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Liguria e Basso Piemonte

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Scajola, zio e nipote, ‘guerra in famiglia’ ? Dal Piano casa alle sciabolate per Diano Marina

Che la famiglia Scajola sia una delle più potenti della Liguria è ormai cosa appurata. La parabola di Claudio, l’ex ministro messo sotto accusa e poi assolto a ripetizione, sembrava ormai in discesa libera, invece…

Ma adesso l’ex ministro, “u ministru” deve fare i conti con l’agguerrito e volitivo nipotino, Marco, ormai onnipresente su giornali e televisioni e sempre più amico del neo governatore della Liguria, quel Giovanni Toti, braccio destro del Cavaliere, lo stesso che aveva messo il veto sullo zietto in lista.

Il Secolo XIX del 2 marzo 2016, sulle pagine imperiesi titolava. “Diano al voto, la dinastia Scajola si divide”. E proprio sul rinnovo dell’amministrazione comunale dianese che zio e nipote rendono ufficiali le loro posizioni che sicuramente non concordano. Claudio vorrebbe l’appoggio a una lista civica capeggiata da Angelo Basso, per due mandati primo cittadino sotto i colori di Forza Italia; Marco, invece, proprio perché in sintonia con Toti sposa la riconferma di Giacomo Chiappori, già componente del cerchio magico di Umberto Bossi e oggi in tappa di riavvicinamento sviolinando Matteo Salvini. La formula regionale di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia ha scalzato il centrosinistra relegando il Pd all’opposizione.

Perché rischiare. Marco Scajola è con Toti e comincia a fare ombra allo zio. Cosa fastidiosa che a “sciaboletta”, lui onnipotente, non avrebbe fatto piacere, ma da tempo. Il successo elettorale del nipote, primo degli eletti in provincia di Imperia, pareva essere un rafforzamento della potente famiglia fino a quando le prime avvisaglie sono emerse con il Piano casa, legge fortemente voluta da Marco Scajola e da Giovanni Toti. Prime schermaglie con zio Claudio polemico sul Piano, mentre i bene informati parlavano già di possibili dissapori in famiglia con Alessandro, anche lui ex parlamentare, ex sindaco di Imperia e fratello di Claudio, nonché padre di Marco, che al figlio avrebbe suggerito di andare avanti per la sua strada avvicinandosi al potere, cioè al plenipotenziario di Berlusconi, Giovanni Toti, facendo finta di niente ai rimbrotti e all’agitarsi dello zio.

Impossibile pensare che a rompere le uova nel paniere sia subentrata la più diffusa delle virtù in politica: l’invidia. Ma tutto è possibile. L’età avanza e lasciare spazio ai giovani, per certi personaggi, è difficile. In molti a Imperia e nell’entroterra guardano a Marco Scajola come l’astro nascente pronto ad offuscare lo zio che a fatica cerca di apparire in ogni dove nel tentativo di riproporsi come leader degli azzurri ma con l’intenzione, forse, di avvicinarsi a Verdini, per vendicarsi del Berlusca e di Toti che nessuna riconoscenza gli avevano riservato durante le sue disavventure poi andate a lieto fine.

C’è chi è pronto a giurare che Claudio Scajola, pur di riemergere, farebbe carte false anche per un posto nei pressi dei renziani. “In fondo è un democristiano” dicono abbia detto. C’è il rischio di troppa fantasia, ma il sospetto che qualcosa bolla in pentola e che il bravo nipotino voglia superare il maestro non è da escludere soprattutto alla luce della questione Diano Marina. Marco appoggia Chiappori, sindaco uscente e leghista, Claudio, tifa  per Angelo Basso. Conferma il fatto che sponsorizzato da Rodolfo Leone, ex assessore di Imperia, ex segretario del Partito Liberale, ex nemico di Claudio Scajola, poi diventato suo grande amico, abbia affilato le armi proprio puntando su Diano. La prima mossa l’apertura di un giornale on line “Imperia focus” a cura – recita la testatina – di Francesco Bianchi (direttore), ex “Monono”, ex ufficio stampa del Comune di Imperia e già candidato, con poco successo, a sindaco di Diano Castello. Poi Angelo Basso che spara su Diano, anche lui già corrispondente di Secolo XIX e La Stampa, ma soprattutto ex sindaco. Ripescata dalla pensione anche Loredana Grita, giornalista ex Secolo XIX.

Rodolfo Leone, per i più Rudy, beneficiato con incarichi prestigiosi da Re Claudio, avrebbe messo mano al portafogli per dare fiato alle trombe e permettere a “Focus”, con tanto di proclami di indipendenza, di cominciare a tirare bordate proprio su Diano Marina. C’è anche un comune denominatore tra chi partecipa all’operazione informazione: tutti e tre i giornalisti avrebbero forti legami con la massoneria e per l’esattezza quella di Piazza e del Gesù. Così si scoprirebbe che l’opposizione al leghista Chiappori può contare anche sui poteri forti, o meglio sui poteri occulti che tanta forza hanno nell’imperiese. La fratellanza, però, non sembrerebbe gradire la possibile discordia tra Claudio e Marco, tra zio e nipote. Per adesso, però, vince Toti.

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