Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano/ ‘La mia Suzuki ha 30 anni, da autocarro a vettura, unica in Liguria’

Gianni Bruzzone, titolare dell’Agricola di Loano, ai confini con Borghetto, circola con un’auto unica in Liguria, 3 o 4 a quanto si dice in Italia. Importata dal Giappone, 29 anni fa, in provincia di Cuneo come autocarro. Destinata alla demolizione e ‘salvata’ per un soffio, dopo lungo servizio. Il tachimetro indica 60 mila chilometri, ma il motore è stato rimesso a nuovo. 4 marce, più la ridotta e ruote motrici. Decappottabile, 4 posti  a sede, ridotti a 3 nel caso di traino. Una rara ‘signora’ che attira la curiosità. Il popolare Gianni, già giovanissimo candidato Dc, una recente delusione elettorale i liste civiche, appartenente ad una storica famiglia di commercianti (papà e mamma per decenni hanno gestito una negozio di alimentari in via Garibaldi), dopo la morte della moglie e la nuova compagna, abita ad Alassio e una casa, per i fine settimana estivi, a Calizzano.
Gianni Bruzzone, orgoglioso, sale sulla Suzuki di 30 anni, unica in Liguria e già autocarro

L’autovettura importata dal Giappone il 13/01/1984; immatricolata in Italia come autocarro con portata KG. 290,  a benzina. 12 km con un litro, 900 cc di cilindrata.

L’autocarro è stato usato in Italia per 25 anni. Nel 2007, acquistato in quel di Genova,  sicuramente da un demolitore, da tale Nello Riccardo,mago della Suzuki”. Noto perché elaborava motori Suzuki per le competizioni.
Con tanta pazienza e molta esperienza  l’ha smontata e rimontata con pezzi originali. Nel frattempo trasformata in vettura. E’ infatti riuscito a far immatricolare  l’autocarro in autovettura, con tanto di collaudo.  Trovando i pezzi originali.
Basti pensare che i sedili posteriore, acquistati in Austria. Per renderla più affidabile e sicura ha voluto sostituire i freni anteriori, che erano a tamburo, con freni a disco che la Suzuki ha montato su questo tipo di macchine solo in  anni successivi.
Nulla di eccezionale si direbbe – commenta radioso Gianni Bruzzone-,  ma  bisogna conservare e far rivivere  il più possibile le vecchie glorie. Forse nel subconscio ci sembra di essere ancora giovincelli . Sicuramente per me è così  perché gli anni non si leggono sulla carta d’identità,  ma nelle azioni delle persone, dalla voglia di continuare ad essere sulla breccia”.
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