Trucioli

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Borghetto S.Spirito / L’oggetto misterioso, la bolletta dell’acquedotto

Sono esattamente cinque anni che, regolarmente, denuncio al Comune di Borghetto S.S. ed all’Ufficio Acquedotto il fatto che la bolletta relativa al consumo dell’acqua è incomprensibile. Sfido chiunque a capirla.

Cronistoria:

  1. 2008 – Lettera inviata alla redazione di BORGHETTO NEWS (pubblicata)
  2. 2009 – Novembre, lettera raccomandata indirizzata al Comune
  3. 2010 – Novembre, lettera raccomandata indirizzata al Comune e alla Tesoreria.
  4. 2011 – Dicembre, lettera raccomandata indirizzata al Comune e alla Tesoreria.
  5. 2012 – Dicembre, lettera raccomandata indirizzata al Comune e alla Servizi Ambientali SpA, nella quale comunicavo che avrei pagato solo parzialmente la bolletta, in autotutela, per la mancata osservanza, da parte dell’Amministrazione, delle norme previste dall’art.2, comma 461, lettera a) della Legge 244/2007 (Carta dei Servizi).

 Alle prime quattro proteste non ho mai ricevuto alcuna risposta da parte del Comune. Alla quinta, quella del 2012, è seguita una ingiunzione di pagamento nel maggio 2013, alla quale ha fatto seguito una mia richiesta di convocazione della Commissione di Conciliazione, che ha avuto regolarmente luogo in data 10/07/2013 ed a conclusione della quale l’assessore Emanuele PARRINELLO si è impegnato formalmente a “…valutare quali siano gli elementi necessari per iniziare l’iter dell’adozione della “Carta dei Servizi.” (la Carta dei Servizi è obbligatoria. Ndr)

Una storia lunga e complessa.

Ora , per la sesta volta, mi appresto ad andare a protestare, nuovamente, dall’assessore ai Lavori Pubblici ed all’Ufficio Acquedotto, nella speranza che sia l’ultima.

In questi cinque anni, a Borghetto si sono succedute due amministrazioni: la prima guidata dal Rag. Santiago VACCA, terminata nel maggio 2012 e che nulla ha fatto per ovviare a quanto denunciato, la seconda guidata dal Cap. Giovanni GANDOLFO che ha ereditato, tra gli altri, il problema “Bolletta Acquedotto” e che, finora, non è ancora riuscito a risolverlo.

Bisogna far notare, però, che le responsabilità non sono esclusivamente dei sindaci o degli assessori. Dare la colpa solo a loro sarebbe troppo facile ed ingiusto. Infatti a conoscenza del problema ne erano anche, e soprattutto, i dipendenti comunali dell’Ufficio Acquedotto ed il responsabile di tale servizio.

All’inizio mi era stato detto che la causa dell’incomprensibilità della bolletta era da addebitarsi alla Tesoreria (Cassa di Risparmio di Savona) che stampava in modo sbagliato i dati che il Comune trasmetteva loro per la riscossione. Di tale critica ne informavo la Cassa di Risparmio di Savona che, con lettera indirizzata a me ed all’Ufficio Acquedotto, rispondeva in data 22 dicembre 2011: ” Il nostro Istituto riporta sul bollettino MAV la dicitura trasmessa dal Comune senza alcuna aggiunta né limitazione”.

A questo punto, per quanto mi consta, credo che la responsabilità dell’Ufficio Acquedotto, unitamente a quella degli amministratori, sia chiara ed inconfutabile, ed è anche chiaro che in tutto questo tempo non si sono minimamente attivati affinché le bollette fossero comprensibili e chiare.

E che dire, già che ci siamo, del fatto che l’acqua consumata viene fatta pagare in un’unica soluzione? Ma vi sembra logico? Non viene assolutamente considerato che una famiglia si trova a dover affrontare la spesa dell’acqua proprio a fine anno, quando sono concentrati gran parte degli altri pagamenti e acconti di tasse e imposte. E pensiamo al disagio del gestore di un pubblico esercizio che ha bollette altissime. Ma a chi importa dei cittadini?

Anche di questo si era parlato ma, come tutto il resto, è rimasto lettera morta.

Silvestro Pampolini

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S.Pampolini

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