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Noli ‘problema inondazioni’, meglio ricominciare bene

Il provvedimento deliberato dall’amministrazione comunale di Noli (giunta Repetto), che impone l’attuazione del Progetto di mitigazione dei rischi di esondazione del torrente S. Antonio, denota un’ottica miope, incerta e pertanto risulta: a) non corretto nel metodo, b) insufficiente nel merito per il caso cui si riferisce di inondazioni a 30 anni, e inutile per quelle superiori prevedibili fino a 500 anni; c) infine, comunque, non sottrae l’amministrazione dalla responsabilità di risolvere definitivamente il problema ormai storico, che con mezzo secolo di urbanizzazione selvaggia è ulteriormente aggravato.

 

Di fatto si scarica la responsabilità su un gruppo di cittadini più esposti al rischio imponendo loro interventi tanto onerosi quanto di dubbia efficacia, senza adottare alcuna doverosa iniziativa che miri a risolvere radicalmente il problema che continua così a sussistere per buona parte della città.

Peraltro i dati idrologici su cui è basato il progetto, da una parte non sono confermati da quelli storici relativi a Noli e dall’altra sono in contraddizione con il progetto stesso.

Infatti, sia l’arco del passaggio aereo tra la torre San Giovanni e quella nel rio , sia il ponte medioevale a valle, esistono da ben oltre 500 anni e testimoniano che le previsioni qui assunte con portate d’acqua che li avrebbero dovuti distruggere, sono errate. Anche l’onda di portata a 30 anni, risulta mai avvenuta, sia nella documentazione, sia nella memoria dei nolesi anziani.

Tuttavia, mentre nulla è possibile escludere per il futuro, di certo questi interventi imposti oggi risultano di dubbia utilità.

Dunque per uscire da ogni possibile incertezza e da tutte le contraddizioni e per tutelare veramente tutti i nolesi e i monumenti, è indispensabile definire subito un nuovo progetto serio e adeguato, malgrado le accresciute complicazioni sul territorio, dopo aver riconsiderato tutte le soluzioni che la cultura scientifica e le tecnologie contemplano per simili situazioni, comprese quelle negli studi eseguiti negli ultimi decenni.

Certamente si tratta di un progetto oneroso, complesso e diversificato da realizzare a tappe successive di medio periodo, programmate con lungimiranza, ma da iniziare al più presto con lotti e metodologie che man mano risolvano il deflusso delle acque in modo controllato e diffuso.

Infine è doveroso ricordare che questo problema si interseca e va risolto con quello della viabilità insufficiente, sia veicolare che pedonale.

 Giovanni Maina

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