Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Valle del Santuario a Savona: rivitalizzarla dal generale abbandono. L’alluvione? Nel ’92

Stato attuale e proposte della Valle del Santuario a Savona ? Dagli incontri svolti con gli abitanti dei borghi della valle del Santuario, sono emerse numerose e importanti problematiche, espresse con chiarezza dagli abitanti e riassumibili nella percezione di una carenza di sicurezza e nel senso di abbandono da parte dell’Amministrazione Comunale.

-Manutenzione territorio

Forte è risultata la richiesta espressa rispetto alla pulizia dell’alveo del Letimbro e delle aste affluenti, dalla presenza di alberi abbattuti sui pendii oltre agli arbusti e canneti lungo l’alveo.

Preoccupazione derivante dal ricordo ancora vivo dell’alluvione disastrosa del 1992, il cui livello dell’acqua è testimoniato da una piastra sul muro della S.M.S di San Bernardo. Inoltre è stata ricordata la mancata installazione dei pluviometri in sommità della valle per monitorare in tempo reale l’onda di piena che scenderà al mare con l’anticipo di circa 2 ore.

Ma il potenziale e permanente grande pericolo, sta nel generale abbandono del bosco e delle fasce un tempo coltivate a uliveto e orto.

Al riguardo si è evocata l’attuazione di iniziative di recupero delle colture da parte di cooperative di disoccupati e immigrati, opportunamente promosse e coordinate dal Comune, in accordo con i proprietari dei terreni.

Analoghe iniziative attivate in alcuni comuni, sono risultate assai virtuose in quanto copaci di tutelare oltre alla sicurezza dal dissesto idrogeologico, anche quella socio economica garantendo numerosi posti di lavoro e un contributo non secondario al processo di integrazione sociale dei migranti, fenomeno destinato ad una crescita inevitabile e da gestire in forme adeguata

Valorizzazione Santuario di Nostra Signora di Misericordia, del Museo e del Centro sportivo.

E’ sconcertante constatare la mancata utilizzazione di un polo culturale religioso di livello nazionale, il cui potenziale turistico è in grado di produrre posti di lavoro e benessere socio economico diffuso per tutta la valle.

Eppure si tratta di un sito di grande rilievo tanto da essere stato oggetto nel 2008 della visita di Papa Benedetto XVI, ma soprattutto capace di richiamare visitatori tutto l’anno a condizione che l’ammistrazione pubblica, Comune, Opere Sociale e Autorità Religiosa, dedichino la necessaria attenzione organizzativa coordinata.

Occorrono soltanto iniziative mirate e intelligenti analoghe a quelle che sostengono con successo il turismo di altri Santuari italiani, senza dover effettuare investimenti rilevanti.Il complesso è dotato della stazione ferroviaria sulla linea per Torino.Poi esistono esercizi per la ristorazione e l’accoglienza.

Inoltre è già attivo da decenni un meritevole laboratorio artistico privato.

Servizi – Riguardo ai trasporti per i visitatori ma anche per i residenti, non esistono particolari difficoltà per il riutilizzo della stazione ferroviaria e per l’organizzazione di treni navetta di cui si è già ipotizzato in passato.Ovviamente anche su strada, soprattutto per il collegamenti dei borghi valligiani con la città, sarebbe opportuno l’utizzo di bus navetta elettrici, ecologici e competitivi, in sostituzione di quelli a chiamata, il cui servizio è considerato meno efficace di quello a orario fisso.

Il servizio di Raccolta rifiuti necessita di una riforma organizzativa radicale a partire dall’attuazione del modello a rifiuti zero con il sistema porta a porta a tariffazione puntuale basata sul computo del quantitativo effettivamente conferito.Inoltre sarebbe auspicabile attuare anche il servizio del “vuoto a rendere “in riferimento alla legge recentemente approvata.Infine la raccolta dell’umido dovrebbe essere gradualmente sostituita dal compostaggio domestico singolo e multiplo, dato il favorevole contesto campagnolo, ovviamente con un piano di incentivazione premiale per i cittadini disponibili.

Questo modello mirato alla riduzione a monte della quantità di rifiuti prodotti, dimezzerebbe il costo complessivo del servizio e quelllo dei cittadini, mentre produrrebbbe un minore inquinamento ambientale, e in questo contesto più favorevole per qualità e dimensione, risulterebbe di relativa più facile realizzazione.

Va da se che il raggiungimento di questo insieme di obiettivi, richiede un atteggiamento virtuoso e determinato che le passate Amministrazioni non hanno mai attuato.

 Giovanni Maina

 

 

 


Avatar

G.Maina

Torna in alto