Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Mendatica, cronaca dal Comune tra tasse, frana, disagi degli alunni (bus soppressi)

Sabato 5 ottobre 2013. Il Consiglio Comunale a Mendatica inizia puntuale, alle 17,30. I consiglieri prendono posto, il Sindaco anche. Il clima è estremamente serio, gli atteggiamenti composti, le voci mantenute nel tono monocorde tipico delle funzioni religiose. Breve introduzione del primo cittadino Piero Pelassa, dopo i necessari adempimenti normativi,scanditi dalla efficiente e preparata segretaria. Poi la capogruppo della minoranza, Antonella Solieri, chiede subito la parola.

Mendatica, foto d’archivio con la giunta comunale, consiglieri, dipendenti ed ex dipendenti nella festa di commiato a dr. Nino La Manna

Si tratta di una protesta presentata per iscritto che lamenta la mancanza di democratica collaborazione che ha reso oltremodo difficile l’inserimento negli ordini del giorno dell’argomento riguardante la preoccupante frana che mette in pericolo quasi tutto il paese. La protesta viene sottolineata dal proposito di astensione da qualsiasi votazione nella seduta. Si chiede, inoltre, che l’argomento venga trattato subito. Si passa alla votazione. Sette favorevoli,uno contrario, quattro astenuti .

Si entra subito nel merito con la dichiarazione del Sindaco riguardante l’avvenuta concessione del contributo da parte della Regione di Euro 585.400 che sono state integrate con Euro 15.600 dal Comune. Il totale di Euro 600.000 è l’importo relativo al primo lotto dei lavori per il contenimento della frana. La portavoce della minoranza, si dice interprete di quesiti posti dalla gente e ne inizia la formulazione.

La borgata Piano di Mendatica evacuata con 40 abitazioni tra prime e seconde case

Domanda: “Perché i lavori sono iniziati nel Rio Mulino anziché nel Rio Riazzo come previsto? “Risposta: “Questi lavori facevano parte del vecchio progetto di regolamentazione delle acque di superficie finanziato a suo tempo dal ministero dell’ambiente con Euro 500.000 ,poi erano stati interrotti per accorparli nel progetto presentato nel 2009 illustrato alla popolazione nella seduta consigliare  appositamente convocata”.

Domanda: “In percentuale, quanti di questi lavori non sono stati eseguiti?” La risposta è reticente e divagante. Insistenza da parte della Solieri che ottiene un sofferto “Tre quarti“.

Domanda : ” Di quei 500.000 Euro, quanti sono rimasti a disposizione?” Risposta: “15.600 Euro già conglobati nel nuovo finanziamento.” L’espressione dei consiglieri di minoranza è eloquente.

Domanda: “Quando e come proseguiranno questi lavori? ” Risposta: Lunedì 7 ottobre inizieranno col rifacimento totale del Rio Riazzo,compresa la parte sotto l’asfalto,con rifacimento fogne e acquedotto potabile. Si interverrà sulla strada che unisce via Marconi con via Riazzo con rifacimento fogna e eliminazione del parcheggio”.

Domanda: “E i lavori del nuovo progetto? “ Risposta: “La Ditta francese che eseguirà i lavori ha già inviato i suoi tecnici sul posto i quali hanno chiesto modifiche del progetto come lo spostamento sotto via Marconi del posizionamento dei dreni (pozzi speciali) e aumento considerevole  del loro numero  perché la zona è stata ritenuta  quella di massima concentrazione della falda . Le variazioni sono state ottenute.”

Domanda: “Sarà possibile ottenere aiuti economici per i privati colpiti da ingenti danni?” Risposta: “Purtroppo lo stato di calamità naturale era stato respinto,quindi ,al momento non esiste nessuna possibilità al riguardo”.

Domanda: “Nella famosa seduta consigliare era stata  formulata in extremis una seconda domanda di concessione di stato di calamità naturale,viste le condizioni del paese mutate tragicamente. E’ stata respinta anche quella? . Risposta: “Non si sa ancora nulla”. Intanto alla porta si affaccia un politico di serie superiore, interessato personalmente al problema, saluta con la mano e sparisce. Strategia politica?

Domanda: “L’esenzione dei tributi riguarderà anche l’IMU ?” Risposta: ” No.Questa tassa è di competenza dello Stato. Per il momento la situazione è ancora incerta”.

Domanda: “L’Elenco degli aventi diritto alle esenzioni presenta notevoli lacune.Come mai?” Risposta:”E’ prevista una delibera aggiuntiva per sanare le mancanze.” Poi con l’illustrazione da parte della segretaria, si affronta il problema della strutturazione della TARES. La materia è complessa, di difficile comprensione, salvo qualche esempio sulle tariffe che, si assicura , sono state contenute nei parametri già esistenti. Si passa alla votazione. Favorevoli otto, contrari nessuno, astenuti quattro. La maggioranza non alza nemmeno la mano.

Alcune considerazioni fuori ordine del giorno sui problemi dei trasporti pubblici soppressi, con disagi pesanti agli alunni che si recano a scuola ad Imperia  e ad Albenga scuote un poco l’assemblea. Dichiarazione di chiusura del Consiglio. I consiglieri di maggioranza si animano improvvisamente e guadagnano l’uscita. Sulla piazza il gruppo di minoranza si intrattiene con due proprietari di case pesantemente danneggiate, unici spettatori esterni, che ottengono assicurazione di costante vigilanza  sui futuri sviluppi. La porta della speranza si è appena appena aperta anche se la speranza è offuscata dall’amarezza dei gravi colpevoli ritardi. Speriamo che non piova! Sì! Speriamo che non piova! Buon autunno anche a Mendatica. E poi il lungo inverno, il letargo.

 Nello Scarato

IL SECOLO XIX: ‘Dopo la lunga morte del paese’ ecco ‘Mendatica pronta alla supermissione per salvare Borgo Piano dalla paleofrana’.

Era ora che il maggiore quotidiano ligure, negli ultimi anni tra i più battaglieri con la sua edizione della provincia di Imperia-Sanremo, si occupasse della cronaca e dell’attualità di Mendatica. E’ vero che, come in tutti i piccoli paesi di montagna sono state  soppresse edicole e persino rivenditori di giornali, ma il comune resta sempre un importante punto di riferimento sia nell’imperiese, nel savonese e anche nella provincia di Genova. Tenere desta l’opinione pubblica significa pure fare pressione sul quel mondo della politica (e dei suoi principali attori) che pesa nelle scelte (o non scelte) il numero di elettori. Purtroppo.  A questo si aggiunga l’inesperienza degli amministratori e della popolazione locale alle manifestazioni di protesta, tipo quelle che spesso la Tv ci mostra, anche in Liguria, con quattro gatti, ma capaci di ‘far cronaca’. A Mendatica e dintorni questo forse è mancato, in perfetta buona fede, come strumento per denunciare l’abbandono di una vallata e del suo cuore pulsante: la stazione invernale ed estiva di Monesi, sorta a fine anni 50 e ferita mortalmente nei primi anni ’80.

Due, negli ultimi giorni, le notizie che meritano di essere lette. La prima l’ha diffusa il dinamico Marco Scajola – presenzialista in stile zio Claudio, assai meno di papà Alessandro ex deputato Dc, fino alla settimana scorsa influente vice presidente della Carige – ricordando:  “L’assessore Briano, da me interpellata, ha preannunciato un’importante novità. Nella giunta di venerdì 11 ottobre verrà portato il parere di Via sul cui esito c’è un certo ottimismo….Per il rilancio economico  di Monesi e dell’entroterra è fondamentale che si arrivi alla conclusione di questa opera che rappresenta un importante indotto sia nella stagione invernale che in quella estiva per l’imperiese e la Valle Arroscia”.

Scajola junior a questo punto pare dia per scontato che la seggiovia ha finalmente ottenuto il consenso all’apertuna annuale e non solo invernale come, ai limiti della follia anti pragmatica, era stato autorizzato con la costruzione del primo tronco e che invano avevamo criticato, prevedendo il flop della gestione, sia con la neve, sia senza. C’è stato un ‘buco’ nei bilanci, soldi dei cittadini sprecati e nessuno fa autocritica, proprio oggi che si sbandiera la mancanza drammatica di risorse. In una sana azienda privata chi sbaglia o manca gli obiettivi viene accomodato alla porta, a Imperia e non solo, spesso invece si fa carriera. E il cambiamento è davvero in salita.

Speriamo che l’unico Scajola destinato a rimanere a lungo sulla scena pubblica, accetti i saggi suggerimento di un politico di lungo corso  con i limiti e difetti. Vedi Casini, il quale ripete: “Serietà impone che si dia la massima divulgazione a risultato raggiunto, anziché privilegiare gli annunci-spot”. Piccolo consiglio, non richiesto, a Marco Scajola: si risparmi qualche ‘contraddizione di troppo’ quando annuncia in tivù  che occorre seguire la strada tracciata del coordinatore nazionale Denis Verdini, il banchiere e massone fiorentino, pluri-inquisito da varie procure italiane. Sarà un perseguitato dalle toghe rosse come zio Claudio ?   Suvvia, qualcuno faccia sapere al dinamico Marco che riflettere prima di ‘aprire bocca’ è la prima regola dei scafati Lord inglesi, quelli si massoni di valore e da rispettare, eccezioni a parte.

Lo spunto della seconda notizia scaturisce dalle sagge dichiarazioni al Secolo XIX del sindaco di Mendatica, Piero Pelassa, ex artigiano, pensionato con l’hobby dell’azienda agricola e speriamo presto dell’apertura di un Bed&Breakfast, in località La Penna (vecchio rustico ristrutturato magistralmente, nel rispetto architettonico)  e di un piccolo agriturismo nella parte alta di Mendatica. Insomma, una famiglia che alle parole, fa seguire i fatti, il buon esempio del fare.

E una promessa su questo fronte l’hanno fatta i due personaggi in auge di Imperia Tv, il padron Francesco Zunino e l’amico chef  Renato Grasso, protagonista della trasmissione culinaria con Federica La Corte: “Chissà che anche noi non investiamo a Mendatica con un’attività enogastronomica, ci stiamo pensando”. Anche perchè dopo tanto spronare i telespettatori, con il motto ”andate e combattete’, potrebbero fare i generali eroi con ‘iniziamo noi’. O meglio darebbero man forte a chi già si prodiga in aree depresse. Tornando al sindaco Pelassa  ha gettato acqua su possibili illusioni di soluzione definitive  della maxi frana: “Non siamo sicuri dei risultati, ma dobbiamo fare tutto il possibile.…”

Gli evacuati della borgata : “Siamo molto preoccupati – hanno dichiarato  a Giorgio Bracco e Ino Gazo del Secolo XIX –  l’arrivo della brutta stagione con pioggia e nevicate, non ci fa dormire la notte.  La paleofrana è sempre lì e dobbiamo sollecitare  i lavori”.

Bisogna riconoscere che diversamente da molti altri dissesti idrogeologici non c’entra la speculazione edilizia e la ‘logica perversa’ degli affari. Eppure sono in molti a chiedersi:  si poteva quantomeno prevenire, evitare che ristrutturazioni, acquisti di prime e seconde case, non si trovassero con l’amarissima sorpresa dello’ sgombero per frana’?

C’è chi  fa ricorso alla memoria recente, un esposto della minoranza consiliare del 20 dicembre 2011. Senza strascichi, peraltro. Bisognerebbe capire se c’erano dei tecnici incaricati di seguire nel tempo altri movimenti franosi che hanno interessato Mendatica; loro, quantomeno, hanno competenza in materia e ddovrebbero essere i primi a segnalare eventuali minacce di pericolo all’amministrazione comunale, alle istituzioni.

In questo momento è  tuttavia prioritario unire gli sforzi, se ci sono state responsabilità ognuno può rivendicarle sia in sede civile, sia penale.

L.C. 

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