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Liguria e Basso Piemonte

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Il presidente Burlando fa il pìeno di sindaci fans, ma il pastore aspetta da 21 anni

Il presidente della Regione Burlando è ‘assediato’ dai sindaci fans dell’imperiese, soprattutto dell’entroterra che da 30 anni attende il rilancio. Buon segno di credibilità conquistata sul campo e gran viatico per la prediletta alla successione, Antonella Paita, l’unica ad aver indicato l’entroterra quale priorità della sua futura agenda. Peccato che la Regione Liguria abbia giocato un brutto scherzo proprio all’ uomo simbolo della pastorizia e della transumanza ormai celebrata alla stregua di un evento mondano- mediatico. Aldo Lomanto, con oltre un migliaio di pecore e un centinaio di capre, da 21 anni aspetta di realizzare un piccolo caseificio – punto vendita, con annessa abitazione. Quando l’iter è giunto al termine, la Regione ha mutato la destinazione d’uso dell’area: da agricola a industriale. Lomanto deve iniziare tutto daccapo. Una svista, un errore o la maledetta manina  in quel di Villanova d’Albenga, terra del nuovo stabilimento Piaggio, dell’aeroporto che non decolla, di una maxi inchiesta penale per decine di sottotetti abusivi trasformati in mansarde e posti sotto sequestro.Aldo Lomanto  nella storia dei guinness di Liguria, è l’unico pastore finito sotto processo per “pascolo abusivo“. Reato previsto e punito dal codice penale, articolo 636: ” Chiunque introduce o abbandona animali in gregge nel fondo altrui è punito con la multa da 4 mila a 40 mila euro…e se il fondo è stato danneggiato il colpevole è punito con la reclusione fino a due anni…”.  E’ una storia esemplare, di cui in parte i giornali locali si sono già occupati.  Lomanto dal 1965, inizialmente con il padre,  utilizza l’ampio letto del fiume Centa per far pascolare le pecore brigasche. Sono intervenuti  gli uomini della polizia provinciale, con l’aggravante che il territorio in questione è ‘protetto’ dal Sic (sito di interesse comunitario). Motivo ? Nella zona  ingauna sarebbe presente una colonia di tartarughe protette. Accade in località Bastia dove il pastore è in affitto dalla storica azienda della famiglia Anfossi, oggi gli eredi, con Mario Anfossi e un socio nella veste di imprenditore agricolo. Un’azienda che si sta ampliando con un nuovo capannone, nuove attrezzature.  Leader nella produzione di pesto, ma anche produttore di olio d’oliva non proveniente da altre zone.  Lo scandalo del produttore di Vasia che acquistava taggiasche in Puglia non era una novità per parecchi frantoiani del ponente.

Si sono chiesti se non possano convivere pecore, capre e tartarughe, come accadeva nei tempi antichi.  Gli esperti dei nostri giorni, quelli che  non si fanno vivi, almeno pubblicamente, di fronte  alle tante distruzioni ai danni della storia e della natura, sostengono che “le pecore creerebbero squilibri ambientali mangiando un particolare tipo di erba”, parola di Marco Genta, tecnico della Provincia di Savona chiamato a testimoniare al processo all’imputato pastore, difeso dall’imperiese avvocato Mario Donato. Il giudice che dovrà emettere la sentenza è Francesco Meloni, persona equilibrata e di esperienza. L’epilogo alla vigilia di Natale.

Intanto anche quest’anno il popolare pastore siculo-albenganese che è anche responsabile del presidio Slow Food locale, ha portato a termine la transumanza lungo l’antico percorso dei predecessori. Dalla pianura ingauna  alla zona della Navette (Alpi Marittime).  Contrariamente agli altri anni la notizia non è stata ripresa nè dai media cartacei, né dalle televisioni; del resto Lo Manto non è solito e non ha tempo a curare la promozione.  Agli annunci è tra quelli che predilige il ‘fare’. In piedi dall’alba al tramonto. Poi il banchetto dei formaggi alle fiere, alle feste, alle sagre, con l’aiuto prezioso di alcuni collaboratori.

Quest’anno non c’erano giornalisti a seguire la transumanza di Lo Manto, erano invece presenti  due chirurghi austriaci,  due professori universitari di Roma ed un paio di studiosi di Genova. Mancavano i concittadini savonesi ed imperiesi. A San Bernardo di Conio è stata organizzata una sagra ( nessuno ne ha parlato)  a cura dell’Associazione Transumanti.La notizia è stata messa in rete e questo è bastato ad attirare i nostri seguaci prediletti, non ci interessa la folla, cerchiamo di onorare la tradizione senza spacciare prodotti locali che sono acquistati altrove o lavorati da aziende commerciali all’ingrosso. L’olio è il nostro, come il burro, i formaggi, i piatti del pastore cucinati dalle nostre cuoche, casalinghe. E’ vero, io non telefono mai ai giornali, ai giornalisti, se mi cercano rispondo e collaboro, purtroppo ho giornate che non riesco neppure a parlare con i figli…Qualcuno è venuto a chiedere pubblicità a pagamento in cambio di servizi giornalisti e televisivi…li ho mandati al diavolo.”.

E la storia dei caseificio ? “Su questo non parlo, anzi non ho nulla da dire, non voglio farmi altri nemici“. E’ vero che aveva parlato personalmente al presidente Burlando il quale consigliò di contattare il suo segretario….? “Chi l’ha detto…Burlando è una persona seria, forse qualcuno ha sbagliato…Cosa vi interessa ?”. Scusi, signor Lo Manto, la pastorizia, a parole, tutti la osannano, la decantano.  Possibile che proprio un pastore debba aspettare 21 anni per realizzare un piccolo laboratorio-caseificio ? “Non rispondo, andate dal sindaco di Villanova…“. In questi 21 anni a Villanova è cambiato anche il sindaco, in realtà l’edilizia l’ha sempre ‘comandata’ il cav. Piero Balestra che grazie “largo ai giovani” è rimasto l’unico ad essere premiato nel ritorno sulla poltrona di primo cittadino.  Lei ha presentato un progetto, dopo aver acquistato un area di 2.175 mq,  nei pressi del rinomato ristorante pizzeria Claro de Luna, verso Bossoleto. Da fastidio a qualcuno ? Chi sono i confinanti ? Chi sono i signori dell’edilizia e delle progettazioni in quel di Villanova ? Chi fa il bello e cattivo tempo? Si è rivolto a loro ?

Lo Manto:  ” Ho capito, mi volete fare l’ultimo regalo che non merito. Io non so nulla e non dico nulla, penso solo ai miei problemi e non agli altri. Non accuso nessuno, è tutta brava gente”.  Signor Lo Manto, lei può anche tacere, passare, ci scusi, per omertoso,  ma un’attesa di 21 anni è al di fuori di ogni realtà.  Per le mansarde hanno fatto riunioni, presente un sodale del noto faccendiere nazionale Bisignani, se serve potremmo rivolgerci a lui, anche se c’è chi nutre molta fiducia nella presenza in consiglio comunale dell’avvocato Gianni Bottaro, esperienza alle spalle, già vice pretore onorario e fama di rettitudine, impegno civile.

Aldo Lomanto: “Mi fa piacere,  ma di questa storia non voglio parlare, mi mettete solo in difficoltà. Già a tirare fuori le promesse di Burlando è un cosa che mi infastidisce.”  Noi abbiamo il dovere di informare, raccontare ciò che conosciamo ed ha un interesse pubblico. Lei può tacere, questa vicendaccia meriterebbe la tivù nazionale, capitolo dopo capitolo, nomi e cognomi, date.  Anzi, ci impegniamo a chiedere notizie al Comune di Villanova e alla Regione.  La nostra modestissima sfida, anche se il pastore non gradisce e teme.

 

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