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Noli, altro primato storico: col sindaco 5 consiglieri, non si vota il Sua degli arenili

La seduta del Consiglio Comunale di lunedì 30 luglio, all’appello del Segretario Comunale, riscontra la partecipazione di sei rappresentanti della maggioranza, sindaco compreso, oltre  due della minoranza, in totale otto; (c’è un perchè a questa premessa).
Al primo punto dell’O.d.G. che contempla il Recepimento delle Prescrizioni Regionali alla Variante al S.U. A. (strumento urbanistico attuativo) degli Arenili; l’Ass. all’Urbanistica (?) e Vice Sindaco Alessandro Fiorito esce (correttamente) dall’aula per motivi di interesse personale, essendo intestatario di licenza demaniale.
Breve premessa: questa variante, finalmente in questa serata, avrebbe dovuto vedere concluso l’iter che definitivamente doveva “cancellare” la persistente  proposta di “area portuale”, prevista e richiesta dai Comuni associati di Noli e Spotorno (impropriamente/spregiudicatamente concessa dalla Regione) per la realizzazione di un porto turistico intercomunale, ricondurla, quindi, ad una destinazione da piano degli arenili, come per il resto del territorio nolese, passeggiata a mare compresa.
L’iniziale proposta portuale in quella zona (Bagni Nereo/Rio Crovetto in Spotorno) era stata, per il Comune di Noli, quella votata all’inizio degli anni 2000 dall’amministrazione Niccoli (85.000 mc. di cemento / 750 posti barca), seguita poi con una nuova proposta dalla successiva amministrazione Repetto ( che cancellava, tra l’altro, gli 85.000 mc, prevedendo  minori posti barca).
Istanze, proposte, progetti dovutamente sempre bocciati dagli uffici tecnici e legali della Regione perchè, la Regione stessa, a suo tempo, con le norme previste per la difesa e conservazione dei S.I.C.(sito interesse comunitario), aveva dettato le regole.
UN PORTO IN QUELLA ZONA NON POTEVA SUSSISTERE!!!
Non dimentichiamo i fiumi d’inchiostro che, di volta in volta, hanno inchiodato le improponibili promesse elettorali fatte dai “politici” sia  regionali che locali, denunciando altresì lo spreco di denaro pubblico, tempo perso, cioè malgoverno.
Ciò premesso, ascoltiamo  il Consigliere di minoranza Repetto, che, affiancato dal collega Fossati, chiede al Sindaco Niccoli di “spiegare” al pubblico presente (sette persone…) il contenuto  “politico” della Variante.
Niccoli lascia invece la parola al responsabile tecnico comunale del procedimento, l’Arch.  Riba, il quale illustra ciò che gli uffici regionali hanno prescritto.
Comincia un battibecco tra Sindaco e tecnico da una parte e l’ex Repetto alternato da Fossati,  che, poco per volta, si inasprisce sempre più; causa scatenante l’interpretazione delle norme.
Da parte della minoranza si tenta di far “intervenire” “interpretare” (provocatoriamente) i Consiglieri di maggioranza chiedendo, anche a livello individuale,  se sono a conoscenza di quello che andranno a votare, se hanno letto…
Ancora, viene facile e logico comparare, da parte della minoranza, le regole (definite restrittive) che dovranno prevedere gli “arredi ” urbani delle attività produttive attualmente in vigore per il centro storico, con quelle interpretate dalla Regione, che sono concettualmente  in contrasto.  Urla a non finire…provare, per credere, ad ascoltare “ascolta il Consiglio” che dovrebbe essere pubblicato on line sul sito del Comune.
Viene ancora imputato al governo della città il forte ritardo nel chiedere alla Regione (almeno da fine 2014, da quando è stato posta la parola fine alla proposta portuale che ha lasciato libera la zona tra i Bagni Nereo ed il confine con il Rio Crovetto ad oggi) una corretta, normale risoluzione che potesse evitare, non solo il degrado, ma anche gravose/onerose risoluzioni  per i pseudo concessionari della zona.
E’ stata altresì rimarcata la rigida “personalizzazione” del Sindaco Niccoli nel valutare il regolamento sugli “arredi” urbani nel centro storico, con allusioni di benevolenza su “…quelli non distanti da qui…” (sala consigliare  – ndr).
E’ stato chiesto: sarà così anche per quelli che insistono sull’area demaniale?  Risposta positiva, pur in contrasto con quanto “valutato” dalla Regione. Altre  contestazioni  senza risposte – argomenti non chiariti –  portano la minoranza a decidere di abbandonare l’aula.
Questa decisione, di certo una sorpresa per il Sindaco, lo porta a confabulare per qualche minuto con il Segretario Comunale, per poi richiamare in aula Fiorito e la minoranza e proseguire  col secondo punto all’Ordine del giorno.
Quindi, nessuna votazione, nessun rinvio,  situazione mai registrata, almeno sino ad oggi in un Consiglio Comunale, con nessuna conclusione, comunicazione, nel silenzio più assoluto!!!
La mancanza del sesto componente per superare la metà (sei consiglieri su undici) necessaria per validare la seduta, essendo presenti solo cinque, ha forse determinato questa situazione?  Che dovrà  comunque avere un chiarimento, forse al prossimo Consiglio?
E’ stato poi chiesto al Sindaco, fuori sacco, notizie circa l’esito delle trattative in corso per i garages di Via IV Novembre. La risposta poco rassicurante del Sindaco ha espresso, per il momento, “incertezza”.
La battaglia parlamentare è proseguita nel discutere e contestare date e firme poste dal responsabile dell’ufficio finanziario nel periodo in cui non era  presente in Comune (a casa per infortunio), per la regolarizzazione delle successive ratifiche di due delibere di Giunta con variazione urgente al bilancio di previsione 2018/20.  Queste “irregolarità” o presunte tali,  hanno visto la minoranza esprimere voto contrario per una, mentre per l’altra, l’assenza alla votazione con uscita polemica dall’aula.
Per l’assestamento generale di bilancio, ultima voce all’OdG, viene ripetuta l’accusa di Repetto alla maggioranza, quella di lasciare a chi verrà una cassa più che mai vuota, con cifre improprie, e quindi voto contrario.
Ascoltare Repetto che accusa l’attuale amministrazione di non essere capace di governare, lascia alquanto perplessi… valutando ciò che è successo e/o contestato  a livello urbanistico sotto la sua personalissima responsabilità, sia quando è stato in minoranza (nove anni) che da Sindaco (dieci anni).  Carte ed interventi cantano !
LUTTO CITTADINO
Renzo Garbarino, 85 anni, non è più tra noi. Lascia la moglie, la figlia, fratello, nuora e nipoti, oltre parenti e tanti amici. Renzo, con il fratello, per tutta la loro vita professionale, hanno formato una coppia affiatata di artigiani edili, oltre dedicarsi alla campagna. Personaggio silenzioso, da pensionato si divertiva a giocare a bocce.

Carlo Gambetta

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