Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’ex presidente della Sabazia di Vado Ligure e i ‘Grandi Lavori’: come si ricicla ?

Hollande e Letta sostengono che la Lione-Torino si deve costruire. Alfano ha militarizzato la ValSusa (??? – art. 52 della Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…L’ordinamento delle Forze armate si uniforma allo spirito democratico della Repubblica.”) In Sardegna si registrano disastri alluvionali e morti, in conseguenza del fatto che per prevenire, con piccole e medie opere, non ci sono mai i soldi. PERCHE? Non lo sappiamo. Conosciamo però come sono andate e vanno le cose nella REPUBBLICA DELLE BANANE.

 

Hanno adeguate le leggi sui LL.PP. ed hanno concentrato i finanziamenti su grandi interventi, negando di fatto investimenti per un risanamento del territorio precario.

Esaminiamo il caso della produzione (nella Repubblica delle Banane) di una lunga galleria attraverso una montagna.

Il lavoro viena affidato ad una ATI (Associazione Temporanea di Imprese) o simile, guidata dal soggetto più robusto (GIL-la gioventù italiana del littorio non c’entra!). Dell’Associazione fa parte (è strategica, necessaria per coprire, in tutti i sensi, a”sinistra”) anche una cooperativa “rossa”.

L’ATI, al di là della direzione e responsabilità generale, partecipa in piccolissima parte alla esecuzione dei lavori, che nella maggiore quantità vengono affidati in subappalto.

L’impresa SUB (subappaltante) è presunta “mafia” o ha rapporti organici con essa.  Ed ha l’esigenza pressante di “pulire” e mettere in circolo (in “chiaro”) quantità enormi di soldi provento di attività illecite ? (pizzi, droga, armi, ecc.).

Per facilità di ragionamento usiamo di seguito numeri e percentuali simbolici, che vanno rapportati alla circostanza reale e alle compatibilà contabile dei due soggetti in campo.

Ad ogni fase di avanzamento lavori di valore 100 l’impresa SUB  formalizza ad ATI un addebito di 120, (eccedenza “non dovuta” di 20). Poi ATI contabilizza un pagamento pari a 120 così articolato: 100 a SUB e 20 in deposito nel “fondo nero” (illecito). Con questo congegno ATI nasconde una parte dell’utile, realizza una evasione di imposta sui risultati di gestione e si crea nel contempo la liquidità necessaria per pagare tangenti a politici e alti funzionari.

SUB, con sincronismo formale, incassa da ATI valore 100, gira nella contabilità ufficiale soldi illeciti “sporchi” di valore 20, totalizzando così l’incasso di 120 di cui alla fattura. Risultato collaterale: soldi “sporchi”  vengono “lavati” e resi spendibili. Le attività mafiose possono continuare perchè i proventi derivanti hanno uno sbocco legittimante.

Come è dimostrato, tutto quadra. Gli interessi dei tre soggetti in campo (imprese, sub-mafia, politica-apparato) convergono. Và rimarcato che su questa materia trovano sempre l’accordo determinate forze politiche che su tanti altri argomenti sono sempre in antitesi. Perciò le “ragioni” dei grandi lavori sono fortemente sostenute e pubblicizzate da certi poteri forti.

Un anticipo di tangente da parte di ATI diventa arma di ricatto, per cui il potere politico coinvolto deve, giocoforza, sostenere il progetto anche quando riscontra una argomentata e forte opposizione pubblica.

Chiaro perchè non si rispettano mai le priorità: risanamenti idrogeologici, scuole “a norma”, carceri adeguate alle esigenze e dignitose, piano casa adeguato alla domanda, welfare da paese civile, eccetera.

L’interlocutore perspicace osserva: “c’è somiglianza con lo scenario italiano!”

Si, ma in Italia non si coltivano le banane!

E poi abbiamo Enrico Letta, Angelino Alfano, demoCRISTIANI, e Dalema, che ci proteggono da  operazioni non oneste.

Quanto sopra non vuole essere “antipolitica”, bensì denuncia e stimolo alla “buona politica”.

Giovanni Milano

 

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