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Liguria e Basso Piemonte

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Piano casa Scajola junior? Tre proposte CIA salva ‘suolo agricolo’ nella Liguria cementiera

Marco Scajola, figlio dell’ex deputato Dc, Alessandro, poi di FI, chiamato alla vice presidenza Carige nell’era Berneschi, vuole rilanciare l’economia ligure con il Piano Casa nella Regione che ex leghisti nazionali della prima ora, in Tv, hanno definito la più martoriata d’Italia dalle ‘seconde case’ e dalla speculazione immobiliare. La ‘cura Scajola – Toti – Lega Nord ultima generazione, non convince neppure la Cia, coscienza critica del mondo agricolo. Ma niente polemiche pretestuose,  servono proposte collaborative, precise. Intanto l’assessore leghista Stefano Mai, ex sindaco di Zuccarello, annuncia il registro alberi monumentali anche per prevenire il dissesto idrogeologico. Da una parte ‘libero cemento’, dall’altra un po’ di utile fumo ?Leggi l’interrogazione al ministro Martina dei parlamentari liguri (Anna Giacobbe prima firmataria) per la mancata erogazione di fondi per l’alluvione 2014 che ha colpito le campagne dell’albenganese e del genovese.

Una popolare sagra estiva dei prodotti tipici dell’agricoltura e piatti liguri, nella foto il presidente della Cia, Aldo Alberto, banchetta con parenti ed amici

COMUNICATO SATAMPA – Genova, 21 novembre 2015 – Con una lettera indirizzata al presidente della Commissione Territorio e Ambiente della Regione Liguria, Andrea Costa, e ai capigruppo in Consiglio regionale, CIA Liguria ha portato all’attenzione della Regione le proprie osservazioni al Piano casa (DDL. n. 26 “Modifiche alla Legge Regionale 3 novembre 2009, n. 49). La Confederazione Italiana agricoltori chiede significative modifiche al testo per evitare ogni incentivo a un ulteriore consumo di suolo agricolo, che sarebbe controproducente per il settore e per un nuovo modello di organizzazione economica verso il quale è opportuno tendere.

La nostra regione – interviene Aldo Alberto, presidente CIA Liguria – , anche per effetto della propria conformazione, è quella che ha maggiormente ha utilizzato il “suolo agricolo” per altri usi, determinando una situazione di fortissima competizione sull’uso che ha penalizzato fortemente lo sviluppo dell’imprenditoria agricola. Non si registra in Liguria un’insufficienza di volumetrie, né destinabili alla residenza né ad altro uso. Inoltre il settore agricolo, con norme specifiche, ha fatto proprie le possibilità di trasformazione di volumetrie esistenti per realizzare attività complementari all’impresa agricola, ad esempio gli agriturismi e le attività di agricoltura sociale”.

CIA Liguria ha avanzato osservazioni specifiche sul testo degli articoli 3, 6 e 7 del Piano Casa:

ART. 3 – La premialità pare assai consistente, CIA riterrebbe opportuna una rivisitazione inserendo meccanismi che favoriscono gli incrementi premiali per chi opera accorpando volumi e riducendo i benefici per chi opera frazionandoli in più edifici.

ART. 6 – La norma suscita forti perplessità, in particolare nella parte in cui consente il trasferimento in zone urbanistiche diverse purché edificabili (in sostanza tutte) e consente la gestione dei volumi, attraverso la realizzazione di più edifici. CIA ritiene la norma molto pericolosa per le aree agricole, ed in generale un incentivo alla promozione dell'”insediamento diffuso”.

ART. 7 – CIA esprime le stesse preoccupazioni dell’art. 6, ulteriormente aggravate per le potenziali volumetrie interessate. Inoltre, pur trattandosi di volumi a uso produttivo, non è escluso il possibile cambio d’uso a residenziale, favorendo l’effetto moltiplicatore di potenziali edifici diffusi sul territorio. A tal proposito CIA propone di emendare il testo inserendo nell’articolato:

– la definizione di un numero massimo di edifici che possono essere realizzati (non più di due);

– l’esclusione delle aree agricole produttive e delle aree agricole di presidio ambientale, dalla possibilità di ricevere volumetrie provenienti da altre zone;

– nelle aree agricole, rendere possibile l’applicazione della norma utilizzando volumetrie provenienti esclusivamente, da aree aventi stessa destinazione urbanistica

In questa fase ove si sta avviando con fatica il PSR 2014-2020 – conclude Aldo Alberto – , che punta ad una crescita dimensionale delle imprese agricole. Inserire norme che possono favorire la crescita della competizione sulla destinazione delle aree agricole pare contraddittorio e controproducente, anche con le stesse precedenti disposizioni della Regione quali da esempio la Banca della Terra, strumento nato per favorire la mobilità dei terreni agricoli ed un loro recupero produttivo. La realizzazione di nuovi volumi e la stessa demolizione di altri esistenti non producono mai la “restituzione” all’uso agricolo delle superfici in precedenza insediate, pertanto per l’agricoltura operazioni di questa natura finiscono per essere sempre e comunque operazioni con il segno negativo”.

AGRICOLTURA, ASSESSORE MAI: AL VIA IL NUOVO REGISTRO ALBERI MONUMENTALI

GENOVA. Tutelare e valorizzare gli alberi monumentali nei boschi, ma anche nei centri urbani come patrimonio di particolare interesse naturalistico, storico-culturale oltreché per prevenire rischi legati a mutazioni dell’assetto idrogeologico del territorio. Sono alcune delle finalità contenute nella delibera, approvata oggi dalla giunta regionale su proposta dell’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai per la realizzazione del nuovo registro degli alberi monumentali della Liguria che verrà varato entro il 31 dicembre. “Il nuovo elenco regionale sarà un aggiornamento del precedente e terrà conto del censimento degli alberi comunicato dai singoli Comuni che pertanto invito alla collaborazione inviando le proprie segnalazioni” dice l’assessore regionale Mai.

Le segnalazioni saranno poi valutate dal dirigente del settore politiche della montagna e della fauna selvatica della Regione e in seguito trasmesse all’Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato. Perché un albero possa essere inserito nell’elenco i criteri previsti sono: il pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni, alla forma, al portamento, alla rarità botanica, all’architettura vegetale, al contesto paesaggistico, storico-culturale-religioso e al valore ecologico. Gli alberi monumentali in Liguria ammontano a 118 singoli, più 13 per gruppi e filari.

COMUNICATO STAMPA – I PARLAMENTARI LIGURI FIRMA UN’INTERROGAZIONE AL MINISTRO: MANCANO I FONDI PER LE AREE ALLUVIONATE DI ALBENGA

Al Ministro Martina prima hanno scritto i presidenti di Cia Liguria, Confagricoltura, Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, riuniti nel coordinamento di Agrinsieme Liguria. Ora sono i parlamentari liguri a fare un’interrogazione.

Per capire come mai ad un anno esatto dagli eventi calamitosi che hanno pesantemente colpito il comprensorio Albenganese ed una parte significativa della Provincia di Genova, nessun intervento a sostegno della ripresa produttiva delle imprese agricole è stato erogato.

Prima firmataria Anna Giacobbe. Ma la firma l’hanno messa in tanti altri, in rappresentanza di diversi partiti: Franco Vazio, Mario Tullo, Massimo Fiorio, Luca Pastorino, Roberta Oliaro, Raffaella Mariani, Mara Carocci, Lorenzo Basso.

Tutti a chiedere al Ministro Martina ” quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere affinché alle aziende agricole liguri colpite dagli eventi alluvionali del 2014 sia assicurato un contributo adeguato a sostenere la ripresa produttiva e a garantire la sopravvivenza stessa di molte attività, prevedendo nel complesso la destinazione di una dotazione sufficiente di risorse ed un criterio di riparto non penalizzante per la Liguria.”

L’interrogazione è stata depositata. ” Solleciteremo una risposta rapida, le aziende liguri non possono più aspettare – sottolinea l’On. Anna Giacobbe -. Stiamo valutando insieme ai colleghi della Commissione Agricoltura di fare un emendamento alla Legge di Stabilità.Con questa interrogazione abbiamo dato seguito alla lettera di Agrinsieme Liguria che metteva in risalto le difficoltà delle imprese e risolverle con un riparto diverso delle risorse disponibili. Ma anche affermare il concetto che la Liguria non può essere considerata marginale nell’ambito delle politiche agricole”.Sulla base di un impegno del Ministro assunto subito dopo quegli eventi, è stato possibile veder riconosciuti ed ammessi a contributo anche i danni subiti dalle colture, in virtù di una impossibilità pratica ad accedere a forme di coperture assicurative per le colture praticate in tali areali.  ” Questo riconoscimento avvenuto con il noto decreto legge di quest’anno è stato un risultato estremamente positivo – commenta l’On. Franco Vazio – andando a colmare una lacuna legislativa evidente che penalizzava molte aziende. Ora però dobbiamo fare in modo che le risorse vengano reperite con estrema urgenza. Non è una battaglia solo dei parlamentari liguri, o per qualcuno, ma è una richiesta che risponde ad una emergenza, ad una situazione drammatica che deve essere risolta; diversamente le conseguenze saranno gravissime non solo per i danneggiati, ma anche per l’intera filiera agricola”.

 

I danni sono stati ingenti, oltre 5 milioni di euro solo sulle coltivazioni.

 

” Molte imprese si sono indebitate per fare sopravvivere la propria attività e per fare fronte ad una perdita di prodotto e quindi di reddito davvero ingente, che ha compromesso l’intera annata – conferma Aldo Alberto, coordinatore regionale di Agrinsieme Liguria -. Ad oggi nessun intervento a sostegno della ripresa produttiva delle imprese agricole è stato erogato.

Riterremmo assai grave che, a fronte di danni pesanti, scrupolosamente accertati, sia alle colture che alle scorte, ad oltre un anno di distanza la concretizzazione dell’ intervento si traducesse in interventi poco più che simbolici, lasciando il settore privo di ogni tutela a fronte di situazioni cosi drammatiche.

Invitiamo il Ministro Martina ( e chiediamo all’assessore regionale all’agricoltura di farsi interprete di questo invito) a visitare l’ agricoltura ligure. In quanto praticata in una “piccola Regione” non vorremmo fosse scambiata per una piccola agricoltura”.

 



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