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Balestrino – Toirano, rubata statua antica nella cappella privata dell’800 dove mamma Marina è l’unica campanara ligure

Le montagne alberate che ‘avvolgono’ Balestrino, affacciato sulla ”rapalizzata’ costa loanese-borghettina, custodiscono il più piccolo santuario privato della Liguria. Sconosciuto alla stragrande maggioranza dei cittadini della stessa valle.  Non c’è traccia nelle pubblicazioni locali. Eppure la chiesetta, iscritta a catasto come edificio di culto, custodisce un atto di fede bellissimo. Un semplice muratore, origini genovesi, costruì con le sue mani il piccolo tempio, arricchendolo di una statua della Madonna della Guardia. Forse dono degli eredi del marchese Del Carretto. Altra notizia inedita: la Madonna, scolpita su marmo bianco e risalente a fine ‘800, è stata rubata da trafficanti d’opere d’arte. La denuncia ai carabinieri non ha dato esito. Ora c’è una benefattrice che promette una lauta ricompensa per ritrovarla.

Balestrino, Marina Baracco il giorno della Madonna della Guardia nel ruolo di campanaro della antica cappella privata

Balestrino – come ha scritto il veterano giornalista Antonino Ronco nell’enciclopedia della Liguria, edita dal Secolo XIX nel 2000, con il coordinamento  Mario Marcenaro e Mario Paternostro -,  è stata teatro di una storia di apparizioni della Vergine iniziate alla fine degli anni ’40  e concluse negli anni ’70.  Nell’agosto 2012 è stato data alle stampe dalle edizioni “Del Delfino Moro” di Albenga, un libro di 104 pagine, ricco di foto e documenti, scritto da Maria Pia Zacchi. Titolo:  ‘Monte Croce‘ e narra  la vita della veggente Caterina Richero. A 750 metri sul livello del mare è stato costruito un santuario meta di pellegrinaggi e che dovrebbe lasciare il posto ad un edificio di culto assai più ampio e suntuoso.

E’ invece quasi una bomboniera in pietre, calce e cemento, seppure assai datata e realizzata in due tempi, la chiesetta della Madonna della Guardia ai confini tra Toirano (giurisdizione della parrocchia) e Balestrino (giurisdizione del Comune). La denuncia di furto descrive:  “…Questa mattina, verso le 8, mi sono recato  presso la cappella ‘Du Sese’, in località Bandiassa di Balestrino, edificata verso la fine del 1800. ..Mi sono reso conto che ignoti, previa forzatura della porta secondaria, pertinente alla sacrestia, utilizzando un piede di porco, sono penetrati all’interno asportando una statua antica, raffigurante la Madonna della Guardia, in marmo bianco di altezza 70 cm, e peso un quintale, di scultore sconosciuto…Non sono in grado di indicare il valore venale e non ho sospetti…”.

Nella nicchia una piccola copia della statua marmorea trafugata della Madonna della Guardia

L’area è interamente boschiva, raggiungibile solo a piedi attraverso due sentieri. Uno inizia da una strada della borgata Barescione (Balestrino), l’altro dalla periferia sud di Balestrino. Difficile credere che solo una persona possa aver trasportato sulla schiena per una ventina di minuti, lungo un rapido sentiero, la pesante scultura. Non è zona frequentata, se si fa eccezione per battute di caccia e funghi. O ancora,  chi in una cerchia famigliare e di amici era uso raggiungere il solitario tempietto in occasione della festività della Madonna della Guardia.

Racconta uno dei congiunti delle famiglie Pertuso-Baracco che, per linea ereditaria peraltro da completare, custodiscono amorevolmente la cappella: “Un giorno ci ha raggiunto un conoscente, cittadino tedesco e tra una battuta e l’altra, forse da intenditore in quanto architetto, ci ha consigliato di trasferire la statua, sostituendola con una copia. Ci ha fatto capire che aveva un certo valore per una serie di motivi…Aveva ragione e, manco a dirlo, non vogliamo certamente indicarlo quale mandante o corresponsabile”. E’ stato profeta.

Non è un mistero che anche nel savonese abbiano operato in tutti questi anni trafugatori di opere sacre, ai danni soprattutto di chiese di paesi dell’entroterra. In questa caso non si tratta però di un tempio frequentato, aperto al pubblico. La porta di apre solo per la ricorrenza e celebrazione della festa della Madonna della Guardia di fine agosto.

Il sacerdote celebra la Messa nella cappella privata di Balestrino per la festa della Madonna della Guardia

L’appuntamento si è ripetuto anche quest’anno. Una quarantina i fedeli, tra essi giovani mamme e figlioletti, presenti alla cerimonia, con la S. Messa – tra canti, preghiere, comunione, raccoglimento – celebrata dal giovane parroco di Toirano. Nella omelia ha rimarcato che di fronte  allo sfascio di tante famiglie, in tempi moderni,  “abbiamo il fulgido esempio di Luigi Boccardo“, uomo semplice, laborioso, di fede, che emigrato ragazzo, a Toirano, dalla natia Langasco (Campomorone)  ha mantenuto fede al voto di famiglia affinché  fosse realizzata, su questo monte, un tempio dedicato alla Madonna della Guardia molto venerata, da secoli, dalle famiglie genovesi.

I coniugi Marina e Sergio Pertuso la vigilia della festa della Madonna occupati nella pulizie della cappella di famiglia a Balestrino

Ha fatto gli onori di casa mamma Marina Baracco alla quale viene riservato il compito di campanaro dell’antica campanella. I rintocchi risuonano nella valle per ricordare l’appuntamento annuale. Con lei il marito Sergio Pertuso, i figli  Mara, terzo anno di Agraria e Luca, quinto anno all’Itis. La famiglia Pertuso abita a Cosciente, frazione di Cisano sul Neva e Sergio, dipendente Autofiori,  è stato vice sindaco nell’ultima legislatura, interrotta per l’arrivo del commissario prefettizio. Causa crisi politico-amministrativa.

Una figlia di Boccardo sposò un Pertuso, nacquero tre fratelli e una sorella. Ora siamo alla quarta generazione e nell’asse ereditario c’era pure un Pertuso, sposato, senza figli, deceduto a metà degli anni ’80.  C’è, inoltre, un cugino che ha acquistato, tra l’altro, un oliveto sottostante la cappella, in piccola parte realizzata – si è scoperto – nella proprietà dei Marchesi del Carretto, consenzienti.  E qui nasce un piccolo ‘giallo’, comune peraltro a molte altre proprietà di antiche famiglie nobili. Al catasto, censita con classificazione propria degli edifici destinati al culto, la particella del ‘santuario’ risulta intestata a Teresa Icheri di San Gregorio, non più in vita, discendente degli eredi proprietari  del Castello di Balestrino.

Castello che risale alla seconda metà del Cinquecento, quando il centro del paese si trasferì  al borgo dalla sua prima ‘capitale’ Bergalla dove la famiglia dominante ( Bava) aveva  un rozzo castello. Lo storico Antonino Ronco  scrive che “la costruzione dell’edificio comportò grandi fatiche e sacrifici per i sudditi, del cui malcontento approfittarono agenti forestieri per sobillare la popolazione e ordire una congiura che sfociò nell’assassinio del primo marchese di Balestrino, Pirro II e della sua convivente. Il figlio, erede dell’ucciso, riportò l’ordine nel dominio ed inasprì le leggi amministrate da un tribunale feudale.  Il Seicento, per Balestrino, fu invece  un secolo di massimo splendore. Soltanto nel 1794-’95, durante l’invasione delle truppe rivoluzionarie francesi, il paese fu occupato e il feudo teatro di violenti scontri, sanguinose rappresaglie…Seguirono altre vertenze e nel 1815 seguì l’unione della Liguria al regno di  Sardegna e la nascita del nuovo comune.  Le leggi piemontesi consentirono infine la costruzione della prima strada rotabile che aprì la valle”.

La venerata statua trafugata racchiude un valore affettivo e di fede, ma non solo. Il committente ha lasciato un capolavoro ai posteri, soprattutto da venerare. Il ricordo del muratore ci tramanda un esempio di devozione alla Madonna della Guardia  che  lascia indifferenti. La sua umile e nel contempo ricca testimonianza deve scuotere il cuore e le coscienze di chi ha compiuto il furto e del probabile acquirente- ricettatore.

Ben venga  il generoso gesto di un’anziana benefattrice che mette a disposizione una significativa somma di denaro da devolvere a chi potrà far recuperare  la statua che presenta un particolare segno di riconoscimento. La Madonna della Guardia illumini quanti potranno compiere un gesto di misericordia e di pietà. Telefonare al 338472499. Ogni segnalazione può essere utile. Grazie.

Luciano Corrado

Il parroco di Toirano durante la breve omelia nella cappella di Balestrino

Fedeli in preghiera nel giorno della festività della Madonna della Guardia

 

I fedeli sono accorsi da Balestrino e Toirano per la S.Messa .

 

Il nonno, mamma Marina ed il figlio Luca al lavoro nella cappella nei giorni precedenti la festività della Madonna della Guardia

 

L’altare della cappella privata, sullo sfondo copia della statua della Madonna della Guardia che è stata trafugata

 

Devozione, canti e preghiere nella piccola cappella per la Madonna della Guardia

 

 

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