Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, il siluro a Rosy ? La delibera 256 (project financing) e ‘Cremazioni Ponente Ligure srl’ con 26 soci da Imperia a Finale

Succede ad Albenga, la città più ‘terremotata’ nella storia politico-amministrativa della provincia, dal 1970 ad oggi. Forse questa ci mancava in 46 anni da cronista di strada. Il primo sindaco rosa della storia ingauna sfiduciata dopo una ‘silenziata’ delibera di giunta: project financing per la realizzazione di un’area crematoria, edicole funerarie, parcheggio e concessione-gestione dei cimiteri comunali (5). Un solo assente, Guido Lugani e sei sì. Meno di 4 mesi prima si è costituita dal notaio Luciano Basso la srl ‘Cremazioni Ponente Ligure‘, 10 mila euro di capitale sociale, 26 soci, da Imperia a Finale Ligure, con nomi di spicco dell’imprentoria immobiliare, ma anche di pompe funebri. Un’operazione che brilla nell’ombra ed ha messo in moto alcuni ‘sommergibili’ muniti di siluranti. Cosa è accaduto ?

Albenga: quando Rosy Guanieri era sindaco e il marito dr. Franco Vairo la accompagnava

Nel complesso gioco degli equilibri dei poteri forti della provincia e in parte del ponente ligure è da tempo in atto una lotta sotterranea per il controllo dei grandi affari. Ai ‘piccoli’ ci pensano le entità rappresentative locali. La regola numero uno: agire coperti da quotati professionisti di destra e di sinistra, da padre in figlio, in studio professionale. Alcuni ruoli, non secondari, hanno l’epicentro in  logge massoniche che a loro volta svolgono il compito di ‘sentinelle’ per la diffusa presenza di ‘fratelli’. Ci sono i ‘piani urbanistici’, le varianti, appalti di spessore che coinvolgono pure il business delle cooperative sociali, le maggiori municipalizzate, la sanità pubblica e privata, gli arbitrati.

Il primo controllo pianificato di questa  vasta rete si è sviluppato, nei primi anni 2000. Portato a buon fine nei confronti dell’entità che per decenni era l’amico-nemico ingombrante e ribelle: ovvero la redazione del Secolo XIX di Savona, attraverso la maggioranza dei suoi capi che si sono alternati, a differenza della ‘mite’ La Stampa-Liguria. E’ stato il Decimonono e quella redazione, prima in Italia, a rendere di dominio pubblico la presenza di tutte le logge e affiliati (pure quelli in sonno) in provincia di Savona, poi di Imperia, quindi Genova e La Spezia.  Un’altra pentola esplose anche con lo ‘scandalo Teardo’ (giugno ’83).  Il caso vuole che molti degli articoli e dei servizi-inchiesta fossero scritti da chi oggi vi propone questo ultimo affresco di storia locale, dunque testimoni diretti.

Non è un segreto inconfessabile. Le informazioni di prima mano, grazie alla capillare ‘intelligence’ massonica, ci sono sempre state date da ‘fratelli’ altolocati che subivano, ma non condividevano il sistema di strapotere nell’informazione, in alcune istituzioni dello Stato, nelle associazioni di categoria: da Confindustria locale, agli albergatori, alla Camera di Commercio, ai cordoni del credito dei quattro o cinque istituti bancari più coinvolti, a partire da Carige-Carisa, alla Fondazione savonese. Informatori corretti, mai in conflitto di interessi, né coinvolti da inchieste giudiziarie nonostante, in qualche caso, i ruoli ricoperti negli anni.

Quando, da Albenga, come un fulmine a ciel sereno (burrasche sì, non da deriva finale) è arrivata la notizia delle dimissioni dei consiglieri di opposizione e di tre della maggioranza, non avevamo una risposta plausibile. Domenica, primo dicembre, il serio e diligente Angelo Fresia, figlio di un importante imprenditore della Riviera, corrispondente qualificato de La Stampa, ha intervistato l’ex vice sindaco Mauro Vannucci, avvocato, già alleato della arina verde’.  Forse una delle analisi, post dimissioni, più verosimile, pragmatica, sincera.

Vannucci dichiarava: “Prima di sparare a zero sui tre consiglieri di maggioranza che si sono dimessi (Pollio, Cangialosi e Maccarone), la Guarnieri dovrebbe farsi un’esame di coscienza, lei si è fatta sempre in quattro per soddisfare le richieste dei ribelli. E poi chi di spada ferisce, di spada perisce. lei  non si è fatta scrupolo di mandare a casa quattro assessori in un solo colpo per cercare, inutilmente,  di mantenere un equilibrio di giunta e restare al potere. L’ex sindaco non ha la capacità di aggregare, anzi divide le persone…Non c’entra nella sua caduta il Piano urbanistico comunale, l’acqua ai privati, il forno crematorio…E’ mancato il confronto  tra amministrazione ed albenganesi”.

L’avvocato Mauro Vannucci con la Guanieri e Franco Vairo

Il ‘libro aperto’ di Vannucci è tuttavia privo di un capitolo non secondario nel mosaico: in Provincia comanda a bacchetta Angelo Vaccarezza che ha rimodulato la giunta rafforzando l’occupazione del ‘potere politico’ da parte dei ‘fratelli muratori‘, persino una donna. Tra i più fedeli ‘alleati’ ed esecutori quel Gianfranco Sasso che può godere di ottimi rapporti e considerazione amicale di Claudio Scajola (gli ha donato, pare, un’imbarcazione); la sua ‘penetrazione’ nel mondo degli affari ponentini gli consente di disporre di un’antenna formidabile.  E fin qui, si può essere d’accordo o meno con certe strategie, è il gioco del potere e della politica.

Succede che  il 23 aprile scorso, nello studio del notaio Luciano Basso, nasce una società denominata ‘Cremazioni Ponente Ligure‘, sede ad Albenga. Ne fanno parte  Lucia De Filippi, 54 anni il 13 dicembre (auguri !),  residente a Savona; la società di famiglia,  Icose Spa, con sede a Perinaldo (Cn), 250 euro.  Giuseppe Mauro Zunino, 62 anni, ex sindaco galantuomo di Albenga, al vertice di un piccolo impero immobiliare, gran passione per l’editoria, l’aereonautica, impegnato sul fronte sociale quale  filantropo ; aderisce anche il fratello avvocato, Franco Maria, 53 anni, già ai vertici della Sar autolinee; la società di famiglia Ing. Giovanni Dario Zunino Sas,  dal nome del compianto papà tenace amministratore pubblico che da liberale, primo in Italia, si alleò come assessore di peso con il re rosso, Angelo Viveri, suscitando reazioni a livello nazionale.  Risalgono a quegli anni importanti opere pubbliche di rilancio di Albenga. I tre soci Zunino hanno 300 euro di quote.

Seguono:  Nazzareno  Sorrentino, originario di Benevento, 60 anni il 23 dicembre (aguri !),  con residenza a Parma, designato amministratore delegato della neonata società; la  Matthewes Internazional Spa, sede a Colorno (Parma), 125 euro; Silvio Ardissone, 51 anni l’11 dicembre (auguri!), 62,50 €, residenza a Diano Marina; Emanuele Balbo, 25 anni,  Albenga; Cora Bonifacio,  46 anni, Imperia, 62,50€;  Francesco Calabrese, originario di Rosarno (RC),  64 anni, Albenga; Enrico Calzia, 51 anni, Pontedassio (IM), 62,50; Francesco Canepa, 65 anni, 62,50, Finale Ligure;  Alberto Caramello, 48 anni il 20 dicembre (auguri!),  37,50, Albenga; Maurizio Caramello, 51 anni, San Fedele di Albenga, 37,50; Vincenzo Genco, 69 anni, originario di Mussumeli, Albenga,  300; Fabrizio Malatesta, 58 anni, Albenga, 125; Luca Messa, 44 anni, Loano, 62,50; Giovanni Monticelli, 51 anni, Albenga, 75, presidente della società; Carlo Munari, 77  anni, Loano, 62,50;  Claudio Nato, 23 anni, Albenga, 62,50; Franco Plutino, 57 anni, Cisano sul Neva, 125,00;  Paolo Pulerà, originario di Vibo Valentia (VV), 41 anni,  Cisano sul Neva, 62,50; Giovanni Quaranta, originario di Sant’Albano Stura (CN), 69 anni,  Pietra Ligure, 62,50;  Carlo Quaranta, 46 anni, Pietra Ligure, 62,50; Agostino Sommariva,  originario di Genova,  47 anni, Albenga, 75,00;  Gianluigi Molineris, 39 anni, Albenga (quota non indicata); Pier Luigi Romanelli,  49 anni,  Parma.

Il consiglio di amministrazione risulta composto da Genco, Molineris, Monticelli,  Plutino e Romanelli che ricopre la carica di vice presidente.

L’OGGETTO SOCIALE 

Realizzazione, conservazione e gestione di aree crematorie, cinerari, aree cimiteriali e tutte le altre attività proprie delle imprese di pompe funebri, compresa la potatura di alberi, siepi, la bonifica. Sono infine previste  operazioni commerciali, industriali, mobiliari ed immobiliari.

Non ci sono dubbi sul fatto che il gruppo, peraltro tutte persone assai conosciute anche per la loro attività alla luce del sole, ha tra gli obiettivi la realizzazione  di un impianto crematorio ad Albenga, in particolare nell’area cimiteriale di Leca, con l’annessione di ulteriore spazio. Trucioli.it si è già occupato marginalmente del ‘caso’, pubblicando la lettera di un’ambientalista insegnante e un relativo commento. Chi è interessato può cercarlo nell’archivio. La conclusione può essere sintetizzata: non si ragioni come si è fatto per gli inceneritori, tutti gridavano la necessità, ma al di fuori dei propri confini.  Le conseguenze sono i costi proibitivi dello smaltimento che pesano in ultima analisi sui bilanci dei Comuni, dei cittadini chiamati a contribuire. Ben altro il discorso del riciclo totale.

Ovvio che Albenga, seconda città della Provincia, si ponga in prospettiva la soluzione e lo studio del progetto di un impianto crematorio destinato a fare da capofila all’intero ponente. Un investimento importante che attrae interesse e coinvolge imprenditori di varia estrazione.

Il Comune di Albenga si è cautelato nel tutelare gli interessi della comunità che rappresenta? Pare presto per dirlo. La delibera di giunta non ha avuto molta eco. Si è continuato a battagliare su Leca no, Lusignano no,  mentre il neo progetto prendeva forma e sostanza. La delibera di Guanieri e C. prende atto che il 2 maggio la società Cremazioni Ponente Ligure ha inoltrato “una proposta  di finanza di progetto per la realizzazione  di un’area crematoria, costruzione di 40 edicole funerarie, costruzione di un parcheggio pubblico presso il cimitero del capoluogo, oltre a gestione e manutenzione dei cinque cimiteri  nel Comune”.  Si da atto della bozza di convenzione (non ci è nota, si parla della durata di 30 anni?), del piano economico-finanziario,  si ravvisa l’interesse pubblico di projetct financing, di approvare il progetto preliminare da inserire nel programma triennale che non comporta costi per il bilancio del Comune. C’è il parere favorevole del dirigente dell’area tecnica, ing. Danilo Burastero e  contabile del dr. Massimo Salvatico;  segretario generale la dr. Anna Nerelli.

Resta da sapere quale sarà l’ente finanziatore e per pura curiosità da quale area del Bel Paese potrebbe arrivare. I passi successivi dovrebbero essere l’approvazione in consiglio comunale. Ora tenuto conto delle dimissioni, dovrà essere una nuovo parlamentino.  Si dovrà  procedere all’ampliamento dell’area cimiteriale, quindi a una variante urbanistica.

Il sindaco decaduto, non sulla buccia di banana, bensì un progetto di peso ed indiscusso business per i privati, pur conoscendo la complessa realtà del ‘potere’ di questa provincia   pare non abbia tenuto conto che occorreva il ‘lasciapassare’  dello zoccolo duro insediatosi attorno al presidente Vaccarezza che, anche ad Albenga, ha solidi punti di riferimento sia nel mondo degli affari, sia in quello massonico più formaggiaro.  Osiamo dire: è un ambiente non sconosciuto al secondo marito di Rosy, Franco Vairo, personaggio che nella sua carriera ha incontrato alti e bassi, i meandri. Stupisce che anche lui, accorto ed intelligente, abbia sottovalutato da chi poteva arrivare il semaforo rosso.  Chi si sentiva minacciato dalla ‘grande alleanza crematoria‘ ? Il ‘caso Alassio‘, la lista Pdl, la disfatta totale del Pd, il sindaco e la giunta sotto la ‘protezione’  del grande fratello, la nomina da record dei primati di un assessore a tempo  in missione a sue spese a Roma, la scelta del nuovo capo dell’ufficio tecnico reduce da una pesante prescrizione di reato a Cairo Montenotte, le prime scelte all’insegna del ‘facciamo ciò che vogliamo‘, non dovrebbero avere bisogno di commenti.

Rosy ed il suo gruppo, ad Albenga, hanno fatto i conti senza l’oste. Ora sono tutti avvertiti.

Luciano Corrado

LA SOCIETA’ CREMAZIONE POENTE LIGURE S.R.L  (CLICCA PER LEGGERE )

L.Corrado

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