Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Fontana ministro della Famiglia dissolubile
Salvini ministro razzista? No, solo grottesco

Uno che, prima di sposarsi, stipuli “accordi prematrimoniali” col partner in vista dell’eventuale scioglimento del vincolo matrimoniale, evidentemente non può essere cristiano e direi neanche profondamente umano. È qui che si vedono, ancora, tutti i “valori cattolici” della Lega, è qui che, ancora, si manifesta una visione antropologica incompatibile con quella cristiana.

Lorenzo Fontana leghista e ministro della Famiglia nel governo Conte

A meno che il neo ministro della famiglia e della disabilità on. Lorenzo Fontana non intendesse “in vista dell’eventuale dichiarazione di nullità del matrimonio”. Ovvero, se il nostro matrimonio, che domani celebreremo, dovesse essere nullo, perché magari il nostro consenso è viziato, mettiamo le mani avanti e tuteliamo i nostri figli (eventuali) e i nostri beni, mettendoci d’accordo prima sul post-matrimonio. Ma dato che non ritengo in alcun modo il ministro un disturbato capace di tali assurde tortuosità mentali, debbo, e dobbiamo, constatare semplicemente che per Fontana il matrimonio non è indissolubile. Che così fosse per il cosiddetto matrimonio civile già si sapeva, ma non è così per il matrimonio cristiano, e nemmeno per il matrimonio naturale. Pare se ne debba allora dedurre che per Fontana la famiglia tradizionale non coincida con quella naturale. La naturale infatti si fonda su di un vincolo indissolubile tra un uomo e una donna, non meramente su di un vincolo tra un uomo e una donna. Ma forse non basta non essere omosessualisti per essere fedeli alla Tradizione. E se il ministro della Famiglia sarebbe il “cavallo di razza” prolife&profamily della (nuova?) Lega, spero di sbagliarmi, ma non vorrei che nella Lega si abbiamo le idee un po’ confuse e, a furia di sventolare rosari, ci si sia dimenticati che per noi cristiani l’albero della vita da baciare è quello redentivo della croce, non quello, pagano, di Pontida.

Tra l’altro vedo un nesso tra le famigerate DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) e questa storia degli accordi prematrimoniali: vedo la stessa sfiducia in Dio o, più laicamente, la stessa sfiducia nella vita. Ma cosa dici, Gianluca?! Gli accordi sono a tutela dei figli! Vabbè, non glielo dite però (ai figli); gli rovinereste il cuore e creereste confusione nella loro mente. Non comincerebbero a credere che “l’amore è eterno finché dura”? Ma se finisce, o può finire, che amore è ? Tanto vale ammettere che l’amore non esiste, o, semmai, fingere di credere che esista chiamando amore ciò che amore non è perché esclude il dolore. Perché, arieccoci, esclude la croce. Ma, Gianluca, dove vivi?! È ovvio che ‘ste cose si terranno nascoste ai bambini e anzi si spera che mai dovranno venir fuori per essere utilizzate! Sarà, ah! ah!, il segreto di mamma e papà.

Caro bimbo mio, tu lo sai qual è il segreto di mamma e papà, non hai bisogno che te lo dicano che non si amano, perché tu vivi di quell’amore. Ma, Gianluca, il ministro Fontana è un ministro della Repubblica, non un ministro della Chiesa! Non è colpa mia se la natura senza la grazia (conscia o meno) non ce la fa. In politica, senza autentica ispirazione cristiana (conscia o meno), non c’è progresso civile, non si dà umanizzazione dell’uomo.

Gianluca Valpondi

Salvini razzista? No, solo grottesco 

“I rom italiani purtroppo te li devi tenere, perché non li puoi espellere”, così si è espresso il Ministro degli Interni della grottesca Repubblica Italiana. Sì, perché se c’è qualcosa che davvero sembra poter cementare l’asse governativo Lega-5stelle è proprio il grottesco. Scherzano, alla leggera, su faccende anche molto serie, strizzano l’occhio ad una parte becera non dico del popolo italiano, ma di ciascuno di noi, flirtano con un pensiero e un costume diffuso che è di tendenziale svacco morale secondo la pseudoetica di un pragmatismo talmente terra terra da rischiare davvero di sprofondare del tutto sottoterra. Senza questo “cemento” sarebbe difficile immaginare che due forze politiche così diverse possano addirittura esprimere e realizzare un governo comune del Paese. Quando diciamo “il nostro Governo” a cosa pensiamo? Cosa accomuna Lega e 5stelle? Solo il populismo, che è la caricatura del popolarismo; che è la versione superficiale del popolarismo; che è più demagogia che democrazia; che è più slogan ad effetto, che ragionamenti profondi. Penso che questa alleanza di governo abbia di fatto e per forza di cose tirato fuori la parte peggiore della Lega e forse, ahinoi!, ne ha svelato la vera natura, che è l’ipocrisia. Almeno a questo è servito e serve questo governo, a dirci cioè cos’è la Lega. Sui 5stelle non avevamo dubbi. Se Salvini volesse estirpare dall’Italia l’etnia rom, ce lo potrebbe anche dire; ma no, non sarebbe da ipocrita, sarebbe da razzista. Meglio gettare spregio su chi evidentemente non può difendersi (e magari la loro rabbia impotente la scaricano su altri, come da manuale della guerra tra poveri), perché sono solo scarti dell’umanità; e l’effetto è, appunto, grottesco. La solidarietà nazionale, caro signor Ministro, non si costruisce contro ma pro, per una forma di integrazione del diverso, non contro il diverso. Il diverso delinque, ruba? Non più dei politici, stia sicuro. Non dico che i politici siano tutti ladri, sarei populista, ma che spesso in galera ci vanno i “ladri di polli” e non i grandi delinquenti che siedono in giacca e cravatta ai grandi consessi mondiali, dove magari si decidono le sorti di moltitudini di persone, o magari in stanze segrete dove girano ricchezze faraoniche . E poi le ricordo che quel Crocifisso che la Lega vorrebbe appeso a forza ovunque frequentava ladri e prostitute, quelli che lei vorrebbe fuori dall’Italia e via dalle nostre strade (per “godersele” in modo più riservato), ed era lui stesso un delinquente perché invitava ad amare il nemico e alla fratellanza universale addirittura come prerogative divine: non è un Dio che “ce l’ha duro”, ma che si china sui disprezzati, sugli ultimi, essendo Lui stesso ultimo e disprezzato, annoverato tra i malfattori. Stigmatizzare come persone non gradite in Italia quelle appartenenti ad una certa etnia, lei come lo definisce? Quindi il nostro Ministro della Pace Pubblica ci invita a far nostro lo stereotipo che identifica automaticamente il rom col delinquente, col ladro? Non sono innanzitutto fratelli in umanità e pure, se italiani, nostri connazionali? Caro Matteo, lo so che in fondo non sei mica disumano, è solo il tuo modo di farti ascoltare e di avere consenso, magari vuoi solo che ci sia maggiore giustizia e sicurezza per tutti, ma, davvero, non è questo il modo. Così non aiuti i rom ad integrarsi (almeno per quanto è possibile) e neanche gli italiani a sentirsi più sicuri. Rendi solo la società più cattiva, meno umana, aumentando il livello di aggressività. È anche una legge della psicologia: se tratti uno come un ladro, quello più facilmente ladro diventerà. La legalità è giusta e pure sacrosanto farla rispettare su tutto il territorio nazionale, ma la legge si fonda sul diritto e la persona è il diritto sussistente. Se il nostro Ministro dell’Interno ci invita in pratica a coltivare uno sguardo cattivo, perché sprezzante e beffardo e intollerante, su una categoria etnica di nostri concittadini, c’è qualcosa che non va. Ne conviene, signor Ministro? O davvero pensa che i rom siano tutti ladri, per essenza? Non sarà mica populista? Se no, se vuole essere davvero popolare, ce lo dimostri; ci faccia vedere che vuole un dialogo serio con la comunità rom, fondato sul rispetto reciproco e sul rispetto delle regole comuni, senza pensare però che lo Stato sia Dio e che le sue leggi siano divine e senza rammaricarsi pubblicamente per l’impossibilità di deportare i rom fuori dal nostro Paese, anche solo con battute stupide che nessuno, tanto meno il Ministro dell’Interno, si può permettere. Buon lavoro, onorevole Salvini.

Gianluca Valpondi

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