Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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‘Il cuore di Ormea’ conquista Coldirodi (Sanremo)

Ci voleva la penna, la passione, l’estro, la ‘meditazione’ di una anestesista pazzamente innamorata di Ormea, città paterna, per conquistare un pubblico entusiasta e lettori nel ‘tempio’ della cultura, dell’arte che è il museo di Villa Luca, a Coldirodi, paesino da fiabe sulla collina di Sanremo. “Il cuore di Ormea’ scritto in estate dalla dottoressa Carla Bollini ha fatto da collante al gemellaggio virtuale, tra la cittadina ‘capitale italiana della canzone & canzonette’ e quella che un tempo è stata la ‘regina’ dell’Alta Valle Tanaro. Con il suo Grand Hotel (primo proprietario un sanremese), il casinò e il più  grande lanificio italiano con oltre mille maestranze. Oggi Ormea ha fame di rilancio. Anche un libro di racconti di vita vissuti, tra emozioni e profumi della natura, è occasione di promozione. E la città dei fiori, su delega del sindaco, ha incaricato due consiglieri comunali di ‘onorare’ l’avvenimento culturale. 

‘Il cuore di Ormea’ nel giardino di Villa Luca a Coldirodi: da sn il consigliere Scaffidi, il sindaco Benzo, il consigliere Del Sole, l’autore Carla Bollini e la responsabile del museo Lucetta Vistarchi

A fare gli onori di casa nella splendida ‘residenza Rambaldi’ la responsabile del museo Lucetta Vistarchi, 18 anni di insegnamento alle spalle, laurea in Lettere, diventata l’esperta e anima parlante di un tesoro che merita una visita, ma soprattutto dovrebbe entrare a far parte di un modello di educazione scolastica diffusa. Scoprire come gli artisti si esprimono e raccontano il loro valore, i loro talenti. Un dato per tutti. Lucetta quando indica ed illustra il quadro numero 36, opera di Salvator Rosa, capace di fascino irresistibile, ricorda: ” E’ stato valutato  fino a 11 milioni di euro. Tra queste mura possiamo offrire un laboratorio artistico, una festa del libro,  la mostra dei mostri, dobbiamo soprattutto invogliare i bambini a venire e far si che sia una visita gioiosa”.

Come gioioso è leggere, ripercorrere i capitoli che Carla Bollini propone ai lettori. Trucioli.it, nel mese di luglio, ha già presentato il libro a firma di un critico severo, quale è l’ingegner Filippo Bonfiglietti, discendente di una storica famiglia di Roma e Loano, tra gli innamorati di Ormea dopo aver comprato una mansarda. Per l’amore verso Ormea ha  scritto due libri. Ex dirigente d’azienda in campo internazionale, ha mantenuto un forte senso di coscienza critica che non nasconde in particolare quando si cimenta su questo blog realizzato interamente dal volontariato. E che ha messo al bando la cosiddetta pubblicità per fare cassa. Liberi davvero, a volte di sbagliare.

La scrittrice, alla sua prima esperienza, parla col cuore in onore di una città, Ormea, che adora ed ha sempre ammirato, frequentato. Nelle sue pagine i volti di persone, gli scorci, la natura, i rumori, la malinconia, i ricordi. Non è un inno al lusso, all’edonismo, al consumismo, è il ritratto di chi da decenni osserva, ascolta, ripercorre la storia di Ormea.

Coldirodi, a Villa Luca la presentazione del libro ‘Il cuore di Ormea’

Gli onori di casa hanno coinvolto Loretta Marchi, direttrice dei musei della città matuziana e speriamo possa tornare “perla della Riviera‘ nonostante i troppi scempi ambientali  e sociali.  Capace di cambiare. Non sarà facile, forse ci vorranno generazioni. La sensibilità pare non manchi, come dimostra l’accoglienza alla proposta-testimonianza culturale di Carla Bollini. Al sindaco di Ormea, dr. Gianfranco Benzo, memoria storica dell’alta valle (” Il primo Grand Hotel di Ormea – dice – apparteneva alla famiglia Bensa di Sanremo”), sono stati fatti doni di rappresentanza dai consiglieri comunali Nicla (Argentina Domenica) Scaffidi e Nicolino Del Sole. Particolare l’accenno di quest’ultimo al valore intrinseco del ‘silenzio‘ dimenticato, ignorato dalla ‘società moderna’.  Il ‘silenzio‘ con le sue propaggini, le ricchezze interiori, il suo messaggio. Tra i presenti, numerosi colleghi e colleghe dell’autrice; c’era lo scultore Elio Lentini, fama internazionale conquistata dal ‘trono-laboratorio’ di Dolceacqua. Un personaggio tra i benefattori dell’Unicef.

 

 

 

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