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Imperia, ‘Olioliva’ e le castagne ‘taroccate’

Domenica 17 novembre 2013 eravamo tra i fedeli ‘clienti’ della tradizionale festa dell’olio nuovo. Un bagno di folla, più dello scorsa edizione a prima vista. Non sappiamo se sia vittoriosa anche la crisi degli acquisti. Gli unici a saperlo? I centinaia di espositori. Chi può cantare vittoria sono almeno un paio di caldarrostai, non italiani, senza per questo essere iscritti tra razzisti. Appena arrivati un agricoltore-espositore vero, del cuneese, ci ha avvertiti (non ci conosce) che più avanti vendevano caldarroste taroccate. Ora spacciandole per piemontesi, ora liguri. E’ vero che Imperia non ha l’esclusiva del mangiare sano e della ‘filiera corta’.  Però sarebbe interessante sapere chi ha autorizzato due coppie (intraprendenti) di vendere castagne, tra l’altro, male arrostite,  come è capitato a noi con cattiva digestione. E non solo, taroccate? Chi assegnava i posti e con quali criteri e credenziali di serietà commerciale?

I sacchetti di castagne che al banco di vendita venivano indicate come nostrane

In un caso, quello espressamente segnalato dal contadino, abbiamo chiesto la provenienza: risposta “Villanova d’Albenga“. Guardando la foto è possibile trarne il giudizio sull’affidabilità della risposta.  Nell’altro caso ci è stato risposto che il prodotto era cuneese, quando abbiamo osato fotografare i sacchi hanno subito mangiato la foglia, parandosi davanti ed impedendoci il lavoro. Certo non è una truffa, anche gli extracomunitari hanno diritto di campare e fare affari in occasioni  come queste. Peccato che qualcuno forse meno sensibile alle aspettative dei cittadini-acquirenti, non si sia sentito in dovere di controllare e prevenire. Nessuno si è accorto, neppure al terzo giorno della festa. Solo noi ignari e umili consumatori siamo stati avvertiti e messi in guardia.

I giovani caldarrostai, pare rumeni, domenica al banco di lavoro e vendita alla Festa dell’Olio di Imperia

Non è una piccolezza, in migliaia hanno fatto la coda per assaggiare a pochi euro le castagne. E’ vero che nella monatanara Montegrosso Pian Latte, dagli schermi televisivi di Imperia Tv, abbiamo appreso che per la ‘festa’  (era di fine estate) erano state preparate 16 quintali di castagne nostrane. Più di un intervistato ha parlato della ‘nostra terra’, di rilancio di un prodotto di ‘casa nostra‘, dei ‘nostri boschi‘, di ‘montanari che riscoprono un antico prodotto’. Ad iniziare dal sindaco, ad un consigliere regionale del Pd. Che pessimo servizio al volontariato, al paese dell’Alta Valle Arroscia. L’educazione civica si insegna anche promuovendo la serietà culinaria: quelle castagne ha confidato una ‘cuoca’ arrivavano da Viola, nel circondario di Mondovì. La produzione locale può attendere tempi migliori.

Altri caldarrostai a Imperia alla festa Olioliva: siamo marocchini, le castagne le abbiamo comprate in provincia di Cuneo. Il sacco però non si fotografa

Per il resto, a Montegrosso ottima festa e complimenti a tutti gli organizzatori, compreso il primo cittadino e i montegrossini che hanno dato prova di riscossa, passione, volontariato. E’ l’unico paese delle nostre vallate dove la sinistra ha sempre alzato il vessillo. Ma in Comune alle ultime consultazioni è arrivato il ricambio, sterzando a destra.

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