe con tutta evidenza avere riflessi anche nell’economia generale della sanità ligure qualora venga affidato ad aziende private con costi decisamente superiori a quello attuale. E questo è gravissimo”.

Una decisione, quella del Ministero che penalizzerà una regione intera “Quindi anche noi – aggiunge Marco Melgrati primo cittadino di Alassio – Per questo, come capofila del nostro ambito territoriale sociale porremo in atto ogni azione necessaria a scongiurare la chiusura del servizio e coinvolgeremo quanti riterranno di fare altrettanto. Da sempre combatto la “buona battaglia” per una sanità pubblica di qualità, anche nelle vesti di Consigliere Regionale nella passata legislatura. Pertanto invieremo la delibera a tutti i Comuni del distretto socio-sanitario albenganese per palesare la ferma convinzione che questo efficiente modello di convenzione regionale, che assicura un impeccabile servizio di elisoccorso di elevata professionalità con costi decisamente economici, non solo vada salvaguardato, ma potenziato. E’ infatti possibile implementarne l’efficacia attraverso la richiesta dell’apertura di un’Elibase dei Vigili del Fuoco sempre in aeroporto a Villanova, servizio da attuarsi secondo le modalità tecniche e operative da individuarsi tra i soggetti competenti Vigili del Fuoco, Nucleo Carabinieri elicotteristi, Aeroporto, ecc). Insieme ad Albenga e Villanova, rispettivamente come capofila del distretto socio sanitario, e sede dell’aeroporto, abbiamo quindi concordato questo odg che sarà sottoposto al primo Consiglio Comunale utile dei rispettivi comuni aderenti”.

INTERVENTO PUBBLICATO (AGOSTO 2018) DA IVG.IT

DEL DR. MASSIMO VECCHIETTI

“Il servizio di elisoccorso così com’era non era funzionante veramente, ora c’è l’opportunità di avere un servizio come in altre regioni italiane, h 24 con possibilità di volo notturno e presenza di un mezzo sostitutivo in caso di manutenzione di quello in uso”. Queste le parole dell’ex primario Asl 2 del Dipartimento di Emergenza Massimo Vecchietti, anestesista e rianimatore, che si è occupato per oltre 20 anni di elisoccorso in Liguria e che commenta l’attuale situazione dopo lo stop alla convenzione tra Regione e vigili del fuoco, che ha provocato non poche reazioni politiche e sindacali.

“Premetto la massima stima e apprezzamento per l’azione e il lavoro dei vigili del fuoco, tuttavia la convenzione non rispettava i canoni e criteri previsti per un vero servizio di elisoccorso, sempre operativo, anche di notte e con tutte le dotazioni previste dalle normative nazionali ed internazionali, pronto a rispondere operativamente ad ogni emergenza e in ogni situazione logistica” aggiunge l’ex primario.

“Non possiamo negare la realtà dei fatti, anche confermata ad alcuni episodi che da medico ho dovuto affrontare in prima persona: l’elisoccorso Drago è stato operativo solo nelle ore diurne, con tempi e orari stabiliti, e in caso di manutenzione non c’era un mezzo sostitutivo adeguato, ricordando che l’elicottero Agusta A 109 non può rispondere a situazioni di emergenza ma viene usato solo per trasporti di carattere secondario” aggiunge ancora il dottor Vecchietti.

“E’ capitato in molte occasioni che i vigili del fuoco fossero impegnati, come ogni giorno, in altre emergenze anche gravi e così l’elicottero non poteva partire… Certamente non è stato il modo migliore di affrontare e gestire il servizio e gli stessi vigili del fuoco non hanno nessuna colpa di questo, tuttavia resta il problema che la Liguria è l’unica regione a non avere un servizio di elisoccorso vero e funzionante, anche secondo le sue difficile caratteristiche territoriali”. “Mi auguro che nel più breve tempo possibile si possa mettere mano ad una convenzione che possa davvero soddisfare le esigenze di intervento in casi di emergenza sanitaria ed essere così decisivo per le sorti del paziente” conclude Vecchietti.

LETTERA DI VECCHIETTI NEL MARZO 2017 – Recentemente la Regione Liguria ha rinnovato la convenzione con i Vigili del Fuoco per il servizio di Elisoccorso a cui ha aggiunto il non indifferente costo per la manutenzione dell’ A109,  donato dalla Fondazione CaRiGe e tenuto fermo per anni. Tale convenzione (senza entrare nella qualità del servizio fornito dai Corpo dei Vigili del fuoco, che è sempre stato di grande efficienza), rimane tuttavia assai carente nella sua funzionalità  in quanto la sua operatività è prettamente legata alle ore diurne, salvo rarissimi casi, e può non essere attivo neppure nelle ore diurne, se l’elicottero dedicato all’urgenza( quello con la possibilità di verricellare, possibilità  che l’A 109 non ha) è impegnato in qualche altro compito istituzionale dei VVf ( es incendi) o in manutenzione.

Questa situazione ha creato e purtroppo continuerà a creare cittadini di serie A, quelli che hanno la fortuna di averne bisogno di giorno e di Serie  B ,quelli che hanno la sfortuna di averne bisogno nelle ore di oscurità. Siamo forse l’ultima regione italiana a non avere un efficiente ELISOCCORSO  H24.….e questo , vista l’orografia della Liguria , la sua viabilità e la concentrazione a Genova di specialità chirurgiche legate all’Urgenza /Emergenza ( ad es la Cardiochirurgia) è causa di eventi infausti( già avvenuti)  e certamente non compatibili con una moderna sanità che deve mettere  al primo posto la soluzione dei problemi  legati a patologie che necessitano di trattamenti Urgenti o Emergenti salvavita. Quale è l’impegno della Regione Liguria in tal senso ?

INTERPELLANZA DI RAFFAELLA PAITA (PD) AL MINISTRO SALVINI

Raffaella Paita, deputato Pd, ex capogruppo in Regione, già vice presidente nella giunta Burlando

Nelle scorse ore la deputata Pd ha presentato al ministro un’interrogazione per conoscere i motivi per i quali è stata cancellata la convenzione in base alla quale il servizio di Elisoccorso in Liguria è affidato ai vigili del fuoco: “Si tratta di un servizio che da 25 anni viene effettuato con importantissimi risultati in termini di capacità ed efficienza assicurando tempestività nei soccorsi – diceva PaitaLa notizia come è ovvio ha suscitato preoccupazioni e anche una buona dose di strumentalizzazioni che di fatto creano disorientamento nella pubblica opinione”.

Proprio per questo – dice ancora Paita – ho depositato un’interrogazione al ministero dell’interno e degli affari regionali, per sapere se quanto riportato corrisponde al vero e quali iniziative ove confermato intenda assumere il Governo al fine di scongiurare la cessazione di servizio e prolungarne invece la convenzione come avviene da anni assicurando alla Liguria il permanere dell’elisoccorso dei Vigili del fuoco. Il servizio deve essere rinnovato e potenziato, riconoscendone assolutamente l’indiscutibile valore nel sistema dei soccorsi”.

Oggi gli esponenti liguri del Carroccio replicano: “Se domandasse chiarimenti al suo ex segretario di partito, scoprirebbe che l’accorpamento dei forestali con l’Arma dei Carabinieri ha portato gravi problemi logistici ai quali stanno cercando di far fronte i vigili del fuoco. In quest’ottica, la dismissione del servizio di elisoccorso è un danno collaterale che chi governava a suo tempo non ha preso in considerazione. Oggi, con l’annuncio di nuove assunzioni nel corpo dei vigili del fuoco, il governo sta cercando di invertire la rotta, ma la revoca del servizio di elisoccorso pare debba essere annoverata tra i colpi di coda del disastroso governo a trazione Pd”.

COMMENTI DI LEADER LEGHISTI LIGURI –Raffaella Paita ha sbagliato Matteo. Anziché interrogare il ministro Salvini, Paita interroghi l’ex premier Renzi riguardo alla revoca del servizio di elisoccorso dei vigili del fuoco con la Regione Liguria”. Lo dichiarano i senatori liguri della Lega Stefania Pucciarelli, Paolo Ripamonti, Francesco Bruzzone, in merito all’interrogazione parlamentare al ministro dell’interno Matteo Salvini presentata dalla deputata Raffaella Paita (Pd)

REAZIONI DEI COMITATI SINDACALI DI BASE DEI VIGILI DEL FUOCO – “Da sempre noi vigili del fuoco siamo abituati ad agire fino alla risoluzione dei problemi ma constatiamo con rammarico che il prefetto Bruno Frattasi, capo dipartimento dei vigili del fuoco, ha deciso che questo servizio che funziona ed è economico va abbandonato, senza cercare una soluzione tecnica e politica”. Così i rappresentanti dell’Unione Sindacale di Base della Liguria dei vigili del fuoco commenta la decisione di annullare la convenzione che affida ai vigili del fuoco la gestione dell’elisoccorso in Liguria.

“Il ministero dell’interno getta la spugna dopo le richieste dei lavoratori. L’Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme legato alla necessità di avere degli elicotteri di riserva per evitare, nel periodo di manutenzioni previste, di dover sospendere il servizio. Al tempo stesso era stata evidenziata la necessità di prevedere veloci ricambi di piloti e specialisti visto il pensionamento di molti di loro, utilizzando anche le risorse degli ex componenti del corpo forestale dello stato che sono transitati nei vigili del fuoco. Apprendiamo adesso che il capo dipartimento dei vigili del fuoco in una nota avvisava il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che i vigili del fuoco non sarebbero stati in grado di confermare la convenzione per l’elisoccorso tra Stato e Liguria che prevede l’integrazione tra i servizi di emergenza una volta gestiti separatamente da vigili del fuoco e Asl liguri”.

“Nel mese di luglio come Unione Sindacale di Base Liguria abbiamo proclamato, in completa solitudine, lo stato di agitazione dei vigili del fuoco anticipando di fatto le problematiche legate al soccorso aereo e terrestre. L’incontro avuto presso la Prefettura di Genova tra Usb e controparti era terminato con l’impegno del prefetto ad aprire un tavolo di crisi con il sottosegretario con delega ai vigili del fuoco Stefano Candiani, il dirigente responsabile del soccorso tecnico urgente nazionale dei vigili del fuoco ingegner Romano, il presidente della Regione Toti, i sindaci dei quattro comuni capoluoghi di Provincia, i comandanti e il direttore regionale dei vigili del fuoco, le organizzazioni sindacali. Questo incontro che abbiamo richiesto potrebbe essere un primo passo verso una visione più ampia della protezione civile attuale integrando sul territorio tutte le forze disponibili. Proprio l’Usb dei vigili del fuoco ha presentato una proposta di legge per il cambio di passo di tutto il sistema del soccorso per un paese più protetto e raggiunto in ogni suo angolo dalla presenza dalla rete del soccorso e della prevenzione. Proprio in prefettura uno dei temi più importanti era stato proprio il rinnovo della convenzione e le criticità attuali riscontrate per cause tecniche ma di fatto possono essere risolte”.

“Da 25 anni questa convenzione è un esempio che andrebbe replicato in tutta Italia; è la dimostrazione di quale sia l’efficacia della somma di due enti che fanno soccorso sanitario e tecnico e che mettono insieme le loro forze piuttosto che sovrapporsi con problematiche di coordinamento e aumento smisurato dei costi. Come nostra abitudine, da sindacato coerente, porteremo avanti tutte le nostre battaglie e solleciteremo al Prefetto il tavolo promesso. Chiederemo un incontro in Commissione Sanità in Regione e se nel 2019 la collaborazione tra vigili del fuoco e Regione Liguria dovesse terminare con un servizio più costoso additeremo chi, con responsabilità oggettive, ha voluto chiudere piuttosto che rilanciare”.

COSA ACCADE IN SARDEGNA – TESTONIANZA DI UN MEDICO DELL’ELISOCCORSO

ARTICOLO DEL 4 SETTEMBRE 2018 DELLA ‘NUOVA SARDEGNA’

SASSARI – Come soldati in prima linea finiti impallinati dal fuoco amico. Chi lavora nell’elisoccorso rischia di finire schiacciato dalla sassaiola della politica. Da mesi è al centro di una guerra di carta, fatta di comunicati stampa asettici, lontana dalle loro vite in trincea. Accuse che mettono in dubbio la loro professionalità. Il personale dell’elisoccorso non nasconde la propria amarezza dopo il bombardamento mediatico. Un mese di voli, quasi 300. Vite salvate, interventi in tempi record. Ma di questa attività spesso rimane solo la polemica. «Inutile nascondere che siamo molto amareggiati», spiega Giancarlo Pinna, referente medico della base di Cagliari dell’elisoccorso del 118. Uno dei più esperti. Da 20 anni Pinna è in prima linea. Alle spalle il lavoro con le ambulanze, i voli con gli elicotteri dei vigili del fuoco e con i Falcon dell’aeronautica. Uno che di mestiere ogni giorno sfida la morte e cerca di salvare vite umane.

«Ogni giorno un attacco contro di noi – racconta –. Leggo di episodi mistificati e strumentalizzati. Alla fine non sei più sereno. Spiace che ci sia una mistificazione politica fatta dai detrattori. Ma il bersaglio diventa chi lavora sul campo. È chiaro che non esiste la perfezione, dobbiamo migliorare, ma la narrazione che viene fatta è di un servizio inadeguato fatto da persone incapaci. E questo è falso». Pinna ha volato per anni con l’elicottero dei vigili del fuoco. «Professionisti unici ed eccezionali – dice –. I vigili del fuoco sono essenziali, ma oggi abbiamo un servizio differente. È aumentata l’efficienza. Il personale è stato addestrato per intervenire in tempi più rapidi e in tutte le condizioni. In 20 minuti raggiungiamo qualsiasi angolo della Sardegna e affrontare ogni tipo di intervento. Anche in ambienti ostili ed impervi. Oggi abbiamo una attrezzatura che ci consente di affrontare qualsiasi emergenza sanitaria. Possiamo stabilizzare il paziente e con la strumentazione avanzata intervenire e salvare vite umane. Abbiamo tre basi che ci consentono di intervenire in tempi rapidi. In tre minuti siamo in volo e raggiungiamo il paziente. È facile intuire quanto il tempo sia essenziali in queste situazioni. La tempestività è la differenza tra vivere o morire. Siamo tutti professionisti che arrivano dall’ “Area critica”, medici di emergenza, rianimatori. Tutti con un addestramento specifico per lavorare sugli elicotteri di soccorso. Anche con ambiente impervio e ostile».

E Pinna mostra in modo concreto il suo lavoro. «In questo mese abbiamo salvato molte vite umane. Pazienti in arresto cardicircolatorio che hanno ripreso la loro attività grazie al nostro tempestivo intervento. Altri politraumatizzati, intubati, con drenaggi toracici. Tutti vivi grazie alla nostra tempestività». Pinna demolisce anche uno dei falsi miti dell’elisoccorso. «C’è per esempio la falsa convinzione che il volo notturno sia in tutti i versi sovrapponibile al diurno. Non è vero. Gli addetti ai lavori lo sanno. Il volo notturno serve per i trasferimenti secondari, non per gli interventi primari. In altre parole io la notte posso portare un paziente da un ospedale all’altro. Da un’elisuperficie a un’altra. Ma non posso atterrare in mezzo a una strada o in un luogo non predisposto. Ci sono mille ostacoli invisibili anche con i visori notturni. Faccio un esempio su tutti: i cavi elettrici. Ma è chiaro che questo servizio ha fatto fare un enorme salto in avanti alla sanità sarda. Ha dato un servizio di eccellenza in una regione come la Sardegna in cui i collegamenti sono problematici. In questi 20 anni ho assistito a enormi progressi nel pronto intervento. E mi spiace vedere che a prevalere sia solo la polemica politica e non i risultati concreti di questo servizio».

 

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