Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Al via il progetto di energia rinnovabile valli alpine imperiesi e cuneesi: 11 Comuni, 2 Province. Ormea capofila filiera del bosco

Non è mai scesa in campo mamma Rai (servizio pubblico) per informare i cittadini che 11 comuni dell’imperiese e cuneese, due province, 2 regioni, 1 parco, una Comunità Montana, dal 2002 sono impegnati per dare avvio, concretezza al ‘progetto pilota’ del ‘Programma di sviluppo locale delle Alpi Liguri’, con il coinvolgimento dell’Alta valle Tanaro (Piemonte) e dell’Alta Valle Arroscia (Liguria).  Finalmente hanno deliberato tutti gli aderenti il ‘protocollo di intesa territoriale per la costruzione di un sistema integrato di filiera: legno, energia, sviluppo’. Ultimo comune, Montaldo di Mondovì. 

Il Comune di Ormea, con il sindaco, dr. Gianfranco Benzo, è soggetto capofila per il progetto, il coordinamento delle attività tecniche ed istituzionale nei rapporti con gli enti sottoscrittori. Un impegno e una sfida non comune.  Una vera e propria novità almeno per il Bel Paese, mentre realtà analoghe sono già operative in Austria,  nel Nord Europa, Stati Uniti, Canada.

Il sindaco Benzo, diventato un esperto del progetto nei suoi vari e complessi aspetti, per ora preferisce evitare di rispondere all’interrogativo: se non si ripresenta (come già annunciato) o non sarà rieletto chi può portare avanti un bagaglio di conoscenze ed esperienza maturata alla sua stregua?

Il primo cittadino parla invece con passione  e completezza di quel ‘progetto strategico’ che, attuato, porterà una vera e propria rivoluzione in un patrimonio fino ad oggi abbandonato a se stesso, quindi improduttivo.  “Realizzare la filiera del legno nel suo complesso – osserva Benzo –  significa gestire bene il bosco, un tesoro comune; significa avere un unico interlocutore, che provvedere alla coltivazione del bosco, al suo utilizzo e sfruttamento razionale alla stregua di azienda produttiva, come avviene in altri paesi, con ottimi risultati per la popolazione e l’economia locale. Boschi non più abbandonati a se stessi, ma produttivi, puliti, risparmiati dagli incendi, utilizzati da anti frane a valle.”

La prossima tappa del lungo iter (peccato davvero che proprio la Rai non abbia sensibilizzato l’opinione pubblica, ignorando il tema) sarà la gara di affidamento per la ‘competizione’ tra i soggetti che dovranno dare vita alla filiera.  Imprese e gruppi di imprese che hanno già manifestato il loro interesse, da varie regione d’Italia. Sarà scelta la migliore proposta sulla base di una traccia indicativa sui requisiti e gli obiettivi da perseguire.  La seconda tappa è la presentazione vera e propria della proposta, quindi si passa alla gara. C’è chi prevede che tutto questo possa avvenire entro la fine dell’anno. E’ in gioco, manco a dirlo, la credibilità e l’esperienza dello stesso sindaco Benzo. Per lui si tratterebbe non solo di una vittoria personale, ma di dare finalmente sostanza, dopo anni  di incuria della politica del fare, al concreto rilancio della montagna cuneese ed imperiese.

Il passo successivo sarà l’inizio della lavorazione del legno e la produzione di energia pulita. Viene definito nelle delibere degli enti pubblici ” sviluppo sostenibile  a tutela degli interessi della popolazione residente…con un sistema integrato tra le risorse forestali locali, un’impresa di lavorazione del legno, un impianto di cogenerazione di energia elettrica e termica…con durevoli soluzioni per l’utilizzo integrato ed integrale delle biomasse forestali, con impiego degli scarti per ricavare energia rinnovabile nelle alte valli alpine….Il progetto sancisce la gestione associata del patrimonio forestale pubblico e privato, con attività di selvicoltura, tutela e vigilanza… valorizzazione  del potenziale di energia termica, la riconversione funzionale delle aree dismesse, aumento conseguente di livelli occupazionali, salvaguardando le caratteristiche strutturali ed ambientali dei territori montani”.

Da qui l’importanza di uno sviluppo durevole per le comunità coinvolte, il necessario coinvolgimento della cittadinanza e del partenariato socio economico.  L’interesse a riconvertire le aree industriali dismesse. In questo caso il conferimento del legno, in misura prioritaria, è previsto nel Centro per la lavorazione e trasformazione dello stesso, anche a fini energetici, nell’ex area Cartiera di Ormea.

Il protocollo di intesa è stata firmato, nella sua interezza, da Ormea, Frabosa Soprana, Pamparato, Montaldo di Mondovì, Priola, Armo, Briga Alta, Montegrosso Pian Latte, Mendatica, Cosio d’Arroscia, Pornassio,  la Regione Piemonte e Regione Liguria,  Provincia di Imperia e Provincia di Cuneo,  Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, Camere di Commercio di Cuneo e Imperia, Università degli Studi di Torino, Corpo Forestale dello Stato e Parco Alpi Liguri.

Tra le difficoltà superate nell’iter, con l’immancabile freno della lentocrazia burocratica (numero di adempimenti), anche quello che  quattro anni fa  aveva visto tutti gli altri comuni della Valle Arroscia Comuni “all’adesione del legname del soprassuolo delle proprietà boschive comunali, per la realizzazione di un impianto di cogenerazione e distribuzione del calore alimentato a biomasse di origine agro-forestale”. Una delle tante pagine da dimenticare di malgoverno nell’imperiese che cavalcava l’affarismo. In ballo una multinazionale, legata presumibilmente ad interessi inconfessabili di politici e potentati locali che appoggiavano l’iniziativa avversata peraltro da una minoranza, seppure combattiva, in particolare a Pieve di Teco.  Ci fu un’indagine penale, sequestri, avvisi di reato. Non conosciamo l’esito finale, se non quello amministrativo legato ad un responso del Tar e ad una nota dell’Amministrazione provinciale di Imperia del 10 agosto 2012. L’organo amministrativa, con sentenza, bloccava  il progetto di centrale a biomasse di Pieve di Teco. Prevedeva l’impegno dei comuni a rifornire il legno per il funzionamento dell’impianto. L’azienda privata, visto fallire il progetto, e dopo aver partecipato ad una gara pubblica, chiedeva i danni.  Finalmente si è posto la parola ‘fine’ al contenzioso, da qui l’adesione al nuovo progetto cuneese-imperiese.

Un tema da svolta storica, non sappiamo quanti cittadini delle due province lo conoscano. Una pagina da incorniciare e da tenere d’occhio, anche se pare non faccia notizia.

Luciano Corrado

 

L.Corrado

L.Corrado

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