Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

I giovani di Montegrosso P.L. e Margherita, 90 anni, protagonisti della tradizione sulla montagna cuneese enclave dei pastori liguri

Spente le luci della ribalta estate 2015, con centinaia di feste, manifestazioni, festeggiamenti mondani e religiosi; a volte mediocre inno all’effimero e al consumismo, alla spettacolarità (processioni). Può accadere che una giornata capace di esaltare antiche e valorose tradizioni non faccia notizia. Ignorata. Trucioli.it aveva segnalato l’incontro alla chiesetta della Madonna della Neve: umile enclave di Montegrosso Pian Latte affacciato su Upega, frazione di Briga Alta. Ora possiamo mostrare i protagonisti di quell’evento con 250 partecipanti e almeno due particolarità. Margherita Bonello, classe 1924, esistenza da contadina, madre virtuosa e di fede, accompagnata dal figlio, ha pregato e acceso una candela augurale. I ‘ragazzi’ della Pro Loco, le tavolate nel verde all’aperto, la spaghettata Agnesi di 43 kg. 

Tre sacerdoti (due frati polacchi) all’altare dove un brillante don Enrico Giovannini, parroco anche a Montegrosso, ha celebrato la S. Messa accompagnato da una mini corale, distribuito l’eucarestia, contribuito ad esaltare il clima di raccoglimento, le radici della tradizione a ricordo dei sacrifici, dell’insegnamento che tramandano i pastori che in estate, dal paese natio, raggiungevano a piedi i pascoli sulla alture di Upega. Qui il tempo sembra essersi fermato non solo per la tenace devozione verso la Madonna della Neve. Qui tra il verde rilassante dei prati, alberi secolari,  sorgenti, resistono consumate dal tempo, ridotte a ruderi, le “selle”. Sono umilissime costruzioni  in pietra vista, seminterrate, simili all’architettura, si fa per dire, dei gias. Ingresso seminascosto e riparato (un tempo) da una porta in legno. Le ‘selle’ erano adibite alla conservazione dei prodotti caseari, formaggi in particolare. Nelle varie pubblicazioni storiche, anche recenti, non c’è traccia di queste realta- testimonianza realizzate dagli avi montegrossini o se volete, in dialettale, dai ‘ babarci’ , in quel di Upega.

Tra i presenti alla ricorrenza Madonna della Neve, tra i primi ad arrivare, il tre volte sindaco, dagli anni 80, due legislature con lo scudo crociato della Democrazia Cristiana, poi del centro sinistra, Angelo Toscano. “Avevo 12 anni quando pascolavo, la mia famiglia era tra quelle che frequentavano questi monti con il gregge di pecore. Queste costruzioni racchiudono e testimoniano un passato che tutti dovremmo conoscere, ad iniziare dagli alunni. Qui si custodiva, su telai di legno, in parte visibili e che hanno resistito, i proventi della pastorizia: formaggi messi a maturare, oggi diremmo cella frigorifera, il brussu. Appartenevano alla comunità di pastori e l’usanza voleva che, ad alpeggio terminato, si dividessero le ‘forme’, la produzione”.  Una equa distribuzione all’insegna della saggezza e dello spirito comunitario, collaborativo.

Angelo Toscano, nel giorno della festa, evita commenti, eppure bisognerebbe chiedersi ( e non basta) perchè questi gioielli – autentica testimonianza della cultura montanara imperiese in terra brigasca – non siano stati recuperati, restaurati, recintati per esaltarne il valore sociale; rappresenterebbero una formidabile attrazione storico – culturale soprattutto per le future generazioni, per i secoli a venire.  Oggi pure per i turisti che frequentano le nostre valli e nei libri – guida (lingue straniere) non trovano cenno.

Purtroppo le ‘selle’ stanno inesorabilmente consumandosi, corrose dall’incuria e dalle intemperie. Non c’è cippo o targa a ricordo della loro storia. Che peccato ! Già, si ripete il leitmotiv:  non ci sono soldi. E dire che tutti tacciano, mentre sulla Riviera fanno a gara per i fuochi artificiali, spettacoli che durano meno di un’ora e non resta nulla se non gli scatti fotografici e l’effimero esibizionismo festaiolo.  E conti salati delle spese. Una società del benessere materiale che al di là degli annunci ha sprecato e spreca, senza preoccuparsi di ‘investire’ nel futuro per tramandare almeno l’essenza delle nostre radici storiche. Come invece hanno dimostrato di saper fare gli antenati, già all’epoca dei romani e via a seguire.

Nel secondo e nel terzo millennio dC. abbondano i parolai, credono di meritare la medaglia; autocelebrano, ad ogni pie’ sospinto,  il rilancio ‘dell’entroterra montano‘ imperiese.  Una citazione per tutte, c’è un personaggio che può collezionare nel 2015 oltre un centinaio di apparizioni pubbliche, via mass media. Alla Madonna della Neve non si è visto, non aveva tempo, troppo impegnato nella promozione degli ultimi ‘eroici e resistenti montanari’, così sostiene in pubblico.

Don Enrico nella omelia a cielo aperto, i fedeli seduti nel sottostante prato, ha accennato all’importanza di conservare la tradizione montegrossina “in mezzo ai pascoli, a ricordo di chi lavorava, sudava su queste montagne per sostenere la famiglia…  ora la  società è cambiata, in fondo restano sofferenze, malattie, disuguaglianze. Resistono fede e venerazione…”. Ha citato l’origine  di Santa Maria Maggiore, 352 dopo Cristo, papa Liberio: la prima ‘basilica’, in onore della Madre di Gesù, eretta  dopo una nevicata, tra il 4- 5 agosto,  tracciò il perimetro sull’Esquilino. Con il santuario Mariano che ‘presiede a tutti i santuari del Mondo in Onore della Madonna. Ecco il valore ‘ storico’ della Madonna della Neve che Montegrosso ha realizzato in terra di Upega e di alpeggi. Ecco la riconoscenza che ha voluto testimoniare, nonostante l’età, la distanza, Margherita Bonello. Il suo commovente raccoglimento. Ecco le sue preghiere tra umili panche del più piccolo santuario mariano delle Alpi Marittime e forse non solo.

La comunità, i partecipanti sono poi confluiti per il ‘pranzo’ quasi al sacco che ha visto impegnati i giovani della Pro Loco, gli anziani volontari più assidui, per una mega spaghettata, salciccia alla brace, ‘cundigiun’ alla ligure. Tutti hanno pagato ciò che si consumava. Il buon esempio anche per un vecchio detto ‘chi mangia paga‘. E si perchè non è difficile imbattersi nel mondo degli ‘scrocconi’, intanto qualcuno (Comuni, Pro Loco, Province, Regione) paga.

L.C.

LE IMMAGINI PIU’ SIGNIFICATIVE DELLA GIORNATA ALLA MADONNA DELLA NEVE  AGOSTO 2015

Margherita Bonello, 90 anni, di Montegrosso P.L. prega nella chiesetta della Madonna delle Neve di Upega. Ha fatto la comunione ed acceso la candela della devozione. Era accompagnata dal figlio.

Angelo Toscano, tre volte sindaco di Montegrosso a 12 anni aiutava la famiglia nella pastorizia in ‘trasferta’ estiva a Upega, racconta la storia delle ‘selle’, ora quasi ruderi, utilizzate per conservare i formaggi che venivano divisi tra i pastori dell’alpeggio

Il cartello indica la cappella della Madonna della Neve, appartiene a Montegrosso P.L., in territorio di Upega e risale al  XIII secolo

Il momento più solenne della ricorrenza della Madonna della Neve, si celebra l’Eucarestia

Il giorno della festa, ore 10, 45, raggiungo la chiesetta, don Enrico e i due frati cappuccini polacchi per la celebrazione della Messa

Graziano Viazzo anima e presidente della Pro Loco, con un giovane diversamente abile ed amato dai concittadini, nelle prove prima della S. Messa

Le volontarie di Montegrosso P.L. hanno addobato la chiesetta e fanno gli ultimi preparativi

Una parte dei fedeli provenienti da Montegrosso, Mendatica, dall’imperiese assistono alla funzione religiosa 

Un’improvvista cantoria della Valle Arroscia per i canti sacri in onore della Madonna della Neve

Il celebrante, don Enrico Giovannini, parroco di Montegrosso, alza il calice….

La Santa Messa: il momento delle letture di un fedele di Montegrosso Pian Latte, buon esempio per i giovani cristiani praticanti

 Durante la celebrazione, nel bosco e nei prati attigui alla Madonna della Neve, pascolano le mucche, si odono i loro ‘sognagli’

Dopo la Messa e la benedizione solenne, pranzo popolare, presente il sindaco Giuliano Maglio e la moglie che hanno fatto la fila come tutti e hanno pagato, non è frequente ai giorni nostri !

Cucinieri (cuochi, cuoche e camerieri/e) volontari tuttofare e commensali giunti dal ponente ligure e dal cuneese alla festa della Madonna della Neve di domenica 2 agosto 2015 in frazione Upega al Santuario di proprietà di Montegrosso P.L. (fai un click per ingrandire le immagini)

 LA ‘SELLA’ SEIMNINTERRATA  DEI PASTORI DI MONTEGROSSO PIAN LATTE DURANTE L’ALPEGGIO ESTIVO A RIDOSSO DELLA CHIESA DELLA MADONNA DELLA NEVE

 

 

 

 

 

Avatar

Trucioli

Torna in alto